scenografia
Sanremo 2026: svelata la scenografia
VERSO SANREMO
Roberto Bocchini propone asimmetria e tecnologia: la scenografia del Festival si trasforma in un’esperienza immersiva
Per il 76° Festival della Canzone Italiana, l’architetto Riccardo Bocchini torna a firmare una scenografia che supera i confini della forma tradizionale per diventare racconto visivo. Al centro del progetto c’è una scelta chiara e coraggiosa: l’asimmetria come linguaggio espressivo, capace di interpretare la natura mutevole e imprevedibile della musica contemporanea.
La scena si allontana dalla rigidità dei canoni classici e si sviluppa attraverso volumi sbilanciati e linee che si proiettano in direzioni inattese, senza mai perdere coerenza e armonia. Non si tratta di un gesto puramente estetico, ma di una visione simbolica: l’asimmetria diventa metafora di una musica fluida, in continua trasformazione, mai statica.
Il progetto scenografico dialoga in modo diretto con il pubblico, insinuandosi verso la platea e crescendo in altezza da un lato verso la galleria e dall’altro lungo i tre livelli dell’orchestra, fino ad annullare la distanza tra chi suona e chi ascolta. Ogni brano troverà una propria identità visiva grazie a configurazioni tecnologiche capaci di espandersi o comprimersi, modificando di volta in volta le prospettive dello spazio.
Elemento cardine dell’intero impianto è un boccascena teatrale architettonico e asimmetrico, articolato in tre grandi fasce che si sollevano e si allungano avvolgendo palco e platea, fino ad abbracciare idealmente tutto il teatro. Questo segno scenico si ricompone nella sua centralità con l’ingresso della scala motorizzata, svelata da un imponente sipario di ledwall a scorrimento orizzontale: un’apertura spettacolare che richiama la grande tradizione teatrale.
Al centro del fronte scena prende forma anche un sipario tecnologico scorrevole e motorizzato, capace di assumere diverse configurazioni e di ridefinire continuamente l’immagine del palco. Come una melodia che non procede mai in linea retta, lo spazio scenico si piega, si estende e si trasforma per accogliere il suono, creando un’armonia dinamica che avvolge l’artista e dilata la percezione dello spazio, fino a far sembrare che i confini fisici del palcoscenico dell’Ariston si dissolvano.
L’obiettivo finale, sottolinea Bocchini, è quello di trasformare il contenitore televisivo in un vero e proprio tempio della percezione, dove architettura ed emozione si fondono. Una visione resa possibile anche dalla sinergia con il direttore della fotografia Mario Catapano, grazie a un sofisticato gioco di accensioni e spegnimenti che permetterà alla scena di mutare radicalmente, passando dal nero al bianco attraverso materiali scenici, luce e grafica. Fondamentale anche il contributo della regia di Maurizio Pagnussat, che con telecamere integrate nella scena e in continuo movimento offrirà nuovi punti di vista, facendo vivere il palco a 360 gradi.
(fonte: Ufficio Stampa Rai)
Sanremo 2025: la "Techno Hall" di Riccardo Bocchini
COMUNICATO STAMPA
VERSO SANREMO
Una scenografia fatta di semplicità "complessa"
Un Tecno-Salone delle feste che si protende, insieme all’orchestra ai lati, verso il pubblico e che nasconde non poche sorprese: «La sinuosità, la plasticità e l’eleganza delle linee architettoniche – aggiunge Bocchini - andranno ad abbracciare le motorizzazioni tecnologiche con i loro movimenti armonici. Gli apparati video e quello sceno-luminoso, totalmente innovativi, saranno essenzialmente al servizio delle immagini televisive: “Giochi ottici” accoglieranno lo spettatore; “Tecno Lampadari”, “Sipari” e “Tende tecnologiche” scenderanno dall’alto; e la “Scala” si muoverà con varie configurazioni tecnologiche».
Tags
Gli scenografi del Festival: "Un nuovo 'cielo' per Sanremo 2023"
VERSO SANREMO
Gaetano e Maria Chiara Castelli: "La musica sotto una cupola, con una dedica speciale"
Oltre a quello del palcoscenico anche il resto dell’impianto scenografico sarà dominato da linee curve che – per la prima volta – “vestiranno” anche platea del Teatro Ariston: “Sarà un modo – aggiungono Gaetano e Maria Chiara Castelli – di prolungare il palco nel teatro ottenendo l’effetto di allargare lo spazio, senza ridurre i posti in platea, anzi, recuperando alcune file”.
Il lavoro per la realizzazione della scenografia è cominciato subito dopo l’estate, mentre il montaggio a Sanremo ha preso il via a dicembre: “E’ stato bello – concludono gli scenografi – veder nascere e crescere quella che ci piace chiamare la nostra ‘architettura’ di Sanremo, per la quale il nostro ringraziamento va al nostro collaboratore Manuele Bellucci e a tutti gli eccezionali professionisti della scenografia e delle luci che hanno trasformato in realtà il nostro progetto.”
