conferenza stampa

Zucchero: cerco di rinnovarmi restando me stesso

Arriva il nuovo album "D.O.C", presentato alla stampa a Milano

(Milano, 7 novembre 2019) -  Nella singolare cornice di "Spirit de Milan", un luogo originale dove ascoltare musica, mangiare e bere situato fuori dal centro del capoluogo lombardo, si è tenuta oggi la conferenza stampa di Zucchero "Sugar" Fornaciari per presentare "D.O.C.", il suo quattordicesimo album di inediti.
I giornalisti presenti hanno potuto ascoltare in anteprima le 14 canzoni contenute nel disco (11 brani + 3 versioni in inglese) e, successivamente, intrattenersi con l'artista che, come sempre, ha risposto in maniera schietta alle domande che gli sono state rivolte.
Inizia sfiorando un tema che potrebbe rivelarsi spinoso:"Questi tempi sono sospesi e sospettosi. Non c'è trasparenza, c'è molta apparenza e poca sostanza. Sono un po' preoccupato di questi tempi. E' una pentola in ebollizione, che spero non scoppi mai. Bisogna stare attenti. Fortunatamente abbiamo dei politici non carismatici". Poi, condotto anche dal responsabile della comunicazione, riesce a glissare.
Di "D.O.C", Zucchero dice: ""Musicalmente, quando ho cominciato a scrivere, ho pensato a come non fare un album con suoni diversi dal precedente. C'è stata una grande ricerca di sonorità. Ho messo in piedi una squadra di persone giovani e veloci e con loro sono arrivato ad un'elettronica calda, cercando di rinnovarmi restando me stesso, che è la cosa più difficile".  E ancora: "Sono molto geloso di questo album perché ho toccato delle cose molto intime. Ero quasi geloso che uscisse, come se fosse un segreto che volevo tenere per me...".
Sul titolo dell'album: "D.O.C è venuto l'ultimo giorno, prima di andare in stampa. Giravo per la mia fattoria e parlavo con i contadini di fare dei prodotti di origine controllata. D.O.C è venuto così. Poi ho visto che significa anche disturbo ossessivo compulsivo, ma va bene lo stesso perché mi rappresenta".
Parlando di Dio, Zucchero si dichiara ateo incallito, ma con beneficio d'inventario: "Spero sempre in una luce in fondo al tunnel. Chiamala pure fede. Non è la prima volta che parlo anche di fede. La canzone Così Celeste, che molti pensano stia parlando della mia donna, invece sto parlando della fede". E poi racconta anche di suo padre, altrettanto ateo, che sul finire della sua vita invitò a pranzo il prete e si fece il segno della croce.
Il brano "Badamoon" parla dell'Italia, definendola un disastro. "Noi lo chiamiamo giustamente Bel Paese, perché è un Bel Paese. O forse lo è stato. Lo hanno fatto quelli prima di noi: la cultura, l'arte, le radici, gli usi e i costumi. Ultimamente di Bel paese c'è rimasto quello che hanno fatto altri", dichiara caustico.
Sull'intolleranza: "Mi fa soffrire vedere ancora questi insulti a un calciatore di colore. Non ho mai avuto questi atteggiamenti discriminatori: ho sempre avuto musicisti di colore nella mia band, anche adesso. Questa roba per me è impensabile e ingiustificabile.Per me è assurdo avere queste reminescenze naziste e fasciste. E' una storia che dovrebbe essere sepolta e bruciata, invece ritorna ancora".
Quando gli viene chiesto cosa significhi per lui convogliare messaggi, afferma che questi, purtroppo, servono a poco: "Guarda Bono, guarda Geldof, guarda il Live 8. Alla fine non è cambiato niente". Per lui: "Quando sono sul palco il mio mestiere è trasmettere delle emozioni e delle vibrazioni. Non mi metto a parlare di politica. L'ho fatto in passato qualche volta, ma ho la sensazione che certi messaggi non vengano recepiti in concerti". E racconta anche di quando lo cacciarono dalla Rai per aver invitato ad usare il preservativo.
Zucchero rivendica ancora le sue radici: "Sono malato delle mie radici, le ho messe anche nella mia copertina (c'è il campo di sorgo, un mais povero). Più vado avanti e più sono profonde. Mi piace ogni tanto usare delle parole in dialetto.Quando sono in giro per il mondo penso alla mia infanzia e sono felice. Anche il povero Pavarotti, che era grande universalmente, parlava con me in dialetto".
Sull'ambiente e il clima: "Meno male che c'è Greta, almeno si muove qualcosa. Da lungo tempi i ragazzi non andavano più in piazza. Non so chi c'è dietro e non voglio saperlo per adesso, ma perlomeno con Greta si smuove qualcosa".
Su Frida Sundemo, che canta con lui in "Cose che già sai": "Mi ha chiamato Corrado Rustici. Sono rimasto colpito dal modo di scrivere melodico, fresco e nuovo. Melodie mai scontate. In più, una voce da usignolo: nel pezzo è parte della mia voce. Non ho voluto fare controcanti: la cantiamo all'unisono dall'inizio alla fine perché è parte della mia voce. Per quel tipo di canzone, è emozionante quella fusione delle voci".
Semplice, diretto, privo di fronzoli: questo è Zucchero e forse lo amiamo proprio per questo. Il disco è molto intrigante, ha dei suoni nuovi, colpisce al primo ascolto.
zucchero conferenza stampa
L’album "D.O.C" esce l'8 novembre 2019 in 3 versioni: CD, Doppio Vinile e in una versione Doppio Vinile speciale color arancio (edizione limitata in esclusiva per Amazon).
Prodotto da Don Was e Zucchero con Max Marcolini, “D.O.C.” è stato “concepito” dall’artista a Pontremoli nella sua Lunisiana Soul e registrato tra Los Angeles e San Francisco. Autore di quasi tutti i brani, Zucchero per la scrittura di alcune tracce dell’album ha collaborato con Francesco De Greg (in “Tempo al Tempo”), Davide Van De Sfroos (in “Testa o Croce”), Pasquale Panella  e Daniel Vuletic (in “La canzone che se ne va”), Rory Graham (noto come Rag’n’Bone Man), Steve Robson e Martin Brammer (in “Freedom”), F. Anthony White (noto come Eg White) e Mo Jamil Adeniran (in “Vittime del Cool”) e l’artista scandinava Frida Sundemo (in “Cose che già sai”)
Questa la tracklist di “D.O.C.”: “Spirito nel buio”, “Soul Mama”, “Cose che già sai” feat. Frida Sundemo, “Testa o croce”, “Freedom”, “Vittime del Cool”, “Sarebbe questo il mondo”, “La canzone che se ne va, “Badaboom (Bel Paese)”, “Tempo al tempo”, “Nella tempesta”, “My Freedom” (bonus track), “Someday” (bonus track) e “Don’t let it be gone” feat. Frida Sundemo (bonus track).
Da aprile 2020 “D.O.C.” verrà presentato live in tutto il mondo partendo dall’Australia per arrivare nel nostro Paese il prossimo settembre all’Arena di Verona, luogo definito da Zucchero come «uno dei più bei posti al mondo per fare musica», per le uniche date italiane del tour mondiale.
Si aggiungono, inoltre, 2 nuove date nella splendida cornice dell’anfiteatro veronese, il 24 settembre e l’1 ottobre (biglietti disponibili in prevendita dalle ore 16.00 di oggi sul sito di TicketOne e dalle ore 11.00 di giovedì 14 novembre nei punti vendita abituali).
(dal nostro inviato g.m.)
 

Sanremo 2019: conferenza stampa di apertura

DIARIO DA SANREMO

Il festival parte ufficialmente con il primo incontro con la stampa

(SANREMO, 4 febbraio) - Già dai numeri, forniti dal sindaco Alberto Biancheri in apertura della prima conferenza stampa, il festival parte in quinta, con le strutture cittadine tutte prenotate.
Teresa De Santis: "Superata di gran lunga la raccolta pubblicitaria dello scorso anno. Il Festival di Sanremo è ancora ritenuto strategico dalle aziende che chiedono di investire". La De Santis smentisce gli screzi con Baglioni che le sono stati attributi. Inoltre spezza un lancia proprio in favore del direttore artistico, al centro delle polemiche degli ultimi giorni. "Conflitto di interessi? " - dice - "Pensiamo ai superospiti: ottenere certi artisti può anche dipendere da questioni amicali. E' molto frequente che queste filiere possano portare al massimo del risultato. Quando si fa un contratto con un artista vivente, come Baglioni, è naturale che lui stesso sia inserito in un contesto legato con l'industria discografica. Sono certo che uno come lui non abbia bisogno, dopo cinquant'anni ci carriera, di avere chissà quali vantaggi e sovvenzioni".
Claudio Fasulo: "Sanremo è il più grande show prodotto in Europa. Ed è il motore dell'industria musicale italiana". Annuncia anche che la Giuria d'onore sarà composta da: Mauro Pagani (presidente), Camila Raznovich, Ferzan Ozpetek , Claudia Pandolfi, Elena Sofia Ricci, Beppe Severgnini, Serena Dandini e Joe Bastianich.
Claudio Baglioni: "Cosa mi anima come direttore artistico? Poter essere servitore di questo festival. Sono fedele alla costituzione di Sanremo, che per me rimane il festival della canzone italiana. La mia missione è quella anche di avvicinare colleghi recalcitranti a questo festival,"  Baglioni dice che il suo secondo festival rimarrà comunque simile a quanto fatto l'anno precedente. Viene annunciato che Riccardo Cocciante si unirà ai superospiti ed arriverà nella seconda serata. Con ironia, Baglioni liquida le polemiche anche con i colleghi esclusi: "non si possono accontentare tutti a meno di non fare dei sottofestival".
Virginia Raffaele, molto emozionata: "Per me è un regalo essere qui. Quest'anno devo fare 25 ore e spero di essere all'altezza".
Claudio Bisio: "Sanremo vince su tutto. Io non mi snaturerò e quello sarò. Con garbo, sapendo che il turpiloquio qui non si deve fare".
In chiusura, Baglioni afferma che la Rai non intende più strapagare artisti internazionali e che, piuttosto che avere un gruppetto straniero dell'ultimo momento, è meglio avere artisti di prestigio.
La prima serata ci saranno Andrea e Matteo Bocelli e Giorgia. Inoltre Claudio Santamaria e Pierfrancesco Favino.
 

Sanremo: pronti al via

DIARIO DA SANREMO

Oggi la conferenza stampa di avvio del Festival

Sono ben 1335 tra giornalisti, fotografi e operatori dell'informazione accreditati nelle due Sale Stampa - Ariston Roof e Palafiori. Quest'anno è un vero record di presenze, ennesima prova che il Festival non ha perso smalto.
Oggi, vigilia della partenza, i giochi iniziano a farsi serrati e gli artisti in gara hanno fatto le prove al Teatro Ariston. Per molte ore, tutti irreperibili. I discografici rispondono al telefono a fatica, perchè a loro volta coinvolti nella sessione di prova. Nel frattempo, cresce la febbre da selfie e in molti bivaccano agli ingressi degli hotel più gettonati dai vip. 
Si è tenuta a fine mattinata la prima conferenza stampa, quella di apertura ufficiale della settimana sanremese e, finalmente, assieme a Carlo Conti, Virginia Raffaele e Madalina Ghenea è comparso Gabriel Garko, fugando ogni dubbio sulla sua presenza sin dalla prima serata.
Domani si esibiranno i primi dieci Campioni che, in ordine alfabetico sono: Arisa, Bluvertigo, Caccamo-Iurato, Dear Jack, Lorenzo Fragola, Irene Fornaciari, Noemi, Rocco Hunt, Enrico Ruggeri e gli Stadio. Aldo Giovanni & Giacomo saranno sul palco con la loro comicità e, tra gli ospiti, Elton John, Maitre Gims e Laura Pausini. Inoltre, domani partirà pure il Dopofestival di Nicola Savino, Max Giusti e Gialappa's.
Insomma, tutto è pronto. Il sessantaseiesimo Festival può iniziare la sua storia.
(g.m.)
 
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