the town does not exist
File.41: Mario Iannuzziello - intervista
Ascolteremo con l'artista la title-track del suo nuovo album, “The Town Does Not Exist”
“The Town Does Not Exist”, è il nuovo album di Mario Iannuzziello per AlfaMusic da cui è estratto l'omonimo singolo in radio.
L'album si apre con la title-track “The Town Does Not Exist”, brano originale profondamente ispirato alla poetica di Anne Sexton. La composizione esplora il senso di vuoto e l'incompletezza esistenziale attraverso una rarefazione sonora intima ed evocativa. Una trama musicale che richiama la vertigine di fronte al cielo, trasfigurato, attraverso una personale suggestione ed evocazione dello stesso Mario Iannuzziello a partire dai versi di “The Starry Night”. Più che da una corrispondenza letterale con il testo della Sexton, la suggestione deriva da un’immagine del cielo, percepito come una sorta di immenso oceano capovolto.
“The Town Does Not Exist”, il nuovo album di Mario Iannuzziello, è un viaggio intimo e multiforme attraverso la tradizione jazzistica e la composizione originale. Caratterizzato da una forte matrice stilistica che unisce il lirismo a soluzioni ritmiche moderne, il disco alterna standard riarrangiati a brani originali ricchi di suggestioni extramusicali. Ogni traccia rappresenta un tassello fondamentale di un dialogo continuo tra passato e presente, guidato da una sensibilità contemporanea, asciutta e profonda.
L'opera si articola in otto brani distinti arricchiti da due alternate take, per un totale di dieci tracce che delineano un percorso compatto ed eterogeneo. All’interno della tracklist convivono due anime complementari: le composizioni originali firmate da Mario Iannuzziello e una ricercata rilettura di celebri standard jazz, di cui vengono valorizzate melodie e strutture armoniche attraverso l'interplay del trio.
Biografia
Mario Iannuzziello è un contrabbassista, bassista, compositore e arrangiatore barese la cui identità artistica si muove lungo il confine tra la tradizione jazzistica e le correnti più innovative del modern-mainstream.
Il suo percorso accademico e professionale riflette una formazione d’eccellenza: dopo i primi passi al Pentagramma di Bari e il diploma presso il Conservatorio di Matera, si è perfezionato alla Siena Jazz University, dove ha conseguito il Diploma di II Livello nel 2022 studiando con maestri di calibro internazionale come Jeff Ballard, Joe Sanders e Ralph Alessi. Consegue poi il diploma accademico di II livello in Composizione Jazz al Conservatorio "N. Piccinni" di Bari sotto la guida di Vito Andrea Morra, con un progetto di tesi sperimentale, dal titolo Variations, che indaga la sovrapposizione di scrittura per ensemble cameristici nel jazz avanguardistico e contemporaneo.
Il suo progetto artistico come band-leader, attivo da circa quattro anni, nasce dall’urgenza di coniugare l’esecuzione con una narrazione musicale che attinga dalla cultura pop e cinematografica. Come compositore, Iannuzziello mira a raccontare storie attraverso il suono, cercando una sintesi tra l'interplay jazzistico e le suggestioni visive, come dimostrato dai suoi lavori per colonne sonore, tra cui spiccano i cortometraggi Myosis e Hotel Roma. Vanta una preparazione solida e versatile che spazia dal contrabbasso al basso elettrico, fino al bass synthesizer e al pianoforte. Le sue principali influenze includono tanto la tradizione quanto le esperienze contemporanee e di avanguardia, come le visioni di Taylor Eigsti e Aaron Parks. Con il primo ha collaborato durante la fase di ricerca in un suo progetto di tesi, con il secondo ha avuto modo di confrontarsi dopo la stesura dell’arrangiamento per archi di The Fool. Il percorso discografico ha preso il via con l’album di debutto End of May, pubblicato da Workin' Label, ed è proseguito con collaborazioni di prestigio come quella con Attilio Sepe e Maurizio Giammarco in Heritage Normand per la Wow Records. Per comprendere a fondo il suo universo sonoro, sono tre i passaggi chiave da esplorare. Il primo è The Fool, un singolo autoprodotto nato dalla riscrittura per trio e quartetto d’archi di un brano di Aaron Parks estratto da Little Big; la traccia vede la partecipazione di Emanuele Filippi al pianoforte, Martina Barakoska alla batteria, Francesca Giordano alla voce e di un quartetto d’archi composto da Federico Morbidelli, Giuseppe Corrente, Lucia Forzati e Roberta Pastore. C'è poi Ruhe, un singolo ispirato a un'incisione di Max Klinger che fonde l’estetica del jazz con la scrittura contrappuntistica di matrice classica. Infine, la title-track di End of May rappresenta il vero e proprio manifesto della sua poetica creativa.
Supportato da una rete di musicisti con cui ha condiviso gli anni presso Siena Jazz University, Iannuzziello si rivolge a un target trasversale, capace di intercettare sia gli appassionati di jazz contemporaneo sia gli ascoltatori curiosi alla ricerca di una profonda connessione emotiva e intellettuale. Il suo obiettivo a breve termine è consolidare la propria presenza nei festival internazionali, posizionandosi come una delle voci più interessanti della nuova generazione di performer e compositori jazz europei, grazie a un linguaggio al contempo dinamico, vivo e narrativo. Attualmente affianca l'attività concertistica e di ricerca alla docenza presso l'Area 7 di Bari e l'Accademia Brillar.
Nel 2026 ha pubblicato i brani “The Dobler-Dahmer Theory”, “Little Church” e “I Thought About You”.
La nostra intervista con Maria Iannuzziello andrà in onda:
Venerdì 6 novembre alle 16:35 e martedì 10 novembre alle 10:10.
