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Mostra del cinema

Venezia 82: vince Jarmusch. La Coppa Volpi a Toni Servillo

Servillo - Coppa Volpi - Venezia
82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 6 settembre

La tragedia di Gaza entra nella cerimonia di chiusura al Lido

È calata la notte sul Lido veneziano, ma la 82ª Mostra del Cinema di Venezia non lascia dietro di sé solo pellicole e applausi: chiude i battenti con la sua cerimonia più attesa, tra emozioni, sorpresa e tanti volti noti. 
Tra premi sorprendenti, omaggi commoventi e un red carpet carico di significati, emerge un messaggio forte: il cinema è ancora il luogo dove il mondo si racconta e si reinventa.
La Mostra si è chiusa con una serata memorabile, tra emozioni forti, riflettori puntati e storie che lasciano il segno. Sul palco, Emanuela Fanelli ha guidato la cerimonia con ironia e grazia, mentre il pubblico ha celebrato il potere del cinema come specchio del nostro tempo.
I premi principali
Il Leone d’Oro è andato a Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch, un film essenziale e profondo che esplora le dinamiche familiari in un mondo frammentato. Il Gran Premio della Giuria ha premiato The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, ispirato a una storia vera che ha commosso il pubblico per la sua forza e delicatezza.
Benny Safdie ha ricevuto il Leone d’Argento per la regia con The Smashing Machine, mentre Gianfranco Rosi ha conquistato il Premio Speciale della Giuria con Sotto le nuvole, confermando il suo talento nel documentario d’autore.
Le interpretazioni da applausi
Toni Servillo ha vinto la Coppa Volpi per La Grazia di Paolo Sorrentino, regalando una performance intensa e misurata. Xin Zhilei ha incantato con The Sun Rises on Us All, mentre Luna Wedler ha ricevuto il Premio Marcello Mastroianni come miglior talento emergente.
Nuove visioni nella sezione Orizzonti
En el Camino di David Pablos ha vinto come miglior film, mentre Anuparna Roy ha conquistato la regia con Songs of Forgotten Trees. Benedetta Porcaroli e Giacomo Covi si sono distinti per le loro interpretazioni in Il rapimento di Arabella e Un anno di scuola, portando sullo schermo autenticità e intensità.
Il cinema italiano protagonista
L’Italia ha brillato con La Grazia e Elisa di Leonardo Di Costanzo, confermando la vitalità del panorama nazionale. Le interpretazioni di Servillo e Porcaroli hanno ricevuto consensi unanimi, rafforzando il ruolo del cinema italiano sulla scena internazionale.
Emozioni sul red carpet
La serata ha reso omaggio a Giorgio Armani, scomparso poche ore prima, con una standing ovation e abiti che ne hanno celebrato l’eleganza. Jim Jarmusch ha ritirato il Leone d’Oro indossando una spilla con la scritta “Enough”, gesto simbolico contro il conflitto israelo-palestinese.
Il film di chiusura
Fuori concorso, Chien 51 di Cédric Jimenez ha chiuso la Mostra con un noir distopico ambientato in una Parigi divisa da intelligenze artificiali e tensioni sociali. Un finale potente, che lascia spazio alla riflessione.
Ultimi bagliori sul red carpet
Il red carpet dell’ultima sera ha riunito volti noti, sorrisi, abiti couture e un clima emotivo intenso: chiusura di sipario tra flash, ringraziamenti e qualche lacrima di commozione. Il direttore Alberto Barbera e la conduttrice Emanuela Fanelli hanno salutato il pubblico con eleganza, mentre sullo sfondo si scioglieva il festival tra applausi e brindisi.
(redazione)

Venezia 82: il 5 settembre tra cinema d’autore e tappeti rossi

Venezia 82
82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 5 settembre

Penultima giornata dell'edizione 2025

Venezia, 5 settembre 2025 – Penultima giornata di festival al Lido, e la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica conferma il suo ruolo di specchio del presente: tra film capaci di accendere il dibattito, glamour sul red carpet e riflessioni che superano lo schermo.
Le anteprime in concorso
A inaugurare la giornata è stato Silent Friend di Ildikó Enyedi. L’opera, che segue il percorso simbolico di un albero attraverso epoche e vite umane, ha emozionato la platea con un linguaggio poetico e universale. Accolta con applausi calorosi, la pellicola ha mostrato la solidità di una regista che unisce ricerca visiva e profondità di contenuto.
È poi toccato a Bravo Bene! di Franco Maresco, un mockumentary che con ironia pungente mette in discussione miti e ossessioni del cinema d’autore italiano. La sua premiere mondiale ha acceso un vivace confronto tra critici e pubblico: c’è chi ha applaudito la libertà espressiva e chi ha storto il naso davanti alla provocazione.
Intanto ha continuato a far parlare di sé The Voice of Hind Rajab, presentato nei giorni scorsi e subito diventato uno dei titoli simbolo di questa edizione. Il documentario, che racconta una vicenda drammatica della cronaca internazionale, ha emozionato e diviso, confermando il volto politico e coraggioso della Mostra.
Il tappeto rosso
La serata si è accesa con la consueta parata di star. Tra abiti scintillanti e pose studiate, il red carpet ha offerto spettacolo e leggerezza, bilanciando la densità dei film in programma. Giovani promesse e volti affermati del cinema internazionale hanno sfilato tra applausi e flash, trasformando il Lido in un palcoscenico glamour che non ha nulla da invidiare alle passerelle di moda.
Un festival tra estetica e impegno
Il 5 settembre ha dimostrato, ancora una volta, come Venezia riesca a tenere insieme dimensioni apparentemente opposte: l’eleganza delle prime mondiali e la riflessione sul presente, la leggerezza della mondanità e la serietà delle tematiche affrontate sullo schermo. Un equilibrio delicato che rende la Mostra un appuntamento unico, capace di parlare al tempo stesso di cinema, società e futuro.
(dal nostro inviato Devis Botta)

Venezia 82: tra cinema, applausi e red carpet scintillanti

Oscar Isaac
82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 4 settembre

David Pablos presenta "On the Road"

Venezia, 4 settembre 2025 – Una giornata intensa e densa di emozioni al Lido, dove la 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica ha saputo intrecciare cinema e mondanità, arte e glamour.
Il cuore della giornata si è acceso con due attese premiere. On the Road (En el camino) del regista messicano David Pablos, presentato nella sezione Orizzonti, ha conquistato pubblico e giuria. Il film, che affronta con delicatezza e potenza i temi dell’identità e della marginalità, ha ottenuto un’accoglienza calorosa e premi di prestigio: Miglior Film Orizzonti e Queer Lion. Un trionfo che ha trasformato il giovane autore in una delle sorprese più luminose di questa edizione.
Non meno emozionante la proiezione in Concorso Ufficiale di Elisa di Leonardo Di Costanzo, opera italo-svizzera candidata al Leone d’Oro. Un film che parla di conflitti familiari e scelte dolorose, capace di unire il respiro autoriale alla forza di una narrazione universale. L’accoglienza in sala è stata intensa, con applausi sentiti e dibattiti immediati tra critici, segno che Elisa ha già lasciato un segno nel concorso principale.
Ma la giornata del 4 settembre non è stata solo cinema. Il tappeto rosso si è illuminato con il passaggio delle star: attori, registi e ospiti internazionali hanno sfilato tra flash e grida dei fan. Abiti scintillanti, eleganza sobria e qualche tocco di eccentricità hanno regalato momenti di spettacolo anche fuori dalle sale. Tra strette di mano, selfie e ovazioni del pubblico, il Lido ha confermato il suo ruolo di crocevia mondiale tra cultura e glamour.
Fuori dai riflettori, invece, la vita quotidiana del festival è proseguita tra interviste serrate, incontri nei caffè del lungomare e discussioni animate nei corridoi della stampa. Critici divisi, cinefili entusiasti, curiosi in cerca di autografi: Venezia, in questa giornata di settembre, si è mostrata nel suo volto più vitale e internazionale.
Con i premi già assegnati, le prime certezze e le inevitabili sorprese, il 4 settembre ha tracciato una linea chiara: la Mostra di Venezia 82 è destinata a essere ricordata non solo per i grandi nomi, ma anche per la capacità di scoprire nuove voci e di trasformare ogni proiezione in un evento da vivere fino in fondo.
(dal nostro inviato Devis Botta)

Venezia 82, l’ottava giornata tra memoria, resistenza e grandi ritorni

Duse - Lido
82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 3 settembre

Valeria Bruni Tedeschi è Eleonora Duse per Pietro Marcello

Venezia, 3 settembre 2025 – L’ottava giornata della Mostra del Cinema si è aperta all’insegna della memoria e della resistenza, con titoli che hanno acceso il dibattito dentro e fuori le sale del Lido. Dal ritratto appassionato di una delle più grandi attrici italiane, Eleonora Duse, al dramma contemporaneo di Gaza, il cartellone ha offerto al pubblico una combinazione di emozione, storia e attualità.
Il concorso: Duse e Hind Rajab
Ad accendere i riflettori della giornata è stato Pietro Marcello con Duse, un affresco che mescola documenti d’archivio, linguaggi visivi e interpretazione drammatica. A prestare volto e corpo alla grande attrice è Valeria Bruni Tedeschi, che restituisce la fragilità e la forza di un’artista capace di trasformare il teatro in strumento di vita.
Tutt’altro registro, ma stessa intensità, per Kaouther Ben Hania. La regista tunisina ha presentato The Voice of Hind Rajab, ricostruzione della drammatica vicenda di una bambina intrappolata durante un attacco a Gaza. Un film che si consuma nell’arco di una telefonata disperata, portando in sala la tensione e l’urgenza della cronaca.
Fuori concorso: l’Ucraina come ferita aperta
Nella sezione fuori concorso ha trovato spazio Notes of a True Criminal, documentario firmato da Alexander Rodnyansky e Andriy Alferov. Un’opera che intreccia il racconto personale con la storia collettiva dell’Ucraina, alternando ricordi privati a riflessioni sul presente. Un film che non nasconde l’intenzione di farsi testimonianza.
Classici e Spotlight: viaggio e memoria
Il programma dei classici ha regalato invece Un cabo suelto di Daniel Hendler, un road movie ambientato tra Uruguay e Argentina che esplora le identità.
(dal nostro inviato Devis Botta)

Venezia 82: la settima giornata tra thriller politico, classici rivisitati e nuove voci

A House of Dynamite - Lido
82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 2 settembre

Presentato "A House of Dynamite" di Kathryn Bigelow

Venezia, 2 settembre 2025 – La Mostra del Cinema di Venezia 82 ha vissuto una settima giornata densa di appuntamenti, in cui il glamour del red carpet si è intrecciato con opere dal forte respiro politico, esistenziale e sperimentale.
Bigelow e Ozon accendono il Concorso
La mattina si è aperta con A House of Dynamite di Kathryn Bigelow, un thriller che ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso. La regista americana, da sempre interessata alle dinamiche del potere e della guerra, mette in scena la minaccia di un missile diretto verso gli Stati Uniti, trasformando la crisi in una riflessione sulle fragilità delle istituzioni. Idris Elba e Rebecca Ferguson hanno guidato un cast convincente, accolto con lunghi applausi alla Sala Grande.
Il pomeriggio ha cambiato registro con Lo straniero di François Ozon, elegante trasposizione del romanzo di Albert Camus. Girato in bianco e nero, ambientato nell’Algeria del 1938, il film ha restituito con rigore visivo e intensità drammatica la parabola esistenziale di Meursault, l’uomo incapace di adeguarsi alle convenzioni sociali, che finisce travolto dal giudizio della società.
Fuori concorso: amicizie e cronaca nera
Tra i titoli fuori concorso ha brillato Marc by Sofia, il documentario con cui Sofia Coppola racconta la sua lunga amicizia con lo stilista Marc Jacobs, tra ricordi personali e riflessioni sulla creatività. Un ritratto delicato, intimo, che ha emozionato il pubblico pomeridiano.
In serata, l’attenzione si è spostata su Dead Man’s Wire di Gus Van Sant, ricostruzione di un drammatico fatto di cronaca del 1977. L’opera, cupa e ipnotica, affronta il sequestro di un bambino attraverso la lente della tensione psicologica e della riflessione mediatica.
Spazio anche al cinema che sperimenta nuovi linguaggi. Divine Comedy di Ali Asgari ha raccontato, con ironia amara, le difficoltà di un regista iraniano di mostrare le sue opere in un paese che censura. Barrio Triste di Stillz ha portato sullo schermo la Medellín degli anni Ottanta vista dagli occhi di adolescenti che filmano la realtà per sopravvivere. Infine, Ammazzare stanca – Autobiografia di un assassino di Daniele Vicari ha offerto una riflessione cruda sulla criminalità organizzata e sul peso dei legami familiari.
Un red carpet stellare
A illuminare il Lido ci hanno pensato i protagonisti della giornata: Kathryn Bigelow accompagnata da Idris Elba e Rebecca Ferguson, François Ozon con i giovani interpreti del suo Lo straniero, Sofia Coppola al fianco di Marc Jacobs e Gus Van Sant insieme a un cast che ha visto sfilare Dacre Montgomery e Colman Domingo.
(dal nostro inviato Devis Botta)

Venezia 82: la sesta giornata tra mito e nuove visioni

The Rock & Blunt - Lido
82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 1 settembre

Dwayne Johnson in una veste inedita, affiancato da Emily Blunt

Venezia, 1° settembre 2025 – Il Lido si è acceso di applausi e ricordi nella sesta giornata della Mostra del Cinema di Venezia 82, in cui il passato e il futuro del cinema si sono intrecciati sullo stesso palcoscenico.
Il momento più atteso è arrivato nel pomeriggio, quando la Sala Grande ha accolto con un’ovazione la leggenda di Hollywood Kim Novak, insignita del Leone d’Oro alla carriera. Emozionata e sorridente, l’attrice ha ringraziato il pubblico sottolineando come la sua storia artistica non sia solo personale, ma parte di un patrimonio condiviso. Subito dopo, la proiezione del documentario Kim Novak’s Vertigo ha riportato gli spettatori nelle atmosfere hitchcockiane che hanno reso immortale il suo volto.
La giornata è proseguita con il concorso ufficiale: alle 16:00 “The Testament of Ann Lee” di Mona Fastvold ha trasportato il pubblico nell’America del Settecento, raccontando la parabola visionaria della fondatrice degli Shaker attraverso le interpretazioni intense di Amanda Seyfried e Thomasin McKenzie. Alle 19:00, invece, è stata la volta di “The Smashing Machine” di Benny Safdie: un ritratto duro e struggente del lottatore Mark Kerr, che ha visto Dwayne Johnson sorprendere in un ruolo lontano dal suo abituale registro, affiancato da Emily Blunt.
Fuori concorso, il prime time ha offerto due appuntamenti molto attesi: alle 21:00 il debutto della serie “Portobello” di Marco Bellocchio, con Fabrizio Gifuni nei panni di Enzo Tortora, figura simbolica della storia recente italiana; e alle 22:00 “Orfeo”, opera prima di Virgilio Villoresi, che ha dato forma visiva e poetica al Poema a fumetti di Dino Buzzati.
Tra celebrazioni, scoperte e riflessioni, la sesta giornata del Festival ha incarnato perfettamente lo spirito di Venezia: un ponte tra le icone del passato e i nuovi linguaggi del cinema, in un intreccio che continua a rendere unica la laguna agli occhi del mondo.
(dal nostro inviato Devis Botta)

Venezia 82: continua la sfilata delle star

Cate Blanchett - Lido 2025
82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 31 agosto

La Mostra omaggia Kim Novak con il Leone d'Oro alla carriera

Venezia, 31 agosto 2025 - Alla Mostra del Cinema di Venezia, la quinta giornata della 82ª edizione ha portato al Lido grandi nomi e film attesissimi, trasformando la passerella sul red carpet in un vero palcoscenico internazionale.
Tra i protagonisti più acclamati, Cate Blanchett ha conquistato il pubblico con eleganza e intensità: per lei una lunga standing ovation che ha accompagnato la presentazione di Father Mother Sister Brother, il nuovo lavoro firmato da Jim Jarmusch. Un’accoglienza calorosa che ha confermato la profonda attesa per il ritorno del regista americano e la forza magnetica della sua musa.
Non meno atteso è stato Jude Law, arrivato al Lido per presentare Il mago del Cremlino di Olivier Assayas, un affresco politico che ha suscitato curiosità e dibattito. Sul tappeto rosso hanno sfilato anche Kevin Spacey, Rocío Muñoz Morales, Georgina Rodríguez e Kaia Gerber, che ha attirato l’attenzione dei fotografi con la sua nuova love story.
La giornata ha proposto un programma fitto anche fuori concorso. The Testament of Ann Lee di Mona Fastvold, con Amanda Seyfried nel ruolo della fondatrice degli Shakers, ha aggiunto una nota intensa e spirituale al cartellone, mentre The Smashing Machine di Benny Safdie, con Dwayne Johnson ed Emily Blunt, ha portato sullo schermo un’energia potente e spettacolare. 
Spazio anche alla serialità con Portobello di Marco Bellocchio, un progetto che conferma la capacità del maestro italiano di raccontare la storia e le contraddizioni del nostro Paese con sguardo personale e rigoroso.
Un momento speciale della giornata è stato dedicato a Kim Novak, alla quale è stato conferito il Leone d’Oro alla carriera. L’icona di Hollywood è stata omaggiata con emozione, in un tributo che ha celebrato il suo carisma e la sua eredità artistica.
Tra glamour, cinema d’autore e celebrazioni, la quinta giornata della Mostra ha incarnato perfettamente lo spirito del festival: un crocevia di star, storie e suggestioni che rendono Venezia un punto di riferimento unico per il cinema.
(dal nostro inviato Devis Botta)

Venezia 82: obiettivi su Julia Roberts

Julia Roberts - Lido 2025
82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 29 agosto

Terza giornata tra cinema d’autore e il debutto della star americana al Lido

Venezia, 29 agosto 2025 - La terza giornata della 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha offerto al pubblico una selezione di titoli intensi e molto attesi, alternando opere in concorso e fuori concorso.
Le proiezioni in Sala Grande
Il pomeriggio si è aperto con Remake di Ross McElwee, presentato fuori concorso, un’opera intima e riflessiva che porta sullo schermo il linguaggio del documentario personale.
A seguire, in concorso, è stato proiettato The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, che racconta la tragedia di Gaza attraverso lo sguardo di una bambina, con un approccio che unisce cronaca e poesia visiva.
Grande attesa anche per Duse di Pietro Marcello, altro titolo in concorso, che ha restituito la figura di Eleonora Duse, diva del teatro italiano, con la sensibilità poetica tipica del regista.
La giornata si è conclusa con In the Hand of Dante di Julian Schnabel, fuori concorso, un viaggio artistico e visionario che ha attirato grande curiosità.
Julia Roberts illumina il red carpet
L’evento che ha catalizzato l’attenzione, però, è stato il debutto al Lido di Julia Roberts, arrivata per presentare After the Hunt, il nuovo film di Luca Guadagnino. Per l’attrice è stata la prima volta alla Mostra del Cinema di Venezia, e la sua presenza ha trasformato il red carpet in un momento memorabile, tra applausi e obiettivi puntati.
La Roberts ha accolto con entusiasmo l’esperienza veneziana, sottolineando quanto il festival resti un luogo unico in cui il cinema non è solo spettacolo ma anche riflessione e confronto culturale.
Un festival che intreccia glamour e impegno
La terza giornata ha così messo in scena il doppio volto che caratterizza la Mostra: da un lato il cinema d’autore che affronta temi complessi e profondi, dall’altro il fascino del glamour internazionale, rappresentato da una star che ha scritto la storia di Hollywood.
Il bilancio del giorno 3 conferma l’edizione 82 come un festival ricco di cinema, storie potenti e protagonisti capaci di incantare sia la critica che il grande pubblico.
(dal nostro inviato Devis Botta)

Venezia 82: tra alieni, elefanti fantasma e drammi dell’identità

Emma Stone - Venezia 2025
82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 28 agosto

La seconda giornata vede arrivare Emma Stone

Venezia, 28 agosto 2025 - La seconda giornata della 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si è rivelata un perfetto equilibrio tra glamour hollywoodiano e profondità autoriale. Sul red carpet brillano i grandi nomi del cinema internazionale, mentre sullo schermo si alternano opere che esplorano l’assurdo, la memoria e l’intimità umana.
Il concorso ufficiale entra subito nel vivo con Bugonia di Yorgos Lanthimos, che porta al Lido la sua cifra surreale e provocatoria. Emma Stone, protagonista assoluta, interpreta una CEO rapita da una setta di complottisti convinti che lei sia un’aliena. Una commedia nera e straniante, che l’attrice ha definito «un viaggio dentro la paranoia collettiva». Durante la conferenza stampa ha scherzato: «Credo negli alieni. Pensare di essere soli nell’universo è un po’ narcisistico».
Altro titolo atteso, Jay Kelly di Noah Baumbach, una commedia dolceamara sull’identità e il senso del fallimento, con un cast stellare: Adam Sandler, Laura Dern, Greta Gerwig, e il grande assente George Clooney, fermato da un’improvvisa sinusite. Il film alterna ironia e malinconia in un racconto che riflette sul rapporto tra immagine pubblica e fragilità privata.
Più drammatico è Orphan di László Nemes, ambientato nell’Ungheria post-1956, che racconta la frattura di una famiglia nell’ombra del totalitarismo. Il regista ungherese torna con una regia rigorosa, fatta di primi piani intensi e silenzi carichi di tensione storica.
Fuori concorso, il maestro Werner Herzog riceve il Leone d’Oro alla carriera e presenta Ghost Elephants, un documentario lirico e misterioso che segue la leggenda di un branco di elefanti invisibili in Angola. «Un film sui sogni degli animali», lo ha definito, citando Moby Dick e lo spirito della natura come metafora esistenziale.
Il cinema italiano si ritaglia spazio nelle sezioni collaterali. In Orizzonti, Carolina Cavalli presenta Il rapimento di Arabella, road movie onirico con Benedetta Porcaroli e Chris Pine, mentre alle Giornate degli Autori, Nicolangelo Gelormini firma La gioia, intenso dramma psicologico con Valeria Golino.
Tra riflessione e spettacolo, questa seconda giornata conferma Venezia come punto d’incontro tra il grande cinema e le storie che sanno ancora sorprendere.
(dal nostro inviato Devis Botta)

Venezia 82: emozioni, cinema e glamour nel primo giorno della Mostra

Leone Carriera - Herzog
82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 27 agosto

Al Lido inizia l'edizione 2025

Venezia, 27 agosto 2025 - Con una serata ricca di emozioni, ironia e riflessione, si è aperta ufficialmente l'82^ Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Un debutto che ha saputo coniugare il fascino del cinema d'autore, la forza del messaggio culturale e civile, e lo sfarzo di un red carpet da sogno.
Una cerimonia tra ironia e impegno
Ad accogliere il pubblico, gli ospiti e la stampa è stata una frizzante Emanuela Fanelli, madrina della serata, che ha conquistato il pubblico con un monologo scaltro e brillante. Tra battute e autoironia, Fanelli ha rotto il ghiaccio con leggerezza, senza rinunciare a momenti di riflessione, in perfetto equilibrio tra intrattenimento e contenuti.
Durante la cerimonia è stato letto un messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha sottolineato il ruolo fondamentale del cinema come espressione culturale e identitaria del nostro Paese.
Il momento più emozionante è stata la consegna del Leone d'Oro alla carriera a Werner Herzog. Per premiare lui, un commosso Francis Ford Coppola, che ha celebrato il suo amico e collega con parole intense e personali. Un abbraccio tra i due registi suggella un momento di altissimo valore umano e artistico.
Cinema protagonista: "La Grazia" di Sorrentino incanta il Lido
Il Concorso ufficiale è stato aperto da La Grazia, il nuovo film di Paolo Sorrentino. Ambientato in una Roma istituzionale e sospesa, il film vede Toni Servillo nei panni di un Presidente della Repubblica alle prese con una profonda crisi morale, accanto ad Anna Ferzetti in un ruolo femminile di grande intensità. Il film ha entusiasmato la sala, ricevendo una standing ovation di oltre otto minuti.
Sorrentino, acclamato al suo ritorno in Concorso a Venezia, offre una profonda riflessione sull'etica del potere, con uno stile che mescola lirismo, ironia e disincanto. Gue appare anche nel cast, in un cameo musicale a sorpresa.
(dal nostro inviato Devis Botta)