Venezia 79: il ciclone Harry Styles

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79. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 5 settembre

Oggi il Lido viene nuovamente scosso dall’arrivo dell'attesissimo Harry Styles (ex componente degli One Direction) per il film presentato fuori concorso di “Don't Worry Darling” che vede come autrice e regista la conosciutissima attrice Olivia Wilde
Film ambientato negli anni 50 dove racconta la storia di Alice, interpretata da Florence Pugh, che insieme al marito Jack (Harry Styles), vive in una comunità sperimentale, isolata e utopica, conducendo un’esistenza idilliaca. In questa comunità che accoglie famiglie felici, vige il concetto di ottimismo sociale, tipico di quegli anni, portato avanti dallo stesso amministratore delegato Frank, interpretato da Chris Pine. Gli uomini passano le giornate nel quartier generale del progetto top secret Victory, dedicato allo sviluppo di materiali innovativi.
Apparentemente sembra una vita perfetta, dove l’azienda si opera a soddisfare tutti i bisogni in cambio di un serio impegno lavorativo e la discrezione sul progetto. Il problema sorge quando Alice inizia a chiedersi quale sia il lavoro di suo marito Jack: ben presto la donna si renderà conto che sotto il velo perfetto si nascondono cose terribili, che porteranno la sua vita a disfarsi pezzo per pezzo. Un'altra componente di questo cast è Gemma Chan che interpreta la moglie di Frank. 
Prima di questo film, alle 16.45, è stata la volta di Colin Farrell, atteso da un pubblico più adulto per il film "The Banshees Of Inisherin" di Martin McDonagh. Di nuovo insieme a Brendan Gleeson nei panni di due amici Padraic e Colm che vivono su un'isola della costa occidentale dell'Irlanda. 
Tutto prosegue con normalità fino a quando Colm (Gleeson) decide di porre fine alla loro amicizia, e questo devasta Padraic (Farrell). 
A fare da contorno a questi ricco cast, sul Red Carpet troviamo Marisa Tomei, Benedetta Porcaroli, Victoria Silvstedt e Giulia Salemi.
(dal nostro inviato Devis Botta)
 

Venezia 79: l'eleganza di Penelope

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79. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 4 settembre

La bella ed elegante Coppa Volpi dello scorso anno, Penelope Cruz, è sbarcata al Lido. A dirigerla Emanuele Crialese ne "L'Immensità", ambientato a Roma negli anni 70, dove si sono appena trasferiti Clara e Felice. Il loro matrimonio è finito, non si amano più, ma non riescono a lasciarsi, a tenerli uniti sono i figli su cui Clara riversa tutto il suo desiderio di libertà; Apriana la figlia più grande (12anni) è la testimone degli stati d’animo e le tensioni dei due genitori, e a sua volta rifiuta il suo nome, la sua identità e vuole convincere tutti di essere un maschio: questa sua ostinazione porta il già fragile rapporto ad una rottura. Nella Sezione Orizzonti, concorso parallelo, la cantante Elodie esordisce come attrice diretta da Pippo Mezzapesa in "Ti mangio il cuore". Un amore proibito, impossibile, tra Andrea e Marilena, in quanto appartenenti alle due casate che si contendono il territorio tra gli altopiani del Gargano (Malatesta e Camporeale). Quest'organizzazione poco conosciuta è chiamata "Quarta mafia". 
Dopo 5 anni torna nel concorso veneziano Darren Aronofsky, che porta “The Whale” con protagonisti Brendan Fraser, Sadie Sink Samantha Morton. Qui Fraser lo troviamo nel ruolo di un professore d’inglese, Charlie, che dopo la perdita del suo compagno inizia a mangiare in modo compulsivo e cercherà un ultima possibilità di riscatto cercando di  riallacciare i rapporti con la figlia allontanatasi a causa della sua omosessualità.
Nei Red Carpet di questa serata, già incantati da due regine come Penelope ed Elodie, non poteva mancare una super top come Irina Shayk. Hanno anche sfilato Drusilla Foer (in un vestito giallo molto appariscente) e il direttore d’orchestra Beatrice Venezi.
(dal nostro inviato Devis Botta)
 

Venezia 79: il sabato di Sigourney Weaver

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79. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 3 settembre

Dopo la giornata di ieri, molto travagliata per l'arrivo dell'idolo delle ragazze Timothée Chalamet, anche questa si presenta molto agitata e ristretta a livello di sicurezza per la presenza di Sigourney Weaver. protagonista del film fuori concorso "Master Gardener" del regista Paul Schrader, che ha ricevuto  il Leone d’Oro alla Carriera
Alle 13.50 è stata la volta di Laura Poitras con "All The Beauty And The Bloodshed , un documentario incentrato sulla rinomata fotografa Nan Goldin, che lotta contro la famosa famiglia Suckler, proprietaria della casa farmaceutica Purdue Pharma, produttrice dell'OxiContin, narcotico responsabile di causare dipendenza, che negli USA ha causato oltre 400.000 vittime. Lei stessa è dovuta ricorrere alla riabilitazione per la dipendenza da oppioidi, causata da un farmaco assunto per un dolore al polso. 
Subito dopo alle 16.15 e sempre in concorso è stata la volta del regista Andrea Pallaoro con il film "Monica", uno dei cinque titoli italiani, dove viene messa a dura prova "l'identità" durante la trasformazione del corpo e dell'anima. Di questa proiezione si è già tanto parlato sulla stampa internazionale soprattutto perché l'interprete, Trace Lysette, è la prima attrice protagonista transgender in un film del concorso veneziano e che potrebbe anche ambire alla Coppa Volpi. Il terzo in ordine di tempo, sempre in sala Grande, è Santiago Mitre con “Argentina 1985”,  dove una squadra di avvocati è alle prese con un processo che coinvolge i comandanti della dittatura militare argentina degli anni 80. Vengono affrontate le terribili vicende che li hanno portati ad essere accusati per crimini contro l’umanità. 
Ultimo, ma solo in ordine di tempo, è "Pearl" di Ti West che ha portato in sala un film horror, dove troviamo come protagonisti Mia Goth, David Corenswet, Tandy Wright, Emma Jenkins-Purro
A sfilare per queste proiezioni sul Red carpet erano presenti: la sacerdotessa della moda Anna Dello Russo, Melissa Satta, Anna Foglietta, Francesca Barra con Claudio Santamaria e la cantante Annalisa.  
(dalla nostra inviata Loredana Negro)
 

Venezia 79: il ritorno Timothée Chalamet

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79. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 2 settembre

Un venerdì al Lido molto movimentato per via del primo film italiano in concorso "Bones And All"  di Luca Guadagnino, che vede come interpreti principali l'attesissimo Timothée Chalamet, già presente in un film dello stesso regista ("Call by your name") e Taylor Russell
Il film è basato sul romanzo di Camille DeAngelis “Fino all’osso” e racconta la storia del primo amore tra Maren, una giovane donna che impara a sopravvivere ai margini della società, e Lee un vagabondo dall’animo combattivo. I due intraprendono un lungo viaggio nell’America di Ronald Reagan che, tra passaggi segreti, botole e stradine di provincia non farà altro che portarli indietro ai loro terribili trascorsi, fino al momento finale, che decreterà se il loro amore sarà realmente in grado di sopravvivere.
Nella stessa giornata sono stati presentati altri due film in concorso uno è “Athena” di Romain Gravas, figlio del famoso Costa Gravas, che vede come protagonisti Dali Benssalah e  Sami Slimane; l'altro film  “Un couple” di Frederick Wiseman.
Presentato in concorso nella Sezione Orizzonti, dopo il successo de "La padrina" il regista Jean-Paul Salomé, torna a dirigere Isabelle Huppert  in "La syndacaliste" (The Sitting Duck). È la vera storia di Maureen Kearney, rappresentante sindacale della centrale nucleare di una multinazionale francese, che viene trovata nella sua casa dopo aver subito un'aggressione della quale non ricorda nulla. Vista la gravità dei fatti, le indagini sono molto serrate, con il susseguirsi dei nuovi elementi scoperti. Nella mente degli inquirenti inizia a crescere un dubbio: vittima o sospettata?
Anche oggi parata di star internazionali e non, tra cui Camila Mendes, Simone Ashley, Cecilia Rodriguez insieme a Ignazio Moser e la coppia del momento Luca Argentero e Cristina Marino
(dalla nostra inviata Loredana Negro)
 

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