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Venezia 82: la settima giornata tra thriller politico, classici rivisitati e nuove voci

A House of Dynamite - Lido
82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 2 settembre

Presentato "A House of Dynamite" di Kathryn Bigelow

Venezia, 2 settembre 2025 – La Mostra del Cinema di Venezia 82 ha vissuto una settima giornata densa di appuntamenti, in cui il glamour del red carpet si è intrecciato con opere dal forte respiro politico, esistenziale e sperimentale.
Bigelow e Ozon accendono il Concorso
La mattina si è aperta con A House of Dynamite di Kathryn Bigelow, un thriller che ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso. La regista americana, da sempre interessata alle dinamiche del potere e della guerra, mette in scena la minaccia di un missile diretto verso gli Stati Uniti, trasformando la crisi in una riflessione sulle fragilità delle istituzioni. Idris Elba e Rebecca Ferguson hanno guidato un cast convincente, accolto con lunghi applausi alla Sala Grande.
Il pomeriggio ha cambiato registro con Lo straniero di François Ozon, elegante trasposizione del romanzo di Albert Camus. Girato in bianco e nero, ambientato nell’Algeria del 1938, il film ha restituito con rigore visivo e intensità drammatica la parabola esistenziale di Meursault, l’uomo incapace di adeguarsi alle convenzioni sociali, che finisce travolto dal giudizio della società.
Fuori concorso: amicizie e cronaca nera
Tra i titoli fuori concorso ha brillato Marc by Sofia, il documentario con cui Sofia Coppola racconta la sua lunga amicizia con lo stilista Marc Jacobs, tra ricordi personali e riflessioni sulla creatività. Un ritratto delicato, intimo, che ha emozionato il pubblico pomeridiano.
In serata, l’attenzione si è spostata su Dead Man’s Wire di Gus Van Sant, ricostruzione di un drammatico fatto di cronaca del 1977. L’opera, cupa e ipnotica, affronta il sequestro di un bambino attraverso la lente della tensione psicologica e della riflessione mediatica.
Spazio anche al cinema che sperimenta nuovi linguaggi. Divine Comedy di Ali Asgari ha raccontato, con ironia amara, le difficoltà di un regista iraniano di mostrare le sue opere in un paese che censura. Barrio Triste di Stillz ha portato sullo schermo la Medellín degli anni Ottanta vista dagli occhi di adolescenti che filmano la realtà per sopravvivere. Infine, Ammazzare stanca – Autobiografia di un assassino di Daniele Vicari ha offerto una riflessione cruda sulla criminalità organizzata e sul peso dei legami familiari.
Un red carpet stellare
A illuminare il Lido ci hanno pensato i protagonisti della giornata: Kathryn Bigelow accompagnata da Idris Elba e Rebecca Ferguson, François Ozon con i giovani interpreti del suo Lo straniero, Sofia Coppola al fianco di Marc Jacobs e Gus Van Sant insieme a un cast che ha visto sfilare Dacre Montgomery e Colman Domingo.
(dal nostro inviato Devis Botta)