Sanremo 2026: Prima serata
Al via il Festival, con i 30 Campioni alla prima esibizione pubblica dei loro pezzi
Con l'orchestra che apre con "Perché Sanremo è Sanremo", la sigla storica, inizia il 76° Festival della Canzone Italiana, nel segno del ricordo del grande Pippo Baudo. Ed è la sua inconfondibile voce che introduce Carlo Conti sul palco dell'Ariston.
Come da tradizione degli ultimi anni, il vincitore dell'anno precedente rompe il ghiaccio con la sua canzone: ed ecco "Balorda nostalgia" per la voce del campione uscente, Olly. E poi l'arrivo sul palco di Laura Pausini, la regina eletta per queste cinque serate.
La gara parte subito: d'altra parte, con 30 canzoni e una fine prevista all'1:44, quando vuoi partire?
Subito col botto, con il pezzo di Ditonellapiaga, che è un martellone trascinante. Ma le opinioni in fondo a questo articolo, rigorosamente senza voti.
Commosso omaggio a Peppe Vessicchio con un RVM e ad altri personaggi del mondo della musica. Poi entra Can Yaman (che abbiamo scoperto oggi pronunciarsi "Gian"), che sfoggia un ottimo italiano e si trova subito a suo agio.
Non manca il momento celebrativo, che in questo caso è rappresentata dall'arzilla Gianna Pratesi, 105 anni, in ricordo del primo voto delle donne del giugno del 1946.
Super ospite mr. Tiziano Ferro, con un medley (“Ti scatterò una foto”, “La differenza tra me e te”, “Lo stadio”, “Perdono”) che infiamma la platea: sono una serie di successi amatissimi. Gran finale della sua esibizione il brano "Sono un grande", title-track del nuovo album.
Dal Suzuki Stage in Piazza Colombo iniziano i concerti all'aperto: è compito di Gaia avviare questo spazio pubblico. In onda con "Chiamo io, chiami tu", il pezzo portato all'Ariston l'anno scorso.
Di seguito, l'elenco delle esibizioni e i nostri primi commenti al loro secondo ascolto (tenendo conto delle prove di lunedì).
Si canta e balla anche in Sala Stampa con il primo collegamento con la Costa Toscana dove abbiamo la prima esibizione di Max Pezzali: pezzi mitici che tutti amano e, inevitabilmente, è una gran festa.
Iconico l'incontro tra i due interpreti di Sandokan separati da 50 anni di storia televisiva: Can Yaman incontra e abbraccia il grande predecessore Kabir Bedi. Bello il gesto di rispetto che il nuovo protagonista riserva all'anziano attore indiano.
Ditonellapiaga ("Che fastidio!") - Un martellone-bomba irresistibile. Funzionerà in radio e magari potrebbe arrivare in alto.
Michele Bravi ("Prima o poi") - Un ritmo diverso rispetto alle precedenti esperienze dell'artista. E funziona.
Sayf ("Tu mi piaci tanto") - Una sorpresa piacevole: un brano intelligente, con una buona zampata cantautorale.
Mara Sattei ("Le cose che non sai di me") - Pezzo non memorabile, ben interpretato. Un po' alla Tatangelo. Però brava.
Dargen D’Amico ("AI AI") - Pezzo molto efficace, con un ritornello che entra subito in testa.
Arisa ("Magica favola") - Fa un po' musical, ma è un brano dolcissimo interpretato dalla voce inconfondibile dell'interprete.
Luchè ("Labirinto") - Dicesi pezzo originale di buona fattura. Molto bravo.
Tommaso Paradiso ("I Romantici") - Pezzo nel suo stile, con un certo mordente. Avrà buona rotazione.
Elettra Lamborghini ("Voilà") - Esattamente quello che ti aspetti da lei.
Patty Pravo ("Opera") - La canzone è raffinata. La canta lei, alla sua maniera. Devi prenderla così, perché è lei, la diva.
Samurai Jay ("Ossessione") - Pezzo allegro, ritmato. Passabile.
Raf ("Ora e per sempre") - Una bellissima ballata di classe. Molto efficace, un bel ritorno al Festival. Grande Raffaele!
J-Ax ("Italia starter pack") - Un po' di country non guasta, no? Rimanda adi altri pezzi ("Wake me up"?) ma il testo è accattivante.
Fulminacci ("Stupida sfortuna") - Piacevole e leggera come una bella boccata d'aria fresca.
Levante ("Sei tu") - Quest'anno punta dritta al cuore. Bella interpretazione per un brano struggente.
Fedez & Masini ("Male necessario") - Uno dei pezzi più forti: tecnicamente ottima. La voce di Masini migliora negli anni.
Ermal Meta ("Stella stellina") - Poesia coraggiosa. Con una delicata filastrocca, si tocca un tema scottante mentre molti tacciono.
Serena Brancale ("Qui con me") - Altro brano strappacuore, dove la voce della Brancale raggiunge vette altissime.
Nayt ("Prima che") - Ritmica, quasi ossessiva. Buona per farsi conoscere al grande pubblico.
Malika Ayane ("Animali notturni") - Molto piacevole. Una canzone ariosa con ritmo.
Eddie Brock ("Avvoltoi") - Pezzo interessante con una buona struttura musicale.
Sal Da Vinci ("Per sempre sì") - Neomelodico, ammiccante. Parla a un certo pubblico e buca lo schermo. Si piazzerà bene.
Enrico Nigiotti ("Ogni volta che non so volare") - Una canzone difficile, con una bella aria strumentale. Va riascoltata.
Tredici Pietro ("Uomo che cade") - Canzoncina discreta, senza infamia né lode.
Bambole di Pezza ("Resta con me") - Una bella sorpresa. Il pezzo è accattivante.
Chiello ("Ti penso sempre") - Per amanti del genere, destinato all'airplay.
Maria Antonietta & Colombre ("La felicità e basta") - Altra canzoncina leggera e piacevole, utile per visibilità nazionale.
Leo Gassmann ("Naturale") - Tra le sue partecipazioni al Festival (giunte a tre) questo forse è il brano meno incisivo.
Francesco Renga ("Il meglio di me") - Pezzo nelle sue corde ma al di sotto delle aspettative.
LDA e AKA7even ("Poesie clandestine") - Ritmo efficace. Peccato l'orario tardo li penalizza, perché saltare è complicato.
Al termine, viene annunciata la classifica provvisoria della prima serata (le prime cinque in modo casuale):
Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga, Fedez-Masini.
