voci per la libertà
Ecco le 10 canzoni finaliste del Premio Amnesty per i big della musica italiana
COMUNICATO STAMPA
In lizza ci sono: Bambole Di Pezza, Baustelle, Diodato, Ginevra, Ibla, Mannoia, Murubutu, La Niña, Pelù, Willie Peyote
Ci sono artisti e temi molto diversi fra i dieci finalisti del 24° Premio Amnesty International Italia, sezione Big, istituito nel 2003 da Amnesty International Italia e Voci per la Libertà per premiare la migliore canzone sui diritti umani pubblicata nell’anno precedente da un cantante italiano affermato.
Eccoli:
Bambole di pezza con “Senza permesso” (Dolci/ Piccirillo/ Rossi/ Cerri/ Ungarelli/ Spigaroli/ Conocchia);
Baustelle con “Canzone verde, amore tossico” (Bianconi/ Bazzoli/ Bianconi/ Brasini/ Nardelli);
Diodato con “Non ci credo più” (Diodato);
Ginevra con “Femina” (Lubrano);
Ibla con “Rituale” (Iacono);
Fiorella Mannoia con “Eroi” (Abbate/ Mannoia/ Rapetti Mogol/ Di Francesco);
Murubutu con “Minuscola” ( Mariani/ Gazzoli/ Flores/ Mariani);
La Niña con ”Figlia d' 'a tempesta” (Moccia/ Maddaluno);
Piero Pelù con “S.O.S.” (Pelù);
Willie Peyote con “Grazie ma no grazie” (Bruno/ Vella/ Romeo/ Bestonzo).
Il riconoscimento vuole mettere in luce artisti e canzoni che possono sensibilizzare su temi di grande rilievo attraverso il linguaggio universale della musica. Questo in linea con quanto sottolineato nelle scorse settimane dal rapporto annuale di Amnesty International, che dice fra l’altro: “In un sistema in cui domina la guerra al posto della diplomazia, milioni di persone continuano a resistere. Oggi è più necessario che mai concentrarsi su ciò che deve essere difeso in via prioritaria e a tutti i costi per il bene dei diritti umani.”
Il premio sarà conferito durante la 29a edizione del festival “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”, che unisce musica, arte e diritti umani e che si terrà a Rovigo dal 24 al 26 luglio con lo slogan “Fai sentire la tua voce”. Assieme al contest per emergenti, ospiti, incontri, testimonial e spettacoli, nella giornata finale verrà consegnato il premio al vincitore della sezione Big. Ad assegnarlo sarà nelle prossime settimane una giuria composta da giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi, intellettuali, addetti ai lavori del settore musicale, referenti di Amnesty International Italia e di Voci per la Libertà.
Le dieci canzoni finaliste sono state scelte da Amnesty e Voci per la libertà a partire dalle numerose segnalazioni giunte dal pubblico e dagli addetti ai lavori. Ci sono diversi generi musicali ed età. Una selezione decisamente varia anche per le tematiche affrontate: crisi ambientale, identità e condizione femminile, protesta e solidarietà, migrazioni e resistenza e altro ancora.
Nelle precedenti edizioni hanno vinto il Premio Amnesty, sezione Big: “Il mio nemico” di Daniele Silvestri (2003); “Pane e coraggio” di Ivano Fossati (2004); “Ebano” dei Modena City Ramblers (2005); “Rwanda” di Paola Turci (2006); “Occhiali rotti” di Samuele Bersani (2007); “Canenero” dei Subsonica (2008); “Lettere di soldati” di Vinicio Capossela (2009); “Mio zio” di Carmen Consoli (2010); “Genova brucia” di Simone Cristicchi (2011); “Non è un film” di Frankie Hi-Nrg MC e Fiorella Mannoia (2012); “Gerardo nuvola ‘e Povere” di Enzo Avitabile e Francesco Guccini (2013); “Atto di forza” di Max Gazzè (2014); “Scendi giù” di Alessandro Mannarino (2015); “Pronti a salpare” di Edoardo Bennato (2016); “Ballata triste” di Nada (2017); “L’uomo nero” di Brunori Sas (2018); “Salvagente” di Roy Paci & Aretuska feat. Willie Peyote (2019); “Io sono l’altro” di Niccolò Fabi (2020); “Dalle mie parti” dei Negramaro (2021); nuovamente Carmen Consoli con “L’uomo nero” (2022); “Severodonetsk” di Manuel Agnelli (2023), “La mia terra” di Diodato (2024) e “Onda alta” Dargen D’Amico (2025).
(ufficio stampa: Ender Comunicazione)
Musica: in scadenza il bando del Premio Amnesty per emergenti
Elisabetta Gagliardi è la prima semifinalista: si esibirà a luglio a Rovigo nel Festival ‘Voci per la Libertà’
Si avvicina la scadenza del bando per il Premio Amnesty nella sezione emergenti per canzoni con tematiche legate ai diritti umani. Ci si può infatti iscrivere fino a lunedì 20 aprile. Le semifinali e finali si svolgeranno come sempre nell’ambito del festival ‘Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty’ che vedrà la sua ventinovesima edizione dal 24 al 26 luglio 2026 a Rovigo.
Una semifinalista è già stata individuata. È Elisabetta Gagliardi con il brano “Toc Toc chi bussa?”. Tra i quasi cento iscritti entro la prima fase del bando, ovvero il 31 marzo, l’artista alessandrina è stata selezionata da Voci per la libertà e dalla Rete dei festival. A lei - grazie alla collaborazione con il MEI di Faenza, la Rete dei Festival ed Eufonica - va anche la possibilità di esibirsi proprio ad Eufonica 2026, il salone della musica e delle sue professioni organizzato da BolognaFiere, che si terrà a Bologna dal 15 al 17 maggio e che proporrà live, contest, talk, laboratori, workshop e convegni per mettere in relazione il mondo della musica indipendente con quello della produzione artistica, della formazione e del mercato.
In ogni caso tutti gli iscritti entro il 31 marzo sono comunque sempre in lizza per le semifinali assieme a tutti gli altri partecipanti al concorso. Per iscriversi occorre accedere all’indirizzo www.vociperlaliberta.it/premio-amnesty-emergenti/ dove si può trovare il bando di concorso aperto a brani in qualsiasi lingua o genere musicale. Una occasione unica per poter proporre la propria musica e le proprie parole a favore dei diritti umani.
“Fai sentire la tua voce” è questo lo slogan che accompagnerà l’edizione 2026 di Voci per la libertà. Come ogni anno, accanto alle esibizioni e alla consegna dei Premi Amnesty International Italia nelle sezioni Big ed Emergenti, il festival proporrà numerosi ospiti e appuntamenti collaterali dedicati ad arte, cultura e attivismo.
Queste le parola di Elisabetta Gagliardi sul brano che porterà a Rovigo “Toc Toc chi bussa?” è una canzone che nasce dall’ascolto dell’ennesimo caso di atroce violenza compiuto sulla donna, dall’ascolto diretto delle storie di care amiche e dalle storie che io stessa ho vissuto in prima persona. E’ una canzone che trasforma un dolore immenso in un messaggio pubblico collettivo volto al rispetto e alla libertà assoluta della donna. E’ una canzone d’amore che dedico in un gesto di solidarietà alle Donne con la speranza che tutto questo male privo di senso possa sparire. La condivisione di un dolore lo allevia. Nel mio caso, cantarlo, lo esorcizza”.
Nata ad Alessandria, Elisabetta Gagliardi inizia a studiare pianoforte all’età di dieci anni al Conservatorio Antonio Vivaldi della sua città. Si diplomerà dieci anni dopo. Parallelamente coltiva la passione per il canto e i concerti live esibendosi in numerose manifestazioni, concorsi e programmi televisivi sia come solista che accompagnata da band con ottimi esiti, concretizzando un bagaglio di esperienze sempre più voluminoso ma soprattutto di realizzare una propria crescita dal punto di vista umano e professionale. Dal 2020 si dedica ad un percorso di didatta insegnando in vari conservatori nei dipartimenti pop rock. Ha da poco pubblicato un progetto di brani strumentali, “Pills x reels”, registrato allo Studio 7 di Londra.
Per maggiori informazioni: www.vociperlaliberta.it
(comunicato Ender Comunicazione)
Il Premio Amnesty per gli emergenti dà nuove possibilità per chi si iscrive entro marzo
Nuove opportunità per gli iscritti alla sezione Emergenti ‘Voci per la Libertà’ in tour a Milano e Foggia
Dopo un evento nel prestigioso spazio di “Casa Vessicchio” a Sanremo durante il festival, prosegue a Milano e a Foggia “Voci per la libertà in tour 2026”, a conferma del forte e costante legame tra il festival musicale sui diritti umani, giunto quest’anno alla 29a edizione, e gli artisti che hanno partecipato alla manifestazione negli anni e che vengono richiamati per questi appuntamenti che si svolgono in tutta Italia.
Le prossime date in programma saranno il 19 marzo a Milano e il 21 marzo a Foggia, mentre la fase finale di “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty” è in programma dal 24 al 26 luglio nel centro storico di Rovigo, con i tradizionali Premi Amnesty nelle sezioni big ed emergenti.
Per la sezione big è possibile segnalare, entro il 31 marzo all’indirizzo info@vociperlaliberta.it, brani pubblicati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025, interpretati da artisti italiani noti e dedicati ai temi della Dichiarazione universale dei diritti umani.
Per la sezione emergenti è disponibile a questo indirizzo il bando di concorso riservato a cantautori e band con brani sui diritti umani, in qualsiasi lingua o genere musicale. Le iscrizioni sono aperte fino al 20 aprile, ma è da poco è stata definita una scadenza intermedia per offrire una nuova opportunità a chi intende iscriversi.
Infatti, grazie alla collaborazione con il Mei di Faenza, la Rete dei Festival ed Eufonica, per tutti coloro che si iscriveranno entro il 31 marzo, Voci per la libertà e la Rete dei festival individueranno già il primo dei semifinalisti del contest di luglio, che avrà anche la possibilità di esibirsi ad Eufonica 2026, il salone della musica e delle sue professioni organizzato da BolognaFiere, che si terrà a Bologna dal 15 al 17 maggio e che proporrà live, contest, talk, laboratori, workshop e convegni per mettere in relazione il mondo della musica indipendente con quello della produzione artistica, della formazione e del mercato.
In ogni caso, tutti gli iscritti al 31 marzo al Premio Amnesty, sezione emergenti, parteciperanno comunque alle fasi di selezione per l’accesso alle semifinali del concorso che si terranno dopo il 20 aprile, data di chiusura delle iscrizioni.
Il vincitore assoluto del Premio Amnesty Emergenti, decretato nelle fasi live dal 24 al 26 luglio a Rovigo, avrà anche la possibilità di suonare sul palco principale del MeI di Faenza, in programma dal 2 al 4 ottobre.
Ma varie altre sono le possibilità di esibirsi che Voci per la libertà offre ai finalisti della sezione emergenti, come quelle del piccolo tour in corso.
Giovedì 19 marzo alle 21.30 la serata sarà ospitata a Milano all’Auditorium Demetrio Stratos di Radio Popolare nel programma “Live Pop”. La musica dal vivo sarà affidata a Giovanni Segreti Bruno, Premio Amnesty Emergenti 2025, e a Andrea Kabo, Premio dello staff Voci per la libertà. Parteciperanno alla serata Alba Bonetti, Presidente di Amnesty International Italia, e Claudio Agostoni, storico conduttore di Radio Popolare e giurato di Voci per la libertà. Partendo dai testi dei due artisti, legati anche al tema dell’immigrazione, si parlerà della situazione dei migranti in Europa e della deriva degli Stati Uniti. La serata sarà in diretta sulle frequenze di Radio Popolare dalle 21.30 alle 22,30, e live nell’auditorium Demetrio Stratos, in via Ollearo 5. Per partecipare è necessario prenotarsi mandando una mail a: prenotazioni@radiopopolare.it
Verrà inoltre raccontata l’ultima edizione di “Voci per la libertà”, la cui raccolta è uscita proprio su Radio Popolare con il format “VxL Highlights 2025 – Diamo voce ai diritti”, ovvero un progetto con quattordici artisti per quattordici canzoni che hanno segnato l’edizione 2025. Le parole degli artisti si sono alternate ai loro brani ispirati ai diritti umani e ai temi del festival. La raccolta è disponibile sul sito della radio.
Sabato 21 marzo alle 21 al Teatro Umberto Giordano di Foggia, all’interno del festival “LaMiaTerra – note per salvaguardare il pianeta”, ci sarà il live di Manuela Zero, vincitrice del Premio della critica a Voci per la libertà 2025. Interverrà Michele Lionello, direttore artistico di “Voci per la libertà”. “LaMiaTerra” è un Premio dedicato alla canzone d’autore in dialogo con la Madre Terra. Due giorni, 21 e 22 marzo, di musica, cultura e impegno civile, con i vincitori dei principali contest musicali italiani e grandi ospiti come Mario Venuti, Andrea Mirò, Peppe Servillo, Violante Placido, Enzo Gragnaniello e altri ancora. Biglietti e mini abbonamento sono disponibili su: https://linktr.ee/PremioLaMiaTerra
(comunicato Ender Comunicazione)
Musica: al via la 29ª edizione di ‘Voci per la Libertà’ e i Premi Amnesty 2026
Aperte le candidature per emergenti e big della musica italiana
Al via la 29ª edizione di “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”, lo storico festival che celebra musica e diritti umani, con il lancio dei Premi Amnesty International 2026, che si articoleranno, come sempre, in due sezioni: quella per gli artisti big e quella per gli emergenti della musica italiana, quest’ultima sviluppata attraverso un bando di concorso.
L’annuncio è stato dato durante la 76ª edizione del Festival della Canzone Italiana, a Sanremo, nello spazio di Casa Vessicchio – luogo nato in memoria del celebre maestro d’orchestra e pensato come punto d’incontro e scambio culturale.
Nel corso di un talk dedicato al rapporto tra musica e diritti umani è stata raccontata l’identità del festival Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty. A seguire si è esibito live Giovanni Segreti Bruno, vincitore dell’edizione 2025.
“Fai sentire la tua voce”: questo lo slogan che accompagnerà l’edizione 2026, in programma dal 24 al 26 luglio nel centro storico di Rovigo. Come ogni anno, accanto alle esibizioni e alla consegna dei Premi Amnesty International Italia nelle sezioni Big ed Emergenti, il festival proporrà numerosi ospiti e appuntamenti collaterali dedicati ad arte, cultura e attivismo.
Per la sezione Big del Premio Amnesty International Italia è possibile segnalare, entro il 31 marzo all’indirizzo info@vociperlaliberta.it, brani pubblicati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025, interpretati da artisti italiani noti e dedicati ai temi della Dichiarazione universale dei diritti umani.
Una commissione congiunta di Amnesty International Italia e Voci per la Libertà selezionerà dieci canzoni finaliste, che saranno valutate da una giuria di esperti composta da giornalisti, conduttori, accademici e referenti delle due realtà promotrici. Tra queste verrà scelto il vincitore della sezione Big, che si esibirà durante la 29ª edizione del festival.
Il riconoscimento è stato assegnato in passato ad artisti come Ivano Fossati, Paola Turci, Subsonica, Carmen Consoli, Brunori Sas, Fiorella Mannoia, Manuele Agnelli e Diodato, a testimonianza di un impegno costante nella promozione dei valori di libertà, uguaglianza e giustizia attraverso la musica.
Per la sezione Emergenti del Premio, all’indirizzo www.vociperlaliberta.it è online il bando di concorso riservato a cantautori e band con brani sui diritti umani, in qualsiasi lingua o genere musicale. Le iscrizioni sono aperte fino al 20 aprile. Tra gli otto selezionati che si esibiranno il 24 e 25 luglio, i migliori cinque accederanno alla finale del 26 luglio, durante la quale una giuria di esperti assegnerà il Premio Amnesty International Italia – sezione Emergenti.
Il vincitore avrà accesso a premi come la produzione di un videoclip o di un singolo, oltre all’inserimento in un album o playlist insieme ai big. Tutti i finalisti potranno beneficiare di ulteriori collaborazioni con l’associazione Voci per la libertà, partecipando a concerti, laboratori scolastici, eventi turistici e altre iniziative durante l’anno.
A conferma del legame costante tra il festival e i suoi artisti, prosegue anche il tour di Voci per la Libertà. Giovedì 19 marzo, all’auditorium di Radio Popolare a Milano, saranno protagonisti Giovanni Segreti Bruno e Andrea Kabo, con l’intervento della presidente di Amnesty International Italia Alba Bonetti. Sabato 21 marzo appuntamento al Teatro Giordano di Foggia, nell’ambito del “Premio LaMiaTerra – note per salvaguardare il Pianeta”, con Giovanni Segreti Bruno e il direttore artistico Michele Lionello.
Il bando e ulteriori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale: www.vociperlaliberta.it.
(Ufficio Stampa: Ender Comunicazione)
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Giovanni Segreti Bruno vince il Premio Amnesty emergenti
Si è chiusa la 28a edizione. Paolo Jannacci ospite della serata finale
Giovanni Segreti Bruno ha vinto la 28a edizione del Premio Amnesty, sezione Emergenti, con il suo brano “Notre Drame”, nella finale del festival “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty”. A Manuela Zero con “Le carezze di Giulio” è andato il Premio della critica, mentre il Premio della giuria popolare se l’è aggiudicato Lady Sox con “Senza ragione” e il Premio dello staff ad Andrea Kabo con “100 anime”. In gara anche Manù Squillante con “Vizi e virtù”.
“Voci per la libertà è un festival importante perché unisce musica e diritti umani. Io ho portato un brano che è un inno, un grido di protesta in cui ogni verso è una denuncia verso tante cose che, secondo me, dovrebbero indignarci in quanto esseri umani. Noi artisti abbiamo un compito importante, quello di utilizzare la voce non solo per cantare ma anche e soprattutto per cambiare le cose. È una nostra missione e questo premio mi spinge a continuare su questa strada”, ha dichiarato Giovanni Segreti Bruni, che, insieme al Premio Amnesty, ha vinto anche la produzione di un videoclip e ha ricevuto la targa Mei.
La finale del contest dedicato a canzoni sui diritti umani si è svolta in piazza Vittorio Emanuele II a Rovigo domenica sera, quando in veste di ospiti sono saliti sul palco anche Paolo Jannacci, che ha chiuso la serata emozionando le centinaia di persone presenti, e Marcondiro con Nour Eddine. Nelle due serate precedenti si erano esibiti come ospiti gli Statuto, Martina Attili e i giovani rodigini Alysson e Artika.
La conduzione era affidata a Savino Zaba (RAI), Manola Borgato (Radio Kappa) e Carmen Formenton (Voci per la Libertà).
Il festival, della durata di tre giorni, si inserisce nella “Settimana dei diritti umani”, manifestazione multidisciplinare che ha proposto eventi e mostre in vari luoghi della città, a partire dal 14 luglio, con un programma fatto di musica, dibattiti, letteratura, installazioni e spettacoli. Il tema di quest’anno è stato “Resistenza e resilienza”, con una particolare attenzione al diritto alla protesta pacifica e alla libertà d’informazione.
Michele Lionello, direttore artistico, ha dichiarato: “Siamo felici che anche quest’anno la Settimana sia stata un successo e che la città abbia accolto con entusiasmo e affetto l’impegno che Voci per la libertà mette al servizio dei diritti umani assieme ad Amnesty International Italia. La manifestazione ogni anno diventa purtroppo sempre più necessaria in un tempo segnato da guerre, emergenze ambientali, repressioni delle libertà civili e attacchi all’informazione libera. Voglio ringraziare tutti quelli che l’hanno resa possibile”.
Molti sono stati i protagonisti del mondo della cultura, dello spettacolo e della società presenti durante la Settimana dei diritti umani: dagli artisti Paolo Jannacci, Martina Attili, gli Statuto, Yvonne Sciò, Federica Sabatini, Daniele Fabbri, Giacomo Stallone, Zentequerente, Michele Mud, Silvia Smaniotto, Marco Cargnelli, Daniele Labelli, Cheriach Re, Simonetta Musitano, Laura Pusceddu, Shatta Valli, Artika, Manú Squillante, Samsara, Margine, Giovanni Segreti Bruno, Alysson, Lady Sox, Andrea Kabo, Manuela Zero, Stona, Marcondiro e Nour Eddine, Savino Zaba, OBI; ai giornalisti e scrittori: Cinzia Sciuto, Angela Calvini, Fabio Salamida, Paolo Lambruschi, Giulia Morello, Federica Pezzoni, Sonia Carraro, Elisa Barion, Claudio Agostoni, Enrico Deregibus; fino ai testimonial e personaggi del mondo della cultura e del volontariato: Ajna Jusić, Alba Bonetti, Michele Lionello, Simone Ficicchia, Giovanni Mori, Valentina Bagnara, Susanna Lollini, Roberta Cusin, Sadaf Baghbani, Parisa Nazari, Mohamed Dihani, Federico Simonazzi, Francesca Corbo, Elena Guerra, Riccardo Noury.
Il Premio Amnesty, sezione Emergenti, è stato assegnato da una prestigiosa giuria che tra semifinali e finale era composta da: Claudio Agostoni (Radio popolare), Francesco Aneloni (Dischi sotterranei), Angela Calvini (Avvenire), Francesco Carruba (Radio Latte e Miele), Marco Cavalieri (Radio Elettrica), Daniele Citriniti (The Goodness Factory), Francesca Corbo (Amnesty Italia), Enrico Deregibus (giornalista e operatore culturale), Elisa De Sandre (festival Arcella Bella), Aldo Foschini (Musica nelle Aie), Michele Lionello (direttore artistico Voci per la Libertà), Ivan Malfatto (Gazzettino), Martina Manfrinati (Voci per la libertà), Silvia Mobili (Radio Capital), Giulia Morello (Dire fare cambiare), Elisa Orlandotti (Funny Vegan), Federica Pezzoni (scrittrice), Silva Rotelli (Take Action School).
Maggiori informazioni su: www.vociperlaliberta.it e www.settimanadeidirittiumani.it
Paolo Jannacci, Martina Attili e molto altro per la 28a edizione di “Voci per la libertà”
Dal 18 al 20 luglio a Rovigo per festeggiare i 50 anni di Amnesty Italia
“Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty”, lo storico festival che unisce musica e diritti umani, festeggerà nella sua 28a edizione, dal 18 al 20 luglio a Rovigo, i 50 anni di Amnesty International Italia. Lo farà con importanti ospiti come Paolo Jannacci, Martina Atttili e Statuto, con le semifinali e finali del Premio Amnesty nella sezione emergenti e con numerose iniziative collaterali. Saranno tre fitte giornate, anticipate da altri appuntamenti a partire da lunedì 14, a costituire la Settimana dei diritti umani, manifestazione distribuita in vari luoghi della città tutti i giorni dal pomeriggio alla sera. Una grande progetto multidisciplinare per promuovere i diritti umani attraverso l’arte e la cultura. Il clou dei tre giorni di Voci per la libertà sarà ogni sera a partire dalle 21.30 in Piazza Vittorio Emanuele II con gli appuntamenti musicali presentati da Savino Zaba (conduttore RAI), Manola Borgato (Radio Kappa) e Carmen Formenton (Voci per la Libertà).
In ogni serata ci sarà spazio per il contest che assegnerà il Premio Amnesty International Italia nella sezione Emergenti. In concorso ci saranno otto artisti di valore, ognuno con un brano sul tema dei diritti umani. Nella prima semifinale di venerdì 18 si confronteranno: Andrea Kabo da Milano con “100 anime”; Lady Sox da Pisa con “Senza ragione”; Manuela Zero da Napoli con “Le carezze di Giulio” e Stona da Alessandria con “Puntine”. Per la seconda semifinale di sabato 19: Giovanni Segreti Bruno da Roma con “Notre Drame”; Manù Squillante da Salerno con “Vizi e virtù”; Margine da Pesaro con “Io capitano” e Samsara da Bologna con “Destini diversi”. Domenica 20 la finale con i cinque migliori artisti delle due semifinali che, oltre al premio assoluto per il miglior brano sui diritti umani (a cui andrà la produzione di un videoclip o di un singolo), si contenderanno il Premio della Critica e il Premio della Giuria Popolare.
La prestigiosa e folta giuria tra semifinali e finale sarà composta da: Claudio Agostoni (Radio popolare), Giò Alajmo (Spettakolo), Francesco Aneloni (Dischi sotterranei), Angela Calvini (Avvenire), Francesco Carruba (Radio Latte e Miele), Marco Cavalieri (Radio Elettrica), Daniele Citriniti (The Goodness Factory), Francesca Corbo (Amnesty Italia), Enrico Deregibus (giornalista e operatore culturale), Elisa De Sandre (festival Arcella Bella), Aldo Foschini (Musica nelle Aie), Michele Lionello (direttore artistico Voci per la Libertà), Ivan Malfatto (Gazzettino), Silvia Mobili (Radio Capital), Giulia Morello (Dire fare cambiare), Elisa Orlandotti (Funny Vegan), Federica Pezzoni (scrittrice), Silva Rotelli (Take Action Scool), Giordano Sangiorgi (Mei e Rete dei festival).
Venerdì 18 ci saranno inoltre, in veste di ospiti, gli Statuto, una realtà unica nel panorama della musica italiana. Con il loro stile mod, con la loro immediatezza e sfrontatezza nei testi impegnati e ironici, con una musica che è iniziata con lo ska e si è fusa con il soul e il powerpop, si sono rivelati totalmente originali e incatalogabili. Ad aprire la serata i giovani rodigini Alysson.
Sabato 19 luglio ospite speciale sarà Martina Attili, che quest’anno era tra i dieci candidati al Premio Amnesty Big con il brano “Eva e Adamo”; la giovane cantautrice è stata conosciuta dal grande pubblico nel 2018 grazie alla partecipazione a X-Factor con il brano “Cherofobia” che ha ottenuto il disco di platino raggiungendo oltre 21 milioni di stream su Spotify; è da poco uscito il suo album “Signorina rivoluzione”. In apertura un’altra proposta musicale di Rovigo, la giovane Artika.
Gran finale di “Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty” domenica 20. Apertura con Marcondiro e Nour Eddine, premiati per il progetto “Anime migranti” e chiusura affidata a Paolo Jannacci, anche lui tra i dieci candidati al Premio Amnesty Big con il brano “L’uomo nel lampo”, realizzato insieme a Stefano Massini. Paolo Jannacci è un musicista a tutto tondo, poliedrico, figlio del grande Enzo. Grazie anche alla sua partecipazione al festival di Sanremo 2020 si è fatto conoscere dal pubblico come cantante e compositore, oltre che come pianista.
Tutte le giornate inizieranno già dal pomeriggio con un intenso programma che si inserisce all’interno della Settimana dei diritti umani.
Il programma della ‘Settimana dei diritti umani’ e di “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty”
A Rovigo dal 14 al 20 luglio la “Settimana dei Diritti Umani” dal tema “Resistenza e Resilienza”
Dal 14 al 20 luglio il centro storico di Rovigo sarà il cuore pulsante della terza edizione della “Settimana dei Diritti Umani”, in concomitanza con la 28ª edizione di “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”.
Il tema del festival di quest’anno sarà “Resistenza e resilienza”: due parole chiave che faranno da filo conduttore a dibattiti, mostre, proiezioni e spettacoli, con particolare attenzione al diritto alla protesta pacifica e alla libertà d’informazione. Una settimana densa di appuntamenti, tra riflessione civile, arte e partecipazione, per ribadire il valore centrale dei diritti umani nelle nostre comunità.
Una manifestazione multidisciplinare che animerà Rovigo con un ricco programma di eventi in luoghi simbolo della città: dalla Sala della Gran Guardia ai Giardini delle Due Torri, dalla Pescheria Nuova fino a Piazza Vittorio Emanuele II. Il festival nasce dalla collaborazione tra associazioni, realtà culturali e volontari del territorio, con il sostegno di enti locali, organizzazioni sindacali confederali, cooperative sociali e partner nazionali. In attesa dell’apertura ufficiale, sabato 5 luglio è prevista un’anteprima ad Adria: una serata musicale pensata e realizzata dai giovani per i giovani.
«Una manifestazione che ogni anno diventa sempre più necessaria» commenta il direttore artistico Michele Lionello «soprattutto in un tempo segnato da guerre, emergenze ambientali, repressioni delle libertà civili e attacchi all’informazione libera. Quest’anno poniamo l’accento sul coraggio di chi resiste e sulla forza di chi ogni giorno, con determinazione, costruisce comunità più inclusive».
A concludere la settimana sarà il festival “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”, che accenderà gli ultimi tre giorni con concerti, ospiti, testimonianze e con l’esibizione dei finalisti del Premio Amnesty nella sezione Emergenti. L’evento rientra nel calendario ufficiale delle attività di Amnesty International Italia, che quest’anno celebra 50 anni di impegno nella tutela dei diritti umani.
Un programma corposo che si snoda tra musica, cinema, dibattiti, letteratura, fotografia, mostre, stand-up comedy e performance e che si avvale di importanti media partnership, come quelle con Rai Radio 1, Avvenire, Micromega.
Tanti saranno i protagonisti del mondo della cultura, dello spettacolo e della società presenti durante la settimana. Dagli artisti Paolo Jannacci, Martina Attili, Statuto, Yvonne Sciò, Federica Sabatini, Antonio De Matteo, Daniele Fabbri, Giacomo Stallone, Zentequerente, Michele Mud, Silvia Smaniotto, Marco Cargnelli, Daniele Labelli, Cheriach Re, Simonetta Musitano, Laura Pusceddu, Shatta Valli, Artika, Manú Squillante, Samsara, Margine, Giovanni Segreti Bruno, Alysson, Lady Sox, Andrea Kabo, Manuela Zero, Stona, Marcondiro e Nour Eddine, Savino Zaba, OBI, ; ai giornalisti e scrittori: Cinzia Sciuto, Angela Calvini, Fabio Salamida, Paolo Lambruschi, Giulia Morello, Federica Pezzoni, Sonia Carraro, Elisa Barion, Claudio Agostoni, Enrico Deregibus; fino ai testimonial e personaggi del mondo della cultura e del volontariato: Ajna Jusić, Alba Bonetti, Michele Lionello, Simone Ficicchia, Giovanni Mori, Valentina Bagnara, Susanna Lollini, Roberta Cusin, Parisa Nazari, Mohamed Dihani, Federico Simonazzi, Francesca Corbo, Elena Guerra, Riccardo Noury.
IL PROGRAMMA
Sabato 5 luglio, dalle ore 19.00 in Piazza Grotto ad Adria, anteprima del festival con una serata musicale ideata e realizzata dai giovani per i giovani. Sul palco le Unplugged Beats, giovanissime artiste rodigine, e OBI, vincitore del Premio Giuria Popolare di “Voci per la Libertà” 2023.
Lunedì 14 luglio si apre ufficialmente la Settimana dei Diritti Umani, con una giornata interamente al femminile:
alle 18.00, nella Sala della Gran Guardia, si inaugura la mostra fotografica “I Grant You Refuge”, seguita dal dibattito “Guerra e pace. Le sfide del diritto internazionale”, con la partecipazione di Ajna Jusić (presidente Forgotten Children of War), Alba Bonetti (presidente Amnesty Italia), Cinzia Sciuto (direttrice di MicroMega) e Michele Lionello (Voci per la Libertà), per esplorare il rapporto tra conflitto e giustizia globale.
Alle 19.30, alla Pescheria Nuova, si aprono le mostre “Breaking Free” e “La lotta, il coraggio e l’amore” alla presenza di Jusić e Bonetti: un percorso visivo di forza, resilienza e speranza espresso attraverso l’arte.
Alle 21.30, la giornata si chiude con la proiezione del film “Womeness”, sempre alla Gran Guardia, alla presenza della regista Yvonne Sciò e della giornalista di Avvenire Angela Calvini, per una riflessione sul ruolo delle donne nella società contemporanea.
Martedì 15 luglio, il focus si sposta su ambiente e diritto alla protesta:
alle 18.00, nella Sala della Gran Guardia, proiezione del film “Come se non ci fosse un domani”, accompagnata dalla testimonianza di Simone Ficicchia, attivista di Ultima Generazione per riflettere sulle scelte e sulle responsabilità individuali in un mondo in crisi.
Alle 19.30, nei Giardini delle Due Torri, il dibattito “Libertà sotto assedio: tra censura e repressione del dissenso”, con la giornalista Elisa Barion, il comico Daniele Fabbri e lo stesso Ficicchia, su come l’arte e l’attivismo rispondano alla censura.
Alle 21.30, sempre ai Giardini, va in scena il talk-spettacolo “Le città invivibili” con l’ingegnere energetico e attivista per il clima Giovanni Mori, che attraverso parole e immagini illustrerà i drammi delle aree urbane colpite da crisi ambientali
Mercoledì 16 luglio si parlerà di migrazioni, giovani e sicurezza sul lavoro:
alle 18.00, in Sala della Gran Guardia, il dibattito “Giornalismo e migrazioni: un altro sguardo è possibile” con i giornalisti Fabio Salamida (Wired, Fanpage) e Paolo Lambruschi (Avvenire), per riflettere sull’informazione responsabile e sulle nuove narrazioni migratorie
Alle 19.30, nei Giardini delle Due Torri, spazio ai giovani con “Speak Up! – Giovani, arte e diritti umani”, con interventi degli artisti Michele Mud e Zentequerente, tra musica, arte e riflessione. Il progetto Speak Up è realizzato con il sostegno della Fondazione Banca del Monte di Rovigo, che riserva sempre particolare attenzione alle giovani generazioni.
Alle 21.30, sempre ai Giardini, lo spettacolo “Era bello il mio ragazzo. Musica e parole di vita e lavoro”, con Daniele Labelli (pianoforte), Silvia Smaniotto (voce) e Marco Cargnelli (attore). L’evento è realizzato grazie al contributo della IRSAP Foundation.
Giovedì 17 luglio, giornata dedicata ai diritti Lgbtqia+:
alle 18.00, nella Sala della Gran Guardia, il dibattito “È l’amore che crea una famiglia” con Valentina Bagnara (Famiglie Arcobaleno Veneto) e Susanna Lollini (Rete Lenford), per approfondire le questioni legali e sociali legate alle famiglie arcobaleno.
Alle 19.30, nei Giardini delle Due Torri, l’aperitivo musicale con Cheriach Re proporrà note e riflessioni in compagnia dell’artista
Alle 21.30, sempre ai Giardini, l’ironia e la provocazione di “Queer stand-up!”, con le comiche Simonetta Musitano, Laura Pusceddu e Shatta Valli.
Venerdì 18 luglio:
alle 18.00, in Sala della Gran Guardia, si terrà il dibattito “La lotta, il coraggio e l’amore”, con Elena Guerra (sorella di Mauro Guerra), Antonio De Matteo (fotografo e attore) e Riccardo Noury (portavoce Amnesty Italia), una testimonianza sulla resistenza personale e collettiva.
Alle 19.30, ai Giardini delle Due Torri, primo appuntamento di “Radio Kappa Talks” con Giulia Morello e il suo libro “Sono innamorata di Pippa Bacca, chiedimi perché!” con l’autrice Giulia Morello che dialogherà con Roberta Cusin e gli incontri tra musica e parole con gli artisti emergenti di Voci per la libertà.
Alle 21.30, in Piazza Vittorio Emanuele II, prende il via il festival “Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty”. In apertura i rodigini Alysson e la prima semifinale del Premio Amnesty emergenti che vedrà esibirsi Lady Sox, Andrea Kabo, Manuela Zero e Stona. Ospiti musicali gli Statuto, una realtà unica nel panorama della musica italiana. Con il loro stile mod, con la loro immediatezza e sfrontatezza nei testi impegnati e ironici, con una musica che è iniziata con lo ska e si è fusa con il soul e il powerpop, si sono rivelati totalmente originali e incatalogabili.
A presentare le tre serate di Voci per la libertà saranno Savino Zaba (Conduttore RAI), Manola Borgato (Radio Kappa) e Carmen Formenton (Voci per la Libertà).
Sabato 19 luglio:
alle 18.00, nella Sala della Gran Guardia, il dibattito “Testimoni di coraggio: voci di un’Italia che protegge la protesta” con Parisa Nazari (Movimento Donna Vita Libertà), Mohamed Dihani (difensore dei diritti umani saharawi) e Federico Simonazzi (Circoscrizione VTAA di Amnesty International) racconterà storie di impegno e solidarietà.
Alle 19.30, nuovo aperitivo con “Radio Kappa Talks” ai Giardini delle Due Torri: presentazione del libro “Musicarpia. Guida femminista per una musica sovversiva e collettiva!” con l’autrice Federica Pezzoni che dialogherà con Sonia Carraro di Radio Kappa e a seguire gli artisti di Voci per la libertà.
Alle 21.30, in Piazza Vittorio Emanuele II, apertura musicale della giovane rodigina Artika e la seconda semifinale del Premo Amnesty nella sezione Emergenti, con Manú Squillante, Samsara, Margine e Giovanni Segreti Bruno. Ospite speciale Martina Attili che quest’anno era tra i dieci candidati al Premio Amnesty Big con il brano “Eva e Adamo”; la giovane cantautrice è stata conosciuta dal grande pubblico nel 2018 grazie alla partecipazione a X-Factor con il brano “Cherofobia” che ottiene il disco di platino raggiungendo oltre 21 milioni di stream su Spotify; è da poco uscito il suo album “Signorina rivoluzione”.
Domenica 20 luglio, giornata conclusiva:
alle 18.00, in Sala della Gran Guardia, l’incontro “Arte e diritti umani”, con Francesca Corbo (Amnesty Italia), Federica Sabatini (attrice), Savino Zaba (conduttore RAI) e la proiezione del docufilm “Human Lights”, dedicato ai 50 anni di Amnesty International Italia.
Alle 19.30, ai Giardini delle Due Torri, aperitivo “Radio Kappa Talks” con la presentazione del libro “Le geografie di Pasolini” con l’autore Claudio Agostoni e il giornalista Enrico Deregibus. A seguire, presentazione del progetto Jenco con Giacomo Stallone e Federica Sabatini.
Alle 21.30, gran finale di “Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty” in Piazza Vittorio Emanuele II: apertura con Marcondiro e Nour Eddine, premiati per il progetto “Anime migranti”, finale del Premio Amnesty Emergenti con i 5 migliori artisti selezionati nelle due semifinali e chiusura affidata a Paolo Jannacci, anche lui tra i dieci candidati al Premio Amnesty Big con il brano “L’uomo nel lampo”. Paolo Jannacci è un musicista a tutto tondo, poliedrico, figlio del grande Enzo. Grazie anche alla sua partecipazione al festival di Sanremo 2020 si è fatto conoscere dal pubblico come cantante e compositore, oltre che come pianista.
A "Onda alta" di Dargen D'Amico il Premio Amnesty 2025
COMUNICATO STAMPA
Dal 18 e il 20 luglio a Rovigo ci sarà la 28ª edizione di "Voci per la Libertà - Una canzone per Amnesty"
È il brano “Onda alta” di Dargen D’Amico a vincere il 23° Premio Amnesty International Italia per la sezione Big. Il riconoscimento è promosso da Amnesty International Italia, insieme all’associazione Voci per la Libertà, per premiare il miglior brano sui diritti umani pubblicato nell’anno precedente da un artista o gruppo di spicco della musica italiana.
Il premio si inserisce nel calendario delle attività di Amnesty International Italia, che quest’anno celebra 50 anni di impegno nella difesa dei diritti umani.
“Onda alta” (scritto da Cheope / D'Amico / Roberts / Marletta / Fazio) affronta con delicatezza e intensità il dramma delle migrazioni via mare, dando voce a chi si trova costretto a lasciare la propria terra e affrontare viaggi pericolosi e disperati per raggiungere l’Europa. Il pezzo mescola pop ed elettronica con un testo profondo e toccante, che mette al centro non solo il rischio fisico del viaggio, ma anche le ingiustizie e le disuguaglianze sociali che spingono molte persone a partire.
Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, ha spiegato così le motivazioni del Premio: “Il brano racconta, in maniera suggestiva ed emozionante, i viaggi che tante persone sono costrette a intraprendere per raggiungere luoghi sicuri. In un momento storico in cui si invocano e praticano le chiusure delle frontiere e si mettono a rischio vite umane rimandandole in paesi assai poco sicuri, ‘Onda alta’ rimette al centro l’essere umano e i pericoli che è costretto a correre chi non ha più quasi nulla da perdere, perché quasi tutto ha già perso. Questo brano, meritevolmente, cerca di spostare l’attenzione dai confini, dai limiti e dalla paura alla necessità di superare i pregiudizi e le differenze per permettere a ogni persona di vivere in un mondo sicuro e, certamente, migliore”.
In occasione del premio ricevuto per questo brano — un riconoscimento importante non solo dal punto di vista artistico, ma anche per il messaggio sociale che porta — Dargen D’Amico ha sottolineato ancora una volta il valore della solidarietà e il bisogno di guardare oltre l’individualismo: “La società concentra tutto nelle mani di pochi. I film di rivalsa sociale non sono mai corali. Se l’individualismo è oggi valore assoluto, il coraggio è rappresentato da chi trasforma la propria volontà in solidarietà. Se c’è un premio, dovrebbe andare alle vittime dei sacrifici, e se le vittime dei sacrifici non possono ritirarlo, dovrebbe ritirarlo chi ogni giorno è sul campo nel tentativo di alleviare le sofferenze del prossimo” ha dichiarato.
Sono intanto stati resi noti i semifinalisti della sezione emergenti del Premio, che si confronteranno il 18 e 19 luglio a Rovigo nell’ambito della 28ª edizione del festival ‘Voci per la Libertà - Una canzone per Amnesty’.
Venerdì 18 luglio si esibiranno: Andrea Kabo, da Milano, con “100 Anime”; Lady Sox, da Pisa, con “Senza ragione”; Manuela Zero, da Napoli, con “Le carezze di Giulio”; Stona, da Alessandria, con “Puntine”.
Sabato 19 luglio sarà la volta di: Giovanni Segreti Bruno, da Roma, con “Notre Drame”; Manù Squillante, da Salerno, con “Vizi e virtù”; Margine, da Pesaro, con “Io Capitano”; Samsara, da Bologna con “Destini diversi”.
I cinque migliori si contenderanno il titolo in finale domenica 20 luglio. La tre giorni di Rovigo ospiterà inoltre artisti, talk e varie iniziative nell’ambito della ‘Settimana dei diritti umani’, un ampio evento multidisciplinare volto a promuovere i diritti umani attraverso arte e cultura. Il programma, che verrà annunciato nelle prossime settimane, partirà lunedì 14 luglio e proporrà numerosi appuntamenti gratuiti, sia pomeridiani che serali.
In lizza per la sezione Big del Premio Amnesty di quest’anno c’erano anche Arisa con “Canta ancora”, Assalti Frontali feat. Luca D'Aversa con “Il mio nome è Lala”, Martina Attili con "Eva e Adamo", BigMama con “La rabbia non ti basta”, Vasco Brondi con “Un segno di vita”, Ghali con “Casa mia”, Paolo Jannacci e Stefano Massini con “L'uomo nel lampo”, Fiorella Mannoia con “Disobbedire” e Piero Pelù con “Scacciamali”.
Premio Amnesty International Italia 2025: ecco i 10 finalisti tra musica e diritti umani
Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty si terrà come sempre a Rovigo, dal 18 al 20 luglio
Sono stati annunciati i finalisti della sezione Big del Premio Amnesty International Italia 2025, lo storico riconoscimento promosso da Voci per la Libertà in collaborazione con Amnesty International Italia, che celebra ogni anno i brani più significativi sul tema dei diritti umani.
In gara quest’anno troviamo nomi importanti e trasversali della scena italiana:
Arisa, Assalti Frontali, Martina Attili, BigMama, Vasco Brondi, Dargen D’Amico, Ghali, Paolo Jannacci & Stefano Massini, Fiorella Mannoia, Piero Pelù.
I brani in concorso:
- Arisa – Canta ancora
- Assalti Frontali feat. Luca D’Aversa – Il mio nome è Lala
- Martina Attili – Eva e Adamo
- BigMama – La rabbia non ti basta
- Vasco Brondi – Un segno di vita
- Dargen D’Amico – Onda alta
- Ghali – Casa mia
- Paolo Jannacci & Stefano Massini – L’uomo nel lampo
- Fiorella Mannoia – Disobbedire
- Piero Pelù – Scacciamali
Una rosa ricca di generi, linguaggi, sensibilità. Le canzoni affrontano temi urgenti e attuali: dal body shaming all’aborto, dalle migrazioni al bullismo, passando per conflitti, diritto alla cittadinanza, diritto di protesta, discriminazioni, lavoro e crisi climatica.
Le canzoni finaliste sono state selezionate tra le tante segnalazioni arrivate dal pubblico e dagli addetti ai lavori. A decretare il vincitore sarà una giuria composta da giornalisti, intellettuali, conduttori, esperti musicali e rappresentanti di Amnesty e di Voci per la Libertà.
Il premio verrà consegnato il 20 luglio 2025, nella serata finale del festival Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty, che si terrà come sempre a Rovigo, dal 18 al 20 luglio. Un evento che da anni unisce musica, attivismo e partecipazione.
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Al via i lavori per i Premi Amnesty International Italia per la musica italiana
