un milione di piccole cose
File.41: Suvari - intervista
Il singolo che presenteremo è “Un milione di piccole cose”, estratto da "Fango (Lato A)"
Il brano “Un milione di piccole cose” racconta un flusso di pensieri ansiosi, in cui il “peso nella testa” diventa metafora delle pressioni invisibili della vita adulta. La canzone alterna fragilità e desiderio di fuga, cercando una forma di salvezza nei dettagli minimi e nelle relazioni. Un inno dolceamaro alla sopravvivenza quotidiana.
“Fango” è il nuovo capitolo discografico di Suvari, un album diviso in due movimenti - Lato A e Lato B - pensato come un attraversamento emotivo prima ancora che musicale. Prodotto da Federico Dragogna dei Ministri, il disco scava nelle crepe della quotidianità e racconta la fragilità come condizione condivisa, trasformando ansie personali, ricordi notturni e paesaggi urbani in immagini collettive.
Nel Lato A disponibile in digitale dal 13 marzo convivono chitarre ruvide, elettronica essenziale e una scrittura diretta, fatta di frammenti, fotografie e confessioni. Le canzoni si muovono tra tregue temporanee, pensieri ossessivi e tentativi di restare a galla, disegnando un percorso che parla di identità, relazioni e spaesamento generazionale.
Il “fango” del titolo è metafora di ciò che resta addosso: errori, rimpianti, radici, memoria. Non qualcosa da cui pulirsi, ma materia viva da cui ripartire. Un disco che non cerca risposte definitive, ma la verità imperfetta delle cose.
Suvari è il progetto musicale di Luca De Santis, cantautore e producer toscano attivo da oltre dieci anni nella scrittura e produzione di musica originale. Nasce come progetto solista e domestico: le prime canzoni prendono forma in cameretta, tra registrazioni DIY, chitarre scordate e software di produzione, trasformando il limite tecnico in linguaggio espressivo.
Il suo percorso prende una direzione definitiva quando, a causa di una neuropatia rara che compromette l’uso tradizionale degli strumenti, Luca rielabora completamente il proprio modo di fare musica: compone e produce principalmente al computer, costruendo brani per stratificazioni, texture e istinto più che per virtuosismo. Da questa necessità nasce un’estetica personale, fragile e diretta, in equilibrio tra cantautorato, indie rock ed elettronica.
Nel tempo Suvari sviluppa una scrittura confessionale ma generazionale, capace di raccontare precarietà emotiva, relazioni, senso di spaesamento urbano e piccole epiche quotidiane. Tra le sue principali reference convivono cantautorato italiano e indie/alternative rock con elementi di produzione elettronica contemporanea.
Non proviene da una formazione accademica: è un musicista autodidatta, ma suona chitarra, basso, tastiere e lavora come producer dei propri brani, curandone arrangiamenti e suono. Negli anni costruisce attorno al progetto una squadra di collaboratori per produzione artistica, grafica e comunicazione. La collaborazione con Federico Dragogna (Ministri) segna un passaggio importante nella definizione del suo suono, più maturo e consapevole.
Con la sua musica Suvari racconta la vulnerabilità come forza, trasformando fragilità private in immagini collettive. Il suo obiettivo è costruire dischi che restino nel tempo, capaci di parlare a chi si sente fuori posto ma continua a cercare un senso nelle cose.
La nostra intervista con Suvari andrà in onda:
Mercoledì 25 marzo alle 16:35 e sabato 28 marzo alle 10:10.
