Venezia 82: il 5 settembre tra cinema d’autore e tappeti rossi
82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
Diario da Venezia - 5 settembre
Penultima giornata dell'edizione 2025
Venezia, 5 settembre 2025 – Penultima giornata di festival al Lido, e la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica conferma il suo ruolo di specchio del presente: tra film capaci di accendere il dibattito, glamour sul red carpet e riflessioni che superano lo schermo.
Le anteprime in concorso
A inaugurare la giornata è stato Silent Friend di Ildikó Enyedi. L’opera, che segue il percorso simbolico di un albero attraverso epoche e vite umane, ha emozionato la platea con un linguaggio poetico e universale. Accolta con applausi calorosi, la pellicola ha mostrato la solidità di una regista che unisce ricerca visiva e profondità di contenuto.
È poi toccato a Bravo Bene! di Franco Maresco, un mockumentary che con ironia pungente mette in discussione miti e ossessioni del cinema d’autore italiano. La sua premiere mondiale ha acceso un vivace confronto tra critici e pubblico: c’è chi ha applaudito la libertà espressiva e chi ha storto il naso davanti alla provocazione.
Intanto ha continuato a far parlare di sé The Voice of Hind Rajab, presentato nei giorni scorsi e subito diventato uno dei titoli simbolo di questa edizione. Il documentario, che racconta una vicenda drammatica della cronaca internazionale, ha emozionato e diviso, confermando il volto politico e coraggioso della Mostra.
Il tappeto rosso
La serata si è accesa con la consueta parata di star. Tra abiti scintillanti e pose studiate, il red carpet ha offerto spettacolo e leggerezza, bilanciando la densità dei film in programma. Giovani promesse e volti affermati del cinema internazionale hanno sfilato tra applausi e flash, trasformando il Lido in un palcoscenico glamour che non ha nulla da invidiare alle passerelle di moda.
Un festival tra estetica e impegno
Il 5 settembre ha dimostrato, ancora una volta, come Venezia riesca a tenere insieme dimensioni apparentemente opposte: l’eleganza delle prime mondiali e la riflessione sul presente, la leggerezza della mondanità e la serietà delle tematiche affrontate sullo schermo. Un equilibrio delicato che rende la Mostra un appuntamento unico, capace di parlare al tempo stesso di cinema, società e futuro.
(dal nostro inviato Devis Botta)
