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Luglio 2025

Miley Cyrus: in radio arriva "Easy Lover"

Miley Cyrus - Easy Lover

Il brano segue il grande successo del singolo precedente “End Of The World”

Entrerà in rotazione radiofonica venerdì 4 luglio “Easy Lover”, il nuovo singolo dell’artista multiplatino tra le più influenti nella cultura pop mondiale, Miley Cyrus.
Il brano, accompagnato da un videoclip ufficiale, segue il grande successo del precedente singolo “End Of The World”, che è rimasto nella TOP3 dell’Airplay radio italiano per più di tre settimane, ed è contenuto nel visual album “Something Beautiful”.
L’album è disponibile in diversi formati: digitale, CD, vinile nero standard, Vinile Clear (esclusiva Discoteca Laziale) e Vinile Translucent Red (esclusiva Sony Music Store).
“Something Beautiful” è composto da 13 tracce inedite, è prodotto dalla stessa Miley Cyrus e da Shawn Everett, con i contributi di Brittany Howard, Maxx Morando e Michael Pollack.
Il disco è accompagnato dall’uscita di un visual film, che dopo l’anteprima del 6 giugno al Tribeca Film Festival di New York, è arrivato nelle sale italiane, distribuito da Nexo Studios, solo per un giorno, il 27 giugno.
“Miley Cyrus: Something Beautiful” è stata un’esperienza cinematografica unica nel suo genere.
Il film è prodotto da Miley Cyrus, XYZ Films e Panos Cosmatos, in collaborazione con Sony Music Vision, Columbia Records e Live Nation, e diretto da Miley Cyrus, Brendan Walter e Jacob Bixenman. Naomi Campbell partecipa inoltre nel visual di “Every Girl You’ve Ever Loved”.
La moda sarà centrale nel film, grazie anche alla presenza di abiti originali customizzati di Casey Cadwallader per Mugler, visibili già in “Something Beautiful” e “End of the World”.
Il visual film infatti ha al suo interno numerosi abiti d’archivio di Thierry Mugler, insieme ad alcuni pezzi rari di Jean Paul Gaultier, e abiti custom di Alexander McQueen e Alaïa.
Inoltre, il coreografo Benoît Debie aiuta a dar vita a queste incredibili suggestioni visive, rendendo ancora più profonda la narrazione di tutto il progetto.
(comunicato Sony Music a cura di S. Sisti)

Un Festival senza Sanremo?

Teatro Ariston

Il Festival lascia l'Ariston? Sede a rischio: Milano, Torino o Roma in lizza

Il Festival di Sanremo, da sempre sinonimo dell'omonima città ligure e del suo storico Teatro Ariston, potrebbe affrontare una svolta epocale nel 2027. L'ipotesi di spostare la kermesse musicale più amata d'Italia fuori dai confini sanremesi, sebbene suggestiva e audace, sta prendendo sempre più piede nei corridori della Rai e tra gli addetti ai lavori. Un'idea che, se concretizzata, rivoluzionerebbe non solo la logistica del Festival, ma anche la sua stessa identità, forgiata in decenni di tradizione sul palco dell'Ariston. Il contratto tra la Rai e il Comune di Sanremo, che garantisce la sede storica del Festival, scade nel 2026. Sebbene sia sempre stato rinnovato in passato quasi automaticamente, stavolta l’accordo potrebbe incontrare ostacoli.
Sanremo e il suo Festival sono un binomio che sembrava inscindibile. Dal 1951, con poche eccezioni per motivi tecnici o di capienza (come le prime edizioni al Casinò o l'esperienza nel 1990 ad Arma di Taggia), il Teatro Ariston è stato il cuore pulsante della musica italiana, il luogo dove nascono stelle e si consacrano leggende. La platea, i palchi laterali, l'orchestra, persino le scalinate, sono entrati nell'immaginario collettivo come elementi imprescindibili di questo rito annuale.
Tuttavia, le esigenze di un evento sempre più imponente e complesso, un vero e proprio fenomeno mediatico di portata internazionale, stanno spingendo a considerare scenari alternativi. La capienza dell'Ariston, seppur significativa, potrebbe non essere più sufficiente a soddisfare le crescenti richieste di pubblico e di spazi tecnici. Inoltre, le infrastrutture cittadine, pur essendosi adeguate negli anni, potrebbero non essere all'altezza di ospitare un evento di tale portata con la frequenza e l'intensità attuali.
Diversi fattori contribuiscono a questa riflessione sullo spostamento del Festival:

  • Esigenze di Spazio e Produzione: Il Festival è cresciuto esponenzialmente. Richiede spazi sempre maggiori per allestimenti scenici imponenti, backstage ampi e funzionali, sale stampa, aree hospitality e regie sempre più complesse. L'Ariston, pur con i suoi adattamenti, mostra i limiti strutturali di un teatro storico.
  • Logistica e Accessibilità: Sanremo, pur essendo una città turistica ben collegata, presenta alcune sfide logistiche, soprattutto in termini di trasporti e alloggi durante la settimana del Festival. Una città con infrastrutture più ampie e moderne potrebbe offrire soluzioni più efficienti per l'enorme afflusso di artisti, tecnici, giornalisti e pubblico.
  • Nuovi Sponsor e Opportunità Commerciali: Lo spostamento del Festival potrebbe aprire le porte a nuove opportunità di sponsorship e a una maggiore visibilità per marchi e città desiderose di ospitare un evento di risonanza internazionale. Si ipotizzano già città come Torino, Milano o persino Roma, che potrebbero offrire strutture fieristiche o arene con capienze e dotazioni tecnologiche superiori.
  • Rinnovamento e Rilancio: Un cambio di sede potrebbe essere visto come un'occasione per un rinnovamento complessivo del Festival, una boccata d'aria fresca che permetterebbe di sperimentare nuove formule, scenografie avveniristiche e un'esperienza più immersiva per il pubblico e gli addetti ai lavori.

Uno spostamento del Festival porterebbe con sé una serie di vantaggi e svantaggi da ponderare attentamente:

Vantaggi:
  • Maggiore capienza e flessibilità: Possibilità di ospitare un pubblico più vasto e di realizzare scenografie più ambiziose.
  • Infrastrutture moderne: Accesso a strutture più nuove e tecnologicamente avanzate per produzione e logistica.
  • Nuove opportunità economiche: Benefici per la città ospitante e per nuovi sponsor.
  • Rilancio dell'immagine: Un'occasione per presentare un Festival rinnovato e al passo con i tempi.
Svantaggi:
  • Perdita di identità storica: Il legame indissolubile con l'Ariston e Sanremo verrebbe meno, con il rischio di snaturare l'essenza stessa del Festival.
  • Reazione del pubblico: Una parte dei fan più affezionati potrebbe non gradire il cambiamento, percependolo come una rottura con la tradizione.
  • Impatto economico su Sanremo: La città subirebbe un duro colpo in termini di indotto economico e visibilità.
  • Costi di adattamento: La nuova sede richiederebbe comunque investimenti per essere allestita e personalizzata per il Festival.

L'idea di un Sanremo itinerante per il 2027 è più di una semplice suggestione. È una possibilità concreta che sta animando il dibattito tra gli organizzatori e i fedelissimi del Festival. La decisione finale sarà senza dubbio complessa e dovrà tenere conto di molteplici fattori: economici, logistici, ma soprattutto affettivi e simbolici.
Sanremo è più di un semplice evento musicale; è un pezzo di storia, un'istituzione che si rinnova ogni anno. Sarà interessante vedere se, per rimanere al passo con i tempi e le esigenze di uno show sempre più grandioso, si sarà disposti a sacrificare un pezzo della sua anima più tradizionale. L'Ariston è un simbolo, ma la musica, si sa, non ha confini. E forse, nel 2027, neanche il Festival.