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Venezia 83, il Leone d’Oro è di Woman Unknown: tutti i vincitori e il gran finale al Lido

ve2026-12 Riccardo Scamarcio
83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 12 settembre

Premiati anche John Malkovich e Riccardo Scamarcio

La 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha il suo vincitore. Sabato 12 settembre 2026, dopo undici giorni di cinema, star, red carpet e anteprime mondiali, la giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal ha assegnato il Leone d’Oro a Woman Unknown di May el-Toukhy.
È il verdetto che chiude un’edizione fortemente segnata dalla politica, dalle guerre e da un cinema che ha scelto spesso di confrontarsi direttamente con le grandi tensioni del nostro tempo.
Per May el-Toukhy, regista danese di origini egiziane, arriva così il riconoscimento più prestigioso della Mostra.
Woman Unknown era arrivato al Lido durante la prima parte della Mostra, imponendosi progressivamente nel dibattito critico fino al verdetto della giuria.
La vittoria assume un significato ancora maggiore considerando la presenza femminile estremamente ridotta tra i registi della selezione principale.
Ma quello assegnato a Woman Unknown non è stato l’unico verdetto importante della serata.
Il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria è andato a Possible Love del regista sudcoreano Lee Chang-dong, mentre il Leone d’Argento per la migliore regia è stato assegnato a Ilya Khrzhanovsky per DAU.
Tra i momenti più significativi della cerimonia c’è stato il riconoscimento a NAZA di Yuval Abraham e Rachel Szor.
Il documentario dedicato alla guerra a Gaza, uno dei film che avevano maggiormente fatto discutere durante la Mostra, ha conquistato il Premio Speciale della Giuria.
Un verdetto che conferma quanto le questioni politiche e i conflitti contemporanei abbiano attraversato l’intera edizione 2026.
NAZA aveva provocato discussioni già prima e durante la sua presentazione, trasformando la proiezione veneziana in uno degli appuntamenti più delicati della Mostra.
Grande soddisfazione anche per John Malkovich, che conquista la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile.
Una consacrazione veneziana per uno degli attori più riconoscibili e originali del cinema internazionale, protagonista di una carriera lunga oltre quarant’anni.
La Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile è stata invece assegnata a Mathilde Arcel.
Il Premio Marcello Mastroianni, dedicato a un giovane attore o attrice emergente, è andato alla ventitreenne Malou Khebizi.
Anche l’Italia trova spazio tra i riconoscimenti delle sezioni collaterali grazie a Riccardo Scamarcio, premiato come miglior attore nella sezione Orizzonti per I figli della scimmia di Tommaso Landucci.
Dopo la cerimonia di premiazione, il compito di mettere simbolicamente la parola fine alla Mostra è spettato al cinema italiano.
Film di chiusura, presentato Fuori Concorso, è stato Dio ride di Giovanni Veronesi.
Nel cast Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi, Paolo Rossi e Carlo Cecchi, quest’ultimo nei panni di Papa Innocenzo X.
Ambientato nel Seicento, il film racconta la storia di Frate Leopoldo da Casamacchia, un religioso capace di parlare di Dio attraverso un linguaggio vicino alla gente e una gioia contagiosa.
Il suo crescente seguito finisce però per attirare l’attenzione di una Chiesa che vede in quella voce libera una possibile minaccia.
Un racconto storico che guarda inevitabilmente al presente, affrontando libertà, verità e rapporto tra individuo e potere.
È così che Venezia 83 saluta il Lido.
Dalle grandi star internazionali ai cinque film italiani in Concorso, passando per i Leoni d’Oro alla carriera, le polemiche, i documentari politici e i red carpet, l’edizione 2026 ha mostrato ancora una volta tutte le anime della Mostra.
Alla fine resta soprattutto un’immagine: May el-Toukhy con il Leone d’Oro tra le mani.
È Woman Unknown il film che entra nell’albo d’oro di Venezia. E mentre si spengono le luci della Sala Grande, per il cinema comincia già il viaggio verso la stagione dei premi internazionali.
(dal nostro inviato Devis Botta)