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File.41: Alex Donovan - intervista

Alex Donovan

"Le tue stelle" è il singolo di esordio dell'artista marchigiano

Il 15 maggio Alex Donovan ha pubblicato "Le tue stelle", il suo primo singolo prodotto e distribuito da Atlantis Music. Per l'artista marchigiano è un debutto discografico che arriva al termine di un percorso costruito tra produzione cinematografica, regia teatrale e studio del canto lirico, e che ora trova nel formato canzone una direzione propria. A firmare il brano — testo, musica e arrangiamenti — è il compositore Raffaele Petrucci, già autore di colonne sonore premiate in festival internazionali come Fimucité.
Il brano scritto, composto e arrangiato da Raffaele Petrucci si muove sul filo della memoria: il riflesso delle luci sull'acqua, una canzone alla radio — "At last" — e l'eco di una relazione che continua a tornare. Tra le notti d'estate al mare e i luoghi condivisi, la donna evocata nel testo — "la mia Audrey, la mia poesia" — diventa la coordinata emotiva di un dialogo che il protagonista intrattiene con un'assenza. Lui resta ancorato al ricordo, mentre lei, trasformata dal tempo, si allontana.
Bio
Marchigiano, trasferitosi a Roma per dare forma a un percorso artistico versatile, Alex Donovan ha esordito scrivendo sceneggiature e lavorando nel settore della produzione cinematografica con Fabrizio Saracinelli, Raffaello Saragò e Massimo Cristaldi, ricoprendo ruoli che vanno dal segretario di produzione e location manager all'ispettore di produzione, supervisore della post-produzione, organizzatore generale e produttore esecutivo. Nel 2014 firma la regia dello spettacolo teatrale Poesia tra le note con Ugo Pagliai e André De La Roche, al Teatro delle Muse di Ancona. Successivamente intraprende un percorso nel canto lirico con maestri come Fabio Armiliato, il baritono Mauro Augustini, i soprani Chiara Giudice e Monica Colonna. Con "Le tue stelle" arriva l'esordio come interprete.
La nostra intervista con Alex Donovan andrà in onda:
Mercoledì 24 giugno alle 16:35 e sabato 27 giugno alle 10:10.

Emergenza estate: il sole sorge, la temperatura sale, l'umanità vacilla

Emergenza estate

Tra mappe color cremisi, allarmi continui e titoli da fine del mondo, l'arrivo dell'estate viene raccontato come un evento senza precedenti

Anche quest'anno è successo. Puntuale come una tassa, come il Festival di Sanremo, come il vicino che taglia l'erba alle sette del mattino: è arrivata l'estate.
E con essa, immancabile, l'apocalisse termica raccontata da televisioni, siti internet e social network. Titoli cubitali, grafiche rosso inferno, mappe che sembrano uscite da un documentario sulla colonizzazione di Marte. "Caldo record". "Bolla africana". "Settimana infernale". "Temperature roventi". Manca solo l'annuncio dell'evacuazione generale verso la Groenlandia.
Ora, sia chiaro: fa caldo. È giugno inoltrato. Sarebbe persino sospetto il contrario. Se a Venezia ci fossero 12 gradi e una nevicata, forse qualche domanda dovremmo porcela. Ma no: il fenomeno straordinario che scuote le redazioni italiane è che in estate, incredibilmente, si suda.
Ogni anno assistiamo allo stesso spettacolo. Persone che scoprono l'esistenza del sole come se fosse stato acceso per la prima volta dall'ENEL. Esperti convocati per spiegare che alle tre del pomeriggio l'asfalto è caldo. Cittadini intervistati che confermano, con coraggio e spirito scientifico, che "sì, oggi si sente parecchio".
Davvero? Incredibile.
Le cronache assumono toni da sbarco in Normandia. "Resistere fino a domenica". "La morsa del caldo". "Assedio africano". Sembra che l'anticiclone abbia dichiarato guerra alla Repubblica Italiana e stia avanzando con divisioni corazzate attraverso la Pianura Padana.
Intanto gli over sessanta ricordano vagamente che negli anni Settanta si giocava a pallone sui campetti polverosi alle due del pomeriggio senza che il telegiornale aprisse con il bollettino bellico delle masse d'aria. Non perché il caldo non esistesse, ma perché era considerato una caratteristica dell'estate e non il trailer di un film catastrofico.
Oggi invece ogni ondata di calore viene narrata come un evento cosmico irripetibile. Se fa freddo a gennaio è un'emergenza. Se piove ad aprile è un'emergenza. Se fa caldo a luglio è un'emergenza. A questo punto l'unica condizione meteorologica accettabile sembra essere una perenne primavera di 22 gradi, cielo leggermente velato e umidità regolata da un tecnico comunale.
Naturalmente conviene sempre bere, proteggersi dal sole e usare buon senso. Ma tra il buon senso e la rappresentazione di un pianeta trasformato in una gigantesca griglia per arrosticini esiste una certa differenza.
La verità è che il caldo fa notizia perché ogni anno bisogna trovare un modo nuovo per raccontare qualcosa di antichissimo: l'estate. Così il sole, che da alcuni miliardi di anni svolge il proprio lavoro con una certa costanza, viene descritto come una minaccia emergente. E noi, puntualmente, fingiamo di stupirci.
Tra qualche mese arriverà l'inverno. Le stesse persone che oggi annunciano la fine del mondo per 34 gradi titoleranno scandalizzate per il fatto che a dicembre faccia freddo. E allora via con l'"ondata gelida", il "vortice polare", la "sciabolata artica" e altri nomi che farebbero sorridere persino un meteorologo.
Nel frattempo, coraggio. Siamo sopravvissuti all'estate dell'anno scorso, a quella precedente e a tutte quelle che l'umanità frequenta da qualche migliaio di anni. Con un po' di fortuna ce la faremo anche questa volta.
Magari bevendo un bicchiere d'acqua e abbassando il volume dell'allarmismo.

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Arriva "Suoni all'Alba"

Suoni all'Alba

Ogni venerdì alle ore 11 il format che raccoglie interviste ad artisti indipendenti, ascoltando la loro musica

Ogni venerdì alle ore 11:00 su Radio41.it appuntamento con "Suoni all'Alba", il format dedicato alla musica indipendente che dà voce agli artisti emergenti e alle loro storie.
Grazie alla collaborazione con l'ufficio stampa "L'Altoparlante"*, anche Radio41.it entra a far parte del circuito di emittenti che trasmettono questo apprezzato programma della durata di 30 minuti, interamente dedicato alla scoperta di nuovi talenti. 
Ogni puntata propone interviste ad artisti indipendenti, accompagnate dall'ascolto di uno dei loro brani, offrendo agli ascoltatori l'opportunità di conoscere più da vicino il percorso, le ispirazioni e i progetti dei protagonisti della scena musicale emergente.
Ad arricchire il format c'è inoltre la lettura della "TOP 20 della Indie Music Like", la classifica di tendenza più longeva d'Italia, con l'ascolto di estratti dei brani che ne fanno parte.
"Suoni all'Alba" è condotto e realizzato da Giulio Berghella, da anni impegnato nella valorizzazione della musica indipendente italiana.
La trasmissione andrà in onda tutti i venerdì alle ore 11:00, con replica ogni martedì alle ore 18:30.
Non perdete questo viaggio tra nuove sonorità, artisti da scoprire e tanta buona musica. Restate sintonizzati su Radio41.it!
 

File.41: Halley - intervista

Halley

"Niente" è Il nuovo singolo del giovanissimo cantautore

E' in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Niente”, il nuovo singolo di Halley per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.
“Niente” è un brano che racconta un amore ormai finito, un rimorso che si è dissolto e sentimenti che si sono lentamente spenti. Il contesto, però, mantiene una dimensione positiva: ciò che viene descritto appartiene al passato ed è stato ormai superato. Il ritornello rappresenta il momento più melodico della canzone, in cui l’artista sottolinea questo cambiamento attraverso il verso: “sono solo nei guai, ma ora neanche mi pesano”. Dopo il primo ritornello, il pezzo cambia progressivamente atmosfera, passando da tonalità più profonde e introspettive a sonorità più leggere, capaci di accompagnare e rappresentare il percorso di crescita e miglioramento personale dell’artista.
Spiega l'artista a proposito della canzone: «Il brano è nato in realtà in modo abbastanza casuale, non era un brano programmato. Di fatti l’ho scritto in meno di due ore in studio, ma è un testo che considero molto bello proprio perché spontaneo e sincero. “Niente” non è la ricostruzione di una storia, ma è la narrazione di come l’ho vissuta».
Bio
Alessandro Piazza, in arte Halley, nasce a Roma nel 2008, sin da piccolo si contraddistingue per una passione smisurata per la musica, infatti compone le sue prime opere amatoriali già da bambino. La sua svolta arriva all’età di 11 anni, quando per la prima volta incide un brano in sala di registrazione, conoscendo Lorenzo Celata, che da lì in poi diventerà il suo producer. Come raccontato spesso dall’artista la sua passione per la musica è in primis una vocazione personale (da sempre definita “parte di lui”), ma ciò che lo spinge davvero è l’obbiettivo di poter arrivare ad altra gente che si sente come lui, e far provare loro ciò che lui non ha mai provato, ovvero sentirsi capiti. “Halley” definisce i suoi testi come sfogo e consolazione, ha sempre voluto metterci tutte le sue emozioni. Sin dalla tenera età il suo sogno era di fare il cantante, di permettere ad altre persone di avere un supporto emotivo e di sentirsi meglio ascoltando la sua musica.
Ad oggi, Alessandro, è nel roaster di Red&Blue di Marco Stanzani, e collabora con professionisti di livello come Massimo Calabrese, Marco Lecci e Valerio Calisse.
La nostra intervista con Halley andrà in onda:
Martedì 23 giugno alle 16:35 e venerdì 26 giugno alle 10:10.

File.41: Acid Salvia - intervista

Acid Salvia

"Safe Domain": vulnerabilità, caos e bisogno di sentirsi al sicuro

“Safe Domain”, il nuovo singolo degli Acid Salvia, è un viaggio emotivo intenso e viscerale che racconta la complessità delle relazioni profonde, quei legami “on and off” capaci di travolgere e allo stesso tempo diventare l’unico rifugio possibile.
Il brano esplora il contrasto tra caos interiore e desiderio di stabilità, tra impulsività e bisogno di protezione, mettendo al centro la figura di quella persona che riesce a fermare “l’uragano” nella nostra testa.
Tra attese, errori e ritorni, emerge la paura di arrivare troppo tardi, ma anche la consapevolezza che alcuni rapporti, pur nella loro fragilità, continuano a rappresentare un punto fermo. Il tempo diventa così uno degli elementi chiave del racconto: bastano pochi istanti per compromettere tutto, mentre l’attesa si riempie di dubbi, speranze e tensioni emotive.
Il protagonista del brano si muove costantemente tra il desiderio di essere salvato e la necessità di imparare a reggersi da solo, senza dipendere completamente da qualcun altro. All’interno della narrazione trova spazio anche una componente più oscura e intensa: quella di chi, spinto oltre il proprio limite, smette di aspettare e sceglie di proteggersi.
Musicalmente, “Safe Domain” nasce in modo spontaneo da un’idea sviluppata inizialmente alla chitarra, senza riferimenti precisi. Il riff principale prende vita grazie al batterista della band che, sperimentando con lo strumento, ha creato uno degli elementi centrali del pezzo. Da quel momento la struttura si è evoluta collettivamente, assumendo sonorità hard rock e grunge e costruendo uno stile personale, influenzato in maniera naturale dagli ascolti e dal percorso artistico del gruppo.
Gli Acid Salvia con questo singolo uniscono energia e fragilità, forza e vulnerabilità, trasformando emozioni contrastanti in un’esperienza sonora intensa e autentica.
Gli Acid Salvia sono una band alternative rock nata nel 2022 a Rovigno, Croazia. Dopo aver mosso i primi passi come cover band, nel 2024 si dedicano con intensità alla scrittura di brani originali, dando forma a un sound personale e riconoscibile. La loro musica è un'esplosione di autenticità: riff potenti intrecciati con sfumature funk e psichedeliche, il tutto sostenuto da una performance live viscerale, carica di energia e presenza scenica. In pochissimo tempo conquistano l'attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori, distinguendosi in alcuni dei concorsi più rilevanti della scena: finalisti al Pula Guitar Festival, vincitori del Pordenone Rock Contest e secondi classificati al Vincenza Rock Contest.La formazione vede Lana Jeremić alla voce, Dino Kalčić e Ivan Benažić alle chitarre, Alessia Salvi al basso e Teo Pokrajac alla batteria. Insieme, danno vita a un progetto che fonde passione, urgenza creativa e attitudine rock.
La nostra intervista con Dino degli Acid Salvia andrà in onda:
Lunedì 22 giugno alle 16:35 e giovedì 25 giugno alle 10:10.

Tormentoni estivi 2026: chi farà ballare l'Italia?

Tormentoni 2026

Il podio provvisorio: clubbing, radici e grandi ritorni. La mappa dei suoni dell'estate

L'estate 2026 è ufficialmente iniziata e, come ogni anno, le spiagge, i club e le frequenze radiofoniche si trasformano nel campo di battaglia perfetto per conquistare il titolo di regina del tormentone, anche se quest'anno la musica estiva si muove su un binario decisamente nuovo. 
Se fino a poco tempo fa la formula magica prevedeva ritmi latini standardizzati e testi leggeri calati dall'alto, oggi assistiamo a un curioso scontro tra la spinta immediata degli algoritmi digitali e un ritorno inaspettato alle radici folk territoriali, con suoni molto più ricercati del solito. In cima alle preferenze e nelle rotazioni radiofoniche più intense troviamo subito Fred De Palma che, ritrovando la sua musa brasiliana Anitta e alleandosi con le rime affilate di Emis Killa, ha fatto centro con La testa gira, una scarica di adrenalina da club notturno sospesa tra le atmosfere dei festival e un ritornello che è già il più virale della stagione sui social. 
A fare da perfetto contraltare a questi beat elettronici ci pensa però la vera sorpresa dell'anno, ovvero Al mio paese di Serena Brancale, Delia e Levante, un irresistibile inno dei fuorisede che profuma di Sud, feste patronali e piazze piene, capace di far ballare chiunque a piedi scalzi sulla sabbia mescolando il pop moderno alla pizzica tradizionale. 
Non da meno è l'attesissimo duetto tra Angelina Mango e Marco Mengoni, Canto d'amore, dove la freschezza di lei e la vocalità monumentale di lui si fondono in un pezzo pop solido, solare e travolgente che non ha bisogno di ganci da TikTok per riempire l'aria e conquistare le classifiche. 
Subito dietro a questo podio provvisorio si muove poi una flotta di singoli fortissimi, a partire dai Pinguini Tattici Nucleari che con Sorry, scusa, lo siento sfoderano l'ennesima hit istantanea, ironica e maledettamente orecchiabile, ideale per i lunghi viaggi in macchina verso il mare. Nello stesso momento Gaia torna a esplorare le sue origini brasiliane con Bossa Nostra, una traccia dalle sfumature decisamente più chill e adatta all'ora dell'aperitivo al tramonto, capace di trasformare la malinconia di un amore che finisce in un ritmo ipnotico, mentre Samurai Jay si prende lo spazio estivo e la colonna sonora del gelato più iconico d'Italia con Ossessione, un pezzo urban-pop che bissa il successo dell'ultimo Sanremo. A chiudere il cerchio delle canzoni più ascoltate ci sono Clara e Sangiovanni con Le ragazze, un gradito ritorno che punta tutto sulla spensieratezza delle serate estive tra amiche, confermando una tendenza chiarissima per questa stagione: rispetto agli anni passati, il pubblico sta premiando la varietà dei generi, che passano dall'urban reggaeton alla bossa nova fino al neo-folk, preferendo brani che sanno sì essere d'impatto per le clip brevi, ma che mantengono un'identità forte, perché il vero tormentone di quest'anno non è solo un ritmo da ballare, ma un pezzetto di vita vera da condividere.

Il 22 giugno VxL 2026 si presenta

VxL 2026 - conferenza stampa

Conferenza stampa, aperta anche al pubblico, della 29a edizione di “Voci per la libertà - Una canzone per Amnesty” in programma dal 23 al 26 luglio nel centro storico di Rovigo

Lunedì 22 giugno alle 18 a Rovigo, nella Sala Stucchi di Palazzo Cezza (gentilmente concessa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo), in Piazza Vittorio Emanuele II 47, si terrà la conferenza stampa, aperta anche al pubblico, della 29a edizione di “Voci per la libertà - Una canzone per Amnesty” in programma dal 23 al 26 luglio nel centro storico di Rovigo che avrà come slogan “Fai sentire la tua voce”.
“Voci per la Libertà - Una canzone per Amnesty” è il più importante festival musicale italiano che unisce musica e diritti umani. Un vero canalizzatore, ed un sempre più efficace megafono, per tutti quegli artisti, sia emergenti che affermati, che anno dopo anno hanno scelto di mettersi in gioco, di creare qualcosa di nuovo e personale che andasse a sostegno di un ideale.
Quattro giorni di musica e diritti umani a fianco di Amnesty International attraverso la migliore musica italiana. Anche quest’anno il festival conferma la sua vocazione: trasformare il palco in uno spazio di ascolto, partecipazione e consapevolezza, dove la musica non è solo cultura e intrattenimento, ma anche racconto del presente, denuncia, memoria e possibilità di cambiamento. Non solo musica ma dibattiti, performance, incontri, mostre, installazioni per ribadire l’importanza dell’arte e della cultura per la promozione dei diritti umani e per riaffermare la centralità nelle nostre comunità. Con gli organizzatori ci saranno le istituzioni, i partner, gli sponsor e i sostenitori del festival per scoprire assieme la nuova edizione.
L’appuntamento ospiterà anche l’incontro su "Il valore sociale dei festival" con la presenza della sociologa Barbara Maussier, autrice dell'omonimo libro, uscito in Italiano per Franco Angeli ed in inglese per Goodfellow Publishers con il titolo “The social value of festivals. Communicative Creativity and Community Development”. Basandosi su una ricerca interdisciplinare che integra sociologia, studi culturali e management degli eventi, Maussier propone un’analisi teorica approfondita del modo in cui i festival possono agire come generatori di valore sociale. Il volume affronta temi che spaziano dal ruolo dei festival nella società postmoderna del tempo libero agli aspetti strategici, organizzativi, comunicativi ed economici essenziali per una pianificazione efficace degli eventi. Al centro dell’opera vi è lo sviluppo di un modello concettuale che fornisce a organizzatori di festival, decisori politici e istituzioni culturali gli strumenti per promuovere intenzionalmente il cambiamento sociale attraverso la progettazione e la gestione degli eventi.
Ad approfondire la tematica, con l’autrice ci saranno le voci di alcuni festival storici della città di Rovigo: Michele Lionello per “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”, Massimo Munaro per “Festival Opera Prima”, Claudio Curina per “DeltaBlues”, Nicoletta Confalone per “Rovigo Cello City”, Claudio Ronda per “Tra Ville e Giardini”.
“Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty” è un’iniziativa dell’Associazione Voci per la libertà APS, realizzata in collaborazione e con il sostegno di Amnesty International Italia, Circoscrizione VTAA di Amnesty International, Comune di Rovigo, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, CGIL Rovigo, SPI Cgil Veneto, CAF Cgil, CISL Padova e Rovigo, CAF CISL, IRSAP Foundation, Caritas Diocesana di Adria-Rovigo.
(Ufficio stampa: Ender Comunicazione)

Mostra del Cinema: croce e delizia delle proiezioni

Mostra del Cinema: croce e delizia delle proiezioni
VERSO LA MOSTRA 2026

Considerazione sul sistema di prenotazione per accedere alle proiezioni

Dando per scontato che anche quest’anno sarà necessario prenotarsi in anticipo per accedere alle varie proiezioni, possiamo dire che gli accreditati rivivranno momenti di vera croce e delizia: la croce quando si accederà al sistema di prenotazione; la delizia quando ci si troverà in coda per entrare in sala.
Ne vogliamo parlare?
Iniziamo dalla delizia.
Da quando è stato introdotto il sistema di prenotazione si è sicuri di entrare in sala, anche se ci si mette in coda pochi minuti prima dell’inizio della proiezione, mentre in passato, quando non era possibile prenotare il proprio posto, era necessario mettersi in coda con grande anticipo e per di più senza la sicurezza di accedere alla proiezione.
Quindi, adesso c’è una grande ottimizzazione dei tempi, che si traduce nella possibilità di vedere molti film, mentre in passato c’era una gran perdita di tempo, che talvolta comportava la visione di pochi film.
Inoltre, se un tempo si viveva la coda come una fase di “guerra con il coltello fra i denti”, controllando che nessuno ci superasse o che qualcuno si infilasse trovando un amico già in coda, oggi la coda è un momento di piacevole confronto e utile condivisione.
Si potrebbe arrivare a dire che adesso la coda è uno dei momenti più utili perché, se hai voglia di parlare con il tuo vicino o di ascoltare - se non addirittura infilarti in - una conversazione già iniziata dai tuoi vicini, puoi affinare il tuo giudizio su di un film o comprendere che è assolutamente necessario vedere un film che non avevi assolutamente preso in considerazione.
E la croce?
Su questa base, il dover utilizzare il sistema di prenotazione, croce per molti, diventa accettabile: nonostante non sia il sistema perfetto; anche se, come accade in moltissimi frangenti, si dice che era meglio il sistema dell’anno scorso; addirittura ti costringe, a festival già iniziato, a delle levatacce.
Inoltre, come si può parlare male di un sistema che riesce a gestire, con precisione e in pochi minuti, qualche decina di scelte di qualche migliaio di utenti?
Il sistema perfetto non esiste ma a mio parere il sistema migliora di anno in anno.
Concludo dicendo che l’unica cosa che infastidisce è che spesso si vedono parecchi posti non occupati in una sala che, secondo i sistemi informatici, dovrebbe essere completamente occupata. Quindi l’unico problema, almeno per me, è il “vizio” del no show: un comportamento umano che il sistema informatico non sa e non può gestire.
Però dobbiamo dare atto all’organizzazione di aver cercato di risolvere il problema facendo accedere in sala le persone che, pur non essendosi prenotate, si sono messe in coda per occupare i posti rimasti liberi.
(fv)

File.41: Claudia Cantisani - intervista

Claudia Cantisani - Il venditore di rose

“Il venditore di rose”: un cupido contemporaneo tra romanticismo e realtà quotidiana

Scritto dal giovanissimo pianista Marco Pizzicara e arrangiato da Giovanni Laterza, il nuovo brano di Claudia Cantisani si presenta come un piccolo gioiello di poesia contemporanea. La semplicità delle parole, dei personaggi e delle situazioni descritte nelle strofe si contrappone al respiro universale del ritornello, che esprime un bisogno d’amore profondo e condiviso.
“Il venditore di rose” nasce da un equilibrio raffinato tra intimità cantautorale e ricerca sonora. Il sound fonde il calore degli strumenti acustici — archi, chitarre e batteria — con elementi più moderni, come sub elettronici profondi e texture sintetiche. Il risultato è un paesaggio sonoro emotivo e contemporaneo, capace di sostenere la narrazione con delicatezza e intensità, in una dimensione sospesa tra tradizione e innovazione.
Dal punto di vista tematico, il brano restituisce dignità poetica a una figura spesso marginale nell’immaginario musicale: il venditore ambulante di rose. Riletto attraverso una lente romantica, diventa una sorta di Cupido contemporaneo, fedele al proprio ruolo fino ad accettare il rischio del ridicolo pur di portare avanti la propria missione. In questa prospettiva, il venditore di rose apre uno scorcio inaspettato sull’universo della passione quotidiana, offrendo uno sguardo delicato e intenso sull’eros nelle sue forme più semplici e autentiche.
Claudia Cantisani è didatta, vocalist e compositrice laziale d’origine e lucana d’adozione. Formata in canto lirico al Conservatorio “Gesualdo Da Venosa” di Potenza, approfondisce la scrittura al C.E.T. di Mogol e si specializza nel jazz con la tecnica Vocal Power di Elisabeth Howard, di cui è insegnante certificata.
Artista poliedrica, pubblica diversi album tra cui “Storie d’amore non troppo riuscite” (2013), “Non inizia bene neanche questo weekend” (2018) e “Sabrina sul petrolio” (2023), collaborando con nomi come Joe Amoruso, Sergio Caputo, Andrea Agresti e Alessandro Haber. Nel 2025 esce il singolo “L’uomo del sì” in duetto con Petra Magoni e, nel 2026, pubblica il singolo “Il Venditore di Rose”, con cui dà avvio a un nuovo capitolo artistico.
Vincitrice di premi e riconoscimenti sin dagli esordi, è protagonista di un’intensa attività concertistica in festival, jazz club e teatri in Italia e all’estero, oltre a numerose partecipazioni radiofoniche e televisive RAI. Nel gennaio 2026 registra il sold out al Blue Note di Milano, confermando il forte riscontro del suo percorso musicale.
La nostra intervista con Claudia Cantisani andrà in onda:
Martedì 16 giugno alle 16:35 e venerdì 19 giugno alle 10:10.
A gentile richiesta, l'intervista sarà riproposta:
Venerdì 26 giugno alle 16:35 e martedì 30 giugno alle 10:10.

File.41: Kophra - intervista

Kophra - Fuori Europa

Ascolteremo "Fuori Europa" assieme al giovanissimo cantautore toscano

Fuori Europa” è un brano di Kophra nato dall’incontro artistico con Macs, produttore di grande esperienza e rilievo nel panorama discografico italiano, che ha creduto nel progetto fin dal primo momento.
Con sonorità fresche, leggere e decisamente estive, il singolo vuole regalare un momento di evasione all’ascoltatore, invitandolo a mettere da parte le preoccupazioni e a rimandare almeno per un attimo i problemi al giorno dopo.
Al centro della canzone c’è una ragazza che sente il bisogno di scappare, di andare metaforicamente “fuori Europa”, lontano da una realtà che le sta stretta e da una mente ormai sovraccarica di pensieri. Kophra racconta questa situazione con leggerezza e un sorriso velato di consapevolezza, accettando i sentimenti che prova per lei e invitandola a lasciarsi andare.
Il messaggio del brano è semplice ma potente: vivere il presente, respirare l’estate che arriva e spegnere, almeno per qualche istante, quel rumore di fondo che spesso la nostra mente continua a produrre.
BIO
Kophra è un cantautore toscano classe 2005. La sua carriera inizia con l’uscita di alcuni singoli pubblicati sulle varie piattaforme, accompagnati da piccole esperienze live.
Nel 2023 partecipa ai casting di "Amici" riuscendo ad arrivare fino alle fasi finale, non aggiudicandosi un banco per un soffio. L'esperienza gli permette comunque di farsi notare e amare dal pubblico, ne sono una dimostrazione le diverse fanpage a lui dedicate.
A gennaio 2024 entra in contatto con Federico Cacciatori il quale diventa il suo produttore e direttore musicale dei suoi live. Affiancatosi ad altri musicisti che lo accompagnano live oltre Federico, Kophra passa da un semplice live vocal base ad una formazione full band.
Nell’estate dello stesso anno, dopo aver rilasciato “Avanti tutta” il suo brano più ascoltato ed apprezzato, parte per numerose esperienze live full band.
Tra le più significative l'apertura al concerto di Alfa, presso Villa Bertelli (Forte Dei Marmi) e a Voglio tornare negli anni 90 presso l’Arena della Versilia (Montignoso) lasciando un segno nel cuore del pubblico e di tanti addetti ai lavori del mondo dello spettacolo.
Il 21 giugno al San Park Adriatic Arena di San Benedetto del Tronto aprirà l'unica data italiana di Ricky Martin.
La nostra intervista con Kophra andrà in onda:
Lunedì 15 giugno alle 16:35 e giovedì 18 giugno alle 10:10.