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File.41: Jay Santos - intervista

Jay Santos - intervista

Con “Llegamos a la Disco”, l'artista colombiano ci farà ballare anche quest'estate

L’artista colombiano Jay Santos sarà nostro ospite per presentare il suo nuovo singolo “Llegamos a la Disco”, una proposta pensata per conquistare le piste da ballo a livello globale.
Conosciuto per successi internazionali come “Caliente” e “Dale Morena", Santos torna con un vero e proprio inno che fonde il sound tech più attuale con il vibrante mood latino colombiano. “Llegamos a la Disco” vede la partecipazione di importanti nomi della scena urban: El Fother, pioniere del Dembow Dominicano; Santiago, noto per brani come “Sta Femmenna” e “Tiki Tiki”; e PeterKing, celebre per il suo slogan “Fuapata”.
La produzione musicale del singolo è affidata a Gabryels, noto per hit globali come “Zumba” di Don Omar e “Mía” di Bad Bunny insieme a Drake, brano che supera 1,5 miliardi di stream su Spotify. Il mastering è stato curato da Ruslan Slatin, che ha collaborato con artisti del calibro di Duki, Quevedo e Saiko, tra gli altri.
Il singolo è pubblicato da Anthem Avenue, label con sede a Milano e Madrid, rafforzando così una visione internazionale destinata a lasciare il segno nella scena urban contemporanea. Con il suo stile unico e una sensibilità musicale sempre in evoluzione, Jay Santos conferma il suo talento nel reinventare le sonorità latine con eleganza e impatto.
La nostra intervista con Jay Santos andrà in onda:
Venerdì 12 giugno alle 16:35 e martedì 16 giugno alle 10:10.

File.41: Leonardo De Andreis - intervista

Leonardo De Andreis - Hotel Chill

"Hotel Chill" è il nuovo singolo dell'artista di "Soltero"

Dopo lo straordinario successo ottenuto con "Soltero", Leonardo De Andreis torna con il suo nuovo attesissimo singolo: "Hotel Chill". Un pezzo decisamente maturo, caratterizzato da calde sonorità dal sapore soul che avvolgono l'ascoltatore fin dalle prime note.
Il brano vuole trasmettere un messaggio profondo e quanto mai attuale: l'invito a non farsi abbagliare dal concetto effimero di lusso sfrenato e dalle apparenze.
Leonardo ci ricorda che sebbene la ricchezza materiale possa apparire gratificante e desiderabile, in realtà rischia di trasformarsi in una gabbia dorata. Una trappola invisibile capace di anestetizzare le emozioni e, soprattutto, di ostacolare lo sviluppo e la crescita di una coscienza autentica, libera da preconcetti.

Bio
Leonardo De Andreis è un artista e cantautore italiano che unisce pop contemporaneo, scrittura diretta e una forte identità comunicativa.
Dopo aver catturato l'attenzione di critica e ascoltatori con “Soltero”, Leonardo prosegue con determinazione il suo percorso discografico con “Hotel Chill”, uscito su tutte le piattaforme digitali e in radio il 29 maggio 2026.
Con questo nuovo singolo, Leonardo De Andreis conferma una direzione artistica decisamente più matura, personale e consapevole, consolidando il suo posto nel panorama musicale attuale.
La nostra intervista con Leonardo De Andreis andrà in onda:
Mercoledì 10 giugno alle 16:35 e sabato 13 giugno alle 10:10.

Dall’album al singolo: come sta cambiando l’industria musicale

Dall’album al singolo: come sta cambiando l’industria musicale

Il trionfo del singolo nell’era dello streaming: come e perché l’album perde centralità

Negli ultimi anni l’industria musicale ha attraversato una trasformazione silenziosa ma radicale: l’album, un tempo considerato il formato per eccellenza della maturità artistica, ha progressivamente perso centralità a favore del singolo, oggi dominante nelle strategie di pubblicazione di artisti emergenti e affermati.
Sempre più spesso i grandi nomi della musica internazionale lasciano trascorrere anni, talvolta oltre un decennio, tra un album e l’altro, mentre mantengono un contatto costante con il pubblico attraverso uscite isolate, collaborazioni e brani pubblicati con frequenza regolare. Questa evoluzione è il risultato di una convergenza di fattori tecnologici, economici e culturali che hanno ridefinito il rapporto tra musica, artisti e ascoltatori.
Il cambiamento più evidente è legato all’avvento dello streaming, che ha completamente trasformato le abitudini di consumo. Le piattaforme digitali non incentivano più l’ascolto lineare e completo di un disco, ma favoriscono una fruizione frammentata, basata su playlist personalizzate, suggerimenti algoritmici e contenuti virali. In questo ecosistema il singolo diventa uno strumento più efficace, perché consente all’artista di rimanere costantemente visibile, di alimentare la propria presenza sulle piattaforme e di inserirsi con maggiore facilità nei meccanismi di raccomandazione automatica.
A questo si aggiunge il mutamento dell’economia dell’attenzione. In un contesto dominato da social media, video brevi e flussi continui di contenuti, la soglia di concentrazione del pubblico si è ridotta e la musica non fa eccezione. Un brano singolo è veloce da ascoltare, facilmente condivisibile e perfettamente integrabile nei linguaggi di piattaforme come TikTok o Instagram; un album, al contrario, richiede tempo e una disponibilità all’ascolto sempre più rara nel pubblico generalista.
Anche gli algoritmi giocano un ruolo chiave, premiando la continuità delle pubblicazioni. Un artista che rilascia brani con regolarità ha molte più possibilità di entrare nelle playlist editoriali o automatiche, che rappresentano oggi il principale canale di scoperta musicale. Chi pubblica raramente, invece, rischia di scomparire dai radar tra un progetto e l’altro.
Dal punto di vista economico, inoltre, il singolo rappresenta una scelta meno rischiosa rispetto all’album, che comporta investimenti elevati e un ritorno incerto concentrato in un arco temporale limitato. Pubblicare singoli permette di distribuire i costi, testare nuove sonorità, raccogliere feedback immediati e adattare rapidamente la propria direzione artistica, secondo una logica più flessibile e quasi “iterativa”.
In questo scenario anche i grandi artisti hanno ridefinito le proprie strategie, riservando l’uscita di un album a momenti particolari, spesso costruiti come eventi globali accompagnati da lunghe campagne di attesa. Nel frattempo mantengono viva la relazione con il pubblico attraverso singoli, featuring e progetti collaterali. L’album non scompare, ma cambia funzione: diventa più raro e simbolico, un momento di sintesi artistica più che uno strumento di presenza continua sul mercato.
Questa trasformazione solleva inevitabilmente interrogativi sul piano culturale. L’album era spesso concepito come un’opera coerente, un percorso narrativo capace di esprimere una visione complessiva; la centralità del singolo rischia invece di frammentare l’esperienza musicale in una sequenza di episodi isolati. Eppure la stessa dinamica può essere interpretata anche come un’opportunità, perché offre maggiore libertà creativa, consente agli artisti di dialogare in tempo reale con il pubblico e permette di sperimentare senza i vincoli di un progetto definitivo.
Più che di una scomparsa dell’album, si dovrebbe dunque parlare di una sua ridefinizione. Il singolo domina la dimensione della visibilità e dell’interazione quotidiana, mentre l’album assume un valore più concentrato e identitario.
In definitiva, la musica non sta perdendo profondità, ma cambiando forma: e il vero nodo per gli artisti contemporanei è trovare un equilibrio tra la necessità di restare presenti nel flusso continuo dei contenuti e il desiderio di costruire opere capaci di lasciare un’impronta duratura.

File.41: Giuseppe Di Gennaro - intervista

Giuseppe Di Gennaro

“Forme di continuità” è il singolo che ascolteremo con il cantautore nostro ospite

“Forme di continuità” è il nuovo brano del cantautore, autore, musicista e produttore Giuseppe Di Gennaro, che ha anticipato il nuovo album di inediti “Elementi e forme di continuità”, uscito a maggio.
“Forme di continuità”, dal sound folk rock con venature elettroniche e post-rock, unisce scrittura cantautorale e sperimentazione, segnando il ritorno di Giuseppe Di Gennaro. Il brano nasce come una riflessione sul tempo (e sui tempi), tema ricorrente nella produzione dell’artista, e sul valore della rinuncia come possibile chiave per definire la propria identità: un elogio alla lentezza in un presente ipersonico, che va oltre la semplice “canzone di viaggio” per diventare un attraversamento interiore.
Dal punto di vista musicale, il brano prende forma dalla chitarra acustica, a cui si aggiungono la batteria di Daniel Fasano e il basso di Salvatore Marra, contribuendo a costruire un paesaggio sonoro condiviso e dinamico. I colori si arricchiscono grazie alle chitarre elettriche, alla tastiera e al glockenspiel, suonati dallo stesso autore, in un equilibrio tra essenzialità e stratificazione sonora.
Il nuovo album ““Elementi e forme di continuità” è stato anticipato da un primo brano, “E ancora viaggiare”, pubblicato il 7 luglio 2025, che introduce atmosfere e direzione del progetto.
Giuseppe Di Gennaro (GDG) nasce a Milano e a 4 anni si trasferisce nel Salento a Gallipoli dove, fra chitarre giocattolo ed alcuni strumenti musicali del padre, si avvicina liberamente alla musica. Cantautore, autore, musicista e produttore, porta avanti un percorso artistico coerente e personale che unisce la tradizione della canzone d’autore a influenze folk, post-rock, blues e ambient, con composizioni evocative e ricercate, suonando chitarra, pianoforte e armonica. Nel giro di qualche anno, con alcune canzoni nel cassetto, superato l’esame di compositore paroliere e melodista decide di partecipare a dei concorsi musicali nazionali, distinguendosi nel 1996 al “Divi di domani” (Andromeda Plus) a Milano con il brano “Il tramonto dell’estate”, premiato dal paroliere Alberto Testa, da Memo Remigi e Iva Zanicchi, nel 1997 al Festival di Castrocaro con il brano “Il giovane avventuriero”, nel 1998  al Premio Città di Recanati con il brano “Oltre i palazzi” e nel 2001 finalista all’Accademia della Canzone di Sanremo con il brano “Canzone notturna”.  Negli anni successivi si esibisce da solista e con band, scrive nuovi brani come “Muoviti Piano” per Alessio Caraturo e si esibisce in Italia e all’estero. Tornato in Italia, nel 2009 debutta con l’EP “Multiforme uno” (L’orologio, L’abitudine e Canzone notturna), seguito nel 2016 dall’album “Multiforme due”, accolto positivamente dalla critica indipendente. Nel 2010 approda al LiveMi di Red Ronnie e nel 2011 in seguito alla pubblicazione del brano “Foto ricordo “ viene notato da Cristiano De Andrè insieme al quale scrive “Non è una Favola”, brano di punta estratto dall’album “Come in cielo così in guerra” (Le Nuvole/Universal). Dopo anni di ricerca e scrittura, nel 2025 pubblica “E ancora Viaggiare”, primo tassello del nuovo progetto, seguito nel 2026 dal singolo “Forme di continuità”, che anticipa l’uscita del nuovo album “Elementi e forme di continuità”.
La nostra intervista con Giuseppe Di Gennaro andrà in onda:
Martedì 9 giugno alle 16:35 e venerdì 12 giugno alle 10:10.

A Piero Pelù il Premio Amnesty sezione Big per brano “S.O.S”

Piero Pelù - Premio Amnesty

“S.O.S.” vince il Premio Big di Amnesty International Italia per il migliore brano sui diritti umani

È il brano “S.O.S”, scritto e cantato da Piero Pelù, a vincere il 24° Premio Amnesty International Italia per la sezione Big. Il riconoscimento è promosso da Amnesty International Italia, insieme all’associazione Voci per la Libertà, per premiare il miglior brano sui diritti umani pubblicato da un artista o gruppo di spicco della musica italiana nell’anno precedente. Un modo per mettere in luce artisti e canzoni che possano sensibilizzare su temi legati ai diritti umani attraverso il linguaggio universale della musica.
“S.O.S ci sprona a parlare del genocidio israeliano nella Striscia di Gaza coi tempi del presente, perché le bambine e i bambini palestinesi, quelli ancora in vita, continuano a mangiare pane e violenza, più la seconda che il primo. Da questo brano, poetico e potente, crudo e suggestivo insieme, si leva il bisogno di futuro, di quel diritto alla felicità che è e sarà l’unica condizione grazie alla quale l’odio puoi tenerlo fuori”, ha dichiarato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.
La canzone, scritta, registrata e resa disponibile gratuitamente in poche ore a ottobre 2025 dallo stesso Pelù, nasce dall'urgenza di dare voce, attraverso la musica, a quanto sta accadendo nel Territorio palestinese occupato e alla necessità di non restare indifferenti davanti alla sofferenza delle persone civili, dei bambini e delle bambine nella Striscia di Gaza. Un appello a difendere la pace e la giustizia.
“Ho scritto SOS lo scorso ottobre, una canzone che mi è venuta dal cuore e che parla dei genocidi in atto in ogni parte del mondo (e in particolare di quello palestinese) e del ruolo fondamentale dei soccorritori delle ong nei luoghi di guerra (in particolare di Medici senza frontiere e della Global Sumud Flottilla per il loro ruolo di generatori di attenzioni mediatica su Gaza)”, ha raccontato Piero Pelù, che ha chiarito inoltre la scelta di non pubblicare il brano sulle piattaforme di streaming: “Ho deciso di renderla scaricabile gratuitamente sul mio sito perché non ho voluto usare piattaforme coinvolte in armi e propagande di dittatori”.
“Grazie Amnesty International per questo importante riconoscimento, impreziosito dal vostro lavoro costante e puntuale di difesa dei diritti umani, sempre più calpestati oggi dalla barbarie di certe multinazionali, lobbies e stati”, ha dichiarato Pelù non appena saputo di aver ottenuto questo premio. Il rocker italiano ha poi rivolto un appello a tutti gli italiani: “Il periodo sociopolitico che stiamo vivendo è talmente complesso e pericoloso che solo con l’impegno congiunto di ognuno di noi nei rispettivi campi potremo aspirare ad essere un pianeta ancora a misura di donne e uomini che crescono e praticano il valore assoluto della pace”.
Il Premio è legato alla 29ª edizione del festival “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”, che unisce musica, arte e diritti umani e che si terrà a Rovigo dal 24 al 26 luglio.
A causa della concomitanza con il tour estivo dei Litfiba, il premio non sarà consegnato durante il festival come da tradizione, ma il 16 luglio a Rock in Roma, proprio durante il concerto della band.
Insieme a Pelù, si contendevano il premio le Bambole di Pezza (con “Senza permesso”), i Baustelle (“Canzone verde, amore tossico”), Diodato (“Non ci credo più”), Ginevra (“Femina”), Ibla (“Rituale”), Fiorella Mannoia (“Eroi”), Murubutu (“Minuscola”), La Niña (“Figlia d’ ’a tempesta”) e Willie Peyote (“Grazie ma no grazie”).
Un gruppo trasversale di artisti per età e generi musicali, unito da testi di forte impatto che spaziano dalla crisi ambientale alla condizione femminile, fino a solidarietà, migrazioni e resistenza.
Il Premio è assegnato da una giuria composta da giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi, intellettuali, linguisti, rappresentanti di Amnesty International Italia e di Voci per la Libertà.
Nelle precedenti edizioni hanno vinto: “Il mio nemico” di Daniele Silvestri (2003);“Pane e coraggio” di Ivano Fossati (2004); “Ebano” dei Modena City Ramblers (2005); “Rwanda” di Paola Turci (2006); “Occhiali Rotti” di Samuele Bersani (2007); “Canenero” dei Subsonica (2008); “Lettere di soldati” di Vinicio Capossela (2009); “Mio zio” di Carmen Consoli (2010); “Genova Brucia” di Simone Cristicchi (2011); “Non è un film” di Frankie Hi-Nrg MC e Fiorella Mannoia (2012); “Gerardo nuvola ‘e Povere” di Enzo Avitabile e Francesco Guccini (2013); “Atto di forza” di Francesco e Max Gazzè (2014); “Scendi giù” di Alessandro Mannarino (2015); “Pronti a salpare” di Edoardo Bennato (2016); “Ballata triste” di Nada (2017); “L’uomo nero” di Brunori Sas (2018); “Salvagente” di Roy Paci & Aretuska feat. Willie Peyote (2019); “Io sono l’altro” di Niccolò Fabi (2020); “Dalle mie parti” dei Negramaro (2021); nuovamente Carmen Consoli con “L’uomo nero” (2022); “Severodonetsk” di Manuel Agnelli (2023), “La mia terra” di Diodato (2024) e “Onda alta” di Dargen D’amico (2025).

File.41: Elettrolüsc - intervista

Elettrolüsc

"Cosmico Lisa" racconta di un incontro sfuggente con una donna

In radio e in digitale “Cosmico Lisa”, il nuovo singolo della rock band Elettrolüsc.
“Cosmico Lisa, è brano diretto ed energico, che, attraverso un sound compatto, racconta un incontro sfuggente con una donna trasformandolo in ispirazione creativa, nel tipico stile ironico e immediato del gruppo.
«Abbiamo costruito il brano su tre strofe senza ritornello racconta Lüsc , parte a razzo e non cala mai. Pirroz ha registrato tre chitarre esplosive che trascinano il resto del gruppo a dare il massimo. Se piace all'inizio piace fino in fondo, non c'è tempo per cambiare idea.»
Nati nell’era pre-social e profondamente legati a Milano, gli Elettrolüsc sono una band dall’identità indipendente e fuori dagli schemi. I loro testi, interamente in italiano, uniscono ironia e osservazione della realtà, mentre la musica attraversa sonorità diverse senza aderire a un genere preciso.
La formazione è composta da Lüsc (Luca Arminio) alla voce e ai testi, Pirroz (Piero Di Bello) alle chitarre e Walter Pioltello (Walter Colombo) alla batteria. Negli anni la band ha consolidato una forte dimensione live, costruendo un pubblico affezionato grazie a concerti energici e coinvolgenti.
Abbiamo incontrato Lüsc, la voce degli Elettrolüsc per un'intervista che andrà in onda:
Lunedì 8 giugno alle 16:35 e giovedì 11 giugno alle 10:10.

Il ritorno di Amadeus in Rai da Fiorello

Fiorello, Amadeus, Biggio

Lo showman celebra il ritorno dell'amico, che si commuove ripercorrendo i momenti più iconici dei 5 anni degli 'Amarello'. La confessione su Sanremo: "Non si dice mai di no"

Un lungo applauso del pubblico accoglie Amadeus a La Pennicanza, protagonista della penultima puntata insieme a Fiorello e Fabrizio Biggio. Lo showman celebra il ritorno dell’amico in Rai dopo due anni di assenza e ironizza: “In due anni sono successe tante cose, stanno vendendo tutto. Se non ci muoviamo, vendono anche noi”.
Spazio quindi al filmato celebrativo con i momenti più iconici dei cinque Festival di Sanremo che hanno visto gli “Amarello” protagonisti. “Non c’è John Travolta perché quell’episodio è tra le denunce penali”, scherza Fiorello. Le immagini emozionano Amadeus, che poi si lascia andare a un momento musicale con l’amico cantando sulle note di "Non Amarmi": “Dimmi perché piangi? Di felicità. E perché non torni? Questo non si sa”. E continua: “Anche se la Rai ha dei muri enormi, io non ho paura e voglio superarli”.
Inevitabile il tema Sanremo. Alla domanda su un possibile ritorno alla guida del Festival, Amadeus non chiude la porta: “Sanremo non si rifiuta mai. Sono stati cinque anni di divertimento vero, anno dopo anno, di grande gioia e improvvisazione. Poi io amo le canzoni. Quante ne ho ascoltate in cinque anni? Più o meno cinquemila, tra Giovani e Big”.
Tra aneddoti e curiosità, Fiorello indaga su alcuni dei possibili esclusi eccellenti del passato e Amadeus risponde: “Massimo Ranieri non l’ho mai scartato. Annalisa l’ho scartata il primo anno. Emma mai scartata. Se prendi un cantante con una canzone che non funziona gli fai un danno”. Poi rivendica alcune intuizioni: “Abbiamo investito su due nomi giovani: Tananai e Olly. Eravamo convinti che fossero due grandi talenti e abbiamo avuto ragione”.
Gran finale con l’immancabile galleria di imitazioni di Fiorello. A prendere la parola è un furibondo Al Bano: “Cinque Sanremo e non mi hai mai preso, ho fatto solo il superospite. Ho passato notti insonni a scrivere, gli ho mandato olive, vino e casse di formaggio. Si prendeva tutto e poi quando annunciavano i Big al Tg1 non c’ero mai e lo prendevo in quel posto. Anche due sacchi di croccantini per il suo cane”.
Si conclude così l’appuntamento quotidiano de La Pennicanza, il programma di Fiorello e Fabrizio Biggio in onda dal lunedì al venerdì alle 13:45 su Rai Radio2, RaiPlay, sul canale 202 del digitale terrestre e alle 7:10 del mattino, su Rai2, con La Mattinanza.
(comunicato Daniele Mignardi Promopressagency)

File.41: Silvia Salemi - intervista

Silvia Salemi - End Of Silence

"End Of Silence": una canzone che rompe il silenzio e dà voce a emozioni profonde, trasformandole in musica

Disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica il nuovo singolo di Silvia Salemi dal titolo “End Of Silence”, nell’anno che segna il trentennale della carriera dell’artista e ad un anno dalla pubblicazione del suo ultimo disco “Coralli”.
“End Of Silence”, scritto dalla stessa Silvia Salemi e prodotto da Francesco Tosoni, anticipa il nuovo album della cantautrice siciliana, previsto per il prossimo settembre.
La canzone ha una genesi particolare. Segnata nell’intimo dalla vicenda di una persona cara, che aveva ricevuto una diagnosi di tumore, l'artista scrive il testo toccata da un particolare aspetto di quella vicenda umana: il silenzio. Il cancro, infatti, è una malattia che fa rumore nella vita di chi la affronta, avvolta da incertezze, paure e tante domande che cercano risposta. Oggi però, al di là del silenzio, ci sono gli straordinari progressi della ricerca, i risultati della diagnosi precoce e l’importanza della prevenzione.
Musicalmente, "End Of Silence” è un brano pop elettronico contemporaneo dall'energia immediata e travolgente. La ritmica cadenzata guida l'ascoltatore dall'inizio alla fine, con una produzione attuale che trova il suo punto di massima intensità in un ritornello aperto e liberatorio, esattamente come suggerisce il titolo.
La voce di Silvia Salemi è in primo piano ma perfettamente integrata nel mix: presente, riconoscibile, capace di portare il peso emotivo del testo senza mai appesantire il suono. Il risultato è un brano che non si piega sotto il tema che racconta, ma lo trasforma in energia, in slancio, in speranza. La fine del silenzio, qui, suona davvero come un inizio.
“End Of Silence” vuole essere la canzone che rompe il silenzio sui tumori grazie al linguaggio universale e penetrante della musica. Per questo l’azienda farmaceutica AstraZeneca ha deciso di collaborare a questo progetto, patrocinato anche dalle associazioni pazienti. Ancora una volta la musica diventa uno straordinario mezzo di comunicazione, per far capire a tutti che il cancro, grazie alla ricerca e all’innovazione, è un tema di cui oggi si può parlare in altri termini, con una maggiore speranza anche per il futuro.
La nostra intervista con Silvia Salemi andrà in onda:
Giovedì 4 giugno alle 16:35 e lunedì 8 giugno alle 10:10.

File.41: Stessy - intervista

Stessy - Scàveze

La forza di rinascere ha il soul di "Scàveze", il nuovo singolo che presenteremo con lei

Su tutte le piattaforme digitali "Scàveze", il nuovo singolo firmato da Papik e Stessy, pubblicato da Alman Music. 
Accompagnato dal videoclip ufficiale, il brano anticipa l’album di prossima uscita e si presenta come una potente dichiarazione di indipendenza emotiva. Tra soul e rinascita personale.
"Scàveze" (scalza) racconta la forza e la determinazione di una donna che decide di liberarsi dalle proprie paure, abbandonando ogni limite imposto e scegliendo di affrontare l’ignoto con coraggio. Un viaggio interiore che si trasforma nella consapevolezza che ogni ostacolo può diventare l’inizio di un nuovo percorso.
Il testo alterna italiano e inglese, sottolineando il respiro internazionale del progetto che risulta accessibile e immediato. La produzione e gli arrangiamenti sono curati da Nerio Poggi, Peter De Girolamo e Pasquale Di Maso che firma anche musica e parole di una composizione intensa e coerente, capace di parlare al cuore dell’ascoltatore.
Il brano si inserisce nel panorama musicale come una voce forte e autentica - quella della napoletana Stessy che racconta il coraggio femminile senza retorica, ma con una sincerità disarmante. "Scàveze" non è solo una canzone, ma un invito a superare i propri limiti, a non fermarsi, anche quando “il cielo non è blu”. Un messaggio potente, attuale, necessario.
Bio
Voce soul dalla formazione jazz, Anastasia Celio (questo il vero nome di Stessy) inizia a cantare a soli sei anni, per poi proseguire con studi strutturati e una laurea in canto jazz al Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli. Cresciuta artisticamente tra i club partenopei, grazie alla guida della vocal coach Ivana Muscoso, si fa notare per la sua presenza scenica e il timbro caldo e versatile. Dopo aver partecipato a diversi talent locali, incontra il produttore Paco Di Maso e dà vita all’album “Get up” e successivamente al brano “Miezz’a gente”, che mescolano RnB, soul, disco e funk, arrangiati insieme a Papik e Peter Di Gerolamo.
Nel 2026, sotto etichetta Alman Music, storicamente legata alla rivisitazione del patrimonio musicale partenopeo, la svolta artistica: vedono la luce il brano “Pe nu mumento” e il nuovo singolo “Scàveze”, che anticipano l’album di inediti di prossima pubblicazione.
La nostra intervista con Stessy andrà in onda:
Mercoledì 3 giugno alle 16:35 e sabato 6 giugno alle 10:10.

Raf torna a sorpresa con "Pazzi stupidi ragazzi"

Raf - Pazzi stupidi ragazzi

L'artista sarà in concerto da luglio per “INFINITO - ESTATE 2026”

Raf torna a sorpresa - dopo la sua partecipazione alla 76° edizione del Festival di Sanremo con “Ora e per sempre” - con il nuovo singolo “Pazzi stupidi ragazzi” (Warner Records / Warner Music Italy / Girotondo srl), disponibile dal 29 maggio sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica, che anticipa l’uscita dell’album di inediti prevista per il prossimo autunno.
Pazzi stupidi ragazziracconta un amore istintivo, irrazionale e travolgente, uno di quei legami capaci di resistere al tempo, alle distanze e soprattutto alle differenze. È la storia di due persone che continuano a cercarsi e a rincorrersi perché, quando un sentimento è autentico, tutto il resto perde importanza: le paure, gli ostacoli, i confini che spesso siamo noi stessi a creare.
Musicalmente, il brano ha un’anima electropop intensa e ritmata, pensata per far “muovere” ma anche per emozionare. Tra atmosfere notturne, immagini romantiche, corse verso l’estate e stelle da contare insieme, la canzone accompagna l’ascoltatore in un viaggio fatto di desiderio, libertà e connessione.
Perché le differenze non dovrebbero mai dividerci: spesso sono solo illusioni create dalla mente.
“Ho voluto raccontare la libertà di amarsi senza filtri e senza condizioniafferma Raf - con quella parte un po’ folle e sincera che ci rende tutti, in fondo, ancora ‘pazzi stupidi ragazzi’. Nel brano c’è nostalgia, ma anche energia, voglia di vivere e di lasciarsi andare”.
Pazzi stupidi ragazzi” sarà presentata dal vivo durante le tappe estive del tour “INFINITO - ESTATE 2026” - organizzato da Friends&Partners, prodotto da Girotondo EM srl in collaborazione MOMY RECORDS – occasione in cui saranno festeggiati i 25 anni del successo “Infinito”. Un vero e proprio evergreen che continua a emozionarci, è tra i brani “manifesto” della carriera di Raf, lunga oltre 40 anni e fatta di migliaia di live, 14 album pubblicati in studio, più di 20 milioni di dischi venduti in tutto il mondo. L’artista, padre del pop in Italia, tra le voci e firme più belle e rappresentative della canzone italiana, dedicherà al suo pubblico un viaggio musicale che scandisce le tappe significative del suo percorso artistico fino al capitolo più recente, quello sanremese.
Il prossimo autunno invece Raf sarà nei palazzetti con “INFINITO - Palasport 2026”: il 9 ottobre al Palapartenope di Napoli, il 12 ottobre all’Unipol Forum di Milano e il 17 ottobre al Palazzo dello Sport di Roma.
I biglietti sono disponibili in prevendita su ticketone.it e in tutti i punti vendita autorizzati.
Un nuovo capitolo live per Raf, che arriva dopo l’intensa esperienza sanremese, durante la quale l’artista ha emozionato il pubblico con una ballad romantica e autobiografica, scritta insieme al figlio Samuele Riefoli, che ne ha curato anche la regia del videoclip.
Nel corso della sua carriera, Raf ha firmato e interpretato successi che hanno segnato la storia della musica italiana, da “Self Control” a “Il Battito Animale”, da “Cosa Resterà degli Anni ‘80” a “Ti Pretendo”, passando per “Sei La Più Bella Del Mondo”, “Stai con Me”, “Non è mai un errore” e “Infinito”. Brani entrati nell’immaginario collettivo, amati da milioni di persone e capaci di attraversare generazioni e classifiche internazionali.
Cantautore, autore e compositore raffinato, Raf si è sempre distinto per una scrittura autentica e riconoscibile, oltre che per una straordinaria capacità interpretativa, intensa e contemporanea. Una cifra artistica che continua ancora oggi a rinnovarsi, mantenendo intatta la forza emotiva che da sempre caratterizza la sua musica.
(comunicato Warner Music a cura di Roberto Fagioli)