Dicembre 2025
2025, tra crisi globali e addii indimenticabili
Si chiude l'ennesimo anno complesso per gli equilibri geopolitici. Molte le personalità scomparse
Il 2025 è stato un anno che ha imposto al mondo un ritmo incalzante, tra crisi internazionali, svolte politiche e addii che hanno segnato profondamente il panorama culturale.
Sul fronte geopolitico, il conflitto in Ucraina ha continuato a occupare la scena globale, mentre in Medio Oriente la situazione nella Striscia di Gaza è rimasta fragile, nonostante tentativi di accordo e tregue temporanee.
Dopo un drammatico breve conflitto tra Israele e l'Iran, gli Stati Uniti hanno colpito (presunti) siti nucleari iraniani, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza internazionale e sulle strategie di deterrenza, mentre le pressioni del presidente americano Donald Trump nei confronti dell’Ucraina hanno alimentato tensioni diplomatiche con l’Europa.
In Vaticano, la morte di Papa Francesco ha rappresentato uno dei momenti più intensi dell’anno: un evento seguito da un conclave molto partecipato che ha portato all’elezione di Leone XIV, aprendo una nuova fase per la Chiesa cattolica e attirando l’attenzione dei media di tutto il mondo.
In Europa, le elezioni tedesche hanno riportato al centro della scena Friedrich Merz, figura chiave di un confronto politico che ha influenzato gli equilibri dell’Unione, già impegnata a gestire sfide economiche e pressioni migratorie.
Al Festival di Sanremo la vittoria è andata a Olly con il brano "Balorda nostalgia".
Il 2025 è stato anche un anno di lutti importanti nel mondo dello spettacolo: sono scomparsi Pippo Baudo, volto storico della televisione italiana, Ornella Vanoni, icona della musica, Eleonora Giorgi, attrice amatissima, Bruno Pizzul, voce simbolo del calcio in TV, Alvaro Vitali, protagonista della commedia popolare, Rosita Missoni, pioniera della moda, e Oliviero Toscani, fotografo rivoluzionario. E ancora, in Italia, sono mancati anche Claudia Cardinale, Mauro Di Francesco, Nicola Pietrangeli e Sandro Giacobbe. A livello internazionale hanno fatto notizia anche le morti di Robert Redford, della scrittrice Sophie Kinsella e di Brigitte Bardot, figure che hanno lasciato un segno profondo nel cinema e nella narrativa contemporanea.
Mentre il mondo affrontava crisi e cambiamenti, l’intelligenza artificiale ha continuato a trasformare settori chiave come comunicazione, sanità e servizi pubblici, diventando uno dei temi più discussi dell’anno e aprendo nuove opportunità insieme a interrogativi etici e sociali.
Il 2025 si chiude così come è vissuto: intenso, complesso, ricco di eventi che hanno ridefinito equilibri e sensibilità.
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File.41: Erica Boschiero - intervista
"Un posto sulla terra" è il singolo che dà anche il titolo al nuovo album della cantautrice veneta
"Un posto sulla terra" è il titolo del nuovo album di Erica Boschiero che, da sempre impegnata per la pace e l’ambiente, accanto a importanti realtà e movimenti come Art For Human Rights (per la quale ha già suonato a Praga, Parigi e Dublino) e la Fondazione PerugiAssisi (per cui è stata incaricata della direzione artistica dell’evento finale della Marcia della pace), rinnova così la sua sfida di sempre, in difesa di una natura risanata e per un’umanità finalmente al riparo dai suoi stessi disastri.
Nove splendide canzoni, capaci di catturare ogni sfumatura della voce di una straordinaria interprete, tra melodie più aperte e distese che aumentano la magia del suo canto. E, di nota in nota, si è come avvolti da una forza delicata ma potente, capace di lenire le sofferenze del presente così che davvero queste canzoni si rivelano essere “shaped perfectly to our times”, come sono apparse a uno scrittore come Colum McCann. Il singolo, in particolare, è una canzone sulla necessità di una fuga per porsi alla ricerca di un luogo dove sentirsi finalmente a casa, tra fragilità e determinazione, dolore e rinascita, per approdare a una nuova consapevolezza di sé e del mondo che ci circonda.
"Un posto sulla terra", in uscita per Squilibri, risplende anche di suoni e ritmi nuovi grazie a Stefano Cenci e Tony Pujia che, con la loro produzione artistica, hanno esaltato l’inventiva, poetica e musicale, di Erica, con la complicità dei musicisti coinvolti (Marco Siniscalco, Luca Trolli e Arnaldo Vacca). Nel booklet, i commenti entusiastici anche di Franco Mussida, Matteo Pericoli, Daniel Lumera e Neri Marcoré, i primi ad avere ascoltato il disco, e le bellissime immagini di un autore di fama come Peter Sis.
L’autenticità del suo dire in musica ha comportato per Erica l’adesione di realtà e movimenti impegnati, ognuno per il proprio ambito, per un agire diverso e a favore di fondamentali diritti della persona e dell’ambiente, fino a coinvolgere due realtà economiche importanti e virtuose come NaturaSì, azienda pioniera dell’agricoltura biologica e sostenibile, e Almo Nature, che, con Fondazione Capellino, destina ogni profitto delle attività commerciali a progetti per la salvaguardia della biodiversità.
Modelli che l’artista, d’intesa anche con l’editore, vuole divulgare e promuovere presso il suo pubblico, per il bene di tutti: una condivisione di responsabilità e bellezza.
La nostra intervista con Erica Boschiero, durante la quale ascolteremo il singolo "Un posto sulla terra" andrà in onda:
Martedì 30 dicembre 2025 alle 16:35 e venerdì 2 gennaio 2026 alle 10:10.
Brigitte Bardot (1934 - 2025)
B.B., la diva ribelle e icona senza tempo si è spenta all'età di 91 anni
Brigitte Bardot, icona assoluta del cinema europeo e simbolo intramontabile di libertà e sensualità, è morta all’età di 91 anni.
La notizia è stata diffusa dalla Fondazione Bardot, che ha confermato la scomparsa dell’attrice senza fornire ulteriori dettagli su data e luogo del decesso.
Con lei se ne va una delle figure più riconoscibili del Novecento, protagonista di film che hanno segnato un’epoca come E Dio creò la donna e Il disprezzo, opere che l’hanno trasformata in un mito internazionale e in un modello estetico imitato in tutto il mondo.
Bardot non è stata soltanto un volto del cinema: è stata un fenomeno culturale. La sua immagine, ribelle e anticonformista, ha incarnato una nuova idea di femminilità, più libera, più audace, più moderna.
Negli anni Settanta, all’apice della fama, scelse di ritirarsi dalle scene, sorprendendo pubblico e critica, per dedicarsi completamente alla difesa degli animali. La sua fondazione, nata nel 1986, è diventata una delle organizzazioni più attive e riconosciute a livello internazionale, spesso al centro di battaglie contro la caccia, gli allevamenti intensivi e il maltrattamento animale.
La sua figura, amatissima e controversa, ha attraversato decenni di cinema, moda e impegno civile, lasciando un’impronta indelebile nell’immaginario collettivo. Con la sua morte, il mondo perde non solo una diva, ma un simbolo di emancipazione, di rottura e di trasformazione culturale. Un’icona che ha saputo reinventarsi, dividere, affascinare e influenzare generazioni intere, molto oltre lo schermo.
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File.41: Kostja - intervista
"Nothing But Dust" è il primo singolo estratto dal nuovo album del chitarrista e cantautore
E' in rotazione radiofonica "Nothing But Dust", il nuovo singolo di Kostja, disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 28 novembre.
“Nothing But Dust” è il primo singolo estratto dal nuovo album di Kostja, dal titolo "Drift Migration", termine scientifico che descrive la deviazione di un uccello migrante dalla propria rotta originaria. “Nothing But Dust” racconta la sensazione di stallo e smarrimento che può suscitare l’avere troppe scelte davanti a sé, e il perenne dubbio di aver compiuto quella sbagliata in assenza di riferimenti e conferme dall’esterno. L’arrangiamento del brano si “costruisce” pezzo dopo pezzo durante l’ascolto, in una sovrapposizione di elementi che solo nel finale raggiunge la sua completezza. L’artwork è stato curato da Davide Palombo e ha come soggetto un uccello smarrito in un paesaggio industriale. Il volatile sarà protagonista anche delle successive copertine dei singoli, a creare una narrazione grafica che culminerà con la copertina finale dell’album.
Commenta l'artista sul nuovo singolo: Ho scritto Nothing but Dust in un periodo in cui mi sentivo sopraffatto dal lavoro e faticavo a trovare del tempo per me. Volevo descrivere la sensazione di indecisione che si prova nel momento in cui una scelta sembra non dare i frutti sperati e si è in bilico tra il perseverare a testa bassa e il cambiare completamente rotta. Il titolo della canzone, Nothing but Dust, nasce da un tentativo di osservare la situazione con più distacco e da una prospettiva più ampia e universale”
Biografia
Kostja è un chitarrista, cantautore e compositore nato a Leningrado e residente a Bologna, in Italia. Dopo una laurea in Geologia che lo ha portato in giro per le Alpi italiane, ha deciso di dedicarsi interamente alla musica. Nella primavera del 2021 ha pubblicato il suo primo EP autoprodotto Be Defenceless, con Giovanni Miatto al basso, Evita Polidoro alla voce, Anton Sconosciuto alla batteria. Il concept grafico è incentrato sulle diapositive, uno strumento fotografico in disuso che lo riconnette alla sua infanzia, e sui disegni ad acquerello di Kostja. Il suo secondo EP di quattro tracce intitolato Negative of a Reverie è uscito a gennaio 2024 tramite PLUMA Dischi / IRMA Records.
Abbiamo incontrato Kostja per un'intervista che andrà in onda:
Mercoledì 24 dicembre alle 16:35 e sabato 27 dicembre alle 10:10.
Il Natale in Italia: un viaggio tra tradizioni, sapori e memoria
Dal presepe alle tavole imbandite, dalle novene alla Befana: il Natale italiano è un racconto collettivo che unisce fede, famiglia e identità locali, rinnovandosi ogni anno senza perdere le sue radici
Il Natale in Italia non è soltanto una festa, ma un mosaico di gesti, sapori e racconti che cambiano volto da regione a regione, pur mantenendo un cuore comune fatto di famiglia, memoria e attesa. È un tempo che non si esaurisce in un solo giorno: comincia lentamente, spesso già con l’Immacolata dell’8 dicembre, e si distende fino all’Epifania, seguendo un ritmo antico che mescola sacro e quotidiano.
Uno dei simboli più profondi del Natale italiano è il presepe. Più che una semplice rappresentazione della Natività, il presepe è un racconto popolare in miniatura. Accanto alla Sacra Famiglia compaiono pastori, artigiani, pescatori, venditori di pane e di formaggi: un intero paese che si muove, lavora e vive. A Napoli, questa tradizione raggiunge livelli di vera e propria arte: le botteghe di San Gregorio Armeno espongono statuine che uniscono il sacro al profano, includendo personaggi contemporanei e scene di vita quotidiana, come a dire che il Natale accade qui e ora, in ogni tempo.
Accanto al presepe, l’albero di Natale ha trovato spazio nelle case italiane soprattutto nel Novecento. Decorato con luci, palline e addobbi tramandati di generazione in generazione, l’albero diventa un punto di incontro, sotto il quale si raccolgono i doni ma soprattutto le persone. In molte famiglie, decorarlo insieme è un rito che segna l’inizio ufficiale delle feste.
La cucina è forse l’ambito in cui il Natale italiano esprime al meglio la sua varietà. La cena della Vigilia, tradizionalmente “di magro”, è un trionfo di piatti a base di pesce: anguille, baccalà, capitone, spaghetti alle vongole. Il pranzo di Natale, invece, è ricco e solenne. Cambia da regione a regione, ma è sempre abbondante: tortellini o cappelletti in brodo al Nord, lasagne e paste al forno al Centro, piatti di carne elaborati al Sud. I dolci chiudono il pasto e raccontano storie locali: panettone e pandoro sono ormai diffusi ovunque, ma resistono specialità come torrone, struffoli, mostaccioli e ricciarelli.
Il Natale è anche un tempo di suoni e parole. Le novene, soprattutto nel Sud, accompagnano i giorni che precedono il 25 dicembre con canti tradizionali dedicati alla nascita di Gesù. Le zampogne, strumenti tipici dei pastori, risuonano in alcune città e paesi, riportando alla memoria un Natale rurale, legato ai cicli della terra e alla semplicità.
La dimensione religiosa rimane centrale. La Messa di Mezzanotte è uno dei momenti più sentiti, anche da chi durante l’anno frequenta poco la chiesa. È un rito collettivo che unisce silenzio e canto, luce e buio, e che per molti segna il passaggio dall’attesa alla gioia. Non mancano, però, tradizioni più laiche: giochi di carte interminabili, tombolate rumorose, racconti che riaffiorano ogni anno, sempre uguali e sempre nuovi.
Infine, c’è l’Epifania, che “tutte le feste porta via”, ma che in Italia ha un sapore speciale. La Befana, figura insieme dolce e inquietante, chiude il ciclo natalizio con calze piene di dolci e carbone, ricordando che il Natale non è solo perfezione, ma anche ironia e umanità.
Il Natale in Italia, in fondo, è questo: una festa che cambia forma ma non sostanza, che si rinnova senza dimenticare, e che ogni anno, tra luci e ombre, invita a rallentare, ritrovarsi e riconoscersi parte di una storia più grande.
File.41: Cola Siel - intervista
Il rapper sarà nostro ospite per presentare "Azzurro", con il featuring di Julie Cametti
È disponibile su tutte le piattaforme digitali “Azzurro” (KONTRADIKT RECORDS, distribuzione ADA Music Italy/Warner), il nuovo singolo del rapper toscano Cola Siel, in featuring con Julie Cametti, in rotazione radiofonica dallo scorso 5 dicembre.
Il brano, pubblicato dopo l’esperienza dell’artista tra i 30 finalisti di Sanremo Giovani, è stato scritto dallo stesso rapper con Marco Guastamacchia, prodotto da NoSaintz e composto da Andrea Bon, Cosimo Claudio Lalli, Dariana Koumanova, Federico Guzzetti, Marco Guastamacchia, Nicolò Casertano.
“Azzurro” rappresenta un incontro inedito tra lirica e rap, sospeso tra buio e bellezza. Il brano trasporta l’ascoltatore in un luogo simbolico “dove non si vede il cielo”: una metafora potente della frenesia contemporanea, che offusca lo sguardo e spegne i sogni, mentre sullo sfondo si allungano le ombre della guerra e della violenza. A definire l’identità del pezzo è il contrasto tra una produzione dal carattere dark e la linea vocale femminile, delicata ma incisiva. Un equilibrio che trova il suo culmine nell’assolo di chitarra finale, scelto per sostituire la voce principale e chiudere il brano con un’immagine sonora quasi cinematografica. La traccia nasce dalla volontà di fondere un timbro lirico e una melodia ispirata agli anni ’50/’60 con una struttura hip hop contemporanea, creando un ponte intergenerazionale che dà al progetto una cifra stilistica unica.
«”Azzurro” nasce dal mio amore per la musica, in tutte le sue forme e in tutte le epoche. È proprio questa passione che mi ha spinto a far incontrare due mondi solitamente lontanissimi, la melodia classica, quasi lirica, e il rap. Fin dall’inizio ho sentito che questa unione poteva dare vita a qualcosa di speciale, e il risultato finale mi ha davvero convinto - racconta Cola Siel - La base e l’intero concept del brano sono stati pensati per far dialogare questi due linguaggi, creando un equilibrio tra sonorità contemporanee e atmosfere che richiamano gli anni ’50 e ’60. Con Julie mi sono trovato benissimo: ha una voce incredibile, molto interpretativa, che si inserisce perfettamente in quello che volevo ottenere. Cercavo una voce lirica capace di evocare un immaginario più classico senza perdere intensità, e lei ha centrato in pieno l’obiettivo. In “Azzurro” il mio rap si intreccia con la sua vocalità, permettendo ai due mondi di convivere e raccontare qualcosa di nuovo. Sono davvero soddisfatto dell’incontro tra queste due anime musicali, perché credo che insieme riescano a trasmettere un’emozione forte e immediata».
All’interno del brano, infatti, è determinante la presenza di Julie Cametti, la cui voce – elegante, duttile, luminosa – aggiunge profondità emotiva e un respiro narrativo più intimo. La sua interpretazione rende ancora più efficace il dialogo tra lirica e rap, trasformando il brano in un’esperienza sonora che colpisce per originalità e intensità.
Insieme al brano, è disponibile anche il videoclip ufficiale di “Azzurro”, in cui un paesaggio naturale avvolto da luci leggermente soffuse richiama l’atmosfera onirica del brano e si alternano a queste immagini anche scene “real” girate in studio durante la registrazione del pezzo. Il video unisce sogno e realtà, trasformando il processo creativo in un viaggio visivo.
BIO
Cola Siel è un rapper toscano, classe 2003, cresciuto a Carrara. La sua carriera musicale ha ufficialmente inizio nel 2025, ma la passione per la musica lo accompagna da sempre. Nell’agosto del 2019, all’età di 15 anni, scrive la sua prima canzone, e nel 2021 incide la sua prima cover, anche se non viene mai pubblicata. La prima a credere in lui è stata la Nazionale Italiana Cantanti, che gli ha dato l’opportunità di debuttare su Italia 1, accanto ad alcuni tra i più noti calciatori e cantanti italiani. Oltre alla musica, coltiva anche una grande passione per il cinema. Ha studiato recitazione cinematografica per cinque anni, frequentando prestigiose scuole a Firenze e Roma, dove, dopo una selezione attenta, è stato ammesso ai corsi. Questa formazione gli ha permesso di entrare a far parte di diversi cast, tra cui il più recente è quello della serie “Che Dio ci aiuti” in onda su Rai 1. Il suo stile di scrittura, diretto e personale, riesce a far immedesimare molte persone nei suoi testi. Il suo è un “Rap Conscious”, un genere che dà grande rilevanza ai contenuti e ai messaggi trasmessi, preferendo la riflessione e la critica sociale alla semplice autocelebrazione.
La nostra intervista con Cola Siel, durante la quale ascolteremo "Azzurro", andrà in onda:
Venerdì 19 dicembre alle 16:35 e martedì 23 dicembre alle 10:10.
I Ragazzi del Verga: "FIERI DI NOI - United 4 Children" con il featuring di grandi nomi
Le giovani voci del coro si fanno grandi accompagnate da un cast eccezionale
Sarà disponibile dalla mezzanotte del 19 dicembre su tutte le piattaforme digitali e in radio “FIERI DI NOI - United 4 Children”, il nuovo singolo realizzato dai Ragazzi del Verga, con protagoniste le voci del coro dei giovani pazienti, affiancate da un cast eccezionale: Alessandra Amoroso, Bresh, Clementino, Dani Faiv, Duala, Elodie, Emma, Fabio Rovazzi, Fred De Palma, Gaia, Geolier, Gigi D’Alessio, Paky, Petit, Rose Villain e Stash (The Kolors).
L’intero ricavato del brano sarà utilizzato dalla Fondazione Maria Letizia Verga di Monza, dedicata allo studio e alla cura delle leucemie e dei linfomi nei bambini e negli adolescenti e da 45 anni attiva nel sostegno di bambini, adolescenti e famiglie che affrontano la malattia.
I “Ragazzi del Verga” sono i giovani pazienti tra i 14 e i 20 anni coinvolti nel progetto adolescenti della Fondazione Maria Letizia Verga, attiva all’interno del Centro Maria Letizia Verga, polo di riferimento per lo studio e la cura delle leucemie infantili a Monza. Il progetto adolescenti sostiene i ragazzi durante le terapie oncologiche dal punto di vista emotivo, relazionale e educativo, grazie a un team formato da un medico, una psicologa, un’educatrice e una referente organizzativa che propongono momenti formativi e di svago, laboratori artistici ed espressivi, attività sportive.
“FIERI DI NOI - United 4 children” nasce dall’esperienza di questi ragazzi ed è un inno alla speranza e alla capacità di trasformare le difficoltà in forza. Il progetto è cresciuto grazie a Chiara Sernacchioli, volontaria e amica della Fondazione Verga, che ha coinvolto i ragazzi e dato il via alle attività e al percorso che hanno portato alla realizzazione del brano. “FIERI DI NOI - United 4 children” racconta il viaggio di chi affronta momenti di preoccupazione per il proprio futuro, cercando una luce anche quando tutto sembra perduto. Parla del coraggio di credere in se stessi, dell’importanza di accettare le proprie imperfezioni e di saper trovare gioia nelle piccole, grandi vittorie quotidiane.
Ogni artista ha portato nel brano una prospettiva personale: c’è chi celebra i sogni e la determinazione, chi riflette sulla crescita attraverso gli errori e chi sottolinea il valore dell’amore e della libertà. Le diverse voci si intrecciano in un messaggio corale di consapevolezza, forza e umanità, arricchito dai cori dei Ragazzi del Verga che donano una dimensione ancora più emozionante.
Il progetto nasce dalla collaborazione di Jacopo Ettorre, Luca Galeandro (Strage), che ha curato composizione e produzione, Vincenzo Sconamiglio, che si è occupato di mix e master, e Davide Sacco (Duala), artista emergente nonché autore e promotore dell’iniziativa. Chiara Sernacchioli, Cristiano Magaletti e Andrea Pinto hanno contribuito ad aggregare tutti gli artisti coinvolti e a seguire l’intero sviluppo del progetto. Le grafiche e il videoclip ufficiale portano invece la firma di Jacopo Rossini, che ne ha curato l’intera realizzazione. Si ringraziano anche: Universal Music Italia e Sony Music Italy.
«Vivere una malattia oncologica in adolescenza rappresenta una difficoltà ulteriore e specifica», spiega Mariapaola Verga, vicepresidente della Fondazione Maria Letizia Verga. «Il nostro impegno va nella direzione di far vivere l’adolescenza in ospedale mantenendo progettualità, scambio con i pari e attività che assecondino le passioni dei ragazzi: in questo la musica, lo sport e le esperienze creative sono uno strumento potentissimo. Curare un giovane non significa solo affrontare la malattia clinicamente ma supportare la sua idea di futuro, accoglierne le emozioni negative e nutrirne la creatività, perché ogni ragazzo possa continuare a crescere e sperare anche nei momenti più difficili».
Fondata come associazione “Comitato Maria Letizia Verga” nel 1979 da Giovanni Verga (papà di Maria Letizia, morta di leucemia a soli quattro anni), dal 2025 fondazione ETS, la Fondazione Maria Letizia Verga riunisce genitori, volontari, amici, sostenitori, ricercatori, medici e operatori sanitari impegnati nella lotta contro le leucemie del bambino. Ha più di 20.000 sostenitori e può contare oggi su oltre 250 volontari. In oltre 45 anni ha svolto innumerevoli attività finalizzate allo studio e cura delle leucemie infantili che hanno consentito di assistere e guarire 2.500 bambini e adolescenti, contribuendo in modo decisivo ad aumentare la percentuale di guarigione dei bambini e dei ragazzi con diagnosi di leucemia (ad oggi 85% contro il 30% del 1979). Il Comitato Verga è stato promotore della nascita della Fondazione Tettamanti e dell’omonimo centro di ricerca, della Fondazione MBBM, nonché finanziatore della costruzione del Centro Maria Letizia Verga a Monza.
(comunicato Warner Music a cura di Raffaella Tenaglia)
File.41: El Ma - intervista
Dopo i successi cantati questa estate sui maggiori palchi in giro per l’Italia, ascolteremo l’attesissimo brano in italiano: "Julie"
Dopo i successi di “Give it to me” e “Beats again”, cantati questa estate sui maggiori palchi in giro per l’Italia (Battiti Live, Summer Festival di Radio 105 e altri), è arrivato l’attesissimo brano in italiano di El Ma: “Julie”. D’altro canto lo aveva già promesso l’anno scorso, proprio durante la sua partecipazione ad X Factor, che avrebbe imparato l’italiano perché le sarebbe piaciuto cantare anche in questa lingua che ama moltissimo. E così è stato.
In uscita il 10 ottobre “Julie” racconta di un’estate di passione e segreti, tra notti incandescenti, baci rubati e promesse che si spezzano. Si narra la leggerezza e la forza dell’amore, ma anche il suo lato più fragile: il tradimento, il desiderio diviso, il triangolo amoroso che rende tutto più intenso e proibito. Una canzone che profuma di mare e di luna piena, dove amarsi d’estate “non può farci male”, anche se il cuore rischia di bruciarsi.
“Non vedevo l’ora di cantare in Italiano, - racconta El Ma - sono molto felice di averlo potuto fare. Mi sono divertita e, al tempo stesso, impegnata molto per raggiungere questo sogno che avevo da tempo! Mi piace scrivere canzoni, chiudermi in studio e trarre ispirazione anche dalle cose più semplici che, a volte, nascondono grandi verità e sensazioni inespresse che tutti proviamo.” Un brano pop, con sonorità moderne, contraddistinto da un basso ritmato e suoni elettronici per l’artista bulgara appena diciottenne.
Elmira Marinova, conosciuta anche come EL MA, è nata il 21.05.2007 a Sofia. Il padre è un ex calciatore junior della nazionale bulgara, mentre la madre è ex modella che attualmente sostiene fondazioni benefiche. Il fratello maggiore è coinvolto nella creazione di musica "Drum and Bass" e crede senza riserve nelle capacità della sorella. All’età di 9 anni EL MA inizia a cantare nel gruppo di voci bianche con una delle migliori insegnanti bulgare, Adelina Koleva e a 15 anni pubblica la sua prima canzone originale, creata all’interno dello Studio20 Milano di Dariana Koumanova insieme al suo team italiano, questo ha aperto le porte ai loro progetti futuri e alla partecipazione a vari eventi.A settembre 2023 EL MA è diventata Campionessa Europea assoluta nella sua categoria (canto) nel campionato europeo di performer arts a Roma. Oggi, a soli 18 anni, EL MA ha già più di 15 brani inediti scritti insieme al suo team. Ha collaborato con uno degli autori di Kanye West (Ye) per la sua ultima uscita del brano “Going down“.
A settembre 2024 entra nel roster di Jake La Furia di XFactor, dove viene apprezzata, oltre che per le sue doti canore, per il suo carattere solare ed estroverso. Partecipa al Capodanno in musica 2024 condotto da Federica Panicucci trasmesso su Canale 5 e al concerto di Natale San Raffaele dedicato ai bambini malati di tumore. E’ stata ospite a Battiti Live per le puntate estive 2025 e a Radio 105 e Radio 101.
Abbiamo incontrato El Ma per un'intervista che andrà in onda:
Giovedì 18 dicembre alle 16:35 e lunedì 22 dicembre alle 10:10.
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File.41: Giuseppe Anastasi - intervista
Il nuovo singolo del cantautore siciliano è un racconto di fragilità e rinascita che diventa invito universale a rialzarsi
Dopo “Non mi dire mai la verità”, Giuseppe Anastasi presenta “Alzati”, il secondo singolo che anticipa l’album “Canzoni senza click”, atteso per l’inizio del 2026. Un brano intimo e autobiografico che racconta il viaggio di un uomo attraverso fragilità, cadute e rinascite, trasformando un vissuto personale in un invito universale a rialzarsi.
Tra pressioni quotidiane, lavori umili e la difficoltà di mostrarsi davvero, emerge il legame autentico con la madre, unica capace di vedere oltre la superficie. Il ritornello – un invito diretto a “alzarsi” – diventa un mantra di resistenza: la vita spesso è difficile, l’eccesso non risolve, e l’unica strada è rimettersi in piedi e continuare a lavorare su se stessi, nonostante il tempo passi e i desideri restino ancora da realizzare.
Varcata la soglia dei trent’anni, il protagonista si ritrova con poco ma con sogni grandi, giganti. “Alzati” mette a fuoco anche un concetto centrale: la musica non è materia, non risponde a chi la vende o la misura. La musica consola, si muove nell’aria, e diventa compagna di crescita e testimonianza delle battaglie interiori.
Nella parte finale, la canzone si apre alla speranza: perdersi, ritrovarsi e continuare a scrivere per non smarrire più ciò che conta. “Alzati” è così un racconto di resistenza emotiva, una dichiarazione di identità e un tassello fondamentale nel percorso che porterà all’uscita di “Canzoni senza click”.
Il brano porta la firma di Giuseppe Anastasi, autore di musica e testo, ed è stato realizzato con gli arrangiamenti di Valerio Marchetti e Stefano Pettirossi. La produzione artistica è curata da Valerio Marchetti, mentre la registrazione e il mix sono stati affidati a Stefano Pettirossi presso il Groove Studio di Terni. Il mastering è stato realizzato al Forward Studio di Roma.
BIO
Giuseppe Anastasi è un autore e cantautore italiano tra i più stimati della scena musicale contemporanea. Vanta sei partecipazioni al Festival di Sanremo come autore, con due vittorie: la prima nel 2009 nella categoria “Giovani” con Sincerità, brano che ottiene anche il Premio della Critica “Mia Martini”, e la seconda nel 2014 nella categoria “Big” con Controvento. Entrambi i brani sono stati interpretati da Arisa, per la quale ha scritto anche La notte, Meraviglioso amore mio e L’amore è un’altra cosa.
Nel corso della sua carriera ha firmato oltre 200 canzoni, collaborando con artisti come Noemi, Emma, Michele Bravi, Eros Ramazzotti, Paola Turci, Anna Tatangelo, Alexia, Francesco Baccini e Mietta, oltre alla stessa Arisa.
Come cantautore debutta nel 2018 con l’album Canzoni ravvicinate del vecchio tipo, che gli vale nello stesso anno la Targa Tenco come miglior opera prima e la Targa del MEI nella categoria “Indie Top”. Dal 2004 è docente di metrica musicale e storia della canzone presso il CET di Mogol.
“Non mi dire mai la verità” è il nuovo singolo in radio dal 17 ottobre 2025, mentre il 5 dicembre arriva “Alzati”. Entrambi i brani sono anticipazioni del nuovo disco di inediti “Canzoni senza click”, in uscita all’inizio del 2026.
La nostra intervista con Giuseppe Anastasi andrà in onda:
Mercoledì 17 dicembre alle 16:35 e sabato 20 dicembre alle 10:10. Stay tuned!
Sanremo 2026: il cast è completo!
COMUNICATO STAMPA RAI
VERSO SANREMO
Sarà Sanremo: la serata finale del contest rivela anche i titoli dei brani in gara nella Categoria Big
Destinazione Ariston. La meta finora lontanissima è stata raggiunta e adesso nuove sfide per i vincitori di Sarà Sanremo. E, dopo la finalissima in diretta dal Teatro del Casinò di Sanremo, anche il Cast artistico è finalmente al completo. Le quattro Nuove Proposte, di cui 2 uscite vincitrici dal contest Rai, condotto dalla coppia Conti-Gazzoli, sono Angelica Bove e Nicolò Filippucci, mentre Blind, El Ma & Soniko e Mazzariello, dopo la durissima selezione di Area Sanremo e di diritto, in base al nuovo Regolamento del Festival, avevano già conquistato l’ambita meta.
A decretare il risultato dei vincitori di Sarà Sanremo, dopo l’esibizione dal vivo, la Commissione musicale presieduta dal direttore artistico del Festival Carlo Conti, e composta da Manola Moslehi, Ema Stokholma, Carolina Rey, Daniele Battaglia ed Enrico Cremonesi - insieme al "giurato dietro le quinte" Claudio Fasulo - Vicedirettore della Direzione Intrattenimento Prime Time.
I quattro della categoria Nuove Proposte, si aggiungono così ai 30 “Big” in gara per il 76° Festival della Canzone Italiana, in diretta su Rai 1 (ma anche Rai Radio2 e RaiPlay) dal Teatro Ariston di Sanremo dal 24 al 28 febbraio.
La serata di Sarà Sanremo ha visto, inoltre, la partecipazione dei 30 Big che hanno svelato, durante la diretta, il titolo del proprio brano in gara.

(Ufficio Stampa Rai)
