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Berlusconi non è più senatore

Il leader del centrodestra fuori dal Parlamento. Il Cavaliere: giorno di lutto

(Ansa) - Il Senato ha dichiarato decaduto Silvio Berlusconi da senatore. Lo ha annunciato in Aula il presidente Grasso subito dopo che l'Assemblea aveva respinto tutti e nove gli ordini del giorno presentati.
"Essendo stati respinti tutti gli ordini del giorno presentati in difformità dalla relazione della Giunta per le Immunità che proponeva di non convalidare l'elezione di Berlusconi la relazione della Giunta deve intendersi approvata". Lo ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso confermando la decadenza del Cav da senatore. A prendere il posto di Silvio Berlusconi al Senato è il primo dei non eletti in Molise per il Pdl Ulisse Di Giacomo.
"E' un giorno amaro e di lutto per la democrazia": cosi' Silvio Berlusconi aveva parlato in piazza del Plebiscito a Roma ai suoi sostenitori.
(fonte: Ansa)

Questa povera Italia ingovernabile

IL COMMENTO

Dalle urne non esce una maggioranza in grado di governare. Scenario confuso

Ingovernabilità e conseguente instabilità dei mercati a livello europeo. I sorprendenti risultati delle elezioni italiane sono stati un'autentica bomba, i cui effetti sono ancora da definire. Permetteteci piccole e brevi riflessioni su quanto è accaduto. Non ipotizzeremo gli scenari, ma vogliamo elencare i principali fattori che hanno causato il fallimento del centrosinistra, la rimonta clamorosa del centrodestra e la stupefacente affermazione del Movimento 5 Stelle. Il tutto, portando di fatto il Senato allo stallo. Di seguito tre punti da considerare.
 

A sinistra si cerca il coro

Mentre Bersani, mica il cantante, cerca conferme nel ruolo di leader nel PD, il rottamatore sindaco di Firenze, Matteo Renzi, rievoca i Righeira per cercare di imporsi al posto suo.

Nel più grande partito di centrosinistra sono ufficialmente iniziate le primarie con uno scontro a distanza tra i due che, almeno per ora, finisce in pareggio.

Piu' vivaci le note di Renzi nel tentativo di suonarle un po' a tutto il gruppo dirigente mentre Bersani, che di spartiti come questi ne ha già musicati a decine, se l'è giocata con il collaudato repertorio di flashback.

La sfida di Monti

Nel giro di pochi giorni, quindi, è cambiato tutto. La politica ha fatto due passi indietro: il primo, il più rilevante, rappresentato dall'uscita di scena di Silvio Berlusconi, che ha rassegnato le dimissioni sull'onda della tempesta finanziaria che sta ancora facendo tremare le ginocchia all'Italia. Il secondo si è verificato oggi, con il giuramento del governo di Mario Monti che, contrariamente alle ultime voci, ha nominato un esecutivo esclusivamente tecnico, con la conseguente assenza di qualsiasi personalità politica. Monti, quindi, è equidistante dai partiti, sebbene il suo governo sarà sostenuto dall'intero Parlamento, Lega esclusa.

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