File.41: Roby Rossini - intervista
"Due Universi": il nuovo singolo in duetto con Melody Castellari, una delle voci femminili più belle della dance italiana
Torna Roby Rossini con "Due Universi", nuovo singolo in duetto con una delle voci femminili più belle della dance italiana, Melody Castellari - già interprete in progetti come Lady Violet (Inside To Outside), A.D.A.M. (Zombie), D.E.A.R. (Talk To Me) e molti altri.
Scritto insieme al musicista pugliese Gaudenzio Contestabile (in arte Prince Gaudy) con l’apporto creativo della stessa Melody Castellari insieme ad Alex Leblanc, socio storico di Rossini con il quale ha condiviso inoltre la produzione musicale e la realizzazione del magnetico video lyrics.
Roby Rossini collabora con Alex Leblanc sin dai primi anni 2000. Insieme hanno realizzato produzioni come “Tanz bambolina”, “Rendez vous”, “The castle”, “Future mind”, “Arcobaleno”, il progetto Question Mark “Storia” e le recenti "Sunshine of love" e "Sabato Notte (feat Liam)".
Melody Castellari ha prestato la voce a successi internazionali come Zombie degli A.D.A.M. e Inside to Outside del progetto Lady Violet, pur senza apparire pubblicamente con questi nomi. Mentre invece per il progetto D.E.A.R., nei brani Talk to Me e Think of You, oltre a cantare fu anche l’immagine ufficiale ed icona. Nonostante il successo nel mondo della dance, Melody ha anche un’anima profondamente rock che trova sfogo soprattutto nelle sue esibizioni dal vivo.
Melodico ed accattivante, “Due Universi” è il nuovo e atteso inedito dedicato all'unione di due anime artistiche: due universi paralleli ma concilianti, che intrecciano le loro emozioni in un canto a ritmo dance con atmosfere volutamente anni ‘90/2000.
La nostra intervista con Roby Rossini andrà in onda:
Martedì 4 novembre alle 16:35 e venerdì 7 novembre alle 10:10.
File.41: Frank Commisso - intervista
La ballad "Gli angoli del mondo" è il brano che ascolteremo con il cantautore
“Gli angoli del mondo”, il nuovo brano di Frank Commisso, è una ballata pop intensa e cinematografica, costruita su atmosfere morbide e riverberate, e una voce calda, in primo piano, che trasmette malinconia e luce. Un invito a guardare negli angoli più nascosti della realtà e dell’anima per scoprire un cambiamento, una rinascita.
La canzone attraversa dinamiche emotive: dalle strofe intime, si apre verso un pre-chorus in crescendo e un ritornello luminoso, sostenuto da cori e accordi distesi. Il testo evoca immagini potenti per raccontare un passaggio interiore che trasforma il gelo in calore, l’ombra in luce, le lacrime in stelle. Un cuore che si perde e si ricompone dentro il “nostro show”: la relazione, ma anche il teatro della vita. Nel mondo evocato da Commisso, quel “qualcuno” che salva non ha un volto unico: può essere una persona amata, una parte di sé, un’entità spirituale o la bellezza stessa di un frammento d’arte. In ogni caso, è l’incontro che accende la rinascita.
L’artwork del singolo, realizzato da Simone Ornaghi di To Trigger, riflette perfettamente l’immaginario del brano: un angolo buio si apre su un mare al tramonto, in cui fluttuano specchi sospesi che riflettono il cielo. Ombra e luce convivono nello stesso fotogramma, tra passato chiuso e futuro possibile. Una visione da film interiore, con grana fine e taglio widescreen.
Il brano è stato realizzato presso il VS Advice Music Recording Studio, dove Alberto Boi e Savino Valerio ne hanno curato la produzione musicale e gli arrangiamenti. Alla definizione del sound ha contribuito anche il chitarrista Raffaele Celentano, conosciuto come "Il Raffa", membro della band Hottika.
BIO
Frank Commisso cantautore e performer, porta avanti spettacoli live in tutta Italia, dove unisce musica e trasformismo in uno show coinvolgente e visionario. Nel 2022 diventa il frontman degli Hottika, cover band di Vasco Rossi. Da gennaio 2023 ha affiancato alla musica l’impegno sociale con l’associazione Officine Buone, portando arte e sorrisi negli ospedali.
Tra il 2023 e il 2025 ha partecipato a numerosi progetti teatrali – da Divina (Maria Callas) a La Bohème, La Traviata e Giacomo Casanova – sotto la regia di Paola Pellegrino. In tv è stato ospite in trasmissioni come Band to Band, Un Palco per Tutti, Premiatissimi Italia (con performance trasformiste nei panni di Mina, Celentano e Bobby Solo) e Citofonare Rai 2. Ha preso parte anche al format Story Time, raccontando il suo percorso artistico.
Il 1 agosto arriva in radio il singolo solista “Gli angoli del mondo”.
La nostra intervista con Frank Commisso andrà in onda:
Lunedì 3 novembre alle 16:35 e giovedì 6 novembre alle 10:10.
Marracash: "È finita la pace" da oggi in radio
Il cofanetto contenente i tre album della trilogia insieme all’inedito libro disponibile ora
È da oggi in rotazione radiofonica “È FINITA LA PACE”, singolo certificato disco d’oro tratto dall’ultimo album in studio di Marracash, che porta lo stesso nome. È inoltre adesso disponibile sullo shop Universal Music Italia “QUALCOSA IN CUI CREDERE”, l’inedito cofanetto contenente i tre album che compongono la Trilogia: “Persona”, “Noi, Loro, Gli Altri” e “È finita la pace”. Arricchisce il box set l’omonimo e inedito libro edito da Rizzoli Lizard in cui l’artista - insieme al giornalista Claudio Cabona - sviscera i tre dischi manifesto attraverso aneddoti, riflessioni, visioni, ferite, idee e valori che hanno animato la genesi dei progetti discografici.
Da un’idea di Zef, il brano “È FINITA LA PACE” presenta al suo interno il campionamento di “Firenze (Canzone Triste)” di Ivan Graziani e il risultato finale è un pezzo di cui l’artista va particolarmente fiero. Scritta interamente da Marracash, la canzone richiama fortemente il cantautorato italiano e la canzone popolare, con un tocco di blues. L'utilizzo di campionamenti della musica italiana in chiave hip hop è ormai un marchio di fabbrica per Marracash, Zef e Marz che riescono a trasformare queste canzoni, mantenendo un taglio hip hop, all’interno di produzioni moderne, distanti dall’originale.
Il disco “È FINITA LA PACE”, certificato doppio disco di platino, è il settimo album in studio, pubblicato a sorpresa il 13 dicembre 2024. Composto da 13 tracce senza featuring, arriva a tre anni dall’ultimo progetto di Marracash e rappresenta l’atto conclusivo di un percorso artistico e personale. Il visual album di “È finita la pace”, diretto da Chiara Battistini e Giulio Rosati, con la direzione creativa a cura della stessa Chiara Battistini, trasforma il disco in un’esperienza multisensoriale, che coinvolge non solo l’ascolto ma anche la dimensione visiva.
Quest’ultimo progetto discografico è il terzo e ultimo atto di un percorso iniziato nel 2019 con “Persona” (nove dischi di platino), dove Marracash racconta la ‘crisi’ e riflette sulla propria carriera, vita e identità. Segue “Noi, Loro, Gli Altri” (sette dischi di platino, 2021), che ne rappresenta la naturale evoluzione, affronta lo ‘scontro’ e mette i propri dubbi e interrogativi in una prospettiva anche sociale. Con “È finita la pace” (2024), invece, arriva l’accettazione e rivendicazione dell’essere unico. L’artista esce dalle incertezze e dal caos esterno, dalla superficialità che abbiamo intorno per immergersi in una “bolla” di tutt’altro genere, con una consapevolezza nuova.
La Trilogia di Marracash - alla quale si ispira “QUALCOSA IN CUI CREDERE”, l’inedito cofanetto disponibile da oggi - ha segnato profondamente la scena musicale, lasciando un'impronta narrativa duratura. La sua rilevanza è confermata dalla straordinaria permanenza dei suoi dischi e singoli nelle classifiche FIMI: ad oggi, tutti gli album della Trilogia occupano le prime 30 posizioni della classifica FIMI degli album.
I brani della Trilogia sono stati inoltre protagonisti della scaletta del MARRA STADI25, il tour negli stadi concluso a luglio 2025. La tournée ha significato un traguardo epocale nella storia del rap italiano incoronando Marracash primo rapper in Italia a esibirsi in un tour negli stadi. Dopo il successo di Marrageddon, Marracash ha riscritto le regole dello spettacolo dal vivo alzando ancora una volta l’asticella del live: è approdato sui più importanti palchi del nostro Paese, accompagnato da un impiego di mezzi tecnologici e creativi mai visti prima per un tour di un artista italiano negli stadi.
Lo show, suddiviso in sei capitoli, si sviluppa come un epic movie dal vivo: al centro della scena il conflitto tra Fabio, l’uomo, e Marracash, l'artista, raccontato attraverso il repertorio dei suoi più grandi e recenti successi. Durante il concerto, Fabio e Marracash scopriranno la loro inscindibile connessione, rivelata attraverso l’intensità delle performance dei brani della Trilogia.
A grande richiesta, lo spettacolo che ha conquistato gli stadi arriva ora nei principali palasport italiani e riproporrà il concept ideato per MARRA STADI25, entrambi prodotti da Friends & Partners. Un concept live magistrale, totalmente inedito e unico nel suo genere, un’esperienza immersiva su più livelli e che i fan potranno vivere ancora nel corso della nuova tournée, questa volta in una nuova dimensione live.
MARRA PALAZZI25 avrà inizio il 28 novembre dal PalaSele di Eboli e proseguirà poi il 1 dicembre all’Unipol Arena di Bologna, il 4 dicembre al Nelson Mandela Forum di Firenze, l’8 (SOLD OUT), il 9 (SOLD OUT) e il 10 dicembre all’Unipol Forum di Milano, il 12 (SOLD OUT) e il 13 dicembre al Palazzo dello Sport di Roma, il 17 dicembre alla Kioene Arena di Padova e il 20 dicembre all’Inalpi Arena di Torino. Le dieci date del MARRA PALAZZI25 saranno l’ultima occasione per assistere ad un live di MARRACASH quest’anno, chiudendo così un 2025 straordinario per lui.
La carriera di Marracash è un susseguirsi di successi in ogni aspetto artistico. Si contano infatti 130 dischi di platino, 33 dischi d’oro, la vittoria della Targa Tenco 2022 con “NOI, LORO, GLI ALTRI” per la categoria miglior disco in assoluto, la creazione del primo festival rap italiano, il MARRAGEDDON, evento spartiacque per la scena, che a settembre 2023 ha riunito 140.000 fan a Milano e Napoli e il primo tour negli stadi per un rapper italiano, il MARRA STADI25.
File.41: Zara Broadway - intervista
La giovane artista sarà nostra ospite per presentarci "Happy Pill"
“Happy Pill”, il nuovo singolo di Zara Broadway, è un brano intenso e dal forte impatto emotivo che racconta il desiderio di evasione da una realtà soffocante, aprendo uno spiraglio verso un mondo migliore, lontano dal rumore e dalle costrizioni.
La canzone unisce energia e introspezione: da un lato la spinta a fuggire da “una città troppo rumorosa”, dall’altro la riflessione su come l’isolamento psicologico possa celarsi dietro un’apparente normalità. “Happy Pill” diventa così sia metafora di un rifugio interiore dove la mente trova pace, sia rappresentazione di un sollievo illusorio che maschera un dolore profondo.
Ad accompagnare il brano, un video dal forte valore simbolico: Zara è ripresa interamente seduta su un letto, in una stanza buia e grigia. Accanto a lei, un grande barattolo di pillole sempre in vista. I gesti ripetitivi – prenderle, rovesciarle, annotare pensieri su un quaderno – costruiscono una narrazione claustrofobica, che culmina nell’immagine finale: il volto dell’artista spento e catatonico, mentre una mano le porge un vassoio con altre pillole. Un’immagine che richiama la dipendenza da meccanismi di fuga e l’impossibilità di liberarsene.
Con “Happy Pill”, Zara Broadway trasforma fragilità ed emozioni in musica, creando un linguaggio personale che unisce sonorità pop, R&B e testi carichi di significato.
BIO
Zara Broadway, classe 2002, è una cantautrice inglese cresciuta nel Nord Italia. Fin da bambina porta con sé la passione per il canto e la scrittura, che diventa il filo conduttore del suo percorso artistico. Durante gli anni di studio tra chitarra e canto, non smette mai di scrivere, traendo ispirazione da artisti come FINNEAS e Lauv. Dai primi appunti sparsi su fogli e quaderni fino alle bozze registrate sul telefono, Zara trasforma idee e pensieri in musica, iniziando a comporre i primi brani con la sua chitarra classica.
Dopo un periodo di sperimentazione, pubblica i suoi primi singoli sulle piattaforme digitali, tra cui “Changes”,una canzone che racconta la storia di un senzatetto, e “Rising Hope”, caratterizzato da sonorità R&B che trascinano l’ascoltatore nel suo universo musicale.
Con il suo stile intimo e diretto, Zara Broadway si afferma come una voce capace di trasformare emozioni e vissuti in canzoni che parlano al cuore di chi ascolta.
La nostra intervista con Zara Broadway andrà in onda:
Venerdì 31 ottobre alle 16:35 e martedì 4 novembre alle 10:10.
File.41: Fabio Smitti - intervista
"Sunny Day", il singolo del cantautore trevigiano, è un ricordo luminoso di un amore puro e irripetibile. Nuovo estratto dall’album “Instabile”
Con il singolo “Sunny Day”, Fabio Smitti prosegue il suo viaggio musicale e introspettivo, regalando una delle tracce più delicate e luminose dell’album Instabile. Il brano racconta la consapevolezza di ciò che si è perso nel tempo, attraverso una parentesi di quotidianità che riporta alla mente un amore puro, vissuto una sola volta nella vita. Un sentimento incondizionato, spirituale, che riaffiora con gioia, malinconia e la saggezza di chi ha imparato a lasciar andare.
Musicalmente, “Sunny Day” si distingue per un arrangiamento morbido e avvolgente, dove le tastiere si intrecciano con chitarre leggere e una linea vocale intensa e sincera. Il brano conserva l’impronta elettro-pop raffinata che caratterizza lo stile di Smitti, ma si apre a una dimensione più intima e contemplativa, capace di toccare corde profonde e universali.
Il singolo è estratto dall’album “Instabile”, pubblicato il 6 giugno 2025, un lavoro che raccoglie otto brani dedicati all’amore, all’amicizia e alla ricerca interiore. Ogni traccia è una fotografia emotiva, e “Sunny Day” ne è forse lo scatto più luminoso, quello che guarda al passato con tenerezza e al futuro con accettazione.
BIO
Fabio Cancian in arte Fabio Smitti, sviluppa in gioventù una spiccata passione per la musica, dedicandosi anche in modo occasionale a lezioni di chitarra. Ascolta tra i più svariati generi dalla Tecnotrance al Rock, dal Pop al Grunge, per prediligere infine la musica Italiana. Adora Franco Battiato, Max Gazzè, Neffa e i CSI. A metà anni ‘90 crea una rock band, i BCS producendo anche un CD di musica propria con 12 canzoni in Italiano.
Per diverse ragioni abbandona la produzione musicale e i concerti a inizio 2000, fino al 2019 dove incontra Fabio Fiore. I due sono amici musicisti di vecchia data e dopo diverse collaborazioni in passato, decidono di dare vita ad un progetto musicale di musica pop-rock originale, Le Vane Intese. Producono quindi un album dal titolo ENJOY THE MOMENT, progetto pop-rock-indie che evidenzia temi di attualità e di natura sociale in modo ironico e divertente. Escono con 10 tracce in Italiano, 4 di queste pubblicate anche con videoclip.
Tra questi c’è ENJOY THE MOMENT vincitore del 1° Premio del Festival Nazionale Amicorti 2020 e EROI l’ultimo uscito. A fine 2021 Fabio ha il desiderio spingersi in qualcosa che lo ha sempre affascinato, di esplorare un mondo musicale diverso: coniugare musica elettronica e cantautorato Italiano. Nasce quindi SATISFACTION che esce a Settembre 2022 raccogliendo riscontri positivi sia dai fan storici che lo hanno sempre seguito sia dagli ascoltatori in cerca di idee nuove. Successivamente tra il 2023 e 2024 escono i singoli LUNA, EPILOGI e ECO MODO. Il singolo CARMA, sviluppato e prodotto in collaborazione con l'amico e produttore Eduard Orselli, esce l’11 ottobre 2024 in radio. Il 2025 vede la pubblicazione del nuovo singolo “Instabile”, title track e anticipazione dell’album omonimo pubblicato il 6 giugno 2025. Il 12 settembre arriva in radio il nuovo singolo estratto dal disco: “Sunny day”.
La nostra intervista con Fabio Smitti andrà in onda:
Giovedì 30 ottobre alle 16:35 e lunedì 3 novembre alle 10:10.
James Senese (1945 - 2025)
Addio al musicista, voce unica di una Napoli che ha espresso creatività, fantasia, profondità, cultura
Mercoledì 29 ottobre 2025, alle ore 07:05 Gaetano Senese, in arte James, si è spento presso l’Ospedale Cardarelli di Napoli all’età di 80 anni.
James Senese non è stato solo un musicista, cantante e compositore. È stata una voce unica, inconfondibile, di una Napoli che ha espresso creatività, fantasia, profondità, cultura.
Nato il 6 gennaio 1945 a Napoli, ha vissuto sulla propria pelle tutte le difficoltà che un ragazzo “figlio della guerra” (il padre, un soldato americano, non lo ha mai conosciuto) ha dovuto affrontare.
Questa sua sofferenza, unita a un’infanzia povera, lo hanno spinto a cercare un riscatto e trovare il proprio posto nel mondo, E lo ha fatto in quasi sessanta anni di carriera, decine di album, e migliaia di concerti in giro per il mondo. James Senese è stato un punto riferimento non solo artistico, ma anche umano. La sua coerenza e disciplina, il suo sottrarsi alle logiche di mercato, la sua incessante ricerca musicale, lo hanno reso un modello, un’ispirazione per chiunque volesse aspirare a diventare un artista.
È stato il primo a credere in un giovanissimo Pino Daniele, cui offrì un posto di bassista (e un basso elettrico, che lo stesso James gli acquistò) nei Napoli Centrale, la band con cui Senese ha compiuto una rivoluzione musicale dando il via a quel Neapolitan Power che dall’inizio degli anni settanta ha fatto di Napoli una capitale musicale internazionale. Pino Daniele renderà poi tributo a quell’idea di sound e commistione culturale, così come ai seminali Showmen (la band fondata negli anni sessanta da Senese e Mario Musella, altro figlio nato dall’unione di una napoletana e un soldato statunitense) con un album epocale, Nero a Metà, nel quale il timbro del sax di James è centrale, inconfondibile e indelebile, nel cuore e nella memoria.
Lascia ore e ore di musica, il suo testamento artistico, che sono patrimonio di tutti, e una certezza: l’Arte non ammette compromessi. In queste parole lo stesso James Senese qualche tempo fa, racchiude il cuore del suo pensiero e della sua filosofia:
“Il tempo è una cosa che assume significato col passare degli anni; da giovane ci fai poco caso, non te ne curi. Ma poi quando comincia a correre cerchi di fissarlo, di rallentarlo. Io lo faccio armato di sax e sentimento.
Sono nato nel 1945, anno della fine della guerra, da padre americano e madre napoletana. Sin da piccolo ho sempre cercato di contrastare quello che ritenevo ingiusto, primo fra tutti il pregiudizio. Sicuramente il colore della mia pelle ha contribuito a sviluppare questo sentimento. Immaginatevi come poteva sentirsi nel 1960 un ragazzo di quindici anni napoletano guardandosi allo specchio, vedendosi diverso dai miei coetanei, e da quello che la società del dopoguerra imponeva. Insomma, ho avuto la mia parte di complessi da superare, cercando di sentirmi uguale agli altri che spesso non mancavano di far notare la mia “diversità”. Poi un giorno ho scoperto lo strumento che ha cambiato per sempre la mia vita, il sassofono.
Lì ho condensato tutte le mie angosce, le mie paure, soffiandole via, letteralmente. Ho capito che potevo liberarmi di tutti i problemi, che potevo scacciare i timori che attanagliavano la mia anima. Sono di famiglia modesta, per non dire povera. Suonando decisi che avrei voluto parlare degli ultimi, di quelli che non ce la fanno, di quella parte di popolo che vive a testa bassa per portare a casa la pagnotta; ma avrei anche voluto parlare di amore e rispetto per le persone. Non mi è mai interessato il denaro. Ho rinunciato a contratti importanti che mi avrebbero però fatto tradire quello in cui credevo, e credo ancora; la coerenza e l’onestà artistica. Credo di essere diventato un buon musicista e un buon compositore, con sentimenti forti, lasciando da parte gli egoismi e i personalismi; ringraziando invece per quello che in quasi sessant’anni di musica ho ottenuto.
Di questo devo dire grazie a Dio, alla mia famiglia, che mi hanno dato la forza e i giusti valori.
Credo che soltanto il rispetto e l’accoglienza dell’altro, del diverso, possa contribuire alla pacificazione delle persone, e ci dia quella parte di felicità necessaria per amare il prossimo.”
(comunicato Big Time - foto: Riccardo Piccirillo)
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File.41: FASE - intervista
Il nuovo singolo del cantante torinese è “Stare Bene Stare Male”
“Stare Bene Stare Male” il nuovo singolo del cantante torinese FASE.
«Stare Bene Stare Male è l’urlo di chi non vuole più restare intrappolato nei rimpianti – dichiara FASE – È un pezzo che nasce dalle notti in cui ti senti perso e da quelle in cui ti senti invincibile: l’altalena continua tra cadere e rialzarsi, tra mandare a fare in culo il passato e stringere la vita fino a morderla. È la fotografia sincera delle mie contraddizioni, perché vivere davvero significa stare bene e stare male allo stesso tempo».
Il brano è un racconto intenso e viscerale che racconta la contraddizione emotiva di chi vive tutto fino in fondo. Tra euforia e vuoto, desiderio e nostalgia, il pezzo esplora la tensione tra amore, rabbia e fragilità, con un linguaggio crudo e immagini forti. Su un beat fresco e malinconico, diventa la colonna sonora di notti insonni, abbracci che bruciano e sentimenti che non si possono contenere. È il manifesto di chi si perde e si ritrova tra corpo e mente, vivendo la verità più profonda: si può stare bene e stare male allo stesso tempo.
FASE è il nome d’arte di Valerio Urti, artista e autore torinese, già conosciuto come frontman del progetto Fase39. Dal 2020 l’artista vede la conclusione di un percorso e l’inizio di una nuova fase, da cui trova spunto per il suo nome d’arte, intraprendendo la carriera da solista. Questo percorso l’ha portato, a oggi, a pubblicare quattro singoli. Nel primo brano da solista, “Per come sei tu”, Valerio si mette a nudo raccontando delle crisi di panico di cui ha sofferto, accolto molto bene dalla critica e premiato da più di 250.000 stream sulle piattaforme digitali a neanche un mese dall’uscita. I successivi singoli pubblicati sono “Giuda”, “Nena” (brano estivo, inno alle donne) e “Veleno”. A oggi FASE conta più di 700.000 ascolti in streaming. Dopo centinaia di concerti con la band, FASE ha portato live il suo progetto solista. Il 18 gennaio 2024 ha suonato all’Hiroshima, storico locale di Torino, presentando i suoi brani originali e alcune anticipazioni di canzoni ancora inedite. Il 25 maggio 2024 si è esibito all’Alcatraz di Milano. Dal 2018, FASE partecipa al Pride di Torino con un suo dj set. A marzo 2025, l’artista pubblica il singolo “FIAMME”, una canzone che esplora il tema della dipendenza intesa come concetto ampio, un rapporto tossico con qualcuno o qualcosa dal quale non ci si riesce a liberare. A luglio del medesimo anno, FASE pubblica il singolo “BUONAVITA”, un brano che parla alla pancia e al cuore di una generazione, in veste di canzone pop.
La nostra intervista con FASE andrà in onda:
Mercoledì 29 ottobre alle 16:35 e sabato 1 novembre alle 10:10.
File.41: Federico Stragà - intervista
Il nuovo singolo, che presenteremo con l'artista, è lo splendido "È così"
Dopo la preziosa collaborazione con Fabio Concato in “Automobilisti” (brano accompagnato da un video con la partecipazione straordinaria di Gioele Dix) Federico Stragà è tornato con un nuovo inedito dal titolo “È così”, singolo uscito in tutti gli store digitali e in programmazione radiofonica.
Il nuovo singolo “È così” ha un significato speciale per Stragà.
Il brano, infatti, è una dedica al fratello del cantautore, un ragazzo speciale che Stragà ha raccontato attraverso tutte le parole e le frasi che era solito utilizzare, ripetere durante la giornata.
“È Così” era una di quelle cose dette ogni qualvolta si presentasse una circostanza difficilmente comprensibile, una sorta di accettazione di ciò che non è controllabile o spiegabile”, racconta Stragà.
“È così” non è solo il nuovo singolo ma è stato scelto da Stragà come titolo del suo nuovo progetto discografico che conterrà anche il precedente inedito “Automobilisti” con Fabio Concato.
Il brano è stato scritto, testo e musica, da Federico Stragà, prodotto da Valerio Carboni al "Safe&Sound Studio" (RE) e masterizzato da Marco D'agostino al "96Khz.it" di Milano.
Ad accompagnare Stragà: Daniele Morelli (Chitarre), Alberto Paderni (Batteria), Emiliano Vernizzi (Sassofoni), Alessandro Cosentino (Violino), Valerio Carboni (Pianoforte, Tastiere, Basso, Così, Chitarre).
Federico Stragà, nato a Belluno il 10 luglio 1972 e oggi bolognese d’adozione, si avvicina alla musica a sedici anni e forma una band con alcuni amici. Nell’ottobre 1997 si iscrive all’Accademia di Sanremo e, superate tutte le selezioni, approda a Sanremo Giovani dove cattura l’attenzione dei produttori Mara Maionchi e Bruno Tibaldi con “La Notte Di San Lorenzo”.
Nel 1998 partecipa al Festival di Sanremo tra le Nuove Proposte con il brano “Siamo noi”. Segue la pubblicazione dell’album d’esordio intitolato “FEDERICO STRAGA’. Domina la stagione radiofonica del 2000 con il brano “L’ Astronauta”, apprezzato anche da Bobby Solo e Franco Battiato, che sono presenti in una versione remix.
Nel 2001 esce il suo secondo album “CLICK HERE”, da cui vengono estratti altri due singoli di successo: “Cigno Macigno” ed “Eleonora non s’innamora”.
Nel 2002 vince ‘Un disco per l’estate’ con il singolo “Il Coccodrillo Vegetariano”. Nel 2003 partecipa nuovamente al Festival di Sanremo nella categoria Big, interpretando “Volere volare” in coppia con Anna Tatangelo.
Nel 2008, a sei anni dal suo esordio in un’inedita versione swing, esce il cd “Federico Stragà canta Frank Sinatra” che contiene alcuni tra i più grandi successi di The Voice. Questa interpretazione gli vale la partecipazione al Bologna Jazz Festival nel 2010 ed il premio alla voce conferitogli dal Leggio D’oro nel 2013.
Nel 2015 esce il singolo “Che Cos’è L’arte?”, ad anticipare il nuovo album "Guardare Fuori" uscito a Maggio 2018. Da questo sono stati estratti tre nuovi singoli: "Ho esaurito la paura", "Debole", "Guardare Fuori".
La nostra intervista con Federico Stragà andrà in onda:
Martedì 28 ottobre alle 16:35 e venerdì 31 ottobre alle 10:10.
File.41: Tricarico - intervista
"L'Italia del Boom": una canzone-filastrocca che costringe a pensare ma soprattutto… a ballare!
Su tutte le piattaforme digitali e radio è disponibile "L'Italia del Boom", il nuovo singolo e video di Francesco Tricarico, una filastrocca dal ritmo allegro e trascinante – fra il jingle e il cartoon – ma che, sotto l’ironia disincantata tipica del suo autore, solleva quesiti importanti, pensieri profondi, domande senza una risposta scontata.
Il video che ne accompagna l’uscita è girato per le strade di Milano, uno sfondo non casuale perché la città oggi più che mai racchiude e illumina le contraddizioni del tempo che viviamo. Nel video Tricarico è un novello pifferaio magico che invita gli occasionali passanti a cimentarsi in una coreografia all’apparenza semplice, fatta per sorridere e “amarsi un po’”. Il sotto-testo appare presto chiaro: il BOOM attuale appare lontano da quello dei favolosi anni ’60. Pare essere più il boom di una deflagrazione, quella che cerca inesorabilmente di spazzare via i nostri sogni. Ma potrà essere una canzone a salvarci? Con il suo incedere accattivante, l’invito coinvolgente a unirsi per ballare, la poesia di parole dette per riflettere, L’Italia del Boom è qui, ora. Qualunque cosa significhi.
Dopo 25 anni di carriera – l’esordio discografico con Io sono Francesco è del 2000 - la luce di Tricarico continua a brillare, come si è visto nel passaggio al Festival di Sanremo 2025, ospite di Francesco Gabbani nella serata delle cover, e al Premio Tenco 2024, del quale è stato ospite in apertura di tutte e tre le serate, proponendo ogni sera qualcosa di diverso. Con 11 album, 2 libri e innumerevoli successi all’attivo, Tricarico continua a puntare il faro sulla “ricerca di senso della vita che trova ragione nella poesia, nella musica e nell'arte, al di là di meccanismi di narrazione standard della realtà, dove ci si accorge che la finzione, la fantasia, l'immaginazione divengono concrete più di ogni realtà considerata tale”.
Il recente periodo è stato scandito da un’intensa attività live e dalla pubblicazione di nuove canzoni, prodotte da Franco Godi, pubblicate da Best Sound e distribuite da SAAR Records: un primo assaggio nel febbraio del 2023 con la provocatoria Mi state tutti immensamente e profondamente sul cazzo 1, diventato in breve un piccolo mantra, è stato seguito da Faccio di Tutto,uscito alla fine del 2023, Telefono Fisso nel marzo 2024, Un’estate bellissima in giugno e poi In Fiamme, un ulteriore grido addolorato e di iper-realismo immaginifico per il poeta metropolitano del terzo millennio.
La nostra intervista con Tricarico andrà in onda:
Lunedì 27 ottobre alle 16:35 e giovedì 30 ottobre alle 10:10. Stay tuned!
Halloween: la vera storia e 5 curiosità che forse non conosci
Per trovare le vere radici di Halloween, dobbiamo fare un salto indietro di oltre 2.000 anni
Il 31 ottobre non è solo la notte di "Dolcetto o Scherzetto". È un mix affascinante di antica mitologia celtica, feste cristiane e tradizioni moderne. Dimentica i cliché: scopriamo insieme la vera, spaventosa e sorprendente storia della notte di Halloween.
Per trovare le vere radici di Halloween, dobbiamo fare un salto indietro di oltre 2.000 anni e atterrare nella terra dei Celti, tra l'attuale Irlanda, Scozia e Gran Bretagna.
La loro festa principale era Samhain (pronunciato Sow-in), un evento fondamentale che segnava il passaggio dalla stagione del raccolto (luce e abbondanza) alla stagione fredda e buia (morte e riposo). Per i Celti, era l'equivalente del nostro Capodanno.
Il Velo Sottile: Si credeva che proprio nella notte di Samhain il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti si annullasse, permettendo agli spiriti e alle fate di tornare sulla Terra.
Falò e Maschere: Per onorare i defunti e, allo stesso tempo, confondere o allontanare gli spiriti maligni, i Celti accendevano enormi falò e si vestivano con pelli di animali, dando origine alla tradizione dei costumi.
Con l'espansione del Cristianesimo, le antiche feste pagane vennero gradualmente assimilate o sostituite. La festa di Samhain si fuse con la successiva festa di Ognissanti (All Hallows’ Day), spostata da Papa Gregorio III al 1° novembre.
Il nome che usiamo oggi, Halloween, deriva proprio dalla vigilia di questa festa cristiana: fu solo nel XIX secolo, grazie alla massiccia immigrazione irlandese negli Stati Uniti, che questa tradizione attraversò l'oceano per evolversi nella festa ricca di zucche e dolci che oggi conosciamo.
Cinque fatti veloci e sorprendenti su Halloween
1. La Vera Jack O'Lantern non era una zucca
Il simbolo di Halloween era originariamente intagliato in rape o barbabietole in Irlanda e Scozia. Gli immigrati irlandesi in America trovarono le zucche (pumpkins) molto più grandi e facili da svuotare, facendole diventare il simbolo che conosciamo oggi.
2. Il "dolcetto o scherzetto" (trick-or-treat) è cristiano?
Una delle origini del Trick-or-Treat risale a pratiche cristiane e risale al Medioevo, dove i poveri andavano di porta in porta a chiedere le "soul cakes" (torte dell'anima) in cambio della promessa di pregare per i defunti della famiglia che donava.
3. I colori ufficiali
I colori più associati ad Halloween sono l'Arancione e il Nero.
Arancione: Simboleggia l'autunno, il raccolto e il fuoco (i falò di Samhain).
Nero: Simboleggia l'oscurità, l'inverno in arrivo e la morte.
4. La fobia di Halloween
Esiste una vera e propria fobia legata a questa festa: si chiama Samhainofobia. Chi ne soffre prova un'ansia intensa e irrazionale per la notte del 31 ottobre.
5. Vestirsi al contrario per vedere una strega
Una vecchia superstizione dice che se nella notte di Halloween indossi i tuoi vestiti al rovescio e cammini all'indietro, potresti vedere una vera strega a mezzanotte! Non lo consigliamo, potreste inciampare!
