Marzo 2026
Sugar Music lancia ASCOLTO per i talenti emergenti, con sei tappe in Italia
Il nuovo progetto di scouting per scoprire e valorizzare talenti in tutta Italia
L’etichetta discografica Sugar Music lancia ASCOLTO, il nuovo progetto di scouting pensato per raggiungere le voci emergenti direttamente nei territori in cui nascono. Un’iniziativa che prevederà una fase iniziale di ricezione e ascolto, per trasformarsi poi in sei tappe attraverso l’Italia, con l’obiettivo di scoprire e valorizzare nuovi talenti. ASCOLTO nasce per costruire un ponte tra discografia e territorio.
Agli artisti candidati verrà data la possibilità di entrare in contatto diretto con il team di Sugar Music, ricevendo feedback e consigli sui loro inediti. ASCOLTO si pone come alternativa alla centralizzazione dell’industria musicale, puntando a costruire un ecosistema più distribuito, inclusivo e rappresentativo della ricchezza culturale e musicale del Paese, con particolare attenzione a province e contesti locali.
Il progetto riprende il nome e lo spirito di ASCOLTO, l’etichetta fondata da Caterina Caselli nel 1977 per scoprire artisti fuori dagli schemi. Oggi quell’intuizione si rinnova in una forma contemporanea e diffusa, e testimonia la costanza con cui, da quasi un secolo, il Gruppo Sugar porta avanti uno stesso obiettivo: cercare talento, ovunque esso si trovi.
ASCOLTO si aprirà domani, 1° aprile, con un’open call nazionale rivolta ad artisti, artiste e band maggiorenni ed emergenti, a cui sarà possibile candidarsi a questo link, entro l’8 aprile. Il 14 aprile verranno comunicati i 30 artisti emergenti selezionati, cinque per ciascuna delle sei città del tour, che avranno l’opportunità di esibirsi dal vivo davanti al pubblico e al team A&R di Sugar, entrando in contatto diretto con il mondo discografico.
Il progetto toccherà sei città in piccoli spazi di 100-150 persone, con l’obiettivo di creare un’esperienza ravvicinata e autentica, capace di valorizzare il rapporto diretto tra artista e pubblico. La prima tappa sarà il 24 aprile a La Redazione di Empoli, per poi proseguire a Padova l’8 maggio (Casetta Zebrina), a Salerno il 15 maggio presso iMorticelli, a Bari il 22 maggio al MAT Laboratorio Urbano, (Terlizzi), a Palermo il 29 maggio all’EPYC, e infine a Cagliari (Data TBA).
ASCOLTO è animato dalla convinzione che il talento possa nascere ovunque, ma soprattutto dall’incontro fra chi ha qualcosa da dire e chi è disposto ad ascoltare.
(comunicato Sugar Music a cura di Samantha Nocera)
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Blanco duetta con Elisa in "Ricordi"
In arrivo il 3 aprile il nuovo album "MA'"
A pochi giorni dalla release del suo attesissimo nuovo album MA’, in uscita venerdì 3 aprile 2026 e già disponibile in preorder, BLANCO svela la tracklist completa del progetto e le due importanti collaborazioni che lo arricchiscono: dopo “Peggio del diavolo” con Gianluca Grignani – anticipata pochi giorni fa con un video spoiler sui suoi canali social – annuncia il nuovo singolo estratto “Ricordi” con Elisa, disponibile da venerdì 27 marzo su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica per EMI Records Italy (Universal Music Italy) con la direzione artistica di Stefano Clessi (Eclectic Music Group).
Il brano aggiunge – dopo i già editi “Piangere a 90”, “Maledetta Rabbia” e “Anche a vent’anni si muore” – un nuovo capitolo a un racconto musicale che si preannuncia intenso, dando vita all’incontro tra due delle voci più riconoscibili della musica italiana contemporanea, BLANCO ed Elisa, capaci di attraversare generazioni e linguaggi diversi. Scritto anni fa da BLANCO tra Londra e Parigi, “Ricordi” ha conservato intatta la sua urgenza espressiva, trovando la sua forma definitiva proprio nell’incontro in studio con Elisa, che ne amplifica profondità e risonanza emotiva.
BLANCO ha svelato anche la tracklist completa dell’album MA’, disponibile in sei diversi formati: LP bianco autografato e numerato (Esclusiva Shop Universal), CD autografato e numerato (Esclusiva Shop Universal), LP alternative cover autografato e numerato (Esclusiva Shop Universal), CD alternative cover autografato e numerato (Esclusiva Shop Universal), LP bianco e CD.
Il nuovo disco sarà presentato dal vivo tra aprile e maggio 2026 durante “Il primo tour nei palazzetti” di BLANCO, prodotto e organizzato da Friends & Partners e Vivo Concerti. I biglietti sono disponibili su Ticketone e nei punti vendita abituali. A questi appuntamenti si affianca anche il “Tour Estate 2026”.
(comunicato Universal Music a cura di Eleonora Fusi)
File.41: Giovanna Turi - intervista
"Non chiedermi il perché": un inno alla forza e alla solidarietà femminile
C’è una domanda che attraversa il tempo, le generazioni, le storie di molte donne. Una domanda che spesso resta sospesa, senza risposta, ma che continua a chiedere ascolto. Da questa tensione nasce “Non chiedermi il perché” (Crawly Records), il nuovo singolo di Giovanna Turi.
Il brano è un racconto di resistenza e di consapevolezza. Parla delle difficoltà che le donne affrontano da sempre nel cammino verso la parità: radici lontane, ostacoli che si ripresentano, ferite ancora aperte. Ma dentro questa narrazione non c’è rassegnazione. C’è la scelta di restare in piedi. C’è la determinazione, la solidarietà, la capacità di riconoscersi e sostenersi, trasformando anche il buio in uno spazio possibile di luce.
Con il suo linguaggio rock diretto e viscerale, Giovanna Turi continua a utilizzare la musica come strumento di espressione civile ed emotiva, capace di denunciare, ma anche di creare connessioni. “Non chiedermi il perché” non è solo una canzone: è una presa di posizione, un invito a fare spazio alla voce, alla presenza, all’unione.
BIO: Giovanna Turi è una cantautrice che ha scelto il rock come linguaggio espressivo e strumento di impegno sociale. La sua scrittura affronta temi legati all’emancipazione femminile, alla lotta contro la violenza di genere e al contrasto di ogni forma di discriminazione, con uno stile diretto, identitario e riconoscibile. Dal 2019 si fa notare con brani come “Solo una donna” e “Un amore non è mai uguale”, iniziando un percorso artistico che unisce energia musicale e contenuti di forte impatto civile. La sua estetica e la sua immagine diventano parte integrante della narrazione artistica, in un dialogo continuo tra musica, stile e contemporaneità. Dopo le prime esperienze live e l’ottimo riscontro del pubblico, si afferma come interprete e autrice, esibendosi su palchi prestigiosi come il Memo Club di Milano e arrivando finalista alla prima edizione del festival Bologna Musica d’Autore organizzato da Fonoprint. Parallelamente avvia anche l’attività di scrittura per altri artisti. Nel 2018 pubblica l’EP “Viaggio Splendido”, mentre nel 2020 partecipa alle selezioni di Sanremo Giovani con l’etichetta milanese Red Fish. Nel 2021 esce il suo primo album in studio, “Suicidio in diretta”, anticipato dal singolo “Cosa non si fa”. Negli anni successivi pubblica i singoli “La vita è pazzesca” (2022), “Re Denaro” (2023) e “Solo Lui Lo Sa” (2025), brani che ottengono attenzione radiofonica. Con una produzione costante e coerente, Giovanna Turi prosegue oggi il suo percorso musicale mantenendo al centro una visione artistica che fonde rock, identità e racconto del presente.
La nostra intervista con Giovanna Turi andrà in onda:
Venerdì 27 marzo alle 16:35 e martedì 31 marzo alle 10:10.
File.41: Cardo - intervista
"Altrove", ballata rock melodica, parla della destinazione di un viaggio interiore
Sarà con noi il cantautore Cardo, per parlare del suo ultimo singolo.
"Altrove" non è solo un titolo, ma la destinazione di un viaggio interiore. Il brano si presenta come una ballata rock melodica che esplora il desiderio umano di spingersi verso mete immaginarie, lasciandosi guidare dal vento — simbolo di energia, spirito e anima.
Musicalmente, il pezzo abbatte le barriere di genere: l'impeto del rock si fonde con la modernità delle 808 e dei sintetizzatori, arricchendosi di una sezione orchestrale dove trombe, corni e archi conferiscono al brano un respiro epico e senza tempo.
Nel videoclip di "Altrove", diretto da Nicola Gamberi, la ricerca di un luogo ideale è rappresentata dal cammino di un uomo accompagnato da una ragazza, figura metaforica del vento. Tra le sale di una villa storica, binari deserti e boschi innevati, la loro interazione guida la narrazione verso una dimensione onirica e simbolica. Il passaggio verso una nuova consapevolezza si manifesta attraverso elementi surreali, come fumo scuro e un tornado, culminando nella distruzione fisica della villa che segna il definitivo superamento del passato.
Biografia
Simone Cardelli nasce a Imola il 15 Giugno 2002.
Inizia gli studi di pianoforte all’età di 5 anni per poi interromperli all’età di 13 proseguendo da autodidatta. All’età di 18 anni si avvicina da autodidatta alla produzione musicale servendosi principalmente di FL Studio. Da sempre scrive ed inizia così a comporre i primi brani. Le reference musicali che lo ispirano sono molte, dato l’ascolto dei generi più disparati.
Attraverso la sua musica, Simone si racconta, condividendo sentimenti, dolori e riflessioni sulla società, con l'obiettivo di connettersi con più persone possibili, senza distinzione di età.
La nostra intervista con Cardo andrà in onda:
Giovedì 26 marzo alle 16:35 e lunedì 30 marzo alle 10:10.
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Gino Paoli (1934 - 2026)
Addio al poeta del cuore italiano, scomparso a 91 anni
Genova, 24 marzo 2026 – Nella notte tra il 23 e il 24 marzo, all’età di 91 anni, si è spento nella sua casa di Nervi Gino Paoli. Se n’è andato in silenzio, dopo un breve ricovero, circondato dall’affetto dei suoi cari. Con lui se ne va una delle voci più intime e rivoluzionarie della canzone italiana, un cantautore che ha saputo trasformare emozioni quotidiane in poesia universale.
Nato il 23 settembre 1934 a Monfalcone, da padre ingegnere navale toscano e madre giuliana, Paoli si trasferì presto a Genova, città che divenne la sua vera patria e fonte inesauribile di ispirazione. Quei vicoli, il mare, il vento salato e le storie di marinai entrarono fin da subito nella sua musica, dando vita a un linguaggio semplice eppure profondissimo, capace di raccontare l’amore, la malinconia e la vita con una sincerità disarmante.
I suoi esordi risalgono alla fine degli anni Cinquanta, quando insieme ad altri giovani talenti liguri – tra cui Luigi Tenco e Bruno Lauzi – contribuì a forgiare quella che sarebbe passata alla storia come la “scuola genovese”. Il suo primo grande successo arrivò nel 1960 con La gatta, un brano leggero e ironico nato dalla convivenza con un felino in una soffitta di Boccadasse. Ma fu con Il cielo in una stanza, scritta poco dopo, che Paoli entrò definitivamente nel cuore degli italiani: una canzone che trasforma una stanza qualunque in un universo infinito solo grazie alla presenza dell’amata. Mina la interpretò con tale intensità che, si racconta, scoppiò in lacrime in sala di incisione.
Negli anni Sessanta arrivarono altri classici destinati a rimanere impressi nella memoria collettiva: Sapore di sale, con quegli arrangiamenti avvolgenti firmati da Ennio Morricone, Senza fine, Che cosa c’è, Una lunga storia d’amore. Paoli non scriveva solo canzoni: dipingeva stati d’animo, catturava attimi di intimità che chiunque poteva riconoscere come propri. La sua voce roca, un po’ stropicciata, sembrava arrivare direttamente dal petto, senza filtri, e proprio per questo toccava corde profonde.
Tra i suoi successi più amati degli anni Novanta c’è anche Quattro amici, brano malinconico e riflessivo che vinse il Festivalbar nel 1991 e che ancora oggi viene ricordato come uno dei ritratti più delicati dell’amicizia e del tempo che passa.
La vita di Paoli non fu solo palcoscenico. Nel 1963, al culmine del successo, un gesto drammatico – un colpo di pistola al cuore – rischiò di porre fine a tutto. Ne uscì vivo, con il proiettile ancora dentro, e da quel momento la sua arte si fece ancora più consapevole, più matura. Continuò a comporre, a incidere dischi, a duettare con grandi colleghi, partecipando anche a cinque edizioni del Festival di Sanremo.
Un capitolo importante della sua vita sentimentale e artistica fu la lunga e intensa relazione con Ornella Vanoni, iniziata alla fine degli anni Sessanta. I due si conobbero quando lei interpretò alcuni suoi brani e ben presto nacque un legame profondo, fatto di passione, musica e complicità. Insieme registrarono duetti indimenticabili e la loro storia d’amore divenne quasi leggendaria nel mondo dello spettacolo italiano, segnando profondamente entrambi, anche dopo la fine della relazione.
Negli ultimi anni aveva dovuto affrontare un dolore immenso: la scomparsa improvvisa del figlio primogenito Giovanni, giornalista, stroncato da un infarto a soli 60 anni. Un lutto che Paoli definì «un’ingiustizia atroce», un peso che non aveva mai smesso di portare. Eppure, anche di fronte al dolore, aveva continuato a dichiararsi pieno di passioni, curioso del mondo nonostante le sue critiche taglienti verso certi aspetti della società contemporanea.
Paoli lascia la moglie Paola Penzo e i figli Amanda, Nicolò e Tommaso. Lascia soprattutto un repertorio che ha accompagnato generazioni di innamorati, di sognatori, di persone comuni che nelle sue parole hanno trovato conforto o semplice bellezza.
In un’epoca di musica spesso urlata e veloce, Gino Paoli ha ricordato a tutti che la vera forza sta nella delicatezza: un sussurro, una carezza, un cielo che entra in una stanza. La sua voce si è spenta, ma le sue canzoni continueranno a suonare, leggere come il vento di Genova e profonde come il mare che tanto amava.
Grazie, Gino. Per averci insegnato che l’amore, quando è vero, basta a riempire il mondo intero.
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File.41: Suvari - intervista
Il singolo che presenteremo è “Un milione di piccole cose”, estratto da "Fango (Lato A)"
Il brano “Un milione di piccole cose” racconta un flusso di pensieri ansiosi, in cui il “peso nella testa” diventa metafora delle pressioni invisibili della vita adulta. La canzone alterna fragilità e desiderio di fuga, cercando una forma di salvezza nei dettagli minimi e nelle relazioni. Un inno dolceamaro alla sopravvivenza quotidiana.
“Fango” è il nuovo capitolo discografico di Suvari, un album diviso in due movimenti - Lato A e Lato B - pensato come un attraversamento emotivo prima ancora che musicale. Prodotto da Federico Dragogna dei Ministri, il disco scava nelle crepe della quotidianità e racconta la fragilità come condizione condivisa, trasformando ansie personali, ricordi notturni e paesaggi urbani in immagini collettive.
Nel Lato A disponibile in digitale dal 13 marzo convivono chitarre ruvide, elettronica essenziale e una scrittura diretta, fatta di frammenti, fotografie e confessioni. Le canzoni si muovono tra tregue temporanee, pensieri ossessivi e tentativi di restare a galla, disegnando un percorso che parla di identità, relazioni e spaesamento generazionale.
Il “fango” del titolo è metafora di ciò che resta addosso: errori, rimpianti, radici, memoria. Non qualcosa da cui pulirsi, ma materia viva da cui ripartire. Un disco che non cerca risposte definitive, ma la verità imperfetta delle cose.
Suvari è il progetto musicale di Luca De Santis, cantautore e producer toscano attivo da oltre dieci anni nella scrittura e produzione di musica originale. Nasce come progetto solista e domestico: le prime canzoni prendono forma in cameretta, tra registrazioni DIY, chitarre scordate e software di produzione, trasformando il limite tecnico in linguaggio espressivo.
Il suo percorso prende una direzione definitiva quando, a causa di una neuropatia rara che compromette l’uso tradizionale degli strumenti, Luca rielabora completamente il proprio modo di fare musica: compone e produce principalmente al computer, costruendo brani per stratificazioni, texture e istinto più che per virtuosismo. Da questa necessità nasce un’estetica personale, fragile e diretta, in equilibrio tra cantautorato, indie rock ed elettronica.
Nel tempo Suvari sviluppa una scrittura confessionale ma generazionale, capace di raccontare precarietà emotiva, relazioni, senso di spaesamento urbano e piccole epiche quotidiane. Tra le sue principali reference convivono cantautorato italiano e indie/alternative rock con elementi di produzione elettronica contemporanea.
Non proviene da una formazione accademica: è un musicista autodidatta, ma suona chitarra, basso, tastiere e lavora come producer dei propri brani, curandone arrangiamenti e suono. Negli anni costruisce attorno al progetto una squadra di collaboratori per produzione artistica, grafica e comunicazione. La collaborazione con Federico Dragogna (Ministri) segna un passaggio importante nella definizione del suo suono, più maturo e consapevole.
Con la sua musica Suvari racconta la vulnerabilità come forza, trasformando fragilità private in immagini collettive. Il suo obiettivo è costruire dischi che restino nel tempo, capaci di parlare a chi si sente fuori posto ma continua a cercare un senso nelle cose.
La nostra intervista con Suvari andrà in onda:
Mercoledì 25 marzo alle 16:35 e sabato 28 marzo alle 10:10.
File.41: ForseGiorgio - intervista
“Tutto normale”: ritratto lucido e ironico di una generazione sospesa tra viralità e realtà
“Tutto normale” è il nuovo singolo di ForseGiorgio: un’immersione lucida e ironica nel caos dell’iper-modernità, dove tutto scorre veloce, filtrato dai social e dalle mode del momento, e l’assurdo è diventato la nostra nuova zona di comfort.
Il brano scatta una fotografia tagliente di una società sospesa tra vite vissute in streaming e la ricerca spasmodica della viralità a ogni costo. Con immagini pop, riferimenti alla cultura digitale e una scrittura diretta, il testo racconta il paradosso di una generazione che guarda video di cucina senza saper cucinare e insegue trend senza mai trovarsi davvero.
Leggero nel suono ma affilato nello sguardo, “Tutto normale” unisce sonorità fresche e immediate a un racconto che colpisce in profondità. È il ritratto di un’Italia che vive di gossip e “pacchi”, dove smettere di pensare diventa un’opzione per non impazzire.
Eppure, tra ironia e disincanto, resta sospesa una domanda semplice e scomoda, che attraversa tutto il brano come un filo rosso: “Mi va bene o no?”
Con questo singolo, ForseGiorgio conferma una scrittura capace di osservare il presente senza moralismi, trasformando il rumore del contemporaneo in una riflessione generazionale potente e condivisibile.
Giorgio Balassone, in arte ForseGiorgio, nasce il 7 giugno 1985 ed è un cantautore romano.
Ha iniziato il suo percorso musicale come dj in vari eventi e nei villaggi turistici e poi come cantante con oltre 10 anni di musica live tra Italia e Svizzera. Produttore per altri artisti e collaborazioni in studio. Si avvicina al cantautorato, il rock e il pop, ma è con il rap che poi trova la sua prima forma di espressione personale che andrà ad integrare in seguito con gli altri generi. La sua passione lo porta ad ascoltare musica di qualsiasi genere purché gli trasmetta qualcosa, e questo modo di pensare, si riscontra nel suo sound e nel suo stile. Le sue canzoni parlano d’amore, gioia, malinconia, sogni e paure nella vita di tutti, lasciando una porta aperta al mondo interiore, con degli spunti di riflessione.
Nel 2017 partecipa al contest televisivo “Hidden Singer” nella puntata con J.Ax e lo vince, duettando con lui sulle note di “Spirale Ovale”. Nel 2018 è tra i 7 finalisti del premio “Pascoli in musica” e sempre nello stesso anno è nella top 15 del premio “Bruno Lauzi” (entrambi patrocinati dal M.E.I)”.
A marzo 2025 pubblica il suo singolo d’esordio “Non aver paura di avere paura”, seguito a luglio dello stesso anno, dal secondo singolo “Un’astronave va su Marte” e ad ottobre dal singolo “C’è ancora da fare”, con l’etichetta “Be Next Music”.
La nostra intervista con ForseGiorgio andrà in onda:
Martedì 24 marzo alle 16:35 e venerdì 27 marzo alle 10:10.
Primavera: il ritorno silenzioso che cambia tutto
Un risveglio in un tempo di cura, dentro e fuori
Il primo segnale non è visivo: è l’aria. Diventa più morbida, più ampia, quasi elastica. Le giornate si allungano e la luce si fa più dorata, meno verticale. È un invito implicito a uscire, a respirare, a rallentare. Gli alberi, ancora timidi, iniziano a punteggiarsi di gemme; i prati si riempiono di quei verdi che esistono solo a marzo, freschi e quasi trasparenti.
La primavera è un risveglio, ma non è mai brusco. È un crescendo. E in questo crescendo ritroviamo una parte di noi che l’inverno aveva messo in pausa.
Ogni primavera porta con sé una promessa: quella del possibile. È la stagione in cui si seminano idee, progetti, desideri. Non a caso, molte culture la considerano un nuovo inizio più autentico del Capodanno. Perché il rinnovamento non è un atto di volontà, ma un processo naturale. E la natura, in questo periodo, ci mostra come si fa: con pazienza, con costanza, con fiducia.
C’è qualcosa di profondamente umano nel vedere un ramo spoglio trasformarsi in fiore. È un promemoria: anche ciò che sembra immobile può cambiare.
La scienza lo conferma, ma la sensazione arriva prima dei dati: la luce primaverile ci rende più aperti, più ottimisti, più disponibili. È come se il mondo si allargasse e noi con lui. Le città si riempiono di voci, i parchi tornano a vivere, le finestre si aprono. È un’energia collettiva che contagia, che spinge a fare, a uscire, a condividere.
La primavera è una stagione sociale, anche per chi non lo è.
Ma la primavera non è solo entusiasmo. È anche un invito alla cura: delle piante, degli spazi, delle relazioni, di noi stessi. È il momento in cui si potano i rami secchi, si sistemano i balconi, si riorganizzano le idee. È una stagione che chiede attenzione, ma restituisce molto di più.
La primavera appena arrivata ci ricorda che ogni anno abbiamo una seconda occasione. Che la bellezza può tornare anche dopo mesi di silenzio. Che la vita, come la natura, procede per cicli, e ogni ciclo porta con sé una nuova possibilità.
Non è solo una stagione: è un messaggio. E vale la pena ascoltarlo.
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File.41: Capobranco - intervista
“Revenge Song” è l’unico brano inedito dell’EP “Fuori fuoco” e ne rappresenta il cuore emotivo
A 7 anni di distanza da “In Dipendenza”, l’album registrato dal leggendario Steve Albini nei suoi studi di Chicago, i Capobranco tornano con “Fuori Fuoco”, un EP di 5 canzoni prodotto da Alberto De Rossi. Il lavoro, che raccoglie quattro singoli già pubblicati e l’inedita “Revenge Song”, rappresenta il culmine della chimica personale e musicale tra i tre componenti. Le sonorità spaziano da un’attitudine punk ad aperture più marcatamente melodiche, mentre i testi oscillano tra una vaga malinconia e il sarcasmo graffiante e provocatorio tipico della band. Vero filo conduttore dell’EP è la trascinante base ritmica, riconoscibile marchio di fabbrica dei Capobranco.
I Capobranco sono un trio nato nel 2012 a Padova che suona un funk rock deciso ed energico, dove un trascinante groove è la base per testi sarcastici e, a volte, vagamente malinconici. Dopo il primo disco del 2014, nel 2016 esce "Il grande zoo", l’atteso secondo lavoro in studio della band, seguito da decine di concerti in Italia e all’estero. Prodotto da Cristopher Bacco e acclamato dalla critica per il suo pungente sarcasmo, questo lavoro rappresenta una naturale evoluzione del loro suono, combinando un rock deciso con inconfondibili ritmiche funk. A maggio 2018 i Capobranco volano negli studi di Chicago del leggendario Steve Albini per registrare “In Dipendenza”, il terzo album. Tutte le lavorazioni sono effettuate in analogico per preservare la sonorità naturale della band. Alcuni testi si fanno più intimi, pur mantenendo il caratteristico spirito ironico. Una notte, durante le sessioni di registrazione, il gruppo ruba le tute di lavoro di Albini e registra il video di “Indiependenza”,il primo singolo estratto da questo nuovo album. Il disco, pubblicato come i precedenti da Jetglow Recordings, viene presentato per la prima volta dal vivo il 25 gennaio 2019 all’Hall di Padova eseguito dall’ In Dipendenza tour. Ora i Capobranco escono con “Fuori fuoco”, una raccolta di cinque canzoni rappresentanti il culmine della chimica personale e musicale tra i tre componenti. I nuovi brani sono prodotti da Alberto De Rossi e in pubblicazione per la prima volta sotto l’egida di Be NEXT Music con distribuzione Universal.
La nostra intervista con Valerio Nalini dei Capobranco andrà in onda:
Lunedì 23 marzo alle 16:35 e giovedì 26 marzo alle 10:10.
Il Premio Amnesty per gli emergenti dà nuove possibilità per chi si iscrive entro marzo
Nuove opportunità per gli iscritti alla sezione Emergenti ‘Voci per la Libertà’ in tour a Milano e Foggia
Dopo un evento nel prestigioso spazio di “Casa Vessicchio” a Sanremo durante il festival, prosegue a Milano e a Foggia “Voci per la libertà in tour 2026”, a conferma del forte e costante legame tra il festival musicale sui diritti umani, giunto quest’anno alla 29a edizione, e gli artisti che hanno partecipato alla manifestazione negli anni e che vengono richiamati per questi appuntamenti che si svolgono in tutta Italia.
Le prossime date in programma saranno il 19 marzo a Milano e il 21 marzo a Foggia, mentre la fase finale di “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty” è in programma dal 24 al 26 luglio nel centro storico di Rovigo, con i tradizionali Premi Amnesty nelle sezioni big ed emergenti.
Per la sezione big è possibile segnalare, entro il 31 marzo all’indirizzo info@vociperlaliberta.it, brani pubblicati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025, interpretati da artisti italiani noti e dedicati ai temi della Dichiarazione universale dei diritti umani.
Per la sezione emergenti è disponibile a questo indirizzo il bando di concorso riservato a cantautori e band con brani sui diritti umani, in qualsiasi lingua o genere musicale. Le iscrizioni sono aperte fino al 20 aprile, ma è da poco è stata definita una scadenza intermedia per offrire una nuova opportunità a chi intende iscriversi.
Infatti, grazie alla collaborazione con il Mei di Faenza, la Rete dei Festival ed Eufonica, per tutti coloro che si iscriveranno entro il 31 marzo, Voci per la libertà e la Rete dei festival individueranno già il primo dei semifinalisti del contest di luglio, che avrà anche la possibilità di esibirsi ad Eufonica 2026, il salone della musica e delle sue professioni organizzato da BolognaFiere, che si terrà a Bologna dal 15 al 17 maggio e che proporrà live, contest, talk, laboratori, workshop e convegni per mettere in relazione il mondo della musica indipendente con quello della produzione artistica, della formazione e del mercato.
In ogni caso, tutti gli iscritti al 31 marzo al Premio Amnesty, sezione emergenti, parteciperanno comunque alle fasi di selezione per l’accesso alle semifinali del concorso che si terranno dopo il 20 aprile, data di chiusura delle iscrizioni.
Il vincitore assoluto del Premio Amnesty Emergenti, decretato nelle fasi live dal 24 al 26 luglio a Rovigo, avrà anche la possibilità di suonare sul palco principale del MeI di Faenza, in programma dal 2 al 4 ottobre.
Ma varie altre sono le possibilità di esibirsi che Voci per la libertà offre ai finalisti della sezione emergenti, come quelle del piccolo tour in corso.
Giovedì 19 marzo alle 21.30 la serata sarà ospitata a Milano all’Auditorium Demetrio Stratos di Radio Popolare nel programma “Live Pop”. La musica dal vivo sarà affidata a Giovanni Segreti Bruno, Premio Amnesty Emergenti 2025, e a Andrea Kabo, Premio dello staff Voci per la libertà. Parteciperanno alla serata Alba Bonetti, Presidente di Amnesty International Italia, e Claudio Agostoni, storico conduttore di Radio Popolare e giurato di Voci per la libertà. Partendo dai testi dei due artisti, legati anche al tema dell’immigrazione, si parlerà della situazione dei migranti in Europa e della deriva degli Stati Uniti. La serata sarà in diretta sulle frequenze di Radio Popolare dalle 21.30 alle 22,30, e live nell’auditorium Demetrio Stratos, in via Ollearo 5. Per partecipare è necessario prenotarsi mandando una mail a: prenotazioni@radiopopolare.it
Verrà inoltre raccontata l’ultima edizione di “Voci per la libertà”, la cui raccolta è uscita proprio su Radio Popolare con il format “VxL Highlights 2025 – Diamo voce ai diritti”, ovvero un progetto con quattordici artisti per quattordici canzoni che hanno segnato l’edizione 2025. Le parole degli artisti si sono alternate ai loro brani ispirati ai diritti umani e ai temi del festival. La raccolta è disponibile sul sito della radio.
Sabato 21 marzo alle 21 al Teatro Umberto Giordano di Foggia, all’interno del festival “LaMiaTerra – note per salvaguardare il pianeta”, ci sarà il live di Manuela Zero, vincitrice del Premio della critica a Voci per la libertà 2025. Interverrà Michele Lionello, direttore artistico di “Voci per la libertà”. “LaMiaTerra” è un Premio dedicato alla canzone d’autore in dialogo con la Madre Terra. Due giorni, 21 e 22 marzo, di musica, cultura e impegno civile, con i vincitori dei principali contest musicali italiani e grandi ospiti come Mario Venuti, Andrea Mirò, Peppe Servillo, Violante Placido, Enzo Gragnaniello e altri ancora. Biglietti e mini abbonamento sono disponibili su: https://linktr.ee/PremioLaMiaTerra
(comunicato Ender Comunicazione)
