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Sanremo 2027, De Martino cambia le regole: la rivoluzione parte da 24 Big

Stefano De Martino - Sanremo 2027
VERSO SANREMO

Dalla nuova Serata Performance al voto online, dall'addio all'IA alla separazione tra Sanremo ed Eurovision: ecco cosa cambia nella 77ª edizione

SANREMO – Ventiquattro artisti, tutti in gara ogni sera, una serata dedicata alle cover e una nuova Serata Performance destinata a scegliere il rappresentante italiano all'Eurovision. E ancora: voto online gratuito su RaiPlay, una giuria internazionale e un limite molto preciso all'utilizzo dell'intelligenza artificiale.
Sono queste le principali novità di Sanremo 2027, presentate da Stefano De Martino nella conferenza stampa del 21 settembre. Per il conduttore, che sarà anche direttore artistico, sarà il debutto alla guida del Festival della Canzone Italiana, in programma al Teatro Ariston dal 16 al 20 febbraio 2027.

Ventiquattro artisti, senza eccezioni

De Martino è stato molto chiaro sul numero dei concorrenti: saranno 24 e non aumenteranno.
La gara sarà organizzata in un'unica categoria, quella dei Campioni. Ventitré artisti saranno scelti dalla direzione artistica, mentre il ventiquattresimo posto sarà occupato dal vincitore di Sarà Sanremo 2026.
Una scelta motivata soprattutto dall'esigenza di garantire a ciascun concorrente uno spazio adeguato durante la settimana del Festival.
La particolarità è che tutti e 24 gli artisti si esibiranno ogni sera. Non ci saranno quindi serate nelle quali una parte dei concorrenti resterà semplicemente ad attendere il proprio turno.

Cover al giovedì, con una classifica indipendente

La terza serata, giovedì 18 febbraio, sarà dedicata alle cover.
Gli artisti potranno scegliere un brano del repertorio italiano o internazionale e potranno essere affiancati da un ospite, italiano o straniero.
La classifica della serata sarà però completamente autonoma: verrà proclamato un vincitore delle cover, ma il risultato non contribuirà alla classifica finale del Festival.
È quindi una vera e propria gara nella gara, separata dalla competizione principale.

La grande novità: arriva la Serata Performance

È probabilmente la modifica più importante del nuovo regolamento.
Venerdì 19 febbraio debutterà la Serata Performance, durante la quale i 24 concorrenti dovranno proporre il proprio brano con modalità interpretative, esecutive o sceniche differenti rispetto alle altre serate.
Non sarà dunque semplicemente una nuova esecuzione della canzone: spazio ad arrangiamenti, scenografie e modalità performative pensate specificamente per l'occasione.
E soprattutto, questa serata avrà una conseguenza completamente nuova: il suo vincitore rappresenterà l'Italia all'Eurovision Song Contest 2027.
Sanremo ed Eurovision, quindi, non saranno più necessariamente legati allo stesso artista.

Una giuria internazionale per l'Eurovision

Per la Serata Performance debutterà una Giuria Internazionale di Esperti, composta da personalità del mondo della musica e dello spettacolo.
Il suo voto peserà per il 50%, mentre l'altro 50% sarà determinato dal pubblico.
Una novità che modifica radicalmente il percorso verso l'Eurovision: vincere Sanremo non significherà automaticamente ottenere il pass per la manifestazione europea.

Torna il televoto e arriva il voto gratuito online

Anche il sistema di voto cambia.
Il pubblico avrà un ruolo importante durante il Festival e, accanto al televoto, sarà possibile votare gratuitamente online attraverso RaiPlay. La novità è stata sottolineata dallo stesso De Martino, che ha spiegato di voler dare maggiore spazio al pubblico e alla risposta degli spettatori alle canzoni.
Nelle diverse serate si alterneranno la Giuria della Sala Stampa, TV e Web, la Giuria delle Radio, la Giuria Popolare e, per la Serata Performance, gli esperti internazionali.
Nella finale, dopo la formazione della classifica generale, accederanno alla fase conclusiva i migliori classificati. Il numero sarà compreso tra tre e cinque. A quel punto il pubblico tornerà protagonista nella scelta del vincitore, insieme al "tesoretto" accumulato nelle precedenti votazioni.

Sanremo dice no all'intelligenza artificiale

Altro tema destinato a far discutere è quello dell'IA.
Il regolamento stabilisce che le canzoni in gara dovranno essere espressione della creatività umana e vieta l'utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale quando questo comporti la sostituzione, l'alterazione o lo snaturamento del contributo creativo degli autori e degli artisti.
De Martino ha sintetizzato la scelta con un'espressione destinata probabilmente a diventare uno degli slogan del suo Festival: "intelligenza artigianale".
Diverso il discorso per l'autotune, che non sarà vietato. Il direttore artistico ha spiegato che eliminarlo significherebbe escludere una parte importante della musica contemporanea, in particolare rap, trap e drill. L'utilizzo dovrà però essere coerente con il genere e "al servizio della canzone".

Musica italiana protagonista, ma con uno sguardo all'estero

De Martino ha spiegato di voler riportare sul palco una fotografia il più possibile contemporanea della musica italiana, andando alla ricerca anche di artisti meno conosciuti.
Non mancheranno però gli ospiti internazionali. Il direttore artistico ha definito la loro presenza una grande ambizione, pur invitando a non creare aspettative premature.
Quanto alle indiscrezioni sui Måneskin, De Martino ha lasciato aperta la porta: se la band dovesse riunirsi, ha detto, sarebbe invitata a Sanremo. Per ora, però, non esiste una conferma della presenza.

Quando arriveranno i Big?

Per conoscere ufficialmente il cast bisognerà aspettare ancora.
Le proposte artistiche dovranno essere presentate alla Rai entro il 23 novembre 2026, mentre gli artisti selezionati potranno essere annunciati a partire dal 29 novembre.
Il nuovo Festival comincia quindi a delinearsi molto prima che siano noti i suoi protagonisti.
De Martino ha scelto di intervenire soprattutto sulla struttura: meno dispersione, 24 artisti, tutti presenti ogni sera, una gara separata per le cover e soprattutto una nuova competizione pensata per l'Eurovision.
Ora resta da capire come queste nuove regole funzioneranno sul palco dell'Ariston. La prima risposta arriverà il 16 febbraio 2027, quando prenderà ufficialmente il via il primo Sanremo dell'era De Martino.
(foto: Ufficio Stampa Rai)

Annalisa in radio con "Amica" assieme a Madame

Annalisa & Madame - Amica

Sabato 12 giugno 2027 il suo primo show a San Siro, unica data del 2027

A un anno dalla sua pubblicazione, “Amica”, canzone di Annalisa contenuta nell’album "Ma  io sono fuoco", vive di nuova linfa in una versione inedita che vede l’arrivo di Madame, in  uscita il 18 settembre per Atlantic/Warner Music Italy. 
Canzone fondamentale nell'ultimo lavoro della cantautrice, è un brano che mette in musica  un dialogo immaginario e tagliente con un’amica, faro nella notte in un momento di profondo  smarrimento. In questa nuova versione il dialogo diventa reale, e quell’amica fondamentale  e preziosa è Madame che, dopo aver pubblicato il suo terzo disco "DISINCANTO", certificato  disco d’oro, porta ancora una volta la sua scrittura dalla poetica inconfondibile. "Amica" con  Madame diventa così un manifesto al diritto di essere fragili, arrabbiati, malinconici, scorretti,  magari anche del tutto sbagliati, almeno per una volta, solo con quell’amica speciale, che può  fare lo stesso con noi. 
Annalisa ha annunciato il suo primo live allo stadio San Siro di Milano, un evento unico,  previsto per il 12 giugno 2027. 
L’annuncio è arrivato con un trailer realizzato da Nabil Elderkin, regista e fotografo di fama  mondiale, attivo nel cinema e nei video musicali, da un’idea della cantautrice: Annalisa,  camminando, attraversa tutte le sue ere, rappresentate dalla moltitudine di diverse versioni  di sé stessa mostrate in questi anni, e trasformazione dopo trasformazione, si dirige verso la  prossima, l’ultima di questo ciclo: ciò che vedremo a San Siro. 
Guarda il trailer: https://www.instagram.com/p/DZc5Z3gNGc3/.
Lo show, infatti, ripercorrerà allo stesso modo tutte le ere e tutti i momenti più significativi  del viaggio artistico di Annalisa: dagli esordi fino ai grandi successi che l’hanno consacrata  come una delle artiste più influenti e amate del panorama musicale contemporaneo.
Nabil è una delle figure più influenti della regia musicale degli ultimi anni, nel corso della sua  carriera ha diretto videoclip per artisti come Kanye West, Frank Ocean, Kendrick Lamar, Dua Lipa e The Weeknd, Billie Eilish, Travis Scott, ha realizzato documentari e film, oltre ad aver  collaborato con Marina Abramovic per un ambizioso progetto teatrale.
Dopo aver conquistato pubblico e classifiche, Annalisa si prepara a salire sul palco più iconico della musica italiana per celebrare oltre quindici anni di carriera: seguendo l’immaginario  degli ultimi live, Annalisa porterà in scena l’essenza del suo universo artistico attraverso uno  show spettacolare e in continua evoluzione, capace di alternare energia travolgente a  momenti di puro intimismo su un palco che sarà in grado ancora di più di unire performance iconiche e una potente fusione di musica e immagine.
Quello di San Siro sarà un viaggio attraverso una storia fatta di talento, evoluzione, ricerca  musicale e successi, che hanno reso Annalisa la regina del pop italiano.
Reduce dal trionfo del tour “MA NOI SIAMO FUOCO” che ha registrato oltre 170 mila  spettatori complessivi e 24 palasport tra novembre e maggio, Annalisa ha segnato una serie  di record negli ultimi anni: 5 milioni e 300 mila copie certificate, 55 dischi di Platino e 15 oro,  è l’artista più ascoltata sui digital store in Italia per tutto il 2025, l’album “Ma io sono fuoco”  (già disco di Platino) pubblicato a ottobre 2025, ha debuttato direttamente al numero 1 della  classifica Fimi, così come il precedente “E poi siamo finiti nel vortice” (Triplo Platino) che ha  visto un tour diviso tra palasport, 2 Arene di Verona e i principali Festival italiani per un totale  di oltre 250 mila biglietti venduti.
Prima artista femminile italiana ad entrare nella prestigiosa Top 100 di Billboard USA, ha  collezionato premi in Italia e all’estero tra cui il Billboard Women in Music Awards ritirato a  Los Angeles, due volte il Best Italian Act – MTV Europe Music Awards rispettivamente a Bilbao  e a Manchester, ed è stata nominata Fenomeno Europeo dell’anno in occasione dei Los40  Musica Awards a Barcellona.
(comunicato Warner Music a cura di Cristina Lapresa)

A Paolo Fresu il Premio Albo d’oro nel Premio Andrea Parodi 2026

Paolo Fresu - Premio Andrea Parodi 2026

La manifestazione dal 15 al 17 ottobre al Teatro Massimo di Cagliari, con una anteprima il 25 settembre a Quartu Sant’Elena

Sarà Paolo Fresu a ricevere il premio Albo d’oro 2026 nell’ambito del Premio Andrea Parodi. Il grande trombettista sarà uno dei protagonisti della 19° edizione della manifestazione, in programma dal 15 al 17 ottobre al Teatro Massimo di Cagliari e incentrata come sempre sulla world music, attraverso un contest internazionale e varie altre attività.
Con Fresu, prestigiosi ospiti della tre giorni saranno anche Bungaro, Luisa Briguglio (vincitrice assoluta del concorso nel 2025), Gigi Marras e il collettivo composto da Elena Ledda, Matteo Leone, Marzouk Mejri e Roberto Taufic in “Bent’e mari” (produzione originale Medinsard).
Il Premio sarà preceduto da una serata-anteprima il 25 settembre alle 20.30 a Quartu Sant’Elena nell’ex caserma in via Roma 30 con Luisa Briguglio, Naomi Berrill (vincitrice premio della critica 2025) e il progetto “Días y Flores – Le canzoni di Silvio Rodríguez”, con Gianluca Dessì e Marta de Lluvia. Dessì ha vinto il Premio Parodi nel 2011 con gli Elva Lutza.
In entrambi i casi l’ingresso è gratuito. Ancora prima, il 23 settembre, Luisa Briguglio sarà in concerto a Petralia Sottana (Palermo) nel Festival del Torto, partner del Parodi.
Il concorso vedrà nove finalisti, selezionati tra centinaia di iscritti, provenienti da molti paesi. Si tratta di: Koyel Basu (India/Messico/Inghilterra), Chiaré (Campania), Federica Fruscella (Lazio/Irlanda), Hita Del Rio (Colombia/Francia), Indelicato (Sicilia), Momi (Friuli), Nubras Ensemble (Italia/Spagna/Romania), Angelica Perri (Calabria), Elana Sasson (California/Spagna).
Il Premio è dedicato ad Andrea Parodi, musicista sardo di grande rilievo nel panorama della world music, prima con i Tazenda e poi come solista. La manifestazione di quest’anno coinciderà proprio con il 20° anniversario della scomparsa dell’artista, avvenuta il 17 ottobre 2006, e seguirà diverse serate tributo realizzate per ricordarlo nei mesi scorsi nella stessa Cagliari, a Parigi e in Val di Susa, vicino a Torino.
Parodi durante la tre giorni di ottobre sarà ricordato, come sempre, attraverso sue canzoni proposte dai finalisti e dagli ospiti, che saranno annunciati prossimamente.
Il Premio Andrea Parodi è realizzato dalla fondazione a lui intitolata, con la direzione artistica di Elena Ledda ed è diventata ormai un importante punto di riferimento per la world music, non solo in Italia.
Gli artisti si esibiranno dal vivo davanti a una ampia giuria composta da autorevoli addetti ai lavori, come cantanti, autori, musicisti, responsabili di festival, manager, discografici, uffici stampa, giornalisti, critici musicali, sia italiani che internazionali.
Il vincitore assoluto avrà diritto ad una borsa di studio di € 2.500, oltre alla possibilità di esibirsi in alcuni festival partner del Parodi nel 2027, come l’European Jazz Expo (Sardegna), Folkest (Friuli), Festival del Torto (Sicilia), oltre che nello stesso Premio Andrea Parodi.
Il vincitore del Premio della Critica potrà invece realizzare un videoclip professionale di un brano, prodotto dalla Fondazione Andrea Parodi.
Per alcuni dei finalisti del Premio ci sarà inoltre la possibilità di essere invitati da alcuni dei festival partner (come Mare e Miniere, Sardegna, Premio Bianca d’Aponte, Campania, e Monferr’Autore Festival, Piemonte).
Il Premio Andrea Parodi è realizzato dall'omonima Fondazione grazie a Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e Assessorato del turismo, artigianato e commercio); Fondazione di Sardegna, Comune di Cagliari (contributo e patrocinio), Comune di Quartu Sant’Elena (contributo e patrocinio evento anteprima).
Numerosi sono i partner e media-partner italiani e internazionali che accompagnano il festival. L’elenco aggiornato sarà comunicato prossimamente.
Per informazioni:
www.premioandreaparodi.it
fondazione.andreaparodi@gmail.com
(Ufficio Stampa: Ender Comunicazione)

Estate al capolinea? Come trasformare il rientro nella tua carica migliore

fine estate 2026

Dalla spiaggia alla città: la musica resta la tua grande opzione

Le valigie sono di nuovo riposte negli armadi, i granelli di sabbia sono spariti dal fondo dello zaino e la sveglia del telefono ha ripreso a suonare con quella spietata, puntuale regolarità. Il rientro dalle vacanze estive porta quasi sempre con sé un velo di malinconia: il ricordo delle serate all'aperto, dei tramonti visti senza fretta e di quella sensazione di totale libertà in cui gli unici impegni all'agenda erano decidere cosa fare a cena o quale spiaggia esplorare.
Quello che gli esperti chiamano post-vacation blues non è altro che il tempo necessario al nostro cervello per riabituarsi ai ritmi cittadini, alle scadenze di lavoro e agli impegni scolastici. Ma chi ha detto che la fine dell'estate debba essere per forza un momento grigio? Ogni ripartenza porta con sé la freschezza dei nuovi inizi: nuovi progetti da pianificare, la voglia di rimettersi in gioco e, perché no, l'opportunità di stabilire nuove buone abitudini.
Il segreto per affrontare il cambio di passo senza farsi travolgere dalla nostalgia è sintonizzarsi sull'energia giusta fin dal mattino.
Se nei mesi scorsi ci siamo lasciati guidare dai tormentoni leggeri, dai ritmi latini e dalle hit da ballare sotto le stelle, settembre segna il ritorno dei grandi ascolti. È il periodo in cui gli artisti pubblicano i nuovi singoli, lanciano gli album attesi da mesi e annunciano i tour invernali.
La musica ha il potere straordinario di fare da ponte tra i ricordi appena vissuti e le avventure che ci aspettano.
Nel traffico della mattina: trasforma l'attesa in coda nel tuo personale palcoscenico.
In ufficio o nello studio: offre la concentrazione e il ritmo necessario per ingranare la marcia.
Nel tempo libero: ti aiuta a staccare la spina e ritrovare la stessa spensieratezza vissuta in vacanza.
I microfoni della nostra radio restano accesi proprio per questo: per essere la tua compagnia costante in ogni momento della giornata. Tra novità discografiche, grandi classici che non tramontano mai, notizie, pillole di curiosità e playlist studiate ad hoc per dare energia alle tue giornate, siamo pronti ad accompagnarti in questo nuovo capitolo.
Cosa portare con te di questa estate appena trascorsa? Non solo la tintarella che pian piano sfumerà, ma l'energia positiva, le risate e la voglia di condividere emozioni.
Indossa le cuffie, alza il volume al massimo e ricomincia a ritmo con noi!

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Venezia 83: la chiusura della Mostra del Cinema 2026

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83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 10 settembre

Un’edizione segnata da scelte coraggiose, nuovi linguaggi e un palmarès che ridisegna le rotte del cinema internazionale

La Mostra del Cinema di Venezia 2026 si è chiusa con un palmarès che racconta un’edizione intensa, segnata da scelte forti e da una linea curatoriale che ha privilegiato opere capaci di parlare al presente con lucidità. Il Leone d’Oro è andato a Woman Unknown di May el‑Toukhy, un film che ha dominato la conversazione al Lido e che ha trovato nel suo sguardo sul dopoguerra danese una potenza narrativa rara. Accanto al trionfo del film, la protagonista Mathilde Arcel ha conquistato la Coppa Volpi come miglior attrice, confermando la centralità di questa opera nel racconto dell’edizione.
Il Gran Premio della Giuria ha premiato Possible Love di Lee Chang‑dong, un ritorno atteso che ha riportato al centro del dibattito il cinema coreano più introspettivo e rigoroso. Il Leone d’Argento per la miglior regia è stato assegnato a Ilya Khrzhanovsky per DAU, un progetto monumentale che ha diviso la critica ma che ha impressionato la giuria per ambizione e complessità.
Il Premio Speciale della Giuria ha acceso i riflettori su Naza, firmato da Yuval Abraham e Rachel Szor, un’opera che ha scosso il pubblico per la sua forza politica e la sua capacità di raccontare la tensione contemporanea attraverso un linguaggio documentaristico essenziale. La miglior sceneggiatura è stata attribuita a Un bon petit soldat di Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce, confermando la solidità del cinema francese nel lavoro sulla scrittura.
Sul fronte delle interpretazioni, la Coppa Volpi maschile è andata a John Malkovich per Wild Horse Nine, mentre il Premio Marcello Mastroianni per il miglior giovane interprete ha premiato Malou Khebizi per 15/18 (A Place to Heal), una delle rivelazioni più luminose dell’edizione.
Il Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” ha incoronato La Maison du Vent di Auguste Bernard Kouemo Yanghu, un debutto che ha convinto per maturità e visione. Nella sezione Orizzonti, il miglior film è stato Un détour par Diane di Ann Sirot e Raphaël Balboni, mentre il premio per la miglior interpretazione maschile è andato a Riccardo Scamarcio per I figli della scimmia, confermando una presenza italiana di grande impatto.
La chiusura della Mostra ha restituito l’immagine di un festival che continua a essere laboratorio e specchio del mondo. Le ultime luci sul red carpet, le troupe che smontano le attrezzature, le barche che ripartono verso la città hanno accompagnato un’edizione che ha saputo intrecciare tradizione e innovazione, confermando Venezia come uno dei luoghi dove il cinema non solo si celebra, ma si reinventa.

Venezia 83, il Leone d’Oro è di Woman Unknown: tutti i vincitori e il gran finale al Lido

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83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 12 settembre

Premiati anche John Malkovich e Riccardo Scamarcio

La 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha il suo vincitore. Sabato 12 settembre 2026, dopo undici giorni di cinema, star, red carpet e anteprime mondiali, la giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal ha assegnato il Leone d’Oro a Woman Unknown di May el-Toukhy.
È il verdetto che chiude un’edizione fortemente segnata dalla politica, dalle guerre e da un cinema che ha scelto spesso di confrontarsi direttamente con le grandi tensioni del nostro tempo.
Per May el-Toukhy, regista danese di origini egiziane, arriva così il riconoscimento più prestigioso della Mostra.
Woman Unknown era arrivato al Lido durante la prima parte della Mostra, imponendosi progressivamente nel dibattito critico fino al verdetto della giuria.
La vittoria assume un significato ancora maggiore considerando la presenza femminile estremamente ridotta tra i registi della selezione principale.
Ma quello assegnato a Woman Unknown non è stato l’unico verdetto importante della serata.
Il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria è andato a Possible Love del regista sudcoreano Lee Chang-dong, mentre il Leone d’Argento per la migliore regia è stato assegnato a Ilya Khrzhanovsky per DAU.
Tra i momenti più significativi della cerimonia c’è stato il riconoscimento a NAZA di Yuval Abraham e Rachel Szor.
Il documentario dedicato alla guerra a Gaza, uno dei film che avevano maggiormente fatto discutere durante la Mostra, ha conquistato il Premio Speciale della Giuria.
Un verdetto che conferma quanto le questioni politiche e i conflitti contemporanei abbiano attraversato l’intera edizione 2026.
NAZA aveva provocato discussioni già prima e durante la sua presentazione, trasformando la proiezione veneziana in uno degli appuntamenti più delicati della Mostra.
Grande soddisfazione anche per John Malkovich, che conquista la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile.
Una consacrazione veneziana per uno degli attori più riconoscibili e originali del cinema internazionale, protagonista di una carriera lunga oltre quarant’anni.
La Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile è stata invece assegnata a Mathilde Arcel.
Il Premio Marcello Mastroianni, dedicato a un giovane attore o attrice emergente, è andato alla ventitreenne Malou Khebizi.
Anche l’Italia trova spazio tra i riconoscimenti delle sezioni collaterali grazie a Riccardo Scamarcio, premiato come miglior attore nella sezione Orizzonti per I figli della scimmia di Tommaso Landucci.
Dopo la cerimonia di premiazione, il compito di mettere simbolicamente la parola fine alla Mostra è spettato al cinema italiano.
Film di chiusura, presentato Fuori Concorso, è stato Dio ride di Giovanni Veronesi.
Nel cast Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi, Paolo Rossi e Carlo Cecchi, quest’ultimo nei panni di Papa Innocenzo X.
Ambientato nel Seicento, il film racconta la storia di Frate Leopoldo da Casamacchia, un religioso capace di parlare di Dio attraverso un linguaggio vicino alla gente e una gioia contagiosa.
Il suo crescente seguito finisce però per attirare l’attenzione di una Chiesa che vede in quella voce libera una possibile minaccia.
Un racconto storico che guarda inevitabilmente al presente, affrontando libertà, verità e rapporto tra individuo e potere.
È così che Venezia 83 saluta il Lido.
Dalle grandi star internazionali ai cinque film italiani in Concorso, passando per i Leoni d’Oro alla carriera, le polemiche, i documentari politici e i red carpet, l’edizione 2026 ha mostrato ancora una volta tutte le anime della Mostra.
Alla fine resta soprattutto un’immagine: May el-Toukhy con il Leone d’Oro tra le mani.
È Woman Unknown il film che entra nell’albo d’oro di Venezia. E mentre si spengono le luci della Sala Grande, per il cinema comincia già il viaggio verso la stagione dei premi internazionali.
(dal nostro inviato Devis Botta)

Venezia 83, penultima giornata: Bechis chiude il Concorso italiano, al Lido arriva Russell Crowe

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83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 11 settembre

Marco Bechis, porta in gara "Ritorno a Buenos Aires" con Adriano Giannini

La 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia arriva a un passo dal verdetto finale. Venerdì 11 settembre 2026, penultima giornata al Lido, si completano le proiezioni del Concorso e cresce inevitabilmente l’attesa per le decisioni della giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal.
È una giornata nella quale il cinema torna a confrontarsi con alcuni dei temi più duri del presente e del passato: dittature, memoria, responsabilità individuale, Iran e potere.
Per l’Italia è soprattutto il giorno di Marco Bechis, che porta in gara Ritorno a Buenos Aires, ultimo dei cinque film italiani selezionati per il Leone d’Oro.
Protagonista del film di Bechis è Adriano Giannini, nei panni di Mariano, un uomo costretto a tornare in Argentina per testimoniare nel processo contro gli ex militari che, durante gli anni della dittatura, lo avevano sequestrato e ridotto in schiavitù.
Il ritorno diventa inevitabilmente anche un viaggio nella memoria.
Il passato non è qualcosa che Mariano può semplicemente lasciarsi alle spalle: essere sopravvissuto ha contribuito a costruire la sua stessa identità e il confronto con chi gli ha sottratto una parte della vita riapre ferite che il tempo non è riuscito a cancellare.
Bechis torna così su temi che attraversano da tempo il suo cinema, utilizzando la storia personale del protagonista per raccontare qualcosa di più grande: la memoria collettiva, le conseguenze delle dittature e la difficoltà di trovare una vera giustizia molti anni dopo i fatti.
Con Ritorno a Buenos Aires si completa anche la presenza italiana nel Concorso di Venezia 83, che quest’anno ha schierato cinque titoli nazionali nella corsa al Leone.
L’altro film chiamato a chiudere il Concorso è Kami Nour (A Bit of Light) di Ali Asgari.
Ancora una volta Venezia guarda all’Iran e alle sue contraddizioni, attraverso un cinema che utilizza le vicende individuali per raccontare una società nella quale libertà personale, potere e controllo finiscono continuamente per scontrarsi.
Due film geograficamente lontanissimi, quelli di Bechis e Asgari, ma accomunati da una riflessione sul rapporto tra individuo e sistemi capaci di limitarne o cancellarne la libertà.
Non è casuale che proprio questi temi abbiano caratterizzato l’ultima giornata del Concorso.
Nel corso di Venezia 83, infatti, guerra, repressione, potere politico e responsabilità individuale sono tornati più volte sullo schermo, trasformando questa edizione in una delle più apertamente politiche degli ultimi anni.
Ma la penultima giornata ha avuto anche il suo grande richiamo internazionale con Russell Crowe.
L’arrivo dell’attore premio Oscar ha riportato immediatamente l’attenzione dei fotografi sul Lido, aggiungendo un’altra presenza di grande prestigio alla lunga lista di star passate da Venezia in questa edizione.
Mentre sul tappeto rosso continuano gli ultimi arrivi, dietro le quinte l’attenzione è ormai completamente rivolta alla giuria.
Dopo dieci giorni di proiezioni, incontri, conferenze stampa e red carpet, tutti i film in gara hanno infatti mostrato le proprie carte.
I pronostici indicano diversi possibili protagonisti, ma Venezia ha spesso dimostrato di saper sorprendere proprio nel momento dei verdetti.
La penultima giornata si chiude quindi con una certezza: il cinema ha terminato la sua corsa, adesso la parola passa alla giuria.
E al Lido resta soltanto una domanda: chi alzerà il Leone d’Oro di Venezia 83?
(dal nostro inviato Devis Botta)

Venezia 83, nona giornata: Naza scuote il Concorso, poi Chiara Mastroianni e Mario Martone

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83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 10 settembre

Una delle giornate più intense di questa edizione

La 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si avvicina alle battute finali e giovedì 10 settembre 2026 affronta una delle giornate potenzialmente più intense dell’intera edizione.
A catalizzare l’attenzione è soprattutto NAZA, il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor dedicato alla guerra a Gaza e inserito nella corsa al Leone d’Oro.
Ma la nona giornata parla anche francese e italiano, con Un peu avant minuit di Nicolas Pariser in Concorso e il ritorno di Mario Martone e Toni Servillo con Scherzetto, presentato Fuori Concorso.
Alle 17.15 in Sala Grande arriva NAZA, uno dei titoli politicamente più delicati di Venezia 83.
A firmarlo sono Yuval Abraham e Rachel Szor, già tra gli autori di No Other Land, il documentario premiato con l’Oscar nel 2025.
Girato di notte sui tetti di Tel Aviv, NAZA affronta direttamente il tema della guerra a Gaza, concentrandosi sui sistemi e sui meccanismi che hanno portato all’uccisione di civili palestinesi.
La presenza del documentario nel Concorso principale conferma la scelta della Mostra di non tenere fuori dalla selezione le grandi questioni politiche e internazionali del presente.
Non soltanto cinema, quindi, ma inevitabilmente anche dibattito.
In un’edizione nella quale guerre, potere, violenza e responsabilità individuali sono emersi in numerose opere, NAZA si prepara a essere uno dei film destinati a lasciare maggiormente il segno nella discussione attorno al Festival.
Alle 19.15 la Sala Grande ospita invece Un peu avant minuit di Nicolas Pariser, secondo film in Concorso della giornata.
Il cast comprende Melvil Poupaud, Chiara Mastroianni, Anaïs Demoustier e Golshifteh Farahani.
Al centro della storia c’è Léo, un uomo di 49 anni che, mentre sta attraversando la crisi della propria relazione sentimentale, viene informato della morte del padre biologico che non ha mai conosciuto.
Prima di partire per l’Italia per occuparsi dell’eredità, trascorre alcuni giorni a Parigi. Un viaggio apparentemente breve che diventa l’occasione per ripercorrere la propria esistenza, interrogarsi sulle relazioni e fare i conti con ciò che è stato.
Un film quindi molto diverso da NAZA, che riporta il Concorso su un terreno più intimo e personale.
La serata assume poi un forte sapore italiano.
Alle 21.45 in Sala Grande è in programma Scherzetto di Mario Martone, presentato Fuori Concorso e tratto dal romanzo di Domenico Starnone.
Protagonista è Toni Servillo, affiancato da Serena Rossi, Lorenzo Perrotta, Leonardo Lidi, Giovanni Ludeno e Gianluca Di Gennaro.
Al centro del racconto c’è il confronto tra un nonno e il nipotino di cinque anni: due generazioni lontanissime costrette a misurarsi all’interno di uno spazio familiare che riporta inevitabilmente alla superficie ricordi, paure e fantasmi del passato.
Prima della proiezione è prevista anche la consegna a Serena Rossi del Premio Campari Passion for Film.
Tra gli altri appuntamenti della nona giornata c’è inoltre Peccato di Valerio Vestoso, unica serie selezionata per questa edizione della Mostra.
Protagonista Emanuela Fanelli, che torna così a Venezia dopo aver condotto le cerimonie di apertura e chiusura dell’edizione precedente.
La serie gioca proprio con la sua immagine e ricostruisce in chiave tragicomica una carriera immaginaria dell’attrice. Nel progetto compaiono numerosi nomi dello spettacolo italiano, tra cui Stefano Accorsi, Alessandro Borghi, Geppi Cucciari, Sabrina Ferilli, Valerio Mastandrea, Ferzan Özpetek, Paolo Virzì e Paola Cortellesi.
Cinema politico, cinema d’autore, grandi interpreti italiani e una contaminazione sempre maggiore con la serialità: la nona giornata sintetizza ancora una volta le molte anime di Venezia 83.
Mancano ormai pochi film prima che lo sguardo si sposti definitivamente sui verdetti. E con la cerimonia conclusiva sempre più vicina, ogni nuova proiezione può cambiare gli equilibri della corsa al Leone d’Oro.
(dal nostro inviato Devis Botta)

Venezia 83, ottava giornata: Alba Rohrwacher, Vanessa Scalera e Pamela Anderson protagoniste al Lido

ve2026-08 Pamela Anderson
83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 9 settembre

Polemiche per il film DAU di Ilya Khrzhanovsky

La 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia entra nella fase decisiva e l’ottava giornata, mercoledì 9 settembre 2026, porta al Lido soprattutto grandi interpretazioni femminili, cinema italiano e internazionale e uno dei progetti più discussi di questa edizione.
Tra Alba Rohrwacher, Vanessa Scalera e Pamela Anderson, il Festival cambia ancora una volta volto, mentre la corsa al Leone d’Oro comincia inevitabilmente a entrare nei discorsi di critica e addetti ai lavori.
Tre i film della giornata in Concorso: Un Bon Petit Soldat di Stéphane Brizé, Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis e DAU di Ilya Khrzhanovsky.
Tra le presenze più attese c’è stata Alba Rohrwacher, protagonista insieme a Vincent Lindon di Un Bon Petit Soldat.
Il film di Stéphane Brizé ha portato sul Lido un cinema profondamente legato alle persone e alle loro fragilità, confermando la capacità del regista francese di osservare l’essere umano attraverso personaggi apparentemente ordinari ma attraversati da conflitti profondi.
Rohrwacher e Lindon hanno rappresentato anche uno degli incontri più interessanti tra cinema italiano e francese di questa edizione.
Sul red carpet l’attrice italiana ha scelto ancora una volta uno stile essenziale, lasciando che fosse soprattutto il cinema a occupare il centro della scena.
Il cinema italiano ha risposto con Edoardo De Angelis e Il fuoco che ti porti dentro, tratto dall’omonimo romanzo di Antonio Franchini.
Protagonisti Vanessa Scalera e Lino Musella, affiancati da Elena Radonicich, Ivana Lotito, Nicole Malaj e Samuele Mazza.
Al centro della storia c’è una famiglia che si ritrova durante una cena della vigilia di Natale. Quello che dovrebbe essere un momento di incontro diventa progressivamente un campo di battaglia emotivo, nel quale riemergono incomprensioni, ferite e rapporti mai veramente risolti.
Vanessa Scalera dà corpo a una figura materna ingombrante e complessa, capace di dominare gli equilibri familiari e trasformare la cena in una vera resa dei conti.
Una storia nella quale ironia e dolore convivono, mettendo al centro proprio quei legami familiari dai quali spesso è impossibile fuggire completamente.
Tra i titoli che hanno fatto maggiormente discutere c’è stato poi DAU di Ilya Khrzhanovsky.
Un progetto cinematografico enorme, sviluppato nell’arco di quasi vent’anni e nato inizialmente come racconto dedicato al fisico sovietico e premio Nobel Lev Landau.
Il film è arrivato a Venezia accompagnato anche dalle polemiche legate alla richiesta dell’Ucraina di ritirarlo dal programma della Mostra. Khrzhanovsky, che ha rinunciato alla cittadinanza russa nel 2024, ha ribadito la propria opposizione alla guerra e il sostegno all’Ucraina. Un caso che ha inevitabilmente portato il dibattito oltre il cinema.
Fuori Concorso, una delle star della giornata è stata invece Pamela Anderson, arrivata per Place to Be di Kornél Mundruczó, nel cui cast figura anche Taika Waititi.
Anderson ha attirato immediatamente l’attenzione dei fotografi sul red carpet, presentandosi con un abito acceso e confermando quella nuova immagine pubblica, più naturale e consapevole, che negli ultimi anni ha caratterizzato le sue apparizioni.
L’ottava giornata di Venezia 83 si chiude così nel segno delle donne: Alba Rohrwacher, Vanessa Scalera e Pamela Anderson, tre interpreti profondamente diverse per storia e percorso artistico, ma capaci di diventare i volti di una giornata nella quale il cinema è tornato prepotentemente al centro della scena.
(dal nostro inviato Devis Botta)

Venezia 83, settima giornata: Penélope Cruz e Javier Bardem infiammano il Lido, premio a Luca Guadagnino

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83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 8 settembre

In concorso anche Company di Casey Affleck

La coppia più attesa arriva al Lido. Martedì 8 settembre 2026, settima giornata della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, i riflettori si accendono su Penélope Cruz e Javier Bardem, protagonisti di Bunker, nuovo film di Florian Zeller presentato in Concorso.
Marito e moglie nella vita e nuovamente insieme sul grande schermo, Cruz e Bardem guidano un cast nel quale figurano anche Stephen Graham, Paul Dano e Patrick Schwarzenegger.
Bunker parte da un tema estremamente contemporaneo. Un architetto accetta l’incarico di progettare un rifugio di lusso destinato a garantire la sopravvivenza di un potente magnate della tecnologia in caso di collasso della società. Una decisione professionalmente importante ma moralmente ambigua, che finisce per avere conseguenze anche sulla relazione con sua moglie.
Zeller utilizza così il bunker come metafora di un mondo dominato dalla paura, dall’isolamento e dalla crescente concentrazione del potere nelle mani di pochi.
La presenza di Penélope Cruz e Javier Bardem rappresenta inevitabilmente uno degli eventi mediatici più importanti di questa fase della Mostra.
Due premi Oscar, due carriere costruite tra Europa e Hollywood e un rapporto con il cinema d’autore che li ha portati a lavorare con alcuni dei più importanti registi internazionali.
La loro presenza sul Lido riporta così sul red carpet veneziano una delle coppie più celebri del cinema mondiale.
In Concorso nella settima giornata figura anche Company di Casey Affleck, altro titolo americano chiamato a confrontarsi nella corsa al Leone d’Oro.
Importante anche la presenza italiana nella sezione Orizzonti.
Anna Foglietta presenta Una storia, con Alba Rohrwacher e Guido Caprino, aggiungendo un nuovo capitolo al proprio percorso artistico attraverso il passaggio dietro la macchina da presa.
Il film rappresenta uno degli appuntamenti italiani della giornata e porta al Lido tre nomi molto conosciuti dal pubblico nazionale.
Fuori Concorso spazio invece a Musk di Alex Gibney, a Dust di Tsai Ming-liang e a Joie de Vivre di Luca Guadagnino.
Proprio Luca Guadagnino è uno degli altri grandi protagonisti dell’8 settembre.
Il regista riceve il Cartier Glory to the Filmmaker Award, riconoscimento dedicato a una personalità capace di lasciare un’impronta particolarmente originale nel cinema contemporaneo. Per Guadagnino si tratta di un’altra consacrazione internazionale, dopo una carriera che lo ha portato dall’Italia a Hollywood mantenendo una forte identità autoriale.
La giornata prevede inoltre la masterclass di Ellen Burstyn, all’indomani della consegna all’attrice del Leone d’Oro alla carriera.
Tra Penélope Cruz, Javier Bardem, Casey Affleck, Anna Foglietta, Alba Rohrwacher, Guido Caprino, Luca Guadagnino ed Ellen Burstyn, la settima giornata conferma così la forza internazionale di Venezia 83.
E mentre il Festival entra nella sua seconda metà, aumenta inevitabilmente anche l’attenzione sui film in Concorso e sui primi possibili favoriti nella corsa verso il Leone d’Oro.
(dal nostro inviato Devis Botta)