Dara (Bulgaria) trionfa al 70° Eurovision Song Contest
Il verdetto della Wiener Stadthalle. Sal Da Vinci conquista i social ed entra nella Top 5
Si è chiusa tra gli applausi scroscianti e un'atmosfera ad altissima tensione la finale della settantesima edizione dell'Eurovision Song Contest. Il prestigioso microfono di cristallo vola quest'anno in Bulgaria grazie a Dara, che con una performance travolgente e solida è riuscita a scalzare i favoriti della vigilia e a superare sul finale la complessa concorrenza di Israele, blindando la vittoria grazie a un massiccio supporto del televoto e delle giurie nazionali.
Una serata memorabile, condotta con ritmo da Victoria Swarovski e Michael Ostrowski, che ha visto alternarsi sul palco ben 25 paesi in una carrellata di stili, dall'urban-pop all'elettronica spinta, fino a picchi di pura spettacolarità teatrale. C'era grandissima attesa anche per la performance dell'Italia, schierata in una posizione strategica a fine scaletta, ventiduesima su venticinque, e Sal Da Vinci ha letteralmente infiammato l'arena di Vienna. La sua "Per sempre sì", inizialmente accolta con scetticismo da una parte della critica nostrana per le sue sonorità marcatamente tradizionali, ha dimostrato sul palco internazionale una forza d'impatto spaventosa; forte di una viralità social senza precedenti, l'artista ha sfoderato un'interpretazione magistrale, puntando sulla purezza della lingua italiana e su una teatralità verace che ha conquistato il pubblico europeo, ribaltando i pronostici dei bookmaker e regalando all'Italia un posizionamento d'onore con il sesto piazzamento consecutivo in Top 5.
Oltre alla gara, la finale ha regalato momenti di grandissimo spettacolo e amarcord, celebrando la storia del contest con le esibizioni di icone come i Lordi el'intramontabile Verka Serduchka, mentre una suggestiva parentesi orchestrale ha reso omaggio alla secolare tradizione classica di Vienna, culminata nell'emozionante interpretazione di "Vienna" di Billy Joel da parte di César Sampson.
Si chiude così un'edizione complessa, segnata da forti tensioni geopolitiche esterne e discussioni nei corridoi, ma che ha saputo riaccendere i riflettori sul potere unificante della musica pop, e mentre la Bulgaria si prepara già a organizzare l'edizione del 2027, l'Europa si riscopre un po' più vicina, cantando a squarciagola un ritornello che da oggi parlerà, inevitabilmente, anche un po' napoletano.
(Photo Credit: Corinne Cumming/EBU)
