Luglio 2025
MEI 2025: il Festival di Musica Indipendente compie 30 anni
COMUNICATO STAMPA
Dal 3 al 5 ottobre a FAENZA (Ravenna) si terrà la 30ª edizione
Dal 3 al 5 ottobre a Faenza (Ravenna) si terrà la nuova edizione del MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti, la più importante rassegna della musica indipendente italiana, ideata e coordinata da Giordano Sangiorgi.
Tre giorni di concerti, forum, convegni, fiere e mostre nelle principali piazze, teatri e palazzi e palchi faentini del centro storico di Faenza per festeggiare i 30 anni del MEI.
La manifestazione si aprirà venerdì 3 ottobre con l’inaugurazione della mostra “30 Anni di MEI in foto” alle ore 18.00 presso la Galleria della Molinella di Faenza.
Alle ore 21.00, Antonella Ruggiero si esibirà al Teatro Masini e riceverà il Premio alla Carriera, con un concerto unico ed esclusivo. In apertura del concerto si esibiranno la cantautrice Roberta Giallo, che presenta in anteprima nazionale il suo nuovo album, Isabella Del Fagio, cantautrice faentina alla presentazione del suo primo EP e Matilde Montanari, voce dei Santa Balera, già ospiti al Festival di Sanremo ideati da Giordano Sangiorgi, vincitrice dei festival I Visionatici e Sasinae Festival. I biglietti sono disponibili al seguente link.
«Il MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti è orgoglioso di premiare Antonella Ruggiero per i suoi straordinari 50 anni di carriera, riconoscendo il valore della sua ineguagliabile arte – afferma Giordano Sangiorgi. Considerata una delle voci più straordinarie d’Europa, Antonella Ruggiero ha saputo attraversare con eleganza e originalità generi e stili musicali differenti. Prima come Matia e poi con i Matia Bazar, di cui è stata fondatrice e voce storica, ha innovato il panorama del nuovo pop italiano, raggiungendo l’apice con il celebre brano “Vacanze Romane”, oggi considerato un evergreen della musica italiana. Ha poi intrapreso una carriera solista autonoma, coraggiosa e indipendente, scegliendo di seguire percorsi artistici alternativi, lontani dal facile successo del mainstream. Ha esplorato la musica sacra, la musica classica, reso omaggio ai grandi cantautori genovesi e internazionali, e intrapreso numerose strade di ricerca sonora e vocale. Un cammino artistico unico e irripetibile, sempre all’insegna della qualità e della libertà creativa. Pur scegliendo traiettorie lontane dal mercato commerciale, non ha mai rinunciato a partecipare con brani di grande valore, spesso in collaborazione con Roberto Colombo, a diverse edizioni del Festival di Sanremo, puntando sempre alla qualità del brano proposto e aspirando al successo di critica. Antonella Ruggiero è un’artista unica, che sfugge a ogni etichetta, se non quella della “grande musica”, italiana e internazionale. Per questo, in occasione dei 30 anni del MEI, le conferiamo con grande onore un Premio alla Carriera, indicandola come esempio alle nuove generazioni: un modello di come si possa coniugare qualità artistica e successo, un equilibrio raro e prezioso nel nostro panorama musicale.»
Sabato 4 ottobre alle ore 11.00 si terrà la visita guidata a cura del MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti alle vie di Faenza intitolate ai musicisti, alle ore 11.30 si terrà Coordinamento Stage & Indies, un’assemblea contro la scomparsa della musica realizzata dalle piccole realtà musicali, mentre alle ore 15.00 ci sarà un imperdibile incontro moderato da Giordano Sangiorgi, patron del MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti, con Nicolò Picchioni di THE ORCHARD, tra i principali player globali nella distribuzione digitale musicale. L'appuntamento “Dallo streaming al pubblico: Dati, Strategie e Connessioni per Crescere” sarà un’occasione unica per esplorare strategie, strumenti e dati essenziali per la crescita degli artisti nell’era dello streaming. Dalla gestione delle release alla lettura degli analytics, fino al ruolo centrale della fanbase, verranno affrontati i temi chiave per orientarsi e distinguersi nel mercato musicale contemporaneo. Un focus speciale sarà dedicato alla visibilità sulle piattaforme e all’importanza di costruire un team solido anche in contesti indipendenti. Alle ore 17.00 il Gruppo Ocarinistico del Conservatorio G. B. Martini di Bologna diretto dal Maestro Emiliano Bernagozzi si esibirà presso il Museo Internazionale delle Ceramiche in collaborazione con Eufonica.
Sempre il 4 ottobre verranno assegnate le Targhe MEI 2025 a partire dalle ore 17 sul Palco Centrale di Piazza del Popolo:
EUGENIO FINARDI si aggiudica la Targa MEI Artista Indipendente dell’anno. «Esempio più unico che raro di artista davvero indipendente, anche quando era legato a etichette major, che non ha mai rinunciato ad assecondare il proprio fervore creativo, a ricercare nuove vie di espressione, a lanciare messaggi significativi attraverso i testi – dichiara Federico Guglielmi, giornalista e critico musicale –. E che, allo scoccare del mezzo secolo di carriera ufficiale, ha pubblicato uno dei suoi album più ispirati e intensi, “Tutto”.»
Ad ANNA CASTIGLIA viene assegnata la Targa MEI-ExitWell Artista Emergente dell’anno. «Anna Castiglia ha mostrato una terza via nella musica italiana di oggi – afferma Riccardo De Stefano, critico musicale – riuscendo a coniugare in sé spessore nella scrittura, ricerca nelle parole e l'importanza della tradizione lirica siciliana, sovrapposta a un linguaggio musicale raffinato che guarda tanto al jazz e alla bossa nova quanto al pop e alla melodia, convincendo pubblico e critica e candidandosi a essere una delle voci centrali della musica di domani».
A TONY ESPOSITO verrà consegnato il Premio MEI Musica per la Pace. «La nuova edizione de “Il grande esploratore” include "Harmònia", un brano inedito del percussionista, dedicato da Tony Esposito all’UNESCO per testimoniare il suo impegno per la pace nel mondo. Proprio la prestigiosa associazione internazionale ha conferito all’artista il BOOKS FOR PEACE International Special Award 2024. Questa canzone rende infatti omaggio alla convivenza e alla ricerca di armonia tra le diverse culture» – afferma Renato Marengo, giornalista e conduttore radiofonico.
I PUNKCAKE, che si esibiranno il 4 ottobre sul palco Crescendo di Faenza, vincono il Premio Giovani MEI. «Il MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti è orgoglioso di premiare i Punkcake per avere portato in tv la carica del punk versione Generazione Z senza compromessi - afferma Giordano Sangiorgi - mantenendo una propria linea musicale autonoma e originale e attivando un circuito live indipendente altrettanto slegato dal mondo mainstream commerciale dimostrando coerenza e coraggio.»
«Le Targhe MEI da sempre hanno saputo anticipare quali erano alcuni futuri percorsi musicali di successo del nostro paese e lo dimostrano le Targhe assegnate come Miglior Artista Emergente nel 2017 e come Miglior Artista Indipendente nel 2023 a Lucio Corsi, ma anche quella assegnata a Colapesce & Dimartino nel 2019 e a Brunori Sas nel 2017 , solo per citarne alcuni, ma si potrebbero fare ancora tantissimi esempi, come gli esordi al MEI di artisti come i Maneskin, Diodato e Ermal Meta, solo per citarne alcuni. Un chiaro segnale di come il MEI con il suo ampio giro di partner e collaboratori tra etichette, festival, promoter, organizzatori, artisti e giornalisti riesca a cogliere, spesso, in anticipo, ciò che di nuovo si muove nel panorama della nuova musica italiana indipendente ed emergente» - dichiara Giordano Sangiorgi, patron del MEI.
Inoltre, verranno assegnati il premio per il miglior videoclip indipendente dell’anno, il premio musicletter per il miglior sito dell’anno e altri che si andranno ad aggiungere.
Sul Palco Centrale si esibiranno i Foreign Air, per la prima volta assoluta in Italia. Un progetto electro-indie della costa orientale degli USA, un duo enigmatico con un talento nel creare paesaggi sonori che abbracciano le necessità invisibili della vita. Composto da Jesse Clasen e Jacob Michael, Foreign Air è emerso sulla scena con il loro singolo "Free Animal". Conosciuti per i loro inni alt-electronic oscuri e coinvolgenti, i Foreign Air hanno superato i 200 milioni di streaming su Spotify e Apple Music. Hanno inoltre partecipato a tour insieme ad artisti di rilievo come Phantogram, Bishop Brigss e Anna Shoemake e altri ancora.
Durante la serata si esibiranno le artiste scelte durante le fasi inziali di Onda Rosa Indipendente. Il contest, che ha chiuso le iscrizioni pochi giorni fa, con un boom di 198 iscritte, proseguirà nel periodo estivo con le selezioni live delle partecipanti regionali che si terranno a Faenza e Bologna, mentre le partecipanti nazionali saranno selezionate online da una giuria di esperti. Saranno inoltre organizzate altre serate a tema come l’Onda Rosa Indipendente Folk il 4 e 5 agosto a Modigliana. Onda Rosa Indipendente è organizzato dall’Associazione Rumore di Fondo con il supporto della Regione Emilia-Romagna e la collaborazione di Materiali Musicali, l’Altoparlante, il Comune di Faenza e il Comune di Modigliana.
La serata si concluderà con musica live su tre palchi del Centro Storico di Faenza (Piazza del Popolo, Piazza della Libertà e Piazza Martiri della Libertà) con una grande esplosione di ogni genere musicale che culminerà nella Notte Bianca del Mei per i suoi 30 anni con feste e live in tanti club e locali della città. Ci sarà anche il Lacrima Party, la Festa Disco Indie per eccellenza.
Nella giornata di chiusura della rassegna, domenica 5 ottobre, si terrà la prima assoluta di Opera Indie, un progetto originale di rock d’autore sinfonico che rivisita i brani che hanno fatto la storia degli ultimi 30 anni della scena musicale indipendente italiana. Con una rock band, un coro e un’orchestra d’archi gli arrangiamenti incrociano l’originalità della musica indipendente con la potenza del rock e la raffinatezza di un’orchestra e di un coro. Opera Indie è diretta dal Maestro Loris Ceroni, già direttore d’orchestra al Festival di Sanremo per Anna Oxa e Marta sui Tubi e arrangiatore del progetto ROckOpera. Tra i musicisti rock ci saranno Cristian Cicci Bagnoli, Mecco Guidi, Maurizio Dirani e Tommy Graziani, insieme all’Orchestra Sinfonica del MEI e all’Art of Choir faentino di Mirko Nanni. Tra le voci già selezionate con le audizioni ci saranno quelle di Beatrice Lambertini, Maria Francesca Melloini, Ilenia Sala e Natan Rondelli, oltre al cantautore faentino Rodolfo Santandrea, già Premio Critica a Sanremo 40 anni fa Mentre testimonial dell’evento in prima nazionale sarà Omar Pedrini. Al termine della giornata saranno premiati i Folkstone per i 20 anni di carriera indipendente, una carriera di grande qualità’ fatta passo dopo passo che li ha visti crescere nel tempo e diventare oggi un punto di riferimento della scena folk rock italiana, tra le scene più potenti musicalmente del nostro paese e spesso troppo sottovalutata, anche per la promozione della musica italiana all’estero.
Inoltre, durante la mattinata di domenica 5 ottobre si svolgerà con l’ordine dei Giornalisti Emilia-Romagna il Forum del Giornalismo Musicale sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale.
Durante i tre giorni del MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti ci sarà la possibilità di incontrare diversi autori e artisti per i firmacopie. I primi nomi annunciati (in ordine alfabetico): Edoardo De Angelis, Tony Esposito, Eugenio Finardi Aldo Pedron ed Ezio Guaitamacchi, Federico Pieri, Fede Torre e tanti altri ancora da annunciare. I firmacopie si svolgeranno presso il Salone delle Bandiere del Palazzo del Comune di Faenza in Piazza del Popolo. L’accesso agli eventi sarà libero.
Inoltre, sarà possibile visitare presso il Palazzo del Podestà la “Racing in Frame - Mostra Gresini Racing” che avrà al suo ingresso il videoclip del brano “Dai, Dai Gresini!” realizzato da Gli Alluvionati Del Liscio e prodotto dal MEI di Faenza.
Il 4 e il 5 ottobre sarà possibile partecipare alle lezioni di MEI Music Academy. Il programma include interventi di professionisti del settore come Antonio Buldini, Giuliano Biasin, Claudia Barcellona, Marco Carona, produttori di MP Records e Dischi Soviet, artisti come Massaroni Pianoforti, Piji, Paolo Archetti Maestri (YoYo Mundi), Chiara Ragnini, e molti altri.
Mercoledì 17 settembre, presso il Club Monte Brullo di Faenza, si terrà un'anteprima del MEI dedicata ad Arte Tamburini, storica cantante folk faentina che, nel 1954, fu la prima a incidere su disco Romagna Mia insieme a Secondo Casadei. Si svolgerà una nuova edizione del Premio Arte Tamburini, che verrà assegnato alla cantante Elena Cammarone, giovane e affermata voce delle balere italiane. L'artista sarà accompagnata per l’occasione dagli Alluvionati del Liscio, orchestra di liscio faentina promossa e prodotta da Materiali Musicali.
Ozzy Osbourne (1948 - 2025)
L'addio di una leggenda del rock
John Michael “Ozzy” Osbourne (3 dicembre 1948 – 22 luglio 2025) si è spento all’età di 76 anni nella sua casa in Inghilterra, circondato dall’affetto della famiglia. La notizia della sua scomparsa ha scosso il mondo della musica e del rock, chiudendo un capitolo epocale per l’heavy metal.
Solo 17 giorni prima della sua morte, il 5 luglio 2025, Ozzy ha calcato il palco per l’ultima volta durante il concerto finale dei Black Sabbath, a Villa Park, Birmingham, città che lo aveva visto nascere e crescere. L’evento, intitolato Back to the Beginning, è stato un tributo alla sua carriera e un saluto ai fan di tutto il mondo.
Seduto su un trono nero decorato con pipistrelli e teschi, ha intonato brani storici come Crazy Train, circondato da una folla oceanica e da alcuni dei nomi più grandi del rock e del metal. Il concerto, pensato come un “addio celebrativo”, ha unito energia, commozione e gratitudine, diventando un simbolico epilogo della sua carriera.
Ozzy nasce a Birmingham nel 1948 in una famiglia operaia. Tra difficoltà scolastiche e lavori umili, trova nella musica il suo riscatto. Nel 1968 fonda i Black Sabbath, contribuendo a creare le fondamenta dell’heavy metal con album leggendari come Paranoid e Master of Reality.
Dopo essere stato allontanato dalla band nel 1979 a causa di eccessi e problemi di dipendenza, si reinventa come solista, pubblicando nel 1980 Blizzard of Ozz, album che segna l’inizio di una carriera altrettanto trionfale. Nel corso della sua vita ha venduto oltre 100 milioni di dischi tra progetti solisti e con i Sabbath, imponendosi come una delle icone più influenti della storia del rock.
Celebre anche per gli episodi controversi – come il leggendario morso al pipistrello sul palco – Ozzy ha incarnato il lato selvaggio, teatrale e ribelle della musica rock.
Dal 2020 conviveva con il morbo di Parkinson e negli ultimi anni ha affrontato problemi di salute, tra cui cadute e interventi chirurgici. Nonostante le difficoltà fisiche, ha continuato a mantenere vivo il legame con i suoi fan e la passione per la musica fino agli ultimi giorni. Accanto a lui, la moglie Sharon – sua compagna e manager dal 1982 – e i figli Kelly, Jack, Aimee, Louis, Jessica ed Elliot. La famiglia è rimasta la sua roccia, sostenendolo fino al suo ultimo respiro.
Oltre alla musica, Osbourne ha lasciato un segno nella cultura pop grazie a The Osbournes, il reality che ha raccontato al mondo il lato privato, ironico e caotico della sua famiglia, contribuendo a ridefinire il rapporto tra celebrità e pubblico.
Con due induzioni nella Rock and Roll Hall of Fame (come membro dei Black Sabbath e come artista solista), numerosi riconoscimenti e una carriera lunga oltre cinquant’anni, Ozzy Osbourne lascia un’eredità incancellabile.
Il “Principe delle Tenebre” non è stato solo un cantante: è stato simbolo di resistenza, rinascita e rivoluzione. La sua voce e il suo spirito continueranno a vivere nelle generazioni future, attraverso la musica e l’impatto culturale che ha avuto.
Come amava dire:
“Finché ci saranno ragazzi con rabbia e sogni, l’heavy metal non morirà mai.”
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Giovanni Segreti Bruno vince il Premio Amnesty emergenti
Si è chiusa la 28a edizione. Paolo Jannacci ospite della serata finale
Giovanni Segreti Bruno ha vinto la 28a edizione del Premio Amnesty, sezione Emergenti, con il suo brano “Notre Drame”, nella finale del festival “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty”. A Manuela Zero con “Le carezze di Giulio” è andato il Premio della critica, mentre il Premio della giuria popolare se l’è aggiudicato Lady Sox con “Senza ragione” e il Premio dello staff ad Andrea Kabo con “100 anime”. In gara anche Manù Squillante con “Vizi e virtù”.
“Voci per la libertà è un festival importante perché unisce musica e diritti umani. Io ho portato un brano che è un inno, un grido di protesta in cui ogni verso è una denuncia verso tante cose che, secondo me, dovrebbero indignarci in quanto esseri umani. Noi artisti abbiamo un compito importante, quello di utilizzare la voce non solo per cantare ma anche e soprattutto per cambiare le cose. È una nostra missione e questo premio mi spinge a continuare su questa strada”, ha dichiarato Giovanni Segreti Bruni, che, insieme al Premio Amnesty, ha vinto anche la produzione di un videoclip e ha ricevuto la targa Mei.
La finale del contest dedicato a canzoni sui diritti umani si è svolta in piazza Vittorio Emanuele II a Rovigo domenica sera, quando in veste di ospiti sono saliti sul palco anche Paolo Jannacci, che ha chiuso la serata emozionando le centinaia di persone presenti, e Marcondiro con Nour Eddine. Nelle due serate precedenti si erano esibiti come ospiti gli Statuto, Martina Attili e i giovani rodigini Alysson e Artika.
La conduzione era affidata a Savino Zaba (RAI), Manola Borgato (Radio Kappa) e Carmen Formenton (Voci per la Libertà).
Il festival, della durata di tre giorni, si inserisce nella “Settimana dei diritti umani”, manifestazione multidisciplinare che ha proposto eventi e mostre in vari luoghi della città, a partire dal 14 luglio, con un programma fatto di musica, dibattiti, letteratura, installazioni e spettacoli. Il tema di quest’anno è stato “Resistenza e resilienza”, con una particolare attenzione al diritto alla protesta pacifica e alla libertà d’informazione.
Michele Lionello, direttore artistico, ha dichiarato: “Siamo felici che anche quest’anno la Settimana sia stata un successo e che la città abbia accolto con entusiasmo e affetto l’impegno che Voci per la libertà mette al servizio dei diritti umani assieme ad Amnesty International Italia. La manifestazione ogni anno diventa purtroppo sempre più necessaria in un tempo segnato da guerre, emergenze ambientali, repressioni delle libertà civili e attacchi all’informazione libera. Voglio ringraziare tutti quelli che l’hanno resa possibile”.
Molti sono stati i protagonisti del mondo della cultura, dello spettacolo e della società presenti durante la Settimana dei diritti umani: dagli artisti Paolo Jannacci, Martina Attili, gli Statuto, Yvonne Sciò, Federica Sabatini, Daniele Fabbri, Giacomo Stallone, Zentequerente, Michele Mud, Silvia Smaniotto, Marco Cargnelli, Daniele Labelli, Cheriach Re, Simonetta Musitano, Laura Pusceddu, Shatta Valli, Artika, Manú Squillante, Samsara, Margine, Giovanni Segreti Bruno, Alysson, Lady Sox, Andrea Kabo, Manuela Zero, Stona, Marcondiro e Nour Eddine, Savino Zaba, OBI; ai giornalisti e scrittori: Cinzia Sciuto, Angela Calvini, Fabio Salamida, Paolo Lambruschi, Giulia Morello, Federica Pezzoni, Sonia Carraro, Elisa Barion, Claudio Agostoni, Enrico Deregibus; fino ai testimonial e personaggi del mondo della cultura e del volontariato: Ajna Jusić, Alba Bonetti, Michele Lionello, Simone Ficicchia, Giovanni Mori, Valentina Bagnara, Susanna Lollini, Roberta Cusin, Sadaf Baghbani, Parisa Nazari, Mohamed Dihani, Federico Simonazzi, Francesca Corbo, Elena Guerra, Riccardo Noury.
Il Premio Amnesty, sezione Emergenti, è stato assegnato da una prestigiosa giuria che tra semifinali e finale era composta da: Claudio Agostoni (Radio popolare), Francesco Aneloni (Dischi sotterranei), Angela Calvini (Avvenire), Francesco Carruba (Radio Latte e Miele), Marco Cavalieri (Radio Elettrica), Daniele Citriniti (The Goodness Factory), Francesca Corbo (Amnesty Italia), Enrico Deregibus (giornalista e operatore culturale), Elisa De Sandre (festival Arcella Bella), Aldo Foschini (Musica nelle Aie), Michele Lionello (direttore artistico Voci per la Libertà), Ivan Malfatto (Gazzettino), Martina Manfrinati (Voci per la libertà), Silvia Mobili (Radio Capital), Giulia Morello (Dire fare cambiare), Elisa Orlandotti (Funny Vegan), Federica Pezzoni (scrittrice), Silva Rotelli (Take Action School).
Maggiori informazioni su: www.vociperlaliberta.it e www.settimanadeidirittiumani.it
Quelle estati degli anni '80
Le estati hanno cambiato volto: meno cortili e più connessioni, vacanze diverse e un nuovo modo di vivere il tempo libero
Chi è cresciuto negli anni ’80 ricorda le estati come stagioni fatte di giornate semplici, trascorse tra giochi in strada e vacanze al mare. Oggi l’estate ha un ritmo diverso, complice il cambiamento delle abitudini, della società e della tecnologia. Ma cosa distingue davvero le estati di allora da quelle di oggi?
Il ritmo delle giornate
Negli anni ’80, le vacanze significavano libertà e tempo all’aperto. I bambini passavano ore nei cortili, organizzavano partite di calcio improvvisate e tornavano a casa solo all’ora di cena. Le famiglie partivano spesso per destinazioni vicine, come la riviera o la montagna, con soggiorni lunghi, talvolta per l’intero mese di agosto. Oggi le vacanze tendono a essere più brevi e frammentate, con mete più varie e spesso più lontane.
Tecnologia e passatempi
L’estate di allora era priva di smartphone e social network. Ci si accontentava di una radio portatile, qualche cassetta musicale e, la sera, di un film in TV o di un gelato in piazza. Oggi, la tecnologia accompagna ogni momento: foto e video condivisi in tempo reale, serie in streaming e giochi online convivono con il tempo passato in spiaggia o in città.
Moda e stili di consumo
Anche l’estetica estiva è cambiata. Negli anni ’80 dominavano colori vivaci, costumi sgambati e accessori appariscenti. Oggi prevale uno stile più essenziale e pratico, con attenzione ai tessuti leggeri e comodi. Nel cibo, un tempo si privilegiavano merende casalinghe e prodotti locali, mentre oggi i consumi spaziano tra snack confezionati e, per chi li cerca, proposte artigianali che riprendono tradizioni passate.
Le serate d’estate
Le notti estive degli anni ’80 spesso si trascorrevano all’aperto, chiacchierando in cortile o passeggiando lungo il lungomare, con meno eventi organizzati rispetto a oggi. Oggi molte città offrono rassegne musicali, cinema all’aperto e locali sempre più frequentati, rendendo l’estate anche un’occasione di svago urbano.
Una diversa percezione
Più che una trasformazione netta, il confronto mostra come sia cambiato soprattutto il modo di vivere l’estate. Dagli anni ’80 a oggi si è passati da un ritmo più lento, con meno distrazioni tecnologiche, a un’estate più organizzata, connessa e ricca di proposte. La differenza, forse, sta tutta lì: nel passaggio da una stagione scandita dalla spontaneità a una in cui tutto è a portata di mano, ma forse un po’ meno genuino.
(foto di Charl Durand da Pexels)
Arriva Mengoni a Padova: ultimo appuntamento allo Stadio Euganeo!
COMUNICATO STAMPA
Tra due giorni, l'ultimo grande appuntamento dell'estate allo Stadio Euganeo di Padova
L'estate di concerti da record allo Stadio Euganeo sta per volgere al termine: l'ultima puntata andrà in scena giovedì 17 luglio e vedrà protagonista il grandissimo Marco Mengoni!
È partito sabato 26 giugno da Napoli, in uno Stadio Diego Armando Maradona gremito fino all’ultimo posto con 45.500 mila presenti, "Marco negli stadi 2025", il tour per celebrare 15 anni di carriera che hanno consacrato il cantautore come protagonista della scena musicale italiana e che arriva dopo il tour trionfale del 2023, quando già aveva registrato un entusiasmante sold-out allo Stadio Euganeo.
Dopo i concerti di Imagine Dragons, Zucchero, Cremonini e Iron Maiden, sarà dunque Marco Mengoni a salire per ultimo quest'estate sul palco dello stadio padovano per chiudere in bellezza una serie di appuntamenti che ha coinvolto centinaia di migliaia di fans dall'età e dai gusti musicali più variegati.
MARCO NEGLI STADI 2025 è un progetto ampio, che nasce dalla volontà audace di bagnare il pop nella grande tradizione teatrale, dove il pubblico stesso è protagonista perché sul palco ritrova la sua storia, quella dei suoi simili e del mondo intero.
«Questo tour sono io, la mia esperienza, la mia visione del mondo, ciò che ho imparato negli anni: la vita è un necessario processo di decostruzione per ricostruire, e lo stesso avviene alla società. La musica è il mio modo per raccontare tutto ciò e rendermi consapevole, trovando la bellezza anche nella fragilità» racconta Mengoni.
Il cantautore ha scelto di mettersi in gioco ancora più del solito, dando vita a uno spettacolo di cui ha curato in prima persona ogni minimo dettaglio. C’è il suo pensiero dietro ogni singola immagine, colore e suono, così come la sua visione della musica: che parla non solo attraverso voci e strumenti, ma anche grazie a un lavoro a 360° che non lascia indietro alcun dettaglio.
Dalla ricerca minuziosa di un suono inedito che accompagna i suoi brani con nuovi arrangiamenti, all’immaginare un palco in cui raccontare la storia da mettere in scena. Dall’asta del microfono decorato dalle sue mani, ai disegni dei costumi, così come li ha immaginati lui. Marco porta in scena più di un anno di lavoro pensato e voluto per poter finalmente celebrare la ricostruzione insieme al suo pubblico.
Nella Grecia antica lo studio dell’essere umano e delle vicende del mondo in cui si trova immerso era affidato al teatro. Sul palco veniva rappresentata una storia che affrontava i grandi temi dell’esistenza attraverso una riflessione sul dolore e sulla fragilità della vita umana, sul bene e sul male, fino alla catarsi finale.
Da qui l’idea di Marco Mengoni di portare sul palco un racconto visivo ed emotivo che riflette i cicli di crollo e rinascita che attraversano l’esistenza individuale e collettiva; dopo ogni caduta si cammina sulle rovine, si scava per eliminare il superfluo, si recupera l’essenziale, e si costruisce di nuovo. Lo show è suddiviso in diversi capitoli: prologo, parodo, episodi, stasimi, esodo e catarsi.
Quarant’anni dal Live Aid: il concerto che cambiò la musica e la solidarietà globale
13 luglio 1985 – 13 luglio 2025: quattro decenni dopo, il Live Aid continua a risuonare come un’eco potente di solidarietà, musica e cambiamento
Il 13 luglio 1985, due stadi – Wembley a Londra e John F. Kennedy a Philadelphia – diventarono il cuore pulsante di un evento globale. Il Live Aid, ideato dal musicista Bob Geldof e dal promoter Midge Ure, nacque con un obiettivo chiaro: raccogliere fondi per alleviare la drammatica carestia che stava devastando l’Etiopia. Quella giornata entrò nella storia non solo per l’impatto umanitario, ma per aver rivoluzionato il modo in cui la musica poteva connettere il mondo.
Oltre 1,5 miliardi di persone in 150 paesi guardarono il concerto in diretta: era la più grande trasmissione televisiva fino ad allora. E con essa, nacque una nuova consapevolezza collettiva.
Le performance furono leggendarie. I Queen, con un Freddie Mercury in stato di grazia, regalarono 20 minuti considerati ancora oggi tra i più iconici della storia del rock. David Bowie, U2, Elton John, The Who, Led Zeppelin (riuniti per l’occasione), Madonna, Bob Dylan, Tina Turner, e tanti altri diedero voce a una causa umana che andava oltre la fama o le vendite di dischi.
Fu il primo momento in cui il mondo vide artisti di tale portata riunirsi non per un evento commerciale, ma per un fine profondamente etico. E quel gesto collettivo cambiò per sempre il rapporto tra arte e attivismo.
Il Live Aid raccolse circa 150 milioni di sterline (valore odierno), che furono destinati principalmente all’Africa Orientale. Non mancarono però critiche e controversie, specie sul modo in cui i fondi furono distribuiti e sull’effettiva efficacia dell’intervento umanitario. Alcuni studi successivi denunciarono il rischio che parte del denaro finisse in mano a regimi dittatoriali locali.
Tuttavia, l’impatto simbolico e culturale dell’evento fu innegabile: aprì la strada ad altri eventi benefici globali, come il Live 8 (2005) e le raccolte fondi per emergenze umanitarie e ambientali. Cambiò il linguaggio della solidarietà, rendendolo pop, partecipativo, intergenerazionale.
A quarant’anni di distanza, il Live Aid rimane una lezione potente. In un’epoca in cui la tecnologia ha amplificato le possibilità di mobilitazione globale, il modello lanciato da Geldof resta attuale: usare l’arte come leva per smuovere le coscienze.
In un mondo segnato da crisi climatiche, guerre e disuguaglianze crescenti, il ricordo del Live Aid invita a riflettere su come le grandi piattaforme culturali possano – e debbano – essere anche strumenti di trasformazione sociale.
Nel 2025, alcune voci del panorama musicale stanno già ipotizzando una nuova edizione del Live Aid, in chiave sostenibile e inclusiva. Un evento capace di parlare alle nuove generazioni, con linguaggi aggiornati, ma lo stesso spirito: unire, emozionare, agire.
Il Live Aid non fu solo un concerto. Fu un atto di fede nella possibilità che la musica potesse cambiare il mondo. Quarant’anni dopo, il suo messaggio resta vivido: quando l’arte si mette al servizio dell’umanità, può davvero fare la differenza. E oggi, forse più che mai, abbiamo bisogno di riscoprire quel coraggio collettivo, quella passione disinteressata, quella scintilla capace di accendere milioni di cuori in una sola giornata.
Paolo Jannacci, Martina Attili e molto altro per la 28a edizione di “Voci per la libertà”
Dal 18 al 20 luglio a Rovigo per festeggiare i 50 anni di Amnesty Italia
“Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty”, lo storico festival che unisce musica e diritti umani, festeggerà nella sua 28a edizione, dal 18 al 20 luglio a Rovigo, i 50 anni di Amnesty International Italia. Lo farà con importanti ospiti come Paolo Jannacci, Martina Atttili e Statuto, con le semifinali e finali del Premio Amnesty nella sezione emergenti e con numerose iniziative collaterali. Saranno tre fitte giornate, anticipate da altri appuntamenti a partire da lunedì 14, a costituire la Settimana dei diritti umani, manifestazione distribuita in vari luoghi della città tutti i giorni dal pomeriggio alla sera. Una grande progetto multidisciplinare per promuovere i diritti umani attraverso l’arte e la cultura. Il clou dei tre giorni di Voci per la libertà sarà ogni sera a partire dalle 21.30 in Piazza Vittorio Emanuele II con gli appuntamenti musicali presentati da Savino Zaba (conduttore RAI), Manola Borgato (Radio Kappa) e Carmen Formenton (Voci per la Libertà).
In ogni serata ci sarà spazio per il contest che assegnerà il Premio Amnesty International Italia nella sezione Emergenti. In concorso ci saranno otto artisti di valore, ognuno con un brano sul tema dei diritti umani. Nella prima semifinale di venerdì 18 si confronteranno: Andrea Kabo da Milano con “100 anime”; Lady Sox da Pisa con “Senza ragione”; Manuela Zero da Napoli con “Le carezze di Giulio” e Stona da Alessandria con “Puntine”. Per la seconda semifinale di sabato 19: Giovanni Segreti Bruno da Roma con “Notre Drame”; Manù Squillante da Salerno con “Vizi e virtù”; Margine da Pesaro con “Io capitano” e Samsara da Bologna con “Destini diversi”. Domenica 20 la finale con i cinque migliori artisti delle due semifinali che, oltre al premio assoluto per il miglior brano sui diritti umani (a cui andrà la produzione di un videoclip o di un singolo), si contenderanno il Premio della Critica e il Premio della Giuria Popolare.
La prestigiosa e folta giuria tra semifinali e finale sarà composta da: Claudio Agostoni (Radio popolare), Giò Alajmo (Spettakolo), Francesco Aneloni (Dischi sotterranei), Angela Calvini (Avvenire), Francesco Carruba (Radio Latte e Miele), Marco Cavalieri (Radio Elettrica), Daniele Citriniti (The Goodness Factory), Francesca Corbo (Amnesty Italia), Enrico Deregibus (giornalista e operatore culturale), Elisa De Sandre (festival Arcella Bella), Aldo Foschini (Musica nelle Aie), Michele Lionello (direttore artistico Voci per la Libertà), Ivan Malfatto (Gazzettino), Silvia Mobili (Radio Capital), Giulia Morello (Dire fare cambiare), Elisa Orlandotti (Funny Vegan), Federica Pezzoni (scrittrice), Silva Rotelli (Take Action Scool), Giordano Sangiorgi (Mei e Rete dei festival).
Venerdì 18 ci saranno inoltre, in veste di ospiti, gli Statuto, una realtà unica nel panorama della musica italiana. Con il loro stile mod, con la loro immediatezza e sfrontatezza nei testi impegnati e ironici, con una musica che è iniziata con lo ska e si è fusa con il soul e il powerpop, si sono rivelati totalmente originali e incatalogabili. Ad aprire la serata i giovani rodigini Alysson.
Sabato 19 luglio ospite speciale sarà Martina Attili, che quest’anno era tra i dieci candidati al Premio Amnesty Big con il brano “Eva e Adamo”; la giovane cantautrice è stata conosciuta dal grande pubblico nel 2018 grazie alla partecipazione a X-Factor con il brano “Cherofobia” che ha ottenuto il disco di platino raggiungendo oltre 21 milioni di stream su Spotify; è da poco uscito il suo album “Signorina rivoluzione”. In apertura un’altra proposta musicale di Rovigo, la giovane Artika.
Gran finale di “Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty” domenica 20. Apertura con Marcondiro e Nour Eddine, premiati per il progetto “Anime migranti” e chiusura affidata a Paolo Jannacci, anche lui tra i dieci candidati al Premio Amnesty Big con il brano “L’uomo nel lampo”, realizzato insieme a Stefano Massini. Paolo Jannacci è un musicista a tutto tondo, poliedrico, figlio del grande Enzo. Grazie anche alla sua partecipazione al festival di Sanremo 2020 si è fatto conoscere dal pubblico come cantante e compositore, oltre che come pianista.
Tutte le giornate inizieranno già dal pomeriggio con un intenso programma che si inserisce all’interno della Settimana dei diritti umani.
Vasco: ecco "Va bene, va bene così - Flashback mix"
Dall’11 luglio disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali
Dopo il successo dell’esclusivo cofanetto “VA BENE, VA BENE COSÌ - LIVE + LIVE UNRELEASED - 40TH RPLAY SPECIAL EDITION” (Carosello Records / distribuzione Universal Music), Carosello Records, la storica etichetta di Vasco Rossi, omaggia ancora una volta l’icona rock con l’uscita di “Va bene, va bene così - Flashback mix”, remixato e arrangiato da Vince Pastano, chitarrista, produttore e direttore musicale di Vasco Rossi.
“Va bene, va bene così”, è uno dei brani più intensi della carriera di Vasco che quest’anno il rocker ha inserito e interpretato integralmente nella scaletta del tour appena concluso, con oltre 610.000 spettatori per 14 date. La canzone, del 1984, unisce intensità emotiva, melodia immediata e un linguaggio fatto di sincerità e acuta introspezione. È una pietra miliare nella carriera di Vasco: un racconto di fine di un amore che diventa un inno alla vita e alla capacità di accettare, nonostante tutto, “così com’è”.
Il remix sarà finalmente disponibile su tutte le piattaforme digitali e in radio a partire dall’11 luglio. Il brano è accompagnato anche da un lyric video realizzato da Creative Studio.
“Va bene, va bene così - Flashback mix”, regala nuove emozioni a uno dei brani più iconici di Vasco. Così commenta Vince Pastano la genesi del remix: “L'ispirazione per questa versione è nata cercando di immaginare in che modo il Vasco di oggi possa ricordare la fotografia di un momento di intimità fra un uomo e una donna, raccontato così bene dalla canzone.
Mi sono immaginato prima i colori, allora così accesi e vividi e oggi attenuati dal tempo, come una vecchia polaroid non perfettamente a fuoco. Questo poi musicalmente si è tradotto in suoni più riverberati, lontani, che si delineano in modo quasi tridimensionale, grazie anche al romanticismo dell'orchestra e alla scrittura delle relative parti. Ci tenevo poi a preservare la sensualità del sax di Rudy Trevisi, che è una caratteristica fondante del pezzo e che si accompagna in modo complice alle parole di Vasco, creando una suggestione indimenticabile”.
Prima di questa data, i fan del rocker potevano ascoltare il brano solo esclusivamente all'interno della special edition da collezione pubblicata nel dicembre 2024 in occasione dei 40 anni dell’album “Va bene, Va bene così”. L’esclusivo cofanetto contiene sia le versioni rimasterizzate del disco originale del 1984, che 10 tracce tratte dal primo live di Vasco del 1983 mai pubblicate prima.
Sarà disponibile solo per il BLASCO FANCLUB l’esclusivo 45 giri di “Va bene, va bene così - Flashback mix” che conterrà nel lato A il remix e nel lato B la versione instrumental del mix.
(comunicato Carosello Records a cura di F. Moretti)
Ecco i vincitori delle Targhe Tenco 2025
Al Teatro Ariston di Sanremo (Imperia) la rassegna della canzone d’autore – Premio Tenco 2025 - 23-24-25 ottobre 2025
Annunciate oggi, martedì 8 luglio, le opere vincitrici delle TARGHE TENCO 2025:
Migliore album in assoluto – Volevo essere un duro di Lucio Corsi;
Migliore album in dialetto – Furèsta de La Niña;
Migliore album opera prima – Mi Piace di Anna Castiglia;
Migliore album di interprete – Kaleidoscope di Ginevra Di Marco;
Migliore canzone singola – Volevo essere un duro di Lucio Corsi;
Migliore album a progetto – Pagani per Pagani prodotto da Caroline Pagani.
Risultato record nella fase del ballottaggio, con la partecipazione di 241 votanti.
Il prestigioso riconoscimento delle Targhe Tenco viene assegnato dal 1984 a “I migliori dischi dell’anno” di canzone d’autore pubblicati nel corso dell’anno (ovvero resi disponibili in qualunque modo al pubblico dal 1° giugno 2024 al 31 maggio 2025).
Le opere degli artisti candidati per le Targhe sono votate da una giuria vasta e competente formata da esperti, giornalisti e addetti ai lavori scelti dal Club Tenco che esprime i suoi voti nei modi e tempi che vengono comunicati ai giurati dall’Associazione. Il Direttivo del Club Tenco non fa parte di questa giuria.
Le informazioni relative alle Targhe Tenco e il regolamento sono online sul sito del Club Tenco.
Targhe assegnate fino a oggi.
Regolamento.
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Tornano i Gemelli DiVersi con "1993"
Thema e Strano continuano a innovare con il nuovo singolo
I Gemelli DiVersi, iconica band pop-rap milanese attiva dal 1998, continuano a scrivere la loro storia nella scena musicale italiana. Tra i brani più amati del loro repertorio troviamo "Un attimo ancora" (reprise di "Dammi solo un minuto" dei Pooh), "Mary", "Fotoricordo", "Per farti sorridere", "Vivi per un miracolo" (presentata al Festival di Sanremo 2009) e "Anima gemella", frutto della collaborazione con Eros Ramazzotti.
Reduce da un triennio straordinario, il duo ha portato avanti il tour 2024 con oltre 80 date, aggiungendo al loro impressionante curriculum circa 240 esibizioni tra il 2022 e il 2024. I palchi più prestigiosi d’Italia, dal Coca Cola Summer Festival al Tezenis Summer Festival, li hanno visti protagonisti, fino alla memorabile performance come ospiti al Festival di Sanremo insieme a Mr. Rain, dove hanno reinterpretato il loro storico successo "Mary". Ora, il tour 2025 è già in pieno svolgimento, con oltre 60 date confermate al 1° luglio.
Thema e Strano continuano a innovare, proponendo una musica che unisce le radici sonore dei Gemelli DiVersi alle vibrazioni anni ’90, evocando l’atmosfera indimenticabile del Festivalbar. Dopo il successo radiofonico di "Impossibile" (dicembre 2024), il prossimo 11 luglio 2025 uscirà il nuovo singolo "1993". Questo brano racconta con profondità e leggerezza gli alti e bassi della vita, paragonandoli a una montagna russa: momenti che tolgono il fiato e altri che fanno respirare, tutti vissuti con una doppia chiave di lettura dove l'ironia è il punto centrale.
(comunicato a cura di M. Magni)
