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La casa nella prateria torna su Netflix

La casa nella prateria Netflix

Una nuova generazione raccoglie l'eredità di Michael Landon e Melissa Gilbert

Ci sono serie televisive che non smettono mai di emozionare, anche dopo decenni. La casa nella prateria è una di queste. Con la nuova produzione di Netflix, la famiglia Ingalls torna sul piccolo schermo in una veste completamente rinnovata, pronta a conquistare una nuova generazione di spettatori senza dimenticare chi è cresciuto con la storica serie andata in onda tra il 1974 e il 1983. Più che un remake, il progetto rappresenta una nuova interpretazione dei romanzi di Laura Ingalls Wilder, con una maggiore attenzione alla ricostruzione storica e a una narrazione più vicina alla sensibilità del pubblico contemporaneo. La nuova serie mantiene al centro i valori della famiglia, della solidarietà e della speranza, ma racconta la dura vita dei pionieri americani con uno stile più realistico e moderno.
Il confronto con la serie classica è inevitabile. Per milioni di telespettatori La casa nella prateria ha il volto di Michael Landon, che non fu soltanto l'indimenticabile Charles Ingalls, ma anche il produttore, regista e sceneggiatore di gran parte degli episodi. Grazie al suo talento, la serie divenne uno dei più grandi successi della televisione americana, trasformando Charles nel simbolo del padre affettuoso, coraggioso e disposto a tutto pur di garantire un futuro migliore alla propria famiglia.
Accanto a lui brillava Karen Grassle nel ruolo di Caroline Ingalls, la madre forte e premurosa capace di affrontare ogni difficoltà con equilibrio e determinazione. Melissa Gilbert, scelta quando era ancora una bambina tra centinaia di candidate, diede vita a una Laura Ingalls vivace, curiosa e ribelle, diventando uno dei volti più amati della televisione mondiale. Al suo fianco c'era Melissa Sue Anderson nei panni della dolce Mary Ingalls, protagonista di alcune delle pagine più toccanti della serie, mentre le gemelle Lindsay e Sidney Greenbush interpretarono la piccola Carrie. Impossibile dimenticare anche Alison Arngrim, perfetta nell'odioso ma irresistibile ruolo di Nellie Oleson, Richard Bull e Katherine MacGregor nei panni degli eccentrici coniugi Oleson, Victor French come il fedele Isaiah Edwards e Dean Butler, arrivato nelle stagioni successive, nel ruolo di Almanzo Wilder, destinato a diventare il grande amore di Laura.
La forza della serie originale non stava soltanto nelle interpretazioni, ma nella capacità di affrontare temi universali come il razzismo, la povertà, la malattia, la disabilità, il bullismo e la perdita, sempre con delicatezza e con un messaggio di speranza. Ogni episodio riusciva a emozionare senza mai perdere di vista l'importanza della famiglia e della comunità, elementi che ancora oggi rendono la serie sorprendentemente attuale.
La nuova versione di Netflix sceglie una strada diversa. I personaggi vengono approfonditi maggiormente dal punto di vista psicologico, la narrazione è più seriale e gli eventi hanno conseguenze che si sviluppano nel corso degli episodi. La ricostruzione della vita sulla frontiera è più rigorosa e vengono introdotti punti di vista che nella serie degli anni Settanta erano rimasti sullo sfondo, offrendo un racconto più ampio e articolato dell'America di quel periodo. Anche il cast è completamente rinnovato: Luke Bracey interpreta Charles Ingalls, Crosby Fitzgerald veste i panni di Caroline, Alice Halsey raccoglie la difficile eredità di Melissa Gilbert nel ruolo di Laura e Skywalker Hughes interpreta Mary.
La sfida più grande della nuova produzione è proprio quella di confrontarsi con un'eredità televisiva che ha segnato intere generazioni. Michael Landon, Melissa Gilbert, Karen Grassle e tutti gli altri protagonisti della serie originale hanno creato personaggi entrati nell'immaginario collettivo, tanto da rendere quasi impossibile separarli dai loro interpreti. Per questo motivo Netflix ha scelto di non cercare imitazioni, ma di costruire una propria identità, rispettando lo spirito dei romanzi e proponendo una lettura differente della storia.
Per chi ha amato la serie classica, il ricordo di Walnut Grove, delle corse di Laura nei prati, delle lezioni della signorina Beadle, delle marachelle di Nellie e dei saggi consigli di Charles Ingalls resterà sempre insostituibile. La nuova La casa nella prateria non vuole cancellare quel patrimonio, ma riportare sotto i riflettori una delle storie più amate della televisione, dimostrando che i valori raccontati oltre cinquant'anni fa continuano ancora oggi a parlare al cuore del pubblico.

Netflix, si avvicina l'offline

Si partirà dalle serie proprietarie come "Narcos" o "Stranger Things"

(Ansa) - Netflix sarebbe vicino anche alla trasmissione offline, oltre alla consueta modalità streaming. Secondo indiscrezioni, infatti, il servizio presente da quasi un anno in Italia potrebbe rendere disponibile entro il 2016 ai suoi utenti la possibilità di scaricare film e serie tv sui dispositivi, per guardarli in seguito.
Le indiscrezioni arrivano dal sito The Next Web: riporta la testimonianza del manager di una società che si occupa di sviluppare tecnologie per questo tipo di servizi.
L'eventuale arrivo della visione offline su Netflix dovrà necessariamente ottenere anche il via libera dei detentori dei contenuti. Per questo The Next Web ipotizza che, in una fase iniziale, l'offline potrebbe riguardare i contenuti di propria produzione, come Narcos e Stranger Things.
La modalità offline, utile ad esempio quando si è in viaggio o si ha poca copertura di rete, rientra anche nel concetto oramai sempre più diffuso di tv 'fai da te', con un palinsesto e orari di visione decisi dagli spettatori e non dai canali televisivi.
(fonte: Ansa)
 

Netflix in Italia da ottobre

Sbarca un'offerta televisiva da 62 milioni di abbonati. Preoccupazione per i broadcaster tradizionali

(Ansa) - La rivoluzione d'ottobre del mercato tv italiano ha il logo lineare di Netflix: il gigante del video in streaming da oltre 62 milioni di abbonati nel mondo conferma la data del suo sbarco nel nostro Paese, con una nota ufficiale, un tweet (in italiano) dal profilo Usa e un'intervista esclusiva del CEO, Need Hastings, al mensile Wired: "Per 50 anni abbiamo avuto la tv lineare - avverte -, ma ogni cosa ha il suo tempo e prima o poi viene sostituita: la tv del futuro sarà un grande iPad".
Al lancio l'offerta includerà alcune serie tv originali Netflix come Marvel's Daredevil, Sense8, Bloodline, Grace and Frankie, Unbreakable Kimmy Schmidt e Marco Polo, documentari come Virunga, Mission Blue, la docu-serie Chef's Table ma anche spettacoli comici. Disponibile anche un'ampia sezione di programmi di intrattenimento per bambini.  L'avvento di Netflix è destinato a cambiare gli equilibri del mercato televisivo italiano attuale, una minaccia che ha portato a un incontro tra Rupert Murdoch e Silvio Berlusconi: uno dei temi sul tavolo sarebbe stato proprio un’alleanza tra Sky e Mediaset per contrastare l’arrivo di Netflix. Hastings non sembra affatto preoccupato «I consumatori italiani avranno presto un’offerta più ampia tra cui scegliere». L’internet television ha lanciato la sfida e ora tocca ai broadcaster tradizionali decidere come rispondere. 
(fonte: Ansa)