Sanremo 2019: la finale

DIARIO DA SANREMO

In diretta l'ultima serata del 69° Festival

Siamo alla sala stampa del Teatro Ariston per commmentare questa finale di Sanremo 2019. A fare i conti finali, il trio Baglioni-Raffaele-Bisio non ha funzionato quanto il trio dell'anno scorso. Qualcosa di non facilmente identificabile è mancato. Nel complesso, forse una verve insufficiente, una stanchezza generale. Sono sembrati sempre ingabbiati nelle scelte degli autori, senza i guizzi spontanei, senza l'imprevedibilità ed il sorriso della Hunziker.
24 brani da ascoltare per arrivare poi a decretare la vincitrice di questa edizione. Non elencheremo tutte le canzoni, nè giudizi sulle stesse. Diciamo solo che lo spettacolo avanza canzone dopo canzone, intervallato dalla pubblicità.
Arriva Eros Ramazzotti, primo superospite. Canta "Vita ce n'è", poi "Adesso tu" con Baglioni (che se non canta proprio con tutti non ce la fa)  e "Per le strade una canzone" assieme alla star di "Despacito" Luis Fonsi.
Indubbiamente le imitazioni di Virginia Raffaele sono strepitose e ci si rende conto che la sua giusta dimensione è quella di entrare dentro un personaggio e magari mantenere questo stato per tutta la puntata, un po' come fece nel suo festival con Conti.
Qualche dubbio sul senso della performance dello Stato Sociale con Renato Pozzetto ce lo possiamo far venire?
Superospite numero due è Elisa, con il suo ultimo singolo "Anche fragile" ed il duetto con Baglioni su "Vedrai vedrai" di Tenco.
Al termine della gara, finiscono al televoto per il podio Ultimo, Il Volo e Mahmood.
 
 
Classifica:
4 - Loredana Berté
5 - Simone Cristicchi
6 - Daniele Silvestri
7 - Irama
8 - Arisa
9 - Achille Lauro
10 - Enrico Nigiotti
11 - Boomdabash
12 - Ghemon
13 - Ex-Otago
14 - Motta
15 - Francesco Renga
16 - Paola Turci
17 - The Zen Circus
18 - Federica Carta e Shade
19 - Nek
20 - Negrita
21 - Patty Pravo con Briga
22 - Anna Tatangelo
23 - Einar
24 - Nino D'Angelo e Livio Cori
 

Sanremo 2019: Quarta serata - i duetti

DIARIO DA SANREMO

Il premio del miglio duetto va a Motta con Nada

Quest’oggi Sanremo è stata battuta da centinaia di cacciatori di selfie. Il numero di artisti è infatti raddoppiato per la serata dei duetti e le occasioni di incontro sono aumentate.
Eppure trovarli, pur consumandosi le suole per spostarsi da un hotel all’altro, non ha portato molti frutti.
Dall’Ariston parte la quarta serata, quella dove ogni artista in gara si accompagna ad uno più colleghi. Lo spazio è praticamente occupato solo dalle canzoni, considerando che sono ben 24 i pezzi da ascoltare e non si può fare l’alba.
Vediamo quindi salire sul palco:
 
  • Federica Carta e Shade con Cristina D’Avena
  • Motta con Nada
  • Irama con Noemi
  • Patty Pravo e Briga con Giovanni Caccamo
  • Negrita con Enrico Ruggeri e Roy Paci
  • Il Volo con Alessandro Quarta
  • Arisa con Tony Hadley e Kataklò
  • Mahmood con Gué Pequeno
  • Ghemon con Diodato e Calibro 35
  • Francesco Renga con Bungaro, Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel
  • Ultimo con Fabrizio Moro
  • Nek con Neri Marcorè
  • Boomdabash con Rocco Hunt e i musici cantori di Milano
  • The Zen Circus con Brunori Sas
  • Paola Turci con Beppe Fiorello
  • Anna Tatangelo con Syria
  • Ex-Otago con Jack Savoretti
  • Enrico Nigiotti con Paolo Jannacci e Massimo Ottoni
  • Loredana Bertè con Irene Grandi
  • Daniele Silvestri con Manuel Agnelli e Rancore
  • Einar con Biondo e Sergio Sylvestre
  • Simone Cristicchi con Ermal Meta
  • Nino D’Angelo e Livio Cori con i Sottotono
  • Achille Lauro con Morgan
 
Star della serata è indubbiamente Ligabue, attesissimo, che oltre a cantare l’ultimo singolo “Le luci d’America” e “Urlando contro il cielo”, omaggia con Baglioni il grande Guccini con “Dio è morto”.
Claudio Baglioni e Virginia Raffaele si esibiscono in una scenetta alla chitarra che non è il massimo, mentre Claudio Bisio, con la complicità di Anastasio, in un monologo sui figli.
Per il resto è solo musica per riuscire a terminare, miracolosamente, prima dell’una di notte.
A spuntarla sono Motta e Nada con il brano in gara "Dov'è l'Itaiia"
Domani la finale, con i giochi ancora aperti. Dal favorito Ultimo alle possibilità Irama e Cristicchi, passando per i brani che sono cresciuti nell’apprezzamento come Mahmood, fino alla Bertè, sempre appluditissima in sala stampa.
 
 

Sanremo 2019: Terza serata

DIARIO DA SANREMO

Cantano i restanti 12 in gara. Venditti, Amoroso e Raf e Tozzi tra gli ospiti

Terza serata di questo Festival, che anche oggi viviamo dalla sala stampa dell’Ariston.
Il tono rimane leggero, con una serie di interventi comici da parte di Bisio e Raffaele. Non tutti sono riusciti, a dir la verità: buono il grammofono, debole "ci vuole un fiore".
Storicamente, la terza serata è una delle più complicate della manifestazione, quando il giro di boa ti fa vedere la finale (e qui comincia il toto-vincitore) ma non troppo, pertanto qualche telecomando potrebbe entrare pesantemente in azione.
Grandi emozioni musicali arrivano con Antonello Venditti, che incanta con “Sotto il segno dei pesci”, della quale l’anno scorso si sono celebrati i quarant’anni. Bello anche il duetto con “Notte prima degli esami”, con la quale si unisce anche Claudio Baglioni.
A onor del vero, talvolta sarebbe bello che il direttore artistico si facesse da parte, evitando i duetti a tutti i costi: il brano di Venditti è talmente bello e iconico che poteva anche cantarselo da solo.
Sul palco salgono anche Alessandra Amoroso, che duetta con Baglioni su “Io che non vivo" (versione dimenticabile) e  Ornella Vanoni (divertentissima, autoironica, imprevedibile: “A una certa età si può dire quello che si vuole!”).
Il tempo di ballare e cantare in coro (entrambe le sale stampa lo fanno) arriva con Raf e Tozzi ed i medley dei loro successi.
 
Diamo anche le nostre impressioni al secondo ascolto:
  • Mahmood – Ritmo, ritmo, ritmo. Bravo (7)
  • Anna Tatangelo – Bella voce, messa in evidenza da un brano che le calza perfettamente (6/7)
  • Enrico Nigiotti – Si rivela una delle canzoni più emozionanti ed evocative (7.5)
  • Ultimo – Grandi aspettative ma non è un capolavoro (6+)
  • Francesco Renga – Sa di già sentito. Nulla da ridire sulla voce, ma un po’ di rinnovamento ci vorrebbe (6)
  • Irama – Al riscolto, compreso il coro gospel, è un piccolo gioiello (7.5)
  • Patty Pravo con Briga – La canzone è bella, con un grande arrangiamento (7)
  • Simone Cristicchi – Emozionante, toccante. Un pezzo teatrale. (7)
  • Boombadash – Allegria, tanto desiderata: la platea dell’Ariston muove le mani a tempo. Funziona già molto in radio (8)
  • Motta – Canzone complessa, pregna di significato (7.5)
  • The Zen Circus – Altra canzone complessa, con un testo elaboratissimo (6.5)
  • Nino D’Angelo e Livio Cori – Intensa, malinconica (7)

Poi si passa dal divertimento alla commozione: sul palco Fabio Rovazzi, a suo agio nel cantare i suoi successi, anche con la complicità di Baglioni e di Fausto Leali. Subito dopo, arriva Serena Rossi a promuovere il film tv "Io sono Mia", sulla vita di Mia Martini. La sua interpretazione di "Almeno tu nell'universo" è favolosa (e, anche in questo caso, un passo indietro di Baglioni doveva esserci).

In finale la classifica della sala stampa: Cristicchi, Mahmood, Irama e Ultimo in zona blu. Motta, Renga, Nigiotti e Zen Circus in gialla. Pravo-Briga, Boomdabsh, D'Angelo-Cori, Tatangelo in rossa.

Domani la tanto attesa serata dei duetti, con molti degli artisti che si uniranno ai concorrenti già sbarcati a Sanremo.

 

Sanremo 2019: Seconda serata

DIARIO DA SANREMO

Una serata dove la componente comica trova spazio

Buoni gli ascolti, ma in calo rispetto alla prima serata dell’anno scorso. Dal momento che, quando si tratta di Sanremo, la fame dello share non è mai appagata, oggi si parlava addirittura di flop. Cosa assolutamente esagerata, ma si sa che i processi al Festival piacciono assai; d’altra parte, qualcosa di cui sparlare deve esserci, no?
La seconda serata parte però con una marcia in più: essendoci meno canzoni da presentare, i comici hanno più spazio e possono fare il loro lavoro: Virginia Raffaele gioca con le sue doti di imitatrice e Claudio Bisio con la sua verve scoppiettante. Il pezzo sulla punteggiatura è esilarante, come lo sarà più tardi la Raffaele con il pezzo sull’opera.
Momento magico con Fiorella Mannoia, che presenta il nuovo pezzo, l’intensa “Il peso del coraggio” e poi si esibisce accompagnata da Baglioni nella classicca “Quello che le donne non dicono”.
Sul palco salgono anche Pippo Baudo e una Michelle Hunziker in grande forma (alla faccia della presunta malattia) che si esibisce in un siparietto cantato molto simpatico (e potenzialmente fautore di polemiche, visto che la parole “lega” viene utilizzata spesso e volentieri).
Superospite più atteso è Marco Mengoni che si esibisce con Tom Walker in “Hola”, l’ultimo singolo di successo. Di seguito, si rivive la sua vittoria con “L’essenziale”, cantata con Baglioni, ed una bella versione di “Emozioni”.
L’intervento comico è affidato a Pio e Amedeo.
Si esibisce la metà degli artisti in gara (in totale 12);
  • Achille Lauro: il pezzo è fuori dagli schemi classici e, nella sua incongruenza, non possiamo che apprezzarlo (7);
  • Einar: canzone d’amore senza particolari lodi né infamie. Ad uso e consumo dei suoi fan (6+);
  • Il Volo: dominano il palco. Se tifi contro è perché non ami il genere, ma bravi sono bravi (7) ;
  • Nek: pezzo radiofonico, molto efficace per portarlo in alto nelle classifiche dell’airplay (7);
  • Daniele Silvestri: bel brano, ottima interpretazione. Una delle cose migliori di questo festival (8);
  • Ex-Otago: bel pezzo per la band indie, che alla prima partecipazione convince (7+);
  • Ghemon: al secondo ascolto, inizia a convincere. Canta molto bene (6/7);
  • Loredana Berté: standing ovation per un festival per lei riuscitissimo. Forse si avvicina al podio (9-);
  • Paola Turci: il pezzo forse non è adattissimo al suo registro. Non bissa la performance della sua penultima partecipazione (6+);
  • Negrita: fanno i Negrita. Il pezzo è buono (7+);
  • Federica Carta e Shade: canzoncina leggera, colorata e carina (6.5)
L’ultima bella emozione arriva con Riccardo Cocciante. Canta “Bella” e poi “Margherita” con Baglioni.
Cantando "Un'avventura" di Battisti, Michele Riondino e Laura Chiatti presentano il loro nuovo film.
Viene assegnato il Premio Città di Sanremo al grande Pino Daniele.
Per finire, la sala stampa premia Arisa, Daniele Silvestri, Achille Lauro, Loredana Bertè.
Domani terza serata, quando riascolteremo le rimanenti 12 canzoni degli artisti che non si sono esiibiti questa sera.
 
 

Sanremo 2019: Prima serata

DIARIO DA SANREMO

Buona la partenza, ma la serata è troppo lunga

Dopo un'altra giornata ad inseguire cantanti e interviste, una sorte felice mi aggiudica per estrazione in sala stampa un biglietto per il teatro, per assistere alla prima serata dal vivo.
Vedere il Festival dalla galleria dell'Ariston è una bellissima esperienza. La cosa che più colpisce è il suono, che arriva diretto e non riprodotto da un sistema di trasmissione: la sensazione è quella di trovarsi ad un concerto.
Il Festival parte e, come l'anno scorso, la conduzione appare prova di sbavature, semplicemente perfetta. Bravissima Virginia Raffaele, un po' ingessato ma comunque efficace Claudio Bisio. E Claudio Baglioni, gran cerimoniere, ripete la formula precedente: fare un passo indietro, lasciare ai colleghi il lavoro ed intervenire solo in particolari situazioni.
Le canzoni da ascoltare sono tante, ben 24, ed inevitabilmente l'attenzione via via sfuma. Ora capisco le facce attonite che notavo tra il pubblico, quanto vedevo la trasmissione dalla TV. Sul divano puoi anche stendere le gambe...
24 canzoni ma qualche siparietto non manca: l'ospitata di Pierfrancesco Favino e l'omaggio al Quartetto Cetra con Claudio Santamaria.
I superospiti, categoria molto ricca quest'anno, sono Andrea e Matteo Bocelli e Giorgia.
Ma veniamo alle canzoni. Questa, fortunatamente, non è una delle edizioni dove stenti a trovare qualcosa di passabile. Ci sono brani più belli di altri ma, in generale, la qualità tende al medio-alto.
Ecco i nostri voti:
  • Francesco Renga: come sempre grande lavoro vocale, ma il brano non aggiunge nulla di nuovo al suo percorso (6+)
  • Nino D'Angelo e Livio Cori: è un riuscito impasto di voci e sentimento (7)
  • Nek: pezzo pop-rock già buono per essere un successo radiofonico (7.5)
  • Zen Circus: canzone non sanremese, che merita un riascolto più attento (6.5)
  • Il Volo: che sono dei fenomeni lo sapevamo. Esibizione da standing ovation (7.5)
  • Loredana Bertè: veramente una grande sorpresa. Bella la canzone, bravissima lei: precisa, graffiante. Bentornata, Loredana (9)
  • Daniele Silvestri: pezzo difficile ma molto originale, come suo stile (7/8)
  • Federica Carta e Shade: hanno portato freschezza e disimpegno (6/7)
  • Ultimo: il vincitore annunciato convince, ma non del tutto (7-)
  • Paola Turci: grande classe, grande maturità artistica. Bella canzone (8)
  • Motta: pezzo cantautorale, di non facile presa. Da riascoltare (7-)
  • Boomdabash: finalmente l'allegria, la vera canzonetta da doccia (8-)
  • Patty Pravo e Briga: veramente una bella canzone. Sorprendente (8+)
  • Simone Cristicchi: una poesia toccante, un grande testo. Sfodera anche delle sfumature vocali inedite (7.5)
  • Achille Lauro: un rock misto a trap, una cosa nuova. Bravo (7/8)
  • Negrita: anche per loro nulla di nuovo, ma la classe non è acqua e la canzone è bella. (8)
  • Ghemon: pezzo molto interessante, di non immediata presa. Va riascoltato (7+)
  • Einar: canzone d'amore, piuttosto scontata (6+)
  • Ex-Otago: buona questa loro prima esperienza (7)
  • Anna Tatangelo: un pop gradevole (7)
  • Irama: una storia tenera per una bella interpretazione (7.5)
  • Arisa: pezzo geniale, da musical. Lei voce pazzesca. (8.5)
  • Enrico Nigiotti: uno dei pezzi migliori. Maturo, intenso, Bella voce (8)
  • Mahmood: ci regala un botta di energia proprio quando le forze sono allo stremo (7+)

La classifica parziale, che non commentermo, palesa però un aspetto: quasi tutti i volti nuovi per il Festival finiscono in zona rossa. In zona blu abbiamo gli artisti più affermati, che se va male sono in gialla. Qualcosa significherà.

La serata termina ben oltre l'una di notte e anch'io mi unisco al gruppo che esce dall'Ariston. Anch'io con una faccia attonita: bello spettacolo, ma la prova del teatro è incredibilmente più complicata del divano o della sala stampa. Dove tornerò domani.

Sanremo 2019, la vigilia

DIARIO DA SANREMO

Tutto pronto per la partenza del Festival

(SANREMO, 4 febbraio) Seconda giornata qui a Sanremo, quella della vigilia dove, alla tradizionale conferenza stampa di apertura, l'attenzione di tutti gli inviati è puntata su quello che dirà il direttore artistico.
Claudio Baglioni delinea un festival tutto italiano, confermando ancora una volta che, tolti Tom Walker e Luis Fonsi, abbinati a Mengoni e Ramazzotti, nessuno straniero percorrerà il palco dell'Ariston.
Nel pomeriggio si tengono le prove dei 24 artisti e per molti di noi inizia il bivacco nelle gallerie degli alberghi per strappare un' intervista al volo. Inoltre non mancano i ripetuti tentativi di concordarne altre.
Ma anche i discografici hanno i loro problemi, cercando di gestire agende sempre più critiche. Quest'anno poi, assenti i giovani, manca la materia prima alla quale le testate cosiddette "minori" potevano attingere.
Sono tutti Big, bellezza, e le interviste non le regaliamo a nessuno.
In serata, terminate le prove, di fronte all'Ariston si tiene il "red carpet "con tutti gli artisti in gara, ossia la tradizionale sfilata che parte dalla postazione mobile di Radio2 e termina, in un turbinio di coriandoli argentati, in via Matteotti, di fronte al celebre teatro.
Subito dopo parte la festa di un famoso settimanale (si entra solo con invito) al Palafiori, che viene svuotato da quasi tutto il resto per l'occasione. La sala stampa "Lucio Dalla" viene infatti chiusa anzitempo.
Questa giornata si consuma così, aspettando l'evento che tra poche ore inizierà.
 

Sanremo 2019: conferenza stampa di apertura

DIARIO DA SANREMO

Il festival parte ufficialmente con il primo incontro con la stampa

(SANREMO, 4 febbraio) - Già dai numeri, forniti dal sindaco Alberto Biancheri in apertura della prima conferenza stampa, il festival parte in quinta, con le strutture cittadine tutte prenotate.
Teresa De Santis: "Superata di gran lunga la raccolta pubblicitaria dello scorso anno. Il Festival di Sanremo è ancora ritenuto strategico dalle aziende che chiedono di investire". La De Santis smentisce gli screzi con Baglioni che le sono stati attributi. Inoltre spezza un lancia proprio in favore del direttore artistico, al centro delle polemiche degli ultimi giorni. "Conflitto di interessi? " - dice - "Pensiamo ai superospiti: ottenere certi artisti può anche dipendere da questioni amicali. E' molto frequente che queste filiere possano portare al massimo del risultato. Quando si fa un contratto con un artista vivente, come Baglioni, è naturale che lui stesso sia inserito in un contesto legato con l'industria discografica. Sono certo che uno come lui non abbia bisogno, dopo cinquant'anni ci carriera, di avere chissà quali vantaggi e sovvenzioni".
Claudio Fasulo: "Sanremo è il più grande show prodotto in Europa. Ed è il motore dell'industria musicale italiana". Annuncia anche che la Giuria d'onore sarà composta da: Mauro Pagani (presidente), Camila Raznovich, Ferzan Ozpetek , Claudia Pandolfi, Elena Sofia Ricci, Beppe Severgnini, Serena Dandini e Joe Bastianich.
Claudio Baglioni: "Cosa mi anima come direttore artistico? Poter essere servitore di questo festival. Sono fedele alla costituzione di Sanremo, che per me rimane il festival della canzone italiana. La mia missione è quella anche di avvicinare colleghi recalcitranti a questo festival,"  Baglioni dice che il suo secondo festival rimarrà comunque simile a quanto fatto l'anno precedente. Viene annunciato che Riccardo Cocciante si unirà ai superospiti ed arriverà nella seconda serata. Con ironia, Baglioni liquida le polemiche anche con i colleghi esclusi: "non si possono accontentare tutti a meno di non fare dei sottofestival".
Virginia Raffaele, molto emozionata: "Per me è un regalo essere qui. Quest'anno devo fare 25 ore e spero di essere all'altezza".
Claudio Bisio: "Sanremo vince su tutto. Io non mi snaturerò e quello sarò. Con garbo, sapendo che il turpiloquio qui non si deve fare".
In chiusura, Baglioni afferma che la Rai non intende più strapagare artisti internazionali e che, piuttosto che avere un gruppetto straniero dell'ultimo momento, è meglio avere artisti di prestigio.
La prima serata ci saranno Andrea e Matteo Bocelli e Giorgia. Inoltre Claudio Santamaria e Pierfrancesco Favino.
 

Sanremo, ci siamo!

DIARIO DA SANREMO

La domenica prima del Festival è il giorno degli arrivi

Eccoci arrivati nella città dei fiori per seguire il 69° Festival della Canzone Italiana.
La domenica è il giorno in cui iniziano ad arrivare gli operatori del settore (televisioni, radio e carta stampata) e Sanremo inizia a manifestare i primi sintomi di questa follia collettiva che per una settimana non ci porterà a parlare d'altro, a scrivere d'altro. Addirittura a pensare ad altro. Quando ti trovi qui, in questa città che ha quasi sempre, nonostante sia febbraio, un clima tiepido che ti induce ad aprire il giaccone con il quale arrivi, vieni subito assalito dalla straordinaria febbre dell'inviato. La più grande preoccupazione è quella di mancare qualche evento, di perdere qualche vip che ti passa a pochi metri di distanza: una follia, come detto.
Oggi è una giornata relativamente tranquilla: si insediano le sale stampa, dopo aver ritirato il prezioso pass, e si partecipa a qualche brindisi inaugurale. La stanchezza che ci prenderà tutti giorno dopo giorno per poi farci arrivare esausti alla finale è ancora lontana.
Siamo qui, per il quinto anno consecutivo, a testimoniare questo Festival numero sessantanove, il secondo dell'era Baglioni, che si palesa come un'edizione di rottura. Molti artisti nuovi e contemporanei, ben lontani dal rito sanremese che tanto piaceva ad un pubblico maturo. Un festival che non strizza l'occhio ai più giovani: è spudoratamente votato ad un pubblico giovane e di questo bisogna dar merito a Baglioni. Sanremo è sempre Sanremo ma, da grande carrozzone che presentava troppo spesso un pane raffermo buono solo per un pubblico che voleva la canzonetta della vecchia gloria, si è ora trasformato in un evento che si è tuffato nel presente. Al punto che, se qualcuno cambierà canale, potrebbe essere un adulto di mezza età.
Ma siamo convinti che questo non succederà: anche se qualche artista in gara non sarà appetibile per questa fascia, il numero di superospiti è talmente ghiotto che sarà difficile non rimanere sintonizzati, fosse solo per loro.
 

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