Sanremo 2016: Terza serata

DIARIO DA SANREMO

Gli Stadio vincono la gara. Scoppia il caso Miele-Gabbani

(Sanremo) - Terza serata, quella delle cover. Che sarebbe perfetta, non fosse per un pasticcio nel voto che ha messo in fibrillazione la sala stampa. Ma di questo parleremo alla fine, anche se il fattaccio accade all'inizio quando, nel doppio match tra i giovani, Miele vince su Francesco Gabbani e Mahmood vince sull'italo-australiano Michael Leonardi. Diciamo però che noi votanti al Roof ci rendiamo subito conto di non essere riusciti a votare per un problema tecnico nel primo caso, quello tra Miele ("Mentre ti parlo") e Francesco Gabbani ("Amen"). In breve, piombano in sala stampa i discografici di entrambi gli artisti e la tensione tende a salire: il voto viene contestato dal team di Gabbani.
Torniamo allo spettacolo: Carlo Conti, forte di un 49,91% di share che annienta la tradizione di un calo fisiologico nella seconda serata, va avanti come un treno. Un po' più disinvolti Madelina Ghenea e Gabriel Garko, mentre Virginia Raffaele si camuffa da Donatella Versace, indovinando per la terza volta consecutiva il personaggio.
Abbiamo Marc Hollogne in apertura e poi la gara delle cover che non staremo qui ad elencare. Sono tutte versioni piacevoli, ognuno ama le proprie anche per l'amore verso l'originale stessa.
Alla fine vinceranno (meritatamente) gli Stadio con una versione commuovente de "La sera dei miracoli" di Lucio Dalla. Ci sono cinque gruppi da quattro artisti qualcuno, nei quali la spuntano rispettivamente Noemi ("Dedicato" della Berté), Clementino ("Don Raffae" di De André), Rocco Hunt ("Tu vuo' fa l'americano" di Carosone), Valerio Scanu ("Io vivò (senza te)" di Battisti) e, appunto, gli Stadio.
Personalmente, ho trovato la prova di Francesca Michielin ("Il mio canto libero" di Battisti) praticamente perfetta.
Poi, ecco i superospiti: onore al cinquantenario dei Pooh, che approdano all'Ariston in formazione a cinque, quella che per tutto l'anno suonerà per chiudere la bella carriera di questo gruppo storico. Gli snob possono pure storcere il naso, ma l'esibizione è stata fantastica e preso pubblicheremo il video girato al Roof, dove cantiamo tutti.
 
pooh
Ci si chiede ancora una volta che senso abbia il siparietto dei coniugi Salamoia, ma un giorno capiremo.
La serata si conclude con Hozier e poi il verdetto che porta alla vittoria di questa piacevole (ma lunghissima) serata la band di Gaetano Curreri.
Domani prima finale, quella delle Nuove Proposte: Chiara Dello Iacovo, Ermal Meta, Mahmood e, bizzarramente, Francesco Gabbani.
Torniamo infatti all'inizio di questo racconto, quando ad un certo punto, ci viene chiesto di rivotare per il match Miele-Gabbani ed il risultato viene ribaltato. A farne le spese è Miele, ed è triste vedere la sua disperazione: una cosa è perdere uno scontro, un'altra credere di averlo vinto, gioire e poi vedersi strappare la vittoria.
Nulla da togliere a Gabbani, che ha un ottimo brano radiofonico, ma qui si tratta di riparare nella maniera migliore ad un problema tecnico. Il televoto, che conta il 50%, ha decretato la vittoria di Miele. Il restante 50%, quello della sala stampa dell'Ariston, non è stato calcolato correttamente. Il computo corretto avviene dopo una seconda votazione. Che però, ovviamente, potrebbe essersi inquinata, condizionata, alterata. E che, forse, avrebbe dovuto comportare un secondo televoto, per agire in contemporanea.
A questo punto, la soluzione migliore sarebbe quella, emendando il regolamento, di riammettere Miele in gara e, domani, fare un confronto a cinque. Questa è la nostra opinione: nulla toglie a Gabbani, ma almeno mette una pezza su un episodio imbarazzante che ha avuto come vittima la povera Miele.
(Gianluca Mura)
 
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