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Gentiloni premier incaricato da Mattarella

L'incarico per la formazione di un nuovo governo

(Ansa) - Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito a Paolo Gentiloni l'incarico di formare il nuovo governo. Gentiloni si è recato a Palazzo Madama per incontrare il presidente del Senato Pietro Grasso, dove l'incontro è durato circa 15 minuti, e poi a Montecitorio dove ha incontrato Laura Boldrini per circa 20 minuti. Gentiloni potrebbe tornare al Quirinale già da domani mattina per sciogliere la riserva. Naturalmente i tempi impressi da Mattarella sono serrati e rimane sullo sfondo anche l'appuntamento del prossimo Consiglio Europeo in programma il 15 dicembre. A questo vertice Gentiloni potrebbe partecipare perlomeno avendo già giurato, o con almeno il voto di fiducia di una Camera. Si tratta (dalle dimissioni di Matteo Renzi all'incarico), di una delle crisi più brevi della storia della Repubblica. L'incarico, infatti, è stato dato in tempi record.
Il nome di Paolo Gentiloni era già da giorni nella rosa dei papabili per il nuovo governo.
 

Renzi liquida Letta e punta a Palazzo Chigi

Si chiude l'esperienza dell'attuale esecutivo. Per il segretario Pd serve "una fase nuova"

(ANSA) - "La direzione del Pd ringrazia il presidente del Consiglio per il notevole lavoro svolto alla guida del governo, un esecutivo di servizio nato in un momento delicato. E per il significativo apporto dato in particolar modo per il raggiungimento degli obiettivi europei". Così Matteo Renzi liquida Enrico Letta e di fatto apre la crisi di governo. La direzione del Pd ha approvato il documento che chiede una "fase nuova, con un nuovo esecutivo" con 136 voti a favore, 16 voti contrari e 2 astenuti.
"A seguito delle decisioni assunte oggi dalla Direzione nazionale del Partito Democratico, ho informato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, della mia volontà di recarmi domani al Quirinale per rassegnare le dimissioni da presidente del Consiglio dei ministri". Lo afferma il premier Enrico Letta.
Le sue dimissioni sono la breaking news nel mondo: dalla agenzia France Presse al Financial Times, passando per El Pais e altri grandi media europei e mondiali.
Questo governo "viene fatto cadere in esito allo scontro interno al Pd". Così il leader di Ncd, Angelino Alfano, in conferenza stampa. Se nel nuovo esecutivo "non si avranno le condizioni politiche per far valere le nostre istanze noi diremo no alla nascita del nuovo governo".
Comunque si sviluppi la situazione, Matteo Renzi potrebbe diventare il più giovane premier d'Europa. 
(fonte: Ansa)
 

Il rebus senza soluzione

IL COMMENTO

Dopo un mese e mezzo, lo stallo politico permane

Quarantatré giorni sono trascorsi dallo spoglio delle schede delle ultime politiche e la situazione è rimasta immutata: non esiste un governo e non sembrano esserci prospettive di soluzione del rebus politico. Questo a dispetto dei dieci saggi nominati dal Presidente della Repubblica, dei quali si sono perse rapidamente le tracce, alimentando il dubbio che si sia trattato solo di un'operazione volta a prendere tempo. Napolitano, giunto agli ultimi giorni del suo mandato, sembra spinto ancora dal desiderio di trovare la quadra ma, di fatto, è molto probabile che la patata bollente passerà al suo successore al Quirinale.

Sindacato: domande nuove, risposte vecchie

La spending review è il decreto verso il quale la Pubblica Amministrazione deve giocoforza fare i conti, e deve farli in fretta (entro il 3 Agosto). Inutile dire che la fretta è antipatica perché è famosa per essere una pessima consigliera, e che non ci piace che la politica dei tagli del governo ancora una volta s’imponga sempre e solo per una riduzione dei servizi essenziali per la povera gente, ma una cura alla Pubblica Amministrazione era attesa da molto tempo e l'occasione della spending review è troppo ghiotta per poterci rinunciare.

La sfida di Monti

Nel giro di pochi giorni, quindi, è cambiato tutto. La politica ha fatto due passi indietro: il primo, il più rilevante, rappresentato dall'uscita di scena di Silvio Berlusconi, che ha rassegnato le dimissioni sull'onda della tempesta finanziaria che sta ancora facendo tremare le ginocchia all'Italia. Il secondo si è verificato oggi, con il giuramento del governo di Mario Monti che, contrariamente alle ultime voci, ha nominato un esecutivo esclusivamente tecnico, con la conseguente assenza di qualsiasi personalità politica. Monti, quindi, è equidistante dai partiti, sebbene il suo governo sarà sostenuto dall'intero Parlamento, Lega esclusa.

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