Con "My my generation" tornano i Decibel

A distanza di 40 anni la reunion dello storico gruppo punk fondato da Enrico Ruggeri

Siamo nel 1977. Mentre il punk prende piede in tutto il mondo, tra i banchi di scuola del Liceo Berchet di Milano, Enrico Ruggeri fonda i Decibel insieme agli amici Silvio Capeccia e Fulvio Muzio.
Oggi, a distanza di 40 anni, i pionieri del punk in Italia si riuniscono e pubblicano “Noblesse Oblige”, un album con 12 brani inediti e 3 grandi successi. Il disco, in uscita il 10 marzo, sarà disponibile da venerdì in pre-order in tutti gli store online, e su Amazon in una "Superfan Limited Edition*.
Primo estratto è “My my generation”, il nuovo singolo in radio e in tutti gli store digitali da venerdì 24 febbraio. Un ritmo incalzante sottolinea quella che si candida ad essere la grande sorpresa del 2017: un brano fuori da ogni schema, il passato che diventa futuro, la generazione del rock che colpisce ancora. Tra suoni vintage e slogan cantati la canzone si conclude citando tutti i numi tutelari del punk. I Decibel ci sono mancati: finalmente ritornano a segnare la strada.
Da marzo i Decibel saranno in tour, queste le prossime date confermate: il 17 marzo a Castelleone - Cr (Teatro del Viale); il 18 marzo a Pomezia – Rm (Club Duepuntozero); il 25 marzo a Perugia (Teatro Morlacchi); il 28 marzo a Torino (Club Le Roi); il 29 marzo a Asti (Teatro Palco 19); l’8 aprile a Genova (Teatro della Tosse); il 10 aprile a Milano (Teatro della Luna); il 26 aprile a Bologna (Teatro Il Celebrazioni); il 18 maggio a Bergamo (Teatro Creberg); il 19 maggio a Nova Gorica (Casinò Perla).
 

File.41: Smania Uagliuns - intervista

Il singolo presentato è "Portami via da qua"

Gli Smania Uagliuns sono una band molto originale, un trio composto da The Agronomist, Pastor Flava e Gianni Lofrano.
Il loro ultimo brano è "Portami via da qua", prodotto da Freshbeat. Il video, diretto da Jacopo Zangrilli, è stato realizzato in motion graphic.
Portami via da qua racconta i rapporti sentimentali dal punto di vista delle nuove generazioni, quei “millennials” che si trovano a vivere - tramite social network, chat, app o siti di incontri - relazioni estemporanee e a distanza o semplicemente ad avere dei tipi di approccio che in passato non esistevano ma che, da qualche anno, sono all’ordine del giorno. Il brano è una sorta di inno di questi “nuovi amori”. 
Abbiamo intervistato due componenti degli Smania Uagliuns, The Agronomist e Gianni Lofrano per presentare "Portami via da qua".
L'intervista con gli Smania Uagliuns andrà in onda:
Giovedì 16 febbraio 2017 alle 16:35 e lunedì 20 febbraio alle 10:10. Stay tuned!
 

Considerazioni alla fine del Festival

Qui tutte le interviste che abbiamo realizzato

IL COMMENTO
Il Festival di Sanremo 2017 è quindi archiviato con la bella vittoria di Francesco Gabbani. E' stato il terzo Festival consecutivo che Radio41.it ha seguito e, ancora una volta, oltre ad essere in sala stampa dell'Ariston per le prime tre serate e del Palafiori per le ultime due, abbiamo partecipato ad una serie di conferenze stampa degli artisti in gara, oltre a realizzare delle interviste singole con alcuni di questi.
Essere a Sanremo significa trovarsi in un gigantesco circo, a tratti incomprensibile. Una girandola frenetica di eventi, appuntamenti, musica, gossip, comunicati stampa da leggere, registrazioni di effettuare e controllare, articoli da scrivere, corse contro il tempo, telefonate ai discografici, incontri fortuiti, incontri mancati, appuntamenti presi per le interviste, appuntamenti annullati, appuntamenti improvvisati, ore piccolissime. 
E poi tanta, tanta strada da fare a piedi per spostarsi da un albergo all'altro per intercettare i cantanti, gli ospiti stranieri, gli ospiti italiani. Gli alberghi fondamentali a Sanremo sono tre, principalmente: "il Londra", "il Royal", "il Miramare", come noi inviati li chiamiamo amabilmente. Lì si fa la caccia all'artista. Oppure ci vai perché ti hanno fissato un'intervista.
I discografici o gli uffici stampa, costretti a loro volta a ritmi massacranti, ti concedono gli artisti a gocce e spesso nemmeno una goccia. Ovvio che se sei una grande testata o la Rai, la cosa diventa molto più semplice. Se non appartieni ai grandi, devi lottare per ottenere qualcosa.
Questo qualcosa, al di là di un selfie o due parole, può essere una breve intervista o, nel migliore dei casi, un'intervista più lunga. Ti puoi accontentare, spesso, del saluto del cantante alla tua radio, così puoi utilizzare più volte questo messaggio. Che poi, a conti fatti, piuttosto che un'intervista, che ha vita breve, il saluto lo puoi riutilizzare sempre.
A Sanremo si dorme pochissimo. Alcuni, che partecipano alla movida sanremese (tipicamente in Piazza Bresca) dopo la serata del Festival, nemmeno dormono.
A Sanremo, se fai l'inviato, poi, mangi poco e male. Non hai tempo o arrivi a dimenticartene. Per poi mangiare di fretta un toast appena puoi.
A Sanremo incontri artisti dimenticati, artisti emergenti, semisconosciuti, sosia di qualcuno, aspiranti talenti, talenti mancati, autentici fenomeni da baraccone.
A Sanremo, ogni tanto, ti incanti a guardare il lungomare, le luci del Casinò, il mare, le palme e alcuni scorci e ti rendi conto di quant'è bella e di quanto deve essere incantevole una volta svuotata da questa follia collettiva annuale.
Poi, quando tutto finisce e torni a casa, ti restano i bei ricordi, il fatto che ti sei divertito, il fatto che sei stato dentro un evento unico, un rito che, sempre e comunque, si rinnova ogni anno. E sei felice di esserci stato. Provi, incredibilmente, anche una fitta di malinconia.
(gm)
 

Francesco Gabbani vince Sanremo 2017

Seconda Fiorella Mannoia, terzo Ermal Meta

L'annuncio arriva tardi, molto tardi. E' Francesco Gabbani con la sua "Occidentali's Karma" il vincitore del 67° Festival della Canzone Italiana. Una vittoria netta e meritata, visto il successo che in poche ore ha accolto il nuovo, geniale brano del cantautore toscano.
Al secondo posto, con grande onore, la regina Fiorella Mannoia, protagonista di uno splendido, generoso Festival, grazie alla bellissima "Che sia benedetta". Terzo posto per Ermal Meta con "Vietato morire", brano che ha confermato il suo grande talento come artista, ulteriormente dimostrato dalla vittoria nella serata cover.
Dopo la vittoria nella serata delle cover, Ermal Meta si porta a casa un altro riconoscimento prestigioso: la sua "Vietato morire" si è aggiudicata il Premio della Critica Mia Martini - Sezione Campioni. Meta ha avuto 37 voti e ha preceduto Fiorella Mannoia con 32 preferenze e Paola Turci con 15. Hanno votato 115 giornalisti accreditati presso la sala stampa dell'Ariston Roof.
A Fiorella Mannoia, con il brano" Che sia benedetta", è andato il Premio della Sala Stampa Lucio Dalla - Sezione Campioni. La cantante ha ottenuto 37 preferenze.
Sempre la Mannoia vince il Premio Sergio Bardotti per il miglior testo con il brano" Che sia benedetta".
Il Premio Giancarlo Bigazzi per il miglior arrangiamento va ad Al Bano con "Di rose e di spine".
Il Premio Tim Music è per Francesco Gabbani con "Occidentali's Karma".
 
Dalla sua prima esibizione lo scorso mercoledì si era capito che qualcosa era scattato, che un segno in questo Festival stava per essere lasciato. Il ritmo, l'elettonica, il testo, l'allegria e, soprattutto, il ballo e lo scimmia. Bastava leggere le reazioni nei social, vedere come, nei due giorni successivi, iniziasserero a comparire video di imitatori del ballo proposto, delle reazioni della sala stampa "Lucio Dalla" per le due successive esibizioni
Insomma, Francesco Gabbani si è inesorabilmente lanciato vero la vittoria di questo Sanremo 2017. 
Questo Festival già definito "della rottamazione", capace di eliminare due "intoccabili" come Al Bano e Gigi D'Alessio ed un grande artista come Ron. Un Festival che non premia i ragazzi di Maria De Filippi (Elodie, Sylvestre, Bernabei) o. in generale, quelli provenienti dai talent (fatta eccezione, d'accordo, per Lele nelle Nuove Proposte). Un Festival diverso, che in un certo senso innova. Proprio da Maria De Filippi Sanremo era stato mutato in una vetrina successiva ad "Amici" e affini. E proprio in presenza della stessa, questa cosa, forse, finisce.
Perché vince un talento diverso, un artista originale. E, finalmente, una canzone che diventa subito tormentone di successo ma che, paradossalmente, ricorderemo proprio per questo. Perchè, finalmente, qualcuno la fischietta già la mattina dopo o la canta sotto la doccia..
 

Sanremo 2017: La Finale

Una lunghissima serata per rivelare il vincitore del Festival

Quindi, dopo una settimana trascorsa a Sanremo, dalla sala stampa del Palafiori seguiamo la diretta della finale della sessantasettesima edizione del Festival.
Poche emozioni. Tutto come da copione: i sedici Campioni rimasti in gara ripresentano per la terza volta il brano, che ormai è entrato in testa, abbinato al solito codice di televoto.
Nel complesso, la noia regna, nonostante la presenza di Crozza e Montesano
Ormai sappiamo che la coppia di conduttori funziona, anche troppo, senza intoppi.
Ottimo l'intervento di Geppi Cucciari, che si distingue particolarmente scherzando con la De Filippi. 
La serata è segnata comunque da Zucchero, che torna all'Ariston come ospite dopo oltre trent'anni. Buona anche l'esibizione di Alvaro Soler.
Poi, arriva il momento della classifica. Che, per alcune posizioni, stupisce, come ogni Sanremo che si rispetti. Però, in una pronostico fatto con alcuni colleghi a Sanremo, lo scrivente ha azzeccato il terzetto di finalisti: Mannoia, Gabbani e Meta.
 
 
 

Sanremo 2017: Quarta serata

Lele vince le Nuove Proposte. Eliminati Ferreri, Ron, Al Bano e Gigi D'Alessio

La quarta serata, per tradizione, è quella dedicata alla finale delle Nuove Proposte. Lo è stata anche quest'anno ed in apertura si sono confrontati Maldestro, Lele, Leonardo Lamacchia e Francesco Guasti. Più tardi, Lele sarà incoronato vincitore della sezione, probabilmente anche forte della popolarità conseguta ad Amici.
Per il resto, abbiamo avuto la riproposizione di tutte le venti canzoni riamaste in gara, intervallate dall'intervento di Crozza, dalle ospitate di Antonella Clerici, Luca Zingaretti, Virginia Raffaele (formidabile la sua Sandra Milo) e Robin Schulz. Una sorta di valletta, questa sera, c'è stata: la bella Marica Pellegrinelli. Molto bello l'omaggio a Giorgio Moroder.
Diciamocelo: Conti ancora una volta porta la musica in primo piano, anche a costo di ridurre il numero di ospiti, specie internazionali. E'il terzo Festival dove la musica la fa da padrona e di questo bisogna dare merito al direttore artistico.
Altra nota: dovesse vincere la canzone che più di tutte fa ballare, porta allegria ed ottiene elogi sui social, allora la vittoria sarebbe di Francesco Gabbani. Ancora una volta il suo pezzo buca il video alla grande.
In conclusione, questa quarta serata decreta la morte di un certo tipo di Sanremo tradizional-nazional-popolare, giudicando due dalle quattro eliminazioni: a parte Giusy Ferreri e Ron, che a quanto pare hanno due brani che proprio non convincono, gli altri due nomi esclusi sono incredibili. Al Bano e Gigi D'Alessio vengono eliminati. Parliamo di due pilastri di un certo tipo di canzone melodica che per decenni ha dominato la manifestazione. Di questo si dovrà discutere: la generazione che li ha sempre votati non è più così determinante in un mondo che usa i social e comunica in maniera diversa.
Vista l'ora tarda, con questa riflessione chiudiamo il nostro resoconto, in attesa della serata finale.
 

Sanremo 2017: Terza serata

Serata delle cover: vince Ermal Meta. Le coppie in gara sono eliminate

Ancora ottimi ascolti per il Festival targato Conti-De Filippi e questa terza serata, seppur lunghissima, si è rivelata molto piacevole grazie alle cover che sono state interpretate dai sedici Campioni passati alla fase successiva. Per i restanti sei, invece, si è riaperta la gara per recuperarne quattro.
Velocissima, la gara dei Giovani, che vedeva confrontarsi Maldestro, Tommaso Pini, Valeria Farinacci e Lele decreta il suo esito: Maldestro e Lele dentro, Pini e Farinacci (purtroppo per loro) fuori.
Sulle cover non ci dilunghiamo: ce ne sono state di ottime e di dimenticabili, ma di certo la vittoria va meritatamente ad uno splendido Ermal Meta, con una struggente interpretazione di "Amara terra mia": non possiamo essere più d'accordo. Seconda classificata Paola Turci e la sua versione di "Un'emozione da poco" e terzo Marco Masini, che ha proposto una rilettura di "Signor Tenente".
Gradevole ma non eccelso lo show di Mika: ormai italianizzato, ha perso un po' del fascino della superstar straniera, cosa che non accade invece per la star del momento, la talentuosa LP.
In una puntata infinita, si confrontano in tardissima serata i sei a rischio eliminazione: Ron, Raige & Giulia Luzi, Bianca Atzei, Clementino, Giusy Ferreri e Nesli & Alice Paba (protagonisti poche ore prima di una polemica conferenza stampa al Palafiori). Che dire? Il canto in coppia quest'anno proprio non ha funzionato: Raige & Giulia Luzi e Nesli & Alice Paba sono eliminati definitivamente dalla gara.
Il numero di canzoni ha di certo costretto ad una dieta dimagrante, per evitare di terminare all'alba, tutto il contorno, che comunque si è palesato con il Piccolo Coro dell'Antoniano, La Orquestra de Cateura, Maurizio Crozza e la consueta marchetta, in questo caso a favore di Alessandro Gassman e Marco Giallini. A svegliare un po' gli spettatori ci hanno pensato Luca & Paolo, in ottima forma.
Tardi, molto tardi, la terza serata termina con il collegamento con la sala stampa dell'Arison (dove siamo posizionati) e l'ottimo Rocco Tanica, che stavolta ci propone un incontro di wrestling, con due veri wrestler che se le danno di santa ragione sotto i nostri occhi.
Domani ci attende un'altra maratona con tutti i Campioni rimasti e, al termine, altri quattro di loro lasceranno la gara.
Chiudiamo trascinandoci verso il letto: a Sanremo si mangia poco e si dorme ancora meno. Vita complicata dell'inviato. Ma, diciamolo... ci si diverte troppo!
 

Sanremo 2017: Seconda serata

Serata con Giorgia, Keanu Reeves e Robbie Williams. Atzei e le due coppie a rischio eliminazione

SANREMO - Il Festival parte subito con il botto di ascolti: la prima serata ha superato il 50 per cento di share e gli 11 milioni di ascoltatori. Grandi ascolti anche per il Dopofestival e Prima Festival. Insomma, anche questa terza edizione targata Conti promette di essere un trionfo.
Ed eccoci quindi alla seconda serata dove, oltre agli altri 11 Campioni, si è svolta la gara tra le prime quattro Nuove Proposte: Marianne Mirage, Francesco Guasti, Braschi e Leonardo Lamacchia. Il verdetto è sempre una sofferenza e dispiace veder uscire dopo una sola esibizione due giovani che tante speranze hanno riposto su questa vetrina: a fare le spese del televoto e del voto della sala stampa sono la Mirage e Braschi. Anche quest'anno al Roof si svolge una contestazione che ricorda quanto accaduto l'anno scorso tra Gabbani e Miele, ma stavolta nessun ribaltone: Pagnoncelli, per conto di Ipsos, assicura che il voto è valido e l'esito rimane tale.
Veniamo alla gara dei Campioni: inizia Bianca Atzei, con una canzone che ancora una volta non sembra essere quella in grado di convincere il pubblico. Marco Masini ha un pezzo interessante non di primo impatto ma che necessita di qualche ascolto in più.
Non convince il brano di Nesli e Alice Paba: nessuno dei due, in questo duetto, esprime le potenzialità singole.
Sergio Sylvestre, molto emozionato, sfodera il suo vocione regalando le prime vere emozioni della serata. Gigi D'Alessio fa il Gigi D'Alessio: tutto già sentito, nulla di nuovo. Può contare sulla sua popolarità per arrivare fino in fondo. Un po' meno sulla qualità della canzone.
Sorpresa Michele Bravi: la canzone ci piace molto. Leggera e piacevole, interpretata con molta grazia da questo giovane che ha ancora molto da dire in musica. Bravo Bravi.
Bella anche la prova di Paola Turci: un pezzo animato, diverso dal suo stile e decisamente riuscito. Poi, la bomba sale sul palco: Francesco Gabbani, con la sua "Occidentali's Karma" è, a nostro giudizio, il pezzo più forte della serata. Sarà per il ritmo irresistibile, per la mimica dell'artista o per il gorilla che lo accompagna, ma Gabbani spacca alla grande. Questo è il brano più radiofonico di tutti.
Michele Zarrillo ha un pezzo onesto che conferma il suo stile e la sua grande voce.
Ci piace molto Chiara: canzone non semplice ma, probabilmente, il primo grande pezzo in grado di valorizzare le sue grandi doti d'interprete. Molto brava.
Piacevoli anche Raige e Giulia Luzi: un duetto piccante, ritmato e radiofonico. Non tra le cose migliori, ma sicuramente buono.
La classifica finale, però non li premia: Raige e Giulia Luzi, assieme all'altra coppia, Nesli e Alice Paba più Bianca Atzei si ritrovano nella parte rossa dello schermo. Senza poter interpretare le cover, dovranno affrontare una gara supplementare assieme ai penalizzati della prima serata (Giusy Ferreri, Clementino e Ron).
Parliamo ora dello spettacolo. Perfetta la conduzione Conti-De Filippi anche se, dobbiamo dirlo nonostante anni passati ad ironizzare su questa consuetudine, quest'anno ci mancano le vallette. Sì, proprio le vallette, quelle che tacciono quasi sempre, che fanno gli strafalcioni e che si cambiano d'abito venti volte. Manca la loro presenza, tradizione festivaliera irrinunciabile.
A fare il valletto, divertendo, è Francesco Totti, ma non ha decisamente la stessa avvenenza (ci perdonino le signore).
Si ride con Crozza (fantastico il suo Mattarella), si sorride con il trio Insinna-Brignano-Cirilli, si resta perplessi sulla tirata sui dipendenti pubblici (momento imbarazzante) di tal signor Nicotra.
Strepitoso Robbie Williams (come non amare la sua "Love my Life"?) e letteralmente straordinaria Giorgia, ancora una volta confermatasi come la vera The Voice italiana.
Poi Keanu Reeves (nulla di memorabile) e la bella performance dei Biffy Clyro.
Serata lunga. Non possiamo definirla noiosa: il ritmo c'è, nonstante l'eccesso di pubblicità. Ma solo il Festival di Sanremo, probabilmente nel mondo, può tenere incollati milioni di persone alla tv per oltre quattro ore sullo stesso canale. Probabilmente è per questo che rimane, da anni e anni, un evento. Sul perché lo sia, si può dissertare a lungo. Anche sull'irrazionalità del fatto che lo sia. Ma tant'è.
E' notte fonda, a Sanremo. E, domani, parleremo di cover.
 

Sanremo 2017: Prima serata

Bene la De Filippi. Ferreri, Clementino e Ron a rischio eliminazione

Buona la prima. Il Festival 2017 parte subito con il piede giusto, affidato alla ormai rodata conduzione di Carlo Conti. La vera sorpresa, se di sorpresa si tratta, è stata Maria De Filippi: nonostante sia una professionista, ci si poteva attendere una qualche difficoltà. Invece, la regina della televisione non si è smentita, dimostrando di essere a suo agio nel compito. Il suo classico piglio c'è stato e a tratti sembrava di vedere una sua trasmissione, ma il risultato positivo è comunque innegabile. 
Dopo l'RVM dei migliori brani non vincenti, Tiziano Ferro apre la sessantasettesima edizione con un emozionante omaggio a Luigi Tenco e subito, senza troppi fronzoli, si parte con la gara.
In generale, a nostro giudizio, tutte le canzoni sono di buona fattura, con qualche eccellenza.
Giusy Ferreri ha il difficile compito di cantare per prima e qualcosa, nella sua esibizione, non funziona: la cantante non lascia quel particolare segno che di solito invece regala.
Buona la prova di Fabrizio Moro e sorprendenti la sicurezza e la grazia di Elodie.
Piacevole anche la canzone di Lodovica Comello: magari un po' troppo leggera, ma funziona.
Il primo grande brivido ce lo regala la superfavorita Fiorella Mannoia: bella canzone e superba interpretazione. Le ipotesi della vigilia non si sono smentite ed, anzi, prendono ancora più forza. 
Alessio Bernabei non ha un brano della stessa forza di quello dell'anno scorso ma risulta comunque un pezzo che avrà un buon esito radiofonico.
Il vecchio leone Al Bano  ruggisce ancora: la voce, signori, c'è ancora tutta. Meno limpida, magari, ma ancora capace di acuti unici.
Grande pezzo quello di Samuel, a nostro giudizio quello che in radio funzionerà di più. Onesta e gradevole anche la canzone di Ron. Clementino? Bravo. Ci fa divertire ancora una volta.
Il brano più singolare è quello di uno degli autori più virtuosi del momento: Ermal Meta. E' una di quelle canzoni che necessitano di un riscolto accurato e che non colpiscono subito.
Per quanto riguarda lo spettacolo, nulla è stato trascurato: il momento di commozione con i rappresentanti della Guardia di Finanza, Croce Rossa, Soccorso Alpino e via dicendo ha portato sul palco dell'Ariston i drammi che questo paese sta vivendo in questi ultimi mesi. Forse un po' stucchevole, ma ci può stare.
Si è riso con Maurizio Crozza e la sua copertina e con la coppia Cortellesi-Albanese. Tiziano Ferro, prima da solo e poi con Carmen Consoli ha dimostrato ancora una volta di essere un numero uno.
Forse superfluo il contributo di Raoul Bova e, successivamente, della sua compagna Rocio Munoz Morales, protagonista del primo Festival targato Conti. Così quello di Diletta Leotta: pur trattando un tema importante, non è apparsa molto credibile.
Ospiti internazionali uno scoppiettante Ricky Martin (cha fa ballare l'Ariston) ed i Clean Bandit.
La classifica finale riserva delle sorprese. I tre cantanti a rischio eliminazione sono Giusy Ferreri, Clementino e Ron, che non canteranno le loro cover. L'esito su di Ron ha destato qualche mugugno in sala stampa.
Domani si riparte con gli altri undici Campioni e, in apertura, con la solita gara ad eliminazione diretta dei Giovani, impietosa disfida a colpi di televoto e sala stampa.
Gli ospiti attesi sono Keanu Reeves, Robbie Williams, Biffy Clyro, il trio Brignano-Insinna-Cirilli, Francesco Totti e Sveva Alviti.
Mentre terminiamo questo articolo sono le due di notte. A Sanremo sembra mezzogiorno: la febbre del Festival non si ferma mai.
 
 

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