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Settembre 2026

Venezia 83, quarta giornata da star: Nanni Moretti, Robert Pattinson e gli Oasis conquistano il Lido

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83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 5 settembre

I grandi divi continuano ad essere protagoniste al Lido

Venezia, 5 settembre 2026 –  Cinema italiano, Hollywood e musica internazionale. Sabato 5 settembre 2026 la 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha vissuto una delle giornate più attese di questa prima parte del Festival, con un programma capace di richiamare al Lido pubblico, fotografi e media internazionali.
Tre nomi, soprattutto, hanno catalizzato l’attenzione: Nanni Moretti, Robert Pattinson e gli Oasis.
Per il cinema italiano il protagonista della giornata è stato Nanni Moretti, tornato con un film alla Mostra di Venezia dopo 37 anni.
Il regista ha presentato in Concorso Succederà questa notte, primo dei cinque titoli italiani della selezione principale ad arrivare davanti al pubblico veneziano.
Nel cast figurano Louis Garrel, Jasmine Trinca, Hippolyte Girardot e Angela Finocchiaro, oltre allo stesso Moretti.
Al centro del film ci sono rapporti sentimentali, incontri, separazioni e legami familiari. Un racconto corale nel quale Moretti torna a osservare le relazioni e le contraddizioni quotidiane attraverso il suo sguardo personale.
A spostare l’attenzione verso Hollywood ci ha pensato invece Robert Pattinson.
L’attore è arrivato al Lido per Primetime di Lance Oppenheim, presentato in Concorso e del quale Pattinson è anche produttore.
Il progetto prende ispirazione dal fenomeno televisivo americano legato al giornalista Chris Hansen, conosciuto negli Stati Uniti soprattutto per To Catch a Predator.
Nel cast, accanto a Pattinson, figurano Merritt Wever, Skyler Gisondo e Phoebe Bridgers.
La presenza dell’attore britannico ha inevitabilmente attirato una grande attenzione mediatica, confermandolo tra i nomi internazionali più attesi dell’edizione 2026.
Fuori Concorso è stato inoltre presentato Father Joe di Barthélémy Grossmann, sceneggiato da Luc Besson e interpretato, tra gli altri, da Kiefer Sutherland ed Ever Anderson.
Ma nella quarta giornata Venezia non ha parlato soltanto di cinema.
L’arrivo di Liam e Noel Gallagher ha trasformato per qualche ora il Lido in uno degli appuntamenti più attesi anche dal pubblico musicale.
I fratelli Gallagher sono arrivati per Oasis: Don’t Look Back in Anger, documentario di Dylan Southern e Will Lovelace dedicato alla reunion degli Oasis e al tour che ha riportato insieme una delle band britanniche più famose degli ultimi decenni.
La loro presenza ha inevitabilmente scatenato l’interesse dei fan e dei fotografi, aggiungendo un’altra dimensione alla giornata veneziana.
Dopo anni segnati dal rapporto difficile tra Liam e Noel, vedere nuovamente i due fratelli insieme rappresenta già di per sé un evento mediatico. Venezia ha offerto al racconto della loro reunion una delle vetrine internazionali più importanti.
La quarta giornata ha così sintetizzato perfettamente la natura contemporanea della Mostra del Cinema di Venezia: da una parte il cinema d’autore italiano di Nanni Moretti, dall’altra una star globale come Robert Pattinson e, infine, un fenomeno musicale e culturale come gli Oasis.
Tre mondi apparentemente lontani che per un giorno si sono incontrati sullo stesso Lido, trasformando Venezia ancora una volta nella capitale internazionale dello spettacolo.
(dal nostro inviato Devis Botta)

Venezia 83, la terza giornata: cinema d’autore, storie difficili e star sul red carpet

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83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 4 settembre

Un cinema che sa interrogare il presente

Venezia, 4 settembre 2026 –  Cinema capace di affrontare le ferite del presente, storie complesse e nuovi protagonisti sul tappeto rosso. Venerdì 4 settembre 2026, la 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha vissuto la sua terza giornata, confermando la varietà di un programma che alterna grandi produzioni internazionali a opere più intime e coraggiose.
Tra i film in Concorso è arrivato 15/18 (A Place to Heal) di Cédric Kahn, ambientato nel delicato mondo della neuropsichiatria adolescenziale.
Un tema particolarmente attuale che porta il cinema dentro una realtà spesso lontana dai riflettori, affrontando il disagio e le difficoltà dei più giovani attraverso lo sguardo di uno degli autori più interessanti del cinema francese contemporaneo.
Cambio completo di scenario con Shinya Tsukamoto, che ha portato in Concorso Mr. Nelson, Did You Kill People?, con Geoffrey Rush.
Il film attraversa l’esperienza della guerra del Vietnam e utilizza il conflitto come punto di partenza per interrogarsi sulle conseguenze della violenza e sul peso che gli eventi estremi possono lasciare nella vita delle persone.
Tra i titoli italiani della giornata ha attirato particolare attenzione La città dei vivi di Edoardo Gabbriellini, presentato nella sezione Orizzonti.
Il film è liberamente tratto dall’omonimo libro di Nicola Lagioia, dedicato al caso dell’omicidio di Luca Varani, una delle vicende di cronaca nera che maggiormente hanno colpito l’opinione pubblica italiana negli ultimi anni.
Nel cast figurano, tra gli altri, Valerio Mastandrea ed Emanuele Maria Di Stefano.
L’obiettivo non è semplicemente ricostruire un fatto di cronaca, ma provare a entrare nelle zone più oscure della vicenda evitando di trasformare la violenza in spettacolo.
Fuori Concorso spazio invece a Paul Schrader con The Basics of Philosophy, nuovo lavoro di uno degli autori e sceneggiatori più importanti del cinema americano.
Alle Giornate degli Autori l’attenzione si è invece concentrata su Balcanica di Nicola Sorcinelli, con Matilda De Angelis, racconto che attraversa il dramma della fuga dall’Afghanistan e il difficile viaggio verso l’Europa.
Tematiche differenti, ma accomunate dalla volontà di utilizzare il cinema per osservare alcune delle grandi questioni del nostro tempo.
E mentre nelle sale si discuteva di guerra, adolescenza, migrazioni e cronaca, all’esterno continuava il grande spettacolo della Mostra.
Sul red carpet sono passati numerosi ospiti e volti dello spettacolo e della moda, contribuendo alla dimensione internazionale di una manifestazione che ogni giorno porta gli occhi del mondo sul Lido.
La terza giornata di Venezia 83 ha mostrato così soprattutto il volto più impegnato della Mostra: quello di un cinema che non cerca soltanto lo spettacolo, ma prova a interrogare il presente.
(dal nostro inviato Devis Botta)

Venezia 83, la seconda giornata: Herzog, McDonagh e Alessandro Borghi accendono il Lido

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83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 3 settembre

Un cast di grande richiamo per "Wild Horse Nine"

Venezia, 3 settembre 2026 –  La 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia entra nel vivo. Giovedì 3 settembre 2026, seconda giornata della manifestazione, il Lido ha accolto alcuni dei protagonisti più attesi di questa edizione, tra cinema d’autore internazionale, produzioni italiane e un red carpet che ha richiamato ancora una volta fotografi e pubblico.
A dominare il programma sono stati soprattutto Werner Herzog e Martin McDonagh, due registi profondamente diversi per stile e percorso artistico, ma entrambi capaci di attirare l’attenzione della critica internazionale.
Herzog ha portato a Venezia Bucking Fastard, affidandosi a Kate Mara e Rooney Mara per raccontare la storia di due sorelle legate da un rapporto particolarmente profondo e complesso. Un’opera che riporta sullo schermo alcuni dei temi cari al regista tedesco, a partire dall’indagine sui comportamenti umani e sui personaggi che vivono ai margini delle convenzioni.
Grande curiosità anche per Martin McDonagh, arrivato con Wild Horse Nine. Il regista ha riunito un cast di grande richiamo composto da Sam Rockwell, John Malkovich, Steve Buscemi, Tom Waits e Parker Posey.
Ambientato alla vigilia del colpo di Stato cileno del 1973, il film porta due agenti della CIA sull’Isola di Pasqua, costruendo una vicenda nella quale thriller politico, rapporti personali e segreti finiscono per intrecciarsi. Un progetto ambizioso che ha inevitabilmente portato sul Lido alcuni dei volti più riconoscibili del cinema americano.
La seconda giornata ha parlato però anche italiano.
Gianni Amelio ha presentato Fuori Concorso Nessun dolore, con Alessandro Borghi protagonista nei panni di un venditore di libri usati la cui quotidianità viene improvvisamente modificata dall’incontro con un bambino nordafricano.
Accanto a Borghi figurano Valeria Golino e Valerio Mastandrea, per una storia che parte da una dimensione personale per allargare lo sguardo sulle fragilità, sulle relazioni e sulle contraddizioni della società contemporanea.
La presenza di Borghi ha inevitabilmente attirato l’attenzione del pubblico italiano, confermando il forte legame dell’attore con il cinema d’autore nazionale.
Come sempre a Venezia, alle proiezioni si è affiancato lo spettacolo del tappeto rosso.
John Malkovich, Sam Rockwell e Parker Posey sono stati tra i protagonisti più fotografati della giornata, mentre sul fronte italiano l’attenzione si è concentrata su Alessandro Borghi e Valeria Golino.
Non sono mancate inoltre personalità provenienti dal mondo della moda, con presenze come Kendall Jenner e Vittoria Ceretti, a conferma di come la Mostra sia ormai un appuntamento che va ben oltre il cinema.
Tra autori affermati, star internazionali e protagonisti italiani, la seconda giornata ha così alzato definitivamente il ritmo di Venezia 83, preparando il terreno per un fine settimana ancora più ricco di anteprime e grandi nomi.
(dal nostro inviato Devis Botta)

Venezia 83, la prima giornata: il Lido torna capitale del cinema

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83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 2 settembre

Al centro della giornata inaugurale c’è stato soprattutto George Clooney

Venezia, 2 settembre 2026 –  Il cinema internazionale torna a darsi appuntamento al Lido. Con la giornata inaugurale di mercoledì 2 settembre è ufficialmente iniziata l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, in programma fino al 12 settembre. Per undici giorni Venezia torna così al centro dell’attenzione mondiale, tra grandi anteprime, star internazionali, autori affermati e un concorso che guarda già alla prossima stagione dei premi.
Fin dalle prime ore, il Lido ha ritrovato la sua atmosfera caratteristica: fotografi, giornalisti, appassionati e curiosi si sono riversati davanti al Palazzo del Cinema, mentre il red carpet ha iniziato ad accogliere protagonisti e ospiti della nuova edizione. Una festa che, ancora una volta, unisce il cinema d’autore allo spettacolo e alla mondanità.
Al centro della giornata inaugurale c’è stato soprattutto George Clooney, tra gli ospiti più attesi di Venezia 83. All’attore, regista e produttore americano è stato assegnato il Leone d’Oro alla carriera, uno dei riconoscimenti più prestigiosi della Mostra. Clooney, ormai presenza familiare al Lido, è stato accolto calorosamente dal pubblico. La laudatio è stata affidata all’attrice Laura Dern.
La cerimonia di apertura, nella Sala Grande del Palazzo del Cinema, è stata condotta da Greta Scarano e Nicolas Maupas. La serata ha avuto anche un momento musicale affidato a Tutti Fenomeni, nome d’arte di Giorgio Quarzo Guarascio, cantautore e attore romano che ha portato sul palco la sua cifra artistica sospesa tra musica d’autore, cultura pop e sperimentazione.
Ma Venezia 83 non è soltanto glamour. Già dalla prima giornata è emerso con forza uno dei temi destinati ad attraversare l’intero festival: il rapporto tra cinema, politica e società. La presidente della giuria del concorso, Maggie Gyllenhaal, ha sottolineato come il cinema non possa essere realmente separato dalla dimensione politica e ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà che ancora incontrano le registe nel riuscire a ottenere finanziamenti e spazio nell'industria.
Il film scelto per aprire ufficialmente la Mostra è stato Ink, diretto da Danny Boyle e presentato in anteprima mondiale. La pellicola racconta una fase decisiva della storia del quotidiano britannico The Sun e della trasformazione del giornalismo popolare, concentrandosi in particolare sulla figura dell’editor Larry Lamb e sull’ascesa dell’impero mediatico di Rupert Murdoch. Protagonisti sono Guy Pearce e Jack O’Connell.
La scelta di Ink ha dato immediatamente alla Mostra un’impronta precisa: parlare del presente attraverso le storie del passato, interrogandosi sul potere dell’informazione, sull’etica giornalistica e sul peso crescente degli interessi economici nei media. Temi particolarmente attuali in un momento nel quale anche l’intelligenza artificiale sta modificando profondamente il mondo dell’informazione e dell’intrattenimento. 
Il film di Boyle ha ricevuto una calorosa accoglienza, con una lunga standing ovation al termine della proiezione. Un esordio che ha confermato la tradizionale capacità di Venezia di trasformare la prima proiezione in uno dei momenti più osservati della stagione cinematografica internazionale.
Anche il red carpet ha naturalmente avuto un ruolo da protagonista. George Clooney e la moglie Amal hanno attirato l'attenzione dei fotografi, mentre altre star e protagonisti della Mostra hanno contribuito a riportare sul tappeto rosso l'eleganza che da sempre accompagna l'appuntamento veneziano.
La prima giornata ha dunque offerto una fotografia precisa della Venezia cinematografica del 2026: da una parte le grandi star e il fascino internazionale del Lido, dall’altra un festival sempre più interessato ai grandi temi del presente. Cinema, potere, informazione, guerre, trasformazioni sociali e intelligenza artificiale sono destinati a intrecciarsi nelle opere e nei dibattiti dei prossimi giorni.
Il sipario si è appena alzato. E Venezia, ancora una volta, ha dimostrato di essere molto più di una passerella: è uno dei luoghi in cui il cinema mondiale prova a interrogarsi sul proprio futuro.
(dal nostro inviato Devis Botta)