10 Years

fornero

Cinquanta sfumature di 4nero

IL COMMENTO

La maggioranza e il governo hanno trovato la soluzione con fondi "certificati". Ma non tutti ne potranno giovare

Tanto quanto nella trilogia di Erika Leonard James, siamo rapiti dall’ennesimo colpo di scena che ci sta riservando la vicenda degli esodati.
Stiamo parlando di quella categoria di lavoratori dapprima posti in prepensionamento e poi, dopo la riforma Fornero che ha allungato l’età lavorativa, si sono ritrovati senza un lavoro, oltre che senza pensione.

Elsa stupefacente

Il Ministro della Repubblica Elsa Fornero non perde occasione per palesare quotidianamente tutti i limiti che porta con sé rispetto l'incarico che le è stato affidato.

In una intervista al Wall S.J. ha dichiarato "..il lavoro non è un diritto, deve essere guadagnato, anche attraverso il sacrificio".

Evidentemente alla Fornero non è sufficiente che in Europa l'Italia mantenga il primato per le morti bianche. Una ecatombe silenziosa che si è ulteriormente estesa dopo i recenti lutti tra gli operai in Emilia.

La Fornero dà i numeri, l'Inps no

Nella diatriba sul numero esatto degli esodati che potranno accedere alla pensione per davvero, il ministro Fornero apre ad altri 55 mila lavoratori: 40.000 in mobilità ordinaria che matureranno i requisiti entro 3 o 4 anni, 1.600 dipendenti del settore finanziario che accedono a fondi di solidarietà, 7.400 "prosecutori volontari" e 6.000 "lavoratori cessati entro il 31/12/2011 in ragione di accordi individuali e collettivi" ma col vincolo della pensione entro il 2014.

pizza Monti con Fornero a LEGNA

Ben meno genuino del nostrano impasto preparato con farina, acqua, lievito, olio e sale, è quella che ora ci sembra di poter definire "la pizza del governo Monti” e di chi lo sostiene. Ci viene da immaginare che, se davvero il governo Monti si fosse aperto una pizzeria, invece di fare ciò che i partiti (non gli italiani) gli han dato mandato, si sarebbe già reso conto che è ora di chiuder bottega, primo perché le tasse si sono mangiate i clienti, secondo perché la ricetta scelta non è buona manco "con la pummarola in coppa".

Il valore dell'art.18

La riforma del lavoro che sta per essere presentata in queste ore dal governo Monti e che ha nella rilettura dell'art. 18 il suo punto cruciale rappresenta, a prescindere dalle posizioni discordanti tra sindacati e imprenditori, un capitolo nuovo nella storia di questa repubblica. E, perdonatemi, rappresenta una nuova sconfitta generazionale. La prima avvenne in occasione della legge 30, nota anche come legge Biagi, quando ad essere piegati furono i ventenni che si affacciavano al mondo dell'occupazione, perdendo di fatto ogni tutela ed ogni prospettiva a lungo termine. Da quel momento, i giovani di questo paese entrarono in un dimensione diversa, fatta di rapporti di lavoro inediti.

Abbonamento a RSS - fornero