Mostra del cinema
Venezia 83, nona giornata: Naza scuote il Concorso, poi Chiara Mastroianni e Mario Martone
83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
Diario da Venezia - 10 settembre
Una delle giornate più intense di questa edizione
La 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si avvicina alle battute finali e giovedì 10 settembre 2026 affronta una delle giornate potenzialmente più intense dell’intera edizione.
A catalizzare l’attenzione è soprattutto NAZA, il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor dedicato alla guerra a Gaza e inserito nella corsa al Leone d’Oro.
Ma la nona giornata parla anche francese e italiano, con Un peu avant minuit di Nicolas Pariser in Concorso e il ritorno di Mario Martone e Toni Servillo con Scherzetto, presentato Fuori Concorso.
Alle 17.15 in Sala Grande arriva NAZA, uno dei titoli politicamente più delicati di Venezia 83.
A firmarlo sono Yuval Abraham e Rachel Szor, già tra gli autori di No Other Land, il documentario premiato con l’Oscar nel 2025.
Girato di notte sui tetti di Tel Aviv, NAZA affronta direttamente il tema della guerra a Gaza, concentrandosi sui sistemi e sui meccanismi che hanno portato all’uccisione di civili palestinesi.
La presenza del documentario nel Concorso principale conferma la scelta della Mostra di non tenere fuori dalla selezione le grandi questioni politiche e internazionali del presente.
Non soltanto cinema, quindi, ma inevitabilmente anche dibattito.
In un’edizione nella quale guerre, potere, violenza e responsabilità individuali sono emersi in numerose opere, NAZA si prepara a essere uno dei film destinati a lasciare maggiormente il segno nella discussione attorno al Festival.
Alle 19.15 la Sala Grande ospita invece Un peu avant minuit di Nicolas Pariser, secondo film in Concorso della giornata.
Il cast comprende Melvil Poupaud, Chiara Mastroianni, Anaïs Demoustier e Golshifteh Farahani.
Al centro della storia c’è Léo, un uomo di 49 anni che, mentre sta attraversando la crisi della propria relazione sentimentale, viene informato della morte del padre biologico che non ha mai conosciuto.
Prima di partire per l’Italia per occuparsi dell’eredità, trascorre alcuni giorni a Parigi. Un viaggio apparentemente breve che diventa l’occasione per ripercorrere la propria esistenza, interrogarsi sulle relazioni e fare i conti con ciò che è stato.
Un film quindi molto diverso da NAZA, che riporta il Concorso su un terreno più intimo e personale.
La serata assume poi un forte sapore italiano.
Alle 21.45 in Sala Grande è in programma Scherzetto di Mario Martone, presentato Fuori Concorso e tratto dal romanzo di Domenico Starnone.
Protagonista è Toni Servillo, affiancato da Serena Rossi, Lorenzo Perrotta, Leonardo Lidi, Giovanni Ludeno e Gianluca Di Gennaro.
Al centro del racconto c’è il confronto tra un nonno e il nipotino di cinque anni: due generazioni lontanissime costrette a misurarsi all’interno di uno spazio familiare che riporta inevitabilmente alla superficie ricordi, paure e fantasmi del passato.
Prima della proiezione è prevista anche la consegna a Serena Rossi del Premio Campari Passion for Film.
Tra gli altri appuntamenti della nona giornata c’è inoltre Peccato di Valerio Vestoso, unica serie selezionata per questa edizione della Mostra.
Protagonista Emanuela Fanelli, che torna così a Venezia dopo aver condotto le cerimonie di apertura e chiusura dell’edizione precedente.
La serie gioca proprio con la sua immagine e ricostruisce in chiave tragicomica una carriera immaginaria dell’attrice. Nel progetto compaiono numerosi nomi dello spettacolo italiano, tra cui Stefano Accorsi, Alessandro Borghi, Geppi Cucciari, Sabrina Ferilli, Valerio Mastandrea, Ferzan Özpetek, Paolo Virzì e Paola Cortellesi.
Cinema politico, cinema d’autore, grandi interpreti italiani e una contaminazione sempre maggiore con la serialità: la nona giornata sintetizza ancora una volta le molte anime di Venezia 83.
Mancano ormai pochi film prima che lo sguardo si sposti definitivamente sui verdetti. E con la cerimonia conclusiva sempre più vicina, ogni nuova proiezione può cambiare gli equilibri della corsa al Leone d’Oro.
(dal nostro inviato Devis Botta)
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Venezia 83, ottava giornata: Alba Rohrwacher, Vanessa Scalera e Pamela Anderson protagoniste al Lido
83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
Diario da Venezia - 9 settembre
Polemiche per il film DAU di Ilya Khrzhanovsky
La 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia entra nella fase decisiva e l’ottava giornata, mercoledì 9 settembre 2026, porta al Lido soprattutto grandi interpretazioni femminili, cinema italiano e internazionale e uno dei progetti più discussi di questa edizione.
Tra Alba Rohrwacher, Vanessa Scalera e Pamela Anderson, il Festival cambia ancora una volta volto, mentre la corsa al Leone d’Oro comincia inevitabilmente a entrare nei discorsi di critica e addetti ai lavori.
Tre i film della giornata in Concorso: Un Bon Petit Soldat di Stéphane Brizé, Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis e DAU di Ilya Khrzhanovsky.
Tra le presenze più attese c’è stata Alba Rohrwacher, protagonista insieme a Vincent Lindon di Un Bon Petit Soldat.
Il film di Stéphane Brizé ha portato sul Lido un cinema profondamente legato alle persone e alle loro fragilità, confermando la capacità del regista francese di osservare l’essere umano attraverso personaggi apparentemente ordinari ma attraversati da conflitti profondi.
Rohrwacher e Lindon hanno rappresentato anche uno degli incontri più interessanti tra cinema italiano e francese di questa edizione.
Sul red carpet l’attrice italiana ha scelto ancora una volta uno stile essenziale, lasciando che fosse soprattutto il cinema a occupare il centro della scena.
Il cinema italiano ha risposto con Edoardo De Angelis e Il fuoco che ti porti dentro, tratto dall’omonimo romanzo di Antonio Franchini.
Protagonisti Vanessa Scalera e Lino Musella, affiancati da Elena Radonicich, Ivana Lotito, Nicole Malaj e Samuele Mazza.
Al centro della storia c’è una famiglia che si ritrova durante una cena della vigilia di Natale. Quello che dovrebbe essere un momento di incontro diventa progressivamente un campo di battaglia emotivo, nel quale riemergono incomprensioni, ferite e rapporti mai veramente risolti.
Vanessa Scalera dà corpo a una figura materna ingombrante e complessa, capace di dominare gli equilibri familiari e trasformare la cena in una vera resa dei conti.
Una storia nella quale ironia e dolore convivono, mettendo al centro proprio quei legami familiari dai quali spesso è impossibile fuggire completamente.
Tra i titoli che hanno fatto maggiormente discutere c’è stato poi DAU di Ilya Khrzhanovsky.
Un progetto cinematografico enorme, sviluppato nell’arco di quasi vent’anni e nato inizialmente come racconto dedicato al fisico sovietico e premio Nobel Lev Landau.
Il film è arrivato a Venezia accompagnato anche dalle polemiche legate alla richiesta dell’Ucraina di ritirarlo dal programma della Mostra. Khrzhanovsky, che ha rinunciato alla cittadinanza russa nel 2024, ha ribadito la propria opposizione alla guerra e il sostegno all’Ucraina. Un caso che ha inevitabilmente portato il dibattito oltre il cinema.
Fuori Concorso, una delle star della giornata è stata invece Pamela Anderson, arrivata per Place to Be di Kornél Mundruczó, nel cui cast figura anche Taika Waititi.
Anderson ha attirato immediatamente l’attenzione dei fotografi sul red carpet, presentandosi con un abito acceso e confermando quella nuova immagine pubblica, più naturale e consapevole, che negli ultimi anni ha caratterizzato le sue apparizioni.
L’ottava giornata di Venezia 83 si chiude così nel segno delle donne: Alba Rohrwacher, Vanessa Scalera e Pamela Anderson, tre interpreti profondamente diverse per storia e percorso artistico, ma capaci di diventare i volti di una giornata nella quale il cinema è tornato prepotentemente al centro della scena.
(dal nostro inviato Devis Botta)
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Venezia 83, settima giornata: Penélope Cruz e Javier Bardem infiammano il Lido, premio a Luca Guadagnino
83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
Diario da Venezia - 8 settembre
In concorso anche Company di Casey Affleck
La coppia più attesa arriva al Lido. Martedì 8 settembre 2026, settima giornata della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, i riflettori si accendono su Penélope Cruz e Javier Bardem, protagonisti di Bunker, nuovo film di Florian Zeller presentato in Concorso.
Marito e moglie nella vita e nuovamente insieme sul grande schermo, Cruz e Bardem guidano un cast nel quale figurano anche Stephen Graham, Paul Dano e Patrick Schwarzenegger.
Bunker parte da un tema estremamente contemporaneo. Un architetto accetta l’incarico di progettare un rifugio di lusso destinato a garantire la sopravvivenza di un potente magnate della tecnologia in caso di collasso della società. Una decisione professionalmente importante ma moralmente ambigua, che finisce per avere conseguenze anche sulla relazione con sua moglie.
Zeller utilizza così il bunker come metafora di un mondo dominato dalla paura, dall’isolamento e dalla crescente concentrazione del potere nelle mani di pochi.
La presenza di Penélope Cruz e Javier Bardem rappresenta inevitabilmente uno degli eventi mediatici più importanti di questa fase della Mostra.
Due premi Oscar, due carriere costruite tra Europa e Hollywood e un rapporto con il cinema d’autore che li ha portati a lavorare con alcuni dei più importanti registi internazionali.
La loro presenza sul Lido riporta così sul red carpet veneziano una delle coppie più celebri del cinema mondiale.
In Concorso nella settima giornata figura anche Company di Casey Affleck, altro titolo americano chiamato a confrontarsi nella corsa al Leone d’Oro.
Importante anche la presenza italiana nella sezione Orizzonti.
Anna Foglietta presenta Una storia, con Alba Rohrwacher e Guido Caprino, aggiungendo un nuovo capitolo al proprio percorso artistico attraverso il passaggio dietro la macchina da presa.
Il film rappresenta uno degli appuntamenti italiani della giornata e porta al Lido tre nomi molto conosciuti dal pubblico nazionale.
Fuori Concorso spazio invece a Musk di Alex Gibney, a Dust di Tsai Ming-liang e a Joie de Vivre di Luca Guadagnino.
Proprio Luca Guadagnino è uno degli altri grandi protagonisti dell’8 settembre.
Il regista riceve il Cartier Glory to the Filmmaker Award, riconoscimento dedicato a una personalità capace di lasciare un’impronta particolarmente originale nel cinema contemporaneo. Per Guadagnino si tratta di un’altra consacrazione internazionale, dopo una carriera che lo ha portato dall’Italia a Hollywood mantenendo una forte identità autoriale.
La giornata prevede inoltre la masterclass di Ellen Burstyn, all’indomani della consegna all’attrice del Leone d’Oro alla carriera.
Tra Penélope Cruz, Javier Bardem, Casey Affleck, Anna Foglietta, Alba Rohrwacher, Guido Caprino, Luca Guadagnino ed Ellen Burstyn, la settima giornata conferma così la forza internazionale di Venezia 83.
E mentre il Festival entra nella sua seconda metà, aumenta inevitabilmente anche l’attenzione sui film in Concorso e sui primi possibili favoriti nella corsa verso il Leone d’Oro.
(dal nostro inviato Devis Botta)
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Venezia 83, sesta giornata: Ellen Burstyn Leone d’Oro, Jasmine Trinca e il ritorno di Koreeda
83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
Diario da Venezia - 7 settembre
Leone d'Oro alla carriera per l'attrice novantatreenne
Una leggenda del cinema celebrata sul Lido e una giornata particolarmente intensa per il cinema italiano. Lunedì 7 settembre 2026, la sesta giornata della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha avuto soprattutto un nome: Ellen Burstyn.
L’attrice americana, 93 anni, ha ricevuto il Leone d’Oro alla carriera, riconoscimento che celebra oltre sessant’anni di cinema, teatro e televisione.
Premio Oscar per Alice non abita più qui di Martin Scorsese e protagonista di opere entrate nella storia del cinema come L’esorcista, Burstyn rappresenta una delle grandi interpreti della sua generazione. Venezia le ha dedicato uno dei momenti più significativi dell’edizione.
La sua presenza al Festival è stata accompagnata anche da Flesh Impact, cortometraggio diretto da Maggie Gyllenhaal, nel quale Burstyn interpreta un’immaginaria Marilyn Monroe centenaria.
Il cinema italiano è stato invece protagonista con L’estranea di Paolo Strippoli, presentato in Concorso.
Il film schiera un cast importante composto da Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi, portando sul tappeto rosso alcuni dei volti più conosciuti del nostro cinema.
Una presenza italiana significativa all’interno della corsa al Leone d’Oro, in un’edizione nella quale la produzione nazionale continua a confrontarsi direttamente con alcuni dei più importanti autori internazionali.
Tra questi c’è Hirokazu Koreeda, tornato a Venezia con Look Back. Il regista giapponese, Palma d’Oro a Cannes con Un affare di famiglia, è ormai uno degli autori asiatici più riconosciuti dal pubblico europeo.
La sesta giornata ha offerto anche un appuntamento particolarmente interessante per gli addetti ai lavori.
Alla Match Point Arena si è svolta la masterclass di Luca Guadagnino, uno dei registi italiani con la maggiore proiezione internazionale.
Un incontro dedicato al cinema e alla sua esperienza dietro la macchina da presa, in un’edizione della Mostra che vede Guadagnino tra i protagonisti anche di altri appuntamenti.
Ma il 7 settembre resterà soprattutto la giornata di Ellen Burstyn.
La consegna del Leone d’Oro alla carriera ha unito passato e presente della Mostra, celebrando un’attrice che a 93 anni continua a lavorare e a confrontarsi con nuovi personaggi.
Una di quelle presenze che ricordano come Venezia non sia soltanto una competizione tra film, ma anche un luogo nel quale la storia del cinema incontra continuamente il suo futuro.
(dal nostro inviato Devis Botta)
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Venezia 83, quinta giornata: Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon accendono il Lido
83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
Diario da Venezia - 6 settembre
Il Lido ha vissuto un’altra intensa maratona di cinema, incontri e red carpet
La 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia entra nel cuore della sua prima settimana. Domenica 6 settembre 2026, quinta giornata della manifestazione, il Lido ha vissuto un’altra intensa maratona di cinema, incontri e red carpet, con il Concorso protagonista e diversi nomi internazionali capaci di attirare l’attenzione di pubblico e fotografi.
Tra i titoli più attesi della giornata c’è stato The Echo Chamber di Andrea Pallaoro, che ha portato sullo schermo un cast di grande richiamo formato da Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon.
Un progetto che ha inevitabilmente catalizzato l’attenzione italiana grazie alla presenza di Marinelli, ormai da anni uno degli interpreti più riconoscibili del nostro cinema anche a livello internazionale.
La quinta giornata ha visto in Concorso anche Possible Love del regista sudcoreano Lee Chang-dong, uno degli autori più apprezzati del cinema asiatico contemporaneo, e Woman Unknown della regista danese May el-Toukhy.
Tre opere molto differenti che confermano la volontà di Venezia 83 di costruire una competizione capace di mettere a confronto cinematografie, linguaggi e sensibilità provenienti da parti diverse del mondo.
A portare un’altra ventata internazionale al Lido è stato Hombre al Agua, inserito nella sezione Venezia Spotlight e diretto da Gael García Bernal.
Tra i protagonisti del progetto figura anche Ricky Martin, presenza che ha inevitabilmente contribuito alla curiosità attorno al film, creando un ponte tra cinema, televisione e musica internazionale.
Fuori Concorso il programma ha invece proposto, tra gli altri, From Inside Out – The Architecture of Peter Zumthor di Wim Wenders, insieme a Holy Wood Dust di Victor Kossakovsky e al progetto dedicato a Jorge Luis Borges firmato da Mariano Llinás.
Spazio anche al cinema italiano con Francesca Archibugi, presente alle Giornate degli Autori con Carla Lonzi, dentro e fuori dal mondo.
La giornata veneziana non si è limitata alle proiezioni. Alla Match Point Arena è arrivato infatti Luc Besson per una delle masterclass dell’edizione 2026. Un’occasione per ripercorrere una carriera che ha attraversato oltre quarant’anni di cinema europeo e internazionale.
Sul red carpet, intanto, i protagonisti dei film hanno condiviso la scena con numerosi ospiti del mondo dello spettacolo e della moda.
La quinta giornata ha così confermato la doppia anima della Mostra: da una parte il cinema e la competizione per il Leone d’Oro, dall’altra quella grande vetrina internazionale che ogni settembre trasforma il Lido in uno dei luoghi più osservati dello spettacolo mondiale.
Con Luca Marinelli, Alicia Vikander, Susan Sarandon, Gael García Bernal e un maestro come Luc Besson, Venezia 83 ha superato il giro di boa della prima settimana mantenendo altissima l’attenzione.
(dal nostro inviato Devis Botta)
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Venezia 83, quarta giornata da star: Nanni Moretti, Robert Pattinson e gli Oasis conquistano il Lido
83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
Diario da Venezia - 5 settembre
I grandi divi continuano ad essere protagoniste al Lido
Venezia, 5 settembre 2026 – Cinema italiano, Hollywood e musica internazionale. Sabato 5 settembre 2026 la 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha vissuto una delle giornate più attese di questa prima parte del Festival, con un programma capace di richiamare al Lido pubblico, fotografi e media internazionali.
Tre nomi, soprattutto, hanno catalizzato l’attenzione: Nanni Moretti, Robert Pattinson e gli Oasis.
Per il cinema italiano il protagonista della giornata è stato Nanni Moretti, tornato con un film alla Mostra di Venezia dopo 37 anni.
Il regista ha presentato in Concorso Succederà questa notte, primo dei cinque titoli italiani della selezione principale ad arrivare davanti al pubblico veneziano.
Nel cast figurano Louis Garrel, Jasmine Trinca, Hippolyte Girardot e Angela Finocchiaro, oltre allo stesso Moretti.
Al centro del film ci sono rapporti sentimentali, incontri, separazioni e legami familiari. Un racconto corale nel quale Moretti torna a osservare le relazioni e le contraddizioni quotidiane attraverso il suo sguardo personale.
A spostare l’attenzione verso Hollywood ci ha pensato invece Robert Pattinson.
L’attore è arrivato al Lido per Primetime di Lance Oppenheim, presentato in Concorso e del quale Pattinson è anche produttore.
Il progetto prende ispirazione dal fenomeno televisivo americano legato al giornalista Chris Hansen, conosciuto negli Stati Uniti soprattutto per To Catch a Predator.
Nel cast, accanto a Pattinson, figurano Merritt Wever, Skyler Gisondo e Phoebe Bridgers.
La presenza dell’attore britannico ha inevitabilmente attirato una grande attenzione mediatica, confermandolo tra i nomi internazionali più attesi dell’edizione 2026.
Fuori Concorso è stato inoltre presentato Father Joe di Barthélémy Grossmann, sceneggiato da Luc Besson e interpretato, tra gli altri, da Kiefer Sutherland ed Ever Anderson.
Ma nella quarta giornata Venezia non ha parlato soltanto di cinema.
L’arrivo di Liam e Noel Gallagher ha trasformato per qualche ora il Lido in uno degli appuntamenti più attesi anche dal pubblico musicale.
I fratelli Gallagher sono arrivati per Oasis: Don’t Look Back in Anger, documentario di Dylan Southern e Will Lovelace dedicato alla reunion degli Oasis e al tour che ha riportato insieme una delle band britanniche più famose degli ultimi decenni.
La loro presenza ha inevitabilmente scatenato l’interesse dei fan e dei fotografi, aggiungendo un’altra dimensione alla giornata veneziana.
Dopo anni segnati dal rapporto difficile tra Liam e Noel, vedere nuovamente i due fratelli insieme rappresenta già di per sé un evento mediatico. Venezia ha offerto al racconto della loro reunion una delle vetrine internazionali più importanti.
La quarta giornata ha così sintetizzato perfettamente la natura contemporanea della Mostra del Cinema di Venezia: da una parte il cinema d’autore italiano di Nanni Moretti, dall’altra una star globale come Robert Pattinson e, infine, un fenomeno musicale e culturale come gli Oasis.
Tre mondi apparentemente lontani che per un giorno si sono incontrati sullo stesso Lido, trasformando Venezia ancora una volta nella capitale internazionale dello spettacolo.
(dal nostro inviato Devis Botta)
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Venezia 83, la terza giornata: cinema d’autore, storie difficili e star sul red carpet
83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
Diario da Venezia - 4 settembre
Un cinema che sa interrogare il presente
Venezia, 4 settembre 2026 – Cinema capace di affrontare le ferite del presente, storie complesse e nuovi protagonisti sul tappeto rosso. Venerdì 4 settembre 2026, la 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha vissuto la sua terza giornata, confermando la varietà di un programma che alterna grandi produzioni internazionali a opere più intime e coraggiose.
Tra i film in Concorso è arrivato 15/18 (A Place to Heal) di Cédric Kahn, ambientato nel delicato mondo della neuropsichiatria adolescenziale.
Un tema particolarmente attuale che porta il cinema dentro una realtà spesso lontana dai riflettori, affrontando il disagio e le difficoltà dei più giovani attraverso lo sguardo di uno degli autori più interessanti del cinema francese contemporaneo.
Cambio completo di scenario con Shinya Tsukamoto, che ha portato in Concorso Mr. Nelson, Did You Kill People?, con Geoffrey Rush.
Il film attraversa l’esperienza della guerra del Vietnam e utilizza il conflitto come punto di partenza per interrogarsi sulle conseguenze della violenza e sul peso che gli eventi estremi possono lasciare nella vita delle persone.
Tra i titoli italiani della giornata ha attirato particolare attenzione La città dei vivi di Edoardo Gabbriellini, presentato nella sezione Orizzonti.
Il film è liberamente tratto dall’omonimo libro di Nicola Lagioia, dedicato al caso dell’omicidio di Luca Varani, una delle vicende di cronaca nera che maggiormente hanno colpito l’opinione pubblica italiana negli ultimi anni.
Nel cast figurano, tra gli altri, Valerio Mastandrea ed Emanuele Maria Di Stefano.
L’obiettivo non è semplicemente ricostruire un fatto di cronaca, ma provare a entrare nelle zone più oscure della vicenda evitando di trasformare la violenza in spettacolo.
Fuori Concorso spazio invece a Paul Schrader con The Basics of Philosophy, nuovo lavoro di uno degli autori e sceneggiatori più importanti del cinema americano.
Alle Giornate degli Autori l’attenzione si è invece concentrata su Balcanica di Nicola Sorcinelli, con Matilda De Angelis, racconto che attraversa il dramma della fuga dall’Afghanistan e il difficile viaggio verso l’Europa.
Tematiche differenti, ma accomunate dalla volontà di utilizzare il cinema per osservare alcune delle grandi questioni del nostro tempo.
E mentre nelle sale si discuteva di guerra, adolescenza, migrazioni e cronaca, all’esterno continuava il grande spettacolo della Mostra.
Sul red carpet sono passati numerosi ospiti e volti dello spettacolo e della moda, contribuendo alla dimensione internazionale di una manifestazione che ogni giorno porta gli occhi del mondo sul Lido.
La terza giornata di Venezia 83 ha mostrato così soprattutto il volto più impegnato della Mostra: quello di un cinema che non cerca soltanto lo spettacolo, ma prova a interrogare il presente.
(dal nostro inviato Devis Botta)
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Venezia 83, la seconda giornata: Herzog, McDonagh e Alessandro Borghi accendono il Lido
83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
Diario da Venezia - 3 settembre
Un cast di grande richiamo per "Wild Horse Nine"
Venezia, 3 settembre 2026 – La 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia entra nel vivo. Giovedì 3 settembre 2026, seconda giornata della manifestazione, il Lido ha accolto alcuni dei protagonisti più attesi di questa edizione, tra cinema d’autore internazionale, produzioni italiane e un red carpet che ha richiamato ancora una volta fotografi e pubblico.
A dominare il programma sono stati soprattutto Werner Herzog e Martin McDonagh, due registi profondamente diversi per stile e percorso artistico, ma entrambi capaci di attirare l’attenzione della critica internazionale.
Herzog ha portato a Venezia Bucking Fastard, affidandosi a Kate Mara e Rooney Mara per raccontare la storia di due sorelle legate da un rapporto particolarmente profondo e complesso. Un’opera che riporta sullo schermo alcuni dei temi cari al regista tedesco, a partire dall’indagine sui comportamenti umani e sui personaggi che vivono ai margini delle convenzioni.
Grande curiosità anche per Martin McDonagh, arrivato con Wild Horse Nine. Il regista ha riunito un cast di grande richiamo composto da Sam Rockwell, John Malkovich, Steve Buscemi, Tom Waits e Parker Posey.
Ambientato alla vigilia del colpo di Stato cileno del 1973, il film porta due agenti della CIA sull’Isola di Pasqua, costruendo una vicenda nella quale thriller politico, rapporti personali e segreti finiscono per intrecciarsi. Un progetto ambizioso che ha inevitabilmente portato sul Lido alcuni dei volti più riconoscibili del cinema americano.
La seconda giornata ha parlato però anche italiano.
Gianni Amelio ha presentato Fuori Concorso Nessun dolore, con Alessandro Borghi protagonista nei panni di un venditore di libri usati la cui quotidianità viene improvvisamente modificata dall’incontro con un bambino nordafricano.
Accanto a Borghi figurano Valeria Golino e Valerio Mastandrea, per una storia che parte da una dimensione personale per allargare lo sguardo sulle fragilità, sulle relazioni e sulle contraddizioni della società contemporanea.
La presenza di Borghi ha inevitabilmente attirato l’attenzione del pubblico italiano, confermando il forte legame dell’attore con il cinema d’autore nazionale.
Come sempre a Venezia, alle proiezioni si è affiancato lo spettacolo del tappeto rosso.
John Malkovich, Sam Rockwell e Parker Posey sono stati tra i protagonisti più fotografati della giornata, mentre sul fronte italiano l’attenzione si è concentrata su Alessandro Borghi e Valeria Golino.
Non sono mancate inoltre personalità provenienti dal mondo della moda, con presenze come Kendall Jenner e Vittoria Ceretti, a conferma di come la Mostra sia ormai un appuntamento che va ben oltre il cinema.
Tra autori affermati, star internazionali e protagonisti italiani, la seconda giornata ha così alzato definitivamente il ritmo di Venezia 83, preparando il terreno per un fine settimana ancora più ricco di anteprime e grandi nomi.
(dal nostro inviato Devis Botta)
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Venezia 83, la prima giornata: il Lido torna capitale del cinema
83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
Diario da Venezia - 2 settembre
Al centro della giornata inaugurale c’è stato soprattutto George Clooney
Venezia, 2 settembre 2026 – Il cinema internazionale torna a darsi appuntamento al Lido. Con la giornata inaugurale di mercoledì 2 settembre è ufficialmente iniziata l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, in programma fino al 12 settembre. Per undici giorni Venezia torna così al centro dell’attenzione mondiale, tra grandi anteprime, star internazionali, autori affermati e un concorso che guarda già alla prossima stagione dei premi.
Fin dalle prime ore, il Lido ha ritrovato la sua atmosfera caratteristica: fotografi, giornalisti, appassionati e curiosi si sono riversati davanti al Palazzo del Cinema, mentre il red carpet ha iniziato ad accogliere protagonisti e ospiti della nuova edizione. Una festa che, ancora una volta, unisce il cinema d’autore allo spettacolo e alla mondanità.
Al centro della giornata inaugurale c’è stato soprattutto George Clooney, tra gli ospiti più attesi di Venezia 83. All’attore, regista e produttore americano è stato assegnato il Leone d’Oro alla carriera, uno dei riconoscimenti più prestigiosi della Mostra. Clooney, ormai presenza familiare al Lido, è stato accolto calorosamente dal pubblico. La laudatio è stata affidata all’attrice Laura Dern.
La cerimonia di apertura, nella Sala Grande del Palazzo del Cinema, è stata condotta da Greta Scarano e Nicolas Maupas. La serata ha avuto anche un momento musicale affidato a Tutti Fenomeni, nome d’arte di Giorgio Quarzo Guarascio, cantautore e attore romano che ha portato sul palco la sua cifra artistica sospesa tra musica d’autore, cultura pop e sperimentazione.
Ma Venezia 83 non è soltanto glamour. Già dalla prima giornata è emerso con forza uno dei temi destinati ad attraversare l’intero festival: il rapporto tra cinema, politica e società. La presidente della giuria del concorso, Maggie Gyllenhaal, ha sottolineato come il cinema non possa essere realmente separato dalla dimensione politica e ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà che ancora incontrano le registe nel riuscire a ottenere finanziamenti e spazio nell'industria.
Il film scelto per aprire ufficialmente la Mostra è stato Ink, diretto da Danny Boyle e presentato in anteprima mondiale. La pellicola racconta una fase decisiva della storia del quotidiano britannico The Sun e della trasformazione del giornalismo popolare, concentrandosi in particolare sulla figura dell’editor Larry Lamb e sull’ascesa dell’impero mediatico di Rupert Murdoch. Protagonisti sono Guy Pearce e Jack O’Connell.
La scelta di Ink ha dato immediatamente alla Mostra un’impronta precisa: parlare del presente attraverso le storie del passato, interrogandosi sul potere dell’informazione, sull’etica giornalistica e sul peso crescente degli interessi economici nei media. Temi particolarmente attuali in un momento nel quale anche l’intelligenza artificiale sta modificando profondamente il mondo dell’informazione e dell’intrattenimento.
Il film di Boyle ha ricevuto una calorosa accoglienza, con una lunga standing ovation al termine della proiezione. Un esordio che ha confermato la tradizionale capacità di Venezia di trasformare la prima proiezione in uno dei momenti più osservati della stagione cinematografica internazionale.
Anche il red carpet ha naturalmente avuto un ruolo da protagonista. George Clooney e la moglie Amal hanno attirato l'attenzione dei fotografi, mentre altre star e protagonisti della Mostra hanno contribuito a riportare sul tappeto rosso l'eleganza che da sempre accompagna l'appuntamento veneziano.
La prima giornata ha dunque offerto una fotografia precisa della Venezia cinematografica del 2026: da una parte le grandi star e il fascino internazionale del Lido, dall’altra un festival sempre più interessato ai grandi temi del presente. Cinema, potere, informazione, guerre, trasformazioni sociali e intelligenza artificiale sono destinati a intrecciarsi nelle opere e nei dibattiti dei prossimi giorni.
Il sipario si è appena alzato. E Venezia, ancora una volta, ha dimostrato di essere molto più di una passerella: è uno dei luoghi in cui il cinema mondiale prova a interrogarsi sul proprio futuro.
(dal nostro inviato Devis Botta)
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Mostra del Cinema: croce e delizia delle proiezioni
VERSO LA MOSTRA 2026
Considerazione sul sistema di prenotazione per accedere alle proiezioni
Dando per scontato che anche quest’anno sarà necessario prenotarsi in anticipo per accedere alle varie proiezioni, possiamo dire che gli accreditati rivivranno momenti di vera croce e delizia: la croce quando si accederà al sistema di prenotazione; la delizia quando ci si troverà in coda per entrare in sala.
Ne vogliamo parlare?
Iniziamo dalla delizia.
Da quando è stato introdotto il sistema di prenotazione si è sicuri di entrare in sala, anche se ci si mette in coda pochi minuti prima dell’inizio della proiezione, mentre in passato, quando non era possibile prenotare il proprio posto, era necessario mettersi in coda con grande anticipo e per di più senza la sicurezza di accedere alla proiezione.
Quindi, adesso c’è una grande ottimizzazione dei tempi, che si traduce nella possibilità di vedere molti film, mentre in passato c’era una gran perdita di tempo, che talvolta comportava la visione di pochi film.
Inoltre, se un tempo si viveva la coda come una fase di “guerra con il coltello fra i denti”, controllando che nessuno ci superasse o che qualcuno si infilasse trovando un amico già in coda, oggi la coda è un momento di piacevole confronto e utile condivisione.
Si potrebbe arrivare a dire che adesso la coda è uno dei momenti più utili perché, se hai voglia di parlare con il tuo vicino o di ascoltare - se non addirittura infilarti in - una conversazione già iniziata dai tuoi vicini, puoi affinare il tuo giudizio su di un film o comprendere che è assolutamente necessario vedere un film che non avevi assolutamente preso in considerazione.
E la croce?
Su questa base, il dover utilizzare il sistema di prenotazione, croce per molti, diventa accettabile: nonostante non sia il sistema perfetto; anche se, come accade in moltissimi frangenti, si dice che era meglio il sistema dell’anno scorso; addirittura ti costringe, a festival già iniziato, a delle levatacce.
Inoltre, come si può parlare male di un sistema che riesce a gestire, con precisione e in pochi minuti, qualche decina di scelte di qualche migliaio di utenti?
Il sistema perfetto non esiste ma a mio parere il sistema migliora di anno in anno.
Concludo dicendo che l’unica cosa che infastidisce è che spesso si vedono parecchi posti non occupati in una sala che, secondo i sistemi informatici, dovrebbe essere completamente occupata. Quindi l’unico problema, almeno per me, è il “vizio” del no show: un comportamento umano che il sistema informatico non sa e non può gestire.
Però dobbiamo dare atto all’organizzazione di aver cercato di risolvere il problema facendo accedere in sala le persone che, pur non essendosi prenotate, si sono messe in coda per occupare i posti rimasti liberi.
(fv)
