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Giugno 2026

Tutto il programma della 29ª edizione di "Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty"

VxL 2026 - programma

A Rovigo dal 23 al 26 luglio 2026 quattro giorni di musica, cultura e attivismo con Murubutu, Dente, Francamente, Ibla, Magicaboola Brass Band e molti altri

Entra nel vivo la 29ª edizione di “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty”. Il festival, che unisce musica e diritti umani a fianco di Amnesty International Italia, propone un calendario denso di appuntamenti. “Fai sentire la tua voce” è lo slogan che accompagnerà l’edizione 2026, in programma dal 23 al 26 luglio nel centro storico di Rovigo.
Accanto alle esibizioni dei big e degli otto semifinalisti della sezione emergenti, l’evento trasformerà la città in uno spazio di consapevolezza attraverso dibattiti, mostre e performance. I temi di quest'anno spazieranno dalla condizione carceraria italiana al gender gap, dal ruolo del giornalismo nei conflitti alla criminalizzazione della solidarietà, fino ai genocidi e al people power.
Il festival è stato presentato in conferenza stampa il 22 giugno a Rovigo, assieme alla madrina d’onore Barbara Moussier, sociologa e docente all'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" che ha parlato del suo libro: “Il valore sociale dei festival. La creatività comunicativa”, edito da Franco Angeli Editore.
Michele Lionello, direttore artistico del Festival, ha dichiarato: “La musica non è mai stata neutrale. Storicamente ha anticipato i cambiamenti sociali, ha abbattuto muri e ha dato voce a chi non l'aveva. Nel progettare questo programma, abbiamo scelto di mettere al centro due forze rivoluzionarie spesso confinate ai margini dell'industria mainstream: le giovani generazioni e le donne. Non si tratta di una quota da rispettare, ma di una scelta artistica radicale. Le artiste che saliranno sul nostro palco portano visioni del mondo inedite, linguaggi dirompenti e una capacità unica di decodificare il presente. Dare spazio ai giovani talenti significa investire sul futuro della cultura, garantendo che le storie di domani siano plurali, inclusive e libere da vecchi stereotipi”.

IL PROGRAMMA

Si parte giovedì 23 luglio alle 11 con le inaugurazioni delle mostre ed allestimenti. Presso la Pescheria Nuova “Polarights – Il glossario dei diritti umani”, un’installazione collettiva nata dal corso Design per i diritti umani del Politecnico di Milano e “Geometrie di speranza: colori oltre il conflitto” collettiva di pittura di artisti del territorio: Martina Siviero, Giancarlo Gulmini, Christian Bergantin, Giacomo Ditano, Luigi Milani, Orianna Astolfi, Marym Amir, Carla Berneccoli, Claudio Tiberto, Fatmira Bardetti. Sotto i portici della Gran Guardia la mostra fotografica "Essere popolo senza confini - Nostra patria è il mondo intero?".
La giornata poi prosegue con “Il carcere in piazza, la piazza in carcere”, con numerosi appuntamenti legati alla condizione carceraria e come pensare l’Istituto penale per minorenni (IPM) come risorsa nella e per la comunità. Alle 17:30 alla Gran Guardia il dibattito “Arte oltre le mura: Esperienze creative in carcere” con Roberta Ghidelli, Michele De Lucia, Marco Venturoli e Milena Gammaitoni, coordina Giorgia Brandolese. Alle 19 all’IPM “Antonio Vivaldi” concerto della Magicaboola Brass Band riservato ai ragazzi detenuti. Chiusura della giornata alle 21:30 proprio a partire dall’IPM con la parata musicale itinerante e travolgente della Magicaboola Brass Band.
Venerdì 24 ore 11 si prosegue sempre all’interno dell’IPM “Antonio Vivaldi” con la presentazione del progetto “Horizon - percorsi creativi del territorio” dedicato ai summer camp per i giovani detenuti. Alle 17:30 nella sala della Gran Guardia il Dibattito “Colmare il divario: strategie, diritti e prospettive per la parità di genere” con Cristina Sciacca, Roberta Giallo, Alessandra Sguotti, Clara Stella, Carolina Bertolaso, coordina Roberta Cusin. Si continua alle 19 ai giardini di Piazza Matteotti con il concerto-reading “Love Bombing – I Mille Volti della Manipolazione Psicologica” con Roberta Giallo e Cristina Sciacca. A partire dalle 21:30 nel palco principale di Piazza Vittorio Emanuele II il via alla prima semifinale del Premio Amnesty Emergenti, in gara Capabrò (Lavorare fa schifo), Tizio Bononcini (Uomo macho), Pellegatta (Stella lontana) ed Elisabetta Gagliardi (Toc Toc chi bussa). A seguire Vincenzo Fasano con un estratto dallo spettacolo “Padre Terra - L’ego non è sostenibile” e chiusura d'eccezione con il live di Dente, uno dei cantautori più apprezzati della scena indie italiana.
Sabato 25 luglio alle 11:30 alla Libreria Ubik la presentazione del libro “Siria, il giorno dopo” con l’autrice Asmae Dachan, modera Riccardo Noury portavoce di Amnesty Italia. Alle 17:30 nella sala della Gran Guardia il dibattito “Testimone di verità: il ruolo del giornalismo nel racconto delle violazioni dei diritti umani” con le giornaliste Asmae Dachan, Aya Ashour, Jainina Cesar e Stefania Battistini, coordina Riccardo Noury. Alle 19.00 nei giardini di Piazza Matteotti l’aperitivo musicale con Giovanni Segreti Bruno, vincitore del Premio Amnesty International Italia Emergenti nel 2025. A partire dalle 21.30 nel palco principale di Piazza Vittorio Emanuele la seconda semifinale del concorso, si sfidano Sue (Non ti volevo fare male), I Marilyn (Arca di Noè), Esdra (Destà) e Diletta Fosso (Bruciate tutto). A seguire torna sul palco di Voci per la libertà Giovanni Segreti Bruno con il nuovo singolo “Scacciapensieri”. In chiusura: il concerto di Francamente, talentuosa artista torinese tra cantautorato ed elettronica, che mette al centro della sua musica queerness e attivismo.
Domenica 26 luglio si parte alle 11 alla Libreria Ubik con la presentazione del libro “Genocidi” con Antonio Marchesi e Riccardo Noury. Nella sala della Gran Guardia alle 17:30 il dibattito “La criminalizzazione della solidarietà verso le persone migranti” e proiezione del cortometraggio “La solidarietà non è un reato” su Seán Binder, per la regia di Valeria Solarino. Alle 19 nei giardini di Piazza Matteotti l’aperitivo musicale con Agnese Valle, vincitrice del Premio della Critica 2020 Voci per la libertà che presenta l’album e spettacolo “I miei uomini”. Alle 21.30 la conclusione della XXIX edizione del festival, sempre nel palco di Piazza Vittorio Emanuele II con la finale del concorso con l’esibizione dei 5 migliori semifinalisti e assegnazione del Premio Amnesty, sezione emergenti, Premio della Critica e Premio Giuria Popolare. Ospiti speciali due dei finalisti del Premio Amnesty, sezione Big: Ibla in gara con il brano “Rituale”, che fonde folk siciliano ed elettronica in chiave politica; Murubutu & Moon Jazz Band in gara con “Minuscola”, un progetto inedito in cui l'hip-hop incontra le origini rivoluzionarie del jazz.
A presentare le tre serate di Voci per la libertà saranno Savino Zaba (Conduttore RAI), Manola Borgato (Radio Kappa) e Carmen Formenton (Voci per la Libertà).
Negli appuntamenti ai giardini di Piazza Matteotti e in Piazza Vittorio Emanuele II, sarà attiva un’area food & drink con Birrificio Vojo e Gaza Cola, in nome della filiera corta e della solidarietà. Alla Pescheria nuova, durante gli orari di apertura delle mostre (10-12 e 17-23) sarà presente la Gelateria Gogot 
Tutti gli eventi del festival sono ad ingresso libero e gratuito.

File.41: Festival del Saltarello - intervista con l'organizzazione

Festival del Saltarello 2026

Intervista con Danilo Di Paolonicola, organizzatore dell'evento che si terrà a Giulianova (Teramo) il prossimo 9 luglio

Torna con la sua 16ª edizione il FESTIVAL DEL SALTARELLO, progetto turistico-culturale finalizzato a divulgare e valorizzare la cultura popolare abruzzese, in programma il 9 luglio all’interno della suggestiva cornice del porto di Giulianova (Teramo).
Special guest di quest’anno sarà GORAN BREGOVIĆ, che si esibirà alle ore 22 con la sua WEDDING & FUNERAL ORCHESTRA. Il Festival rappresenta una delle tappe del tour “God Is Not Your Babysitter”, con una scaletta che attraversa i grandi classici del suo repertorio accanto alle composizioni più recenti.
«Sono felice di portare la mia musica al Festival del Saltarello di Giulianova. I festival popolari hanno qualcosa che sento molto vicino alla mia idea di concerto: persone che si incontrano attraverso la musica, la danza e la festa. dichiara Goran Bregović Con “God Is Not Your Babysitter”, porteremo sul palco tutta l’energia della Wedding & Funeral Orchestra, insieme ai brani del nuovo album e alle canzoni che il pubblico italiano balla da tanti anni. Sarà una grande celebrazione collettiva sotto il cielo d’estate».
Protagonista e anima del Festival è l’ORCHESTRA POPOLARE DEL SALTARELLO, che si esibirà alle ore 21.00 prima del concerto di Goran Bregović e che rappresenta oggi una delle realtà più dinamiche nel panorama della musica tradizionale italiana, capace di rinnovare il repertorio mantenendone viva l’autenticità e, allo stesso tempo, di dialogare con linguaggi musicali diversi.
«La musica popolare ha la forza di unire tutti, senza confini e senza barriere. afferma Danilo Di Paolonicola, ideatore e direttore artistico del Festival Insieme a Goran Bregović and his Wedding & Funeral Orchestra, all’Orchestra Popolare del Saltarello e al coro di bambini che utilizzerà il linguaggio dei segni, daremo vita a una serata unica, capace di parlare al pubblico attraverso il ritmo, le emozioni e i gesti».
Il FESTIVAL DEL SALTARELLO, organizzato dall’Associazione Interamnia World Music con la collaborazione di Claudio Ucci e diretto artisticamente da Danilo Di Paolonicola, si configura come una giornata internazionale del folklore, in cui culture e linguaggi musicali si intrecciano, dando vita a un’esperienza capace di creare un ponte tra territori, storie e sonorità. L’edizione 2026 si inserisce nel programma del Festival delle Abbazie ed è realizzata in collaborazione con il Comune di Giulianova, con il patrocinio della Camera di Commercio Gran Sasso d’Italia, del GAL Terreverdi Teramane e del Conservatorio “G. Braga” di Teramo.
Abbiamo incontrato Danilo Di Paolonicola, che oltre ad essere l'organizzatore del Festival, è anche il leadere dell'Orchesta Popolare del Saltarello, in un'intervista che andrà in onda:
Giovedì 25 giugno alle 16:35 e lunedì 29 giugno alle 10:10.

File.41: Alex Donovan - intervista

Alex Donovan

"Le tue stelle" è il singolo di esordio dell'artista marchigiano

Il 15 maggio Alex Donovan ha pubblicato "Le tue stelle", il suo primo singolo prodotto e distribuito da Atlantis Music. Per l'artista marchigiano è un debutto discografico che arriva al termine di un percorso costruito tra produzione cinematografica, regia teatrale e studio del canto lirico, e che ora trova nel formato canzone una direzione propria. A firmare il brano — testo, musica e arrangiamenti — è il compositore Raffaele Petrucci, già autore di colonne sonore premiate in festival internazionali come Fimucité.
Il brano scritto, composto e arrangiato da Raffaele Petrucci si muove sul filo della memoria: il riflesso delle luci sull'acqua, una canzone alla radio — "At last" — e l'eco di una relazione che continua a tornare. Tra le notti d'estate al mare e i luoghi condivisi, la donna evocata nel testo — "la mia Audrey, la mia poesia" — diventa la coordinata emotiva di un dialogo che il protagonista intrattiene con un'assenza. Lui resta ancorato al ricordo, mentre lei, trasformata dal tempo, si allontana.
Bio
Marchigiano, trasferitosi a Roma per dare forma a un percorso artistico versatile, Alex Donovan ha esordito scrivendo sceneggiature e lavorando nel settore della produzione cinematografica con Fabrizio Saracinelli, Raffaello Saragò e Massimo Cristaldi, ricoprendo ruoli che vanno dal segretario di produzione e location manager all'ispettore di produzione, supervisore della post-produzione, organizzatore generale e produttore esecutivo. Nel 2014 firma la regia dello spettacolo teatrale Poesia tra le note con Ugo Pagliai e André De La Roche, al Teatro delle Muse di Ancona. Successivamente intraprende un percorso nel canto lirico con maestri come Fabio Armiliato, il baritono Mauro Augustini, i soprani Chiara Giudice e Monica Colonna. Con "Le tue stelle" arriva l'esordio come interprete.
La nostra intervista con Alex Donovan andrà in onda:
Mercoledì 24 giugno alle 16:35 e sabato 27 giugno alle 10:10.

Emergenza estate: il sole sorge, la temperatura sale, l'umanità vacilla

Emergenza estate

Tra mappe color cremisi, allarmi continui e titoli da fine del mondo, l'arrivo dell'estate viene raccontato come un evento senza precedenti

Anche quest'anno è successo. Puntuale come una tassa, come il Festival di Sanremo, come il vicino che taglia l'erba alle sette del mattino: è arrivata l'estate.
E con essa, immancabile, l'apocalisse termica raccontata da televisioni, siti internet e social network. Titoli cubitali, grafiche rosso inferno, mappe che sembrano uscite da un documentario sulla colonizzazione di Marte. "Caldo record". "Bolla africana". "Settimana infernale". "Temperature roventi". Manca solo l'annuncio dell'evacuazione generale verso la Groenlandia.
Ora, sia chiaro: fa caldo. È giugno inoltrato. Sarebbe persino sospetto il contrario. Se a Venezia ci fossero 12 gradi e una nevicata, forse qualche domanda dovremmo porcela. Ma no: il fenomeno straordinario che scuote le redazioni italiane è che in estate, incredibilmente, si suda.
Ogni anno assistiamo allo stesso spettacolo. Persone che scoprono l'esistenza del sole come se fosse stato acceso per la prima volta dall'ENEL. Esperti convocati per spiegare che alle tre del pomeriggio l'asfalto è caldo. Cittadini intervistati che confermano, con coraggio e spirito scientifico, che "sì, oggi si sente parecchio".
Davvero? Incredibile.
Le cronache assumono toni da sbarco in Normandia. "Resistere fino a domenica". "La morsa del caldo". "Assedio africano". Sembra che l'anticiclone abbia dichiarato guerra alla Repubblica Italiana e stia avanzando con divisioni corazzate attraverso la Pianura Padana.
Intanto gli over sessanta ricordano vagamente che negli anni Settanta si giocava a pallone sui campetti polverosi alle due del pomeriggio senza che il telegiornale aprisse con il bollettino bellico delle masse d'aria. Non perché il caldo non esistesse, ma perché era considerato una caratteristica dell'estate e non il trailer di un film catastrofico.
Oggi invece ogni ondata di calore viene narrata come un evento cosmico irripetibile. Se fa freddo a gennaio è un'emergenza. Se piove ad aprile è un'emergenza. Se fa caldo a luglio è un'emergenza. A questo punto l'unica condizione meteorologica accettabile sembra essere una perenne primavera di 22 gradi, cielo leggermente velato e umidità regolata da un tecnico comunale.
Naturalmente conviene sempre bere, proteggersi dal sole e usare buon senso. Ma tra il buon senso e la rappresentazione di un pianeta trasformato in una gigantesca griglia per arrosticini esiste una certa differenza.
La verità è che il caldo fa notizia perché ogni anno bisogna trovare un modo nuovo per raccontare qualcosa di antichissimo: l'estate. Così il sole, che da alcuni miliardi di anni svolge il proprio lavoro con una certa costanza, viene descritto come una minaccia emergente. E noi, puntualmente, fingiamo di stupirci.
Tra qualche mese arriverà l'inverno. Le stesse persone che oggi annunciano la fine del mondo per 34 gradi titoleranno scandalizzate per il fatto che a dicembre faccia freddo. E allora via con l'"ondata gelida", il "vortice polare", la "sciabolata artica" e altri nomi che farebbero sorridere persino un meteorologo.
Nel frattempo, coraggio. Siamo sopravvissuti all'estate dell'anno scorso, a quella precedente e a tutte quelle che l'umanità frequenta da qualche migliaio di anni. Con un po' di fortuna ce la faremo anche questa volta.
Magari bevendo un bicchiere d'acqua e abbassando il volume dell'allarmismo.

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Arriva "Suoni all'Alba"

Suoni all'Alba

Ogni venerdì alle ore 11 il format che raccoglie interviste ad artisti indipendenti, ascoltando la loro musica

Ogni venerdì alle ore 11:00 su Radio41.it appuntamento con "Suoni all'Alba", il format dedicato alla musica indipendente che dà voce agli artisti emergenti e alle loro storie.
Grazie alla collaborazione con l'ufficio stampa "L'Altoparlante"*, anche Radio41.it entra a far parte del circuito di emittenti che trasmettono questo apprezzato programma della durata di 30 minuti, interamente dedicato alla scoperta di nuovi talenti. 
Ogni puntata propone interviste ad artisti indipendenti, accompagnate dall'ascolto di uno dei loro brani, offrendo agli ascoltatori l'opportunità di conoscere più da vicino il percorso, le ispirazioni e i progetti dei protagonisti della scena musicale emergente.
Ad arricchire il format c'è inoltre la lettura della "TOP 20 della Indie Music Like", la classifica di tendenza più longeva d'Italia, con l'ascolto di estratti dei brani che ne fanno parte.
"Suoni all'Alba" è condotto e realizzato da Giulio Berghella, da anni impegnato nella valorizzazione della musica indipendente italiana.
La trasmissione andrà in onda tutti i venerdì alle ore 11:00, con replica ogni martedì alle ore 18:30.
Non perdete questo viaggio tra nuove sonorità, artisti da scoprire e tanta buona musica. Restate sintonizzati su Radio41.it!
 

File.41: Halley - intervista

Halley

"Niente" è Il nuovo singolo del giovanissimo cantautore

E' in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Niente”, il nuovo singolo di Halley per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.
“Niente” è un brano che racconta un amore ormai finito, un rimorso che si è dissolto e sentimenti che si sono lentamente spenti. Il contesto, però, mantiene una dimensione positiva: ciò che viene descritto appartiene al passato ed è stato ormai superato. Il ritornello rappresenta il momento più melodico della canzone, in cui l’artista sottolinea questo cambiamento attraverso il verso: “sono solo nei guai, ma ora neanche mi pesano”. Dopo il primo ritornello, il pezzo cambia progressivamente atmosfera, passando da tonalità più profonde e introspettive a sonorità più leggere, capaci di accompagnare e rappresentare il percorso di crescita e miglioramento personale dell’artista.
Spiega l'artista a proposito della canzone: «Il brano è nato in realtà in modo abbastanza casuale, non era un brano programmato. Di fatti l’ho scritto in meno di due ore in studio, ma è un testo che considero molto bello proprio perché spontaneo e sincero. “Niente” non è la ricostruzione di una storia, ma è la narrazione di come l’ho vissuta».
Bio
Alessandro Piazza, in arte Halley, nasce a Roma nel 2008, sin da piccolo si contraddistingue per una passione smisurata per la musica, infatti compone le sue prime opere amatoriali già da bambino. La sua svolta arriva all’età di 11 anni, quando per la prima volta incide un brano in sala di registrazione, conoscendo Lorenzo Celata, che da lì in poi diventerà il suo producer. Come raccontato spesso dall’artista la sua passione per la musica è in primis una vocazione personale (da sempre definita “parte di lui”), ma ciò che lo spinge davvero è l’obbiettivo di poter arrivare ad altra gente che si sente come lui, e far provare loro ciò che lui non ha mai provato, ovvero sentirsi capiti. “Halley” definisce i suoi testi come sfogo e consolazione, ha sempre voluto metterci tutte le sue emozioni. Sin dalla tenera età il suo sogno era di fare il cantante, di permettere ad altre persone di avere un supporto emotivo e di sentirsi meglio ascoltando la sua musica.
Ad oggi, Alessandro, è nel roaster di Red&Blue di Marco Stanzani, e collabora con professionisti di livello come Massimo Calabrese, Marco Lecci e Valerio Calisse.
La nostra intervista con Halley andrà in onda:
Martedì 23 giugno alle 16:35 e venerdì 26 giugno alle 10:10.

File.41: Acid Salvia - intervista

Acid Salvia

"Safe Domain": vulnerabilità, caos e bisogno di sentirsi al sicuro

“Safe Domain”, il nuovo singolo degli Acid Salvia, è un viaggio emotivo intenso e viscerale che racconta la complessità delle relazioni profonde, quei legami “on and off” capaci di travolgere e allo stesso tempo diventare l’unico rifugio possibile.
Il brano esplora il contrasto tra caos interiore e desiderio di stabilità, tra impulsività e bisogno di protezione, mettendo al centro la figura di quella persona che riesce a fermare “l’uragano” nella nostra testa.
Tra attese, errori e ritorni, emerge la paura di arrivare troppo tardi, ma anche la consapevolezza che alcuni rapporti, pur nella loro fragilità, continuano a rappresentare un punto fermo. Il tempo diventa così uno degli elementi chiave del racconto: bastano pochi istanti per compromettere tutto, mentre l’attesa si riempie di dubbi, speranze e tensioni emotive.
Il protagonista del brano si muove costantemente tra il desiderio di essere salvato e la necessità di imparare a reggersi da solo, senza dipendere completamente da qualcun altro. All’interno della narrazione trova spazio anche una componente più oscura e intensa: quella di chi, spinto oltre il proprio limite, smette di aspettare e sceglie di proteggersi.
Musicalmente, “Safe Domain” nasce in modo spontaneo da un’idea sviluppata inizialmente alla chitarra, senza riferimenti precisi. Il riff principale prende vita grazie al batterista della band che, sperimentando con lo strumento, ha creato uno degli elementi centrali del pezzo. Da quel momento la struttura si è evoluta collettivamente, assumendo sonorità hard rock e grunge e costruendo uno stile personale, influenzato in maniera naturale dagli ascolti e dal percorso artistico del gruppo.
Gli Acid Salvia con questo singolo uniscono energia e fragilità, forza e vulnerabilità, trasformando emozioni contrastanti in un’esperienza sonora intensa e autentica.
Gli Acid Salvia sono una band alternative rock nata nel 2022 a Rovigno, Croazia. Dopo aver mosso i primi passi come cover band, nel 2024 si dedicano con intensità alla scrittura di brani originali, dando forma a un sound personale e riconoscibile. La loro musica è un'esplosione di autenticità: riff potenti intrecciati con sfumature funk e psichedeliche, il tutto sostenuto da una performance live viscerale, carica di energia e presenza scenica. In pochissimo tempo conquistano l'attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori, distinguendosi in alcuni dei concorsi più rilevanti della scena: finalisti al Pula Guitar Festival, vincitori del Pordenone Rock Contest e secondi classificati al Vincenza Rock Contest.La formazione vede Lana Jeremić alla voce, Dino Kalčić e Ivan Benažić alle chitarre, Alessia Salvi al basso e Teo Pokrajac alla batteria. Insieme, danno vita a un progetto che fonde passione, urgenza creativa e attitudine rock.
La nostra intervista con Dino degli Acid Salvia andrà in onda:
Lunedì 22 giugno alle 16:35 e giovedì 25 giugno alle 10:10.

Tormentoni estivi 2026: chi farà ballare l'Italia?

Tormentoni 2026

Il podio provvisorio: clubbing, radici e grandi ritorni. La mappa dei suoni dell'estate

L'estate 2026 è ufficialmente iniziata e, come ogni anno, le spiagge, i club e le frequenze radiofoniche si trasformano nel campo di battaglia perfetto per conquistare il titolo di regina del tormentone, anche se quest'anno la musica estiva si muove su un binario decisamente nuovo. 
Se fino a poco tempo fa la formula magica prevedeva ritmi latini standardizzati e testi leggeri calati dall'alto, oggi assistiamo a un curioso scontro tra la spinta immediata degli algoritmi digitali e un ritorno inaspettato alle radici folk territoriali, con suoni molto più ricercati del solito. In cima alle preferenze e nelle rotazioni radiofoniche più intense troviamo subito Fred De Palma che, ritrovando la sua musa brasiliana Anitta e alleandosi con le rime affilate di Emis Killa, ha fatto centro con La testa gira, una scarica di adrenalina da club notturno sospesa tra le atmosfere dei festival e un ritornello che è già il più virale della stagione sui social. 
A fare da perfetto contraltare a questi beat elettronici ci pensa però la vera sorpresa dell'anno, ovvero Al mio paese di Serena Brancale, Delia e Levante, un irresistibile inno dei fuorisede che profuma di Sud, feste patronali e piazze piene, capace di far ballare chiunque a piedi scalzi sulla sabbia mescolando il pop moderno alla pizzica tradizionale. 
Non da meno è l'attesissimo duetto tra Angelina Mango e Marco Mengoni, Canto d'amore, dove la freschezza di lei e la vocalità monumentale di lui si fondono in un pezzo pop solido, solare e travolgente che non ha bisogno di ganci da TikTok per riempire l'aria e conquistare le classifiche. 
Subito dietro a questo podio provvisorio si muove poi una flotta di singoli fortissimi, a partire dai Pinguini Tattici Nucleari che con Sorry, scusa, lo siento sfoderano l'ennesima hit istantanea, ironica e maledettamente orecchiabile, ideale per i lunghi viaggi in macchina verso il mare. Nello stesso momento Gaia torna a esplorare le sue origini brasiliane con Bossa Nostra, una traccia dalle sfumature decisamente più chill e adatta all'ora dell'aperitivo al tramonto, capace di trasformare la malinconia di un amore che finisce in un ritmo ipnotico, mentre Samurai Jay si prende lo spazio estivo e la colonna sonora del gelato più iconico d'Italia con Ossessione, un pezzo urban-pop che bissa il successo dell'ultimo Sanremo. A chiudere il cerchio delle canzoni più ascoltate ci sono Clara e Sangiovanni con Le ragazze, un gradito ritorno che punta tutto sulla spensieratezza delle serate estive tra amiche, confermando una tendenza chiarissima per questa stagione: rispetto agli anni passati, il pubblico sta premiando la varietà dei generi, che passano dall'urban reggaeton alla bossa nova fino al neo-folk, preferendo brani che sanno sì essere d'impatto per le clip brevi, ma che mantengono un'identità forte, perché il vero tormentone di quest'anno non è solo un ritmo da ballare, ma un pezzetto di vita vera da condividere.

Il 22 giugno VxL 2026 si presenta

VxL 2026 - conferenza stampa

Conferenza stampa, aperta anche al pubblico, della 29a edizione di “Voci per la libertà - Una canzone per Amnesty” in programma dal 23 al 26 luglio nel centro storico di Rovigo

Lunedì 22 giugno alle 18 a Rovigo, nella Sala Stucchi di Palazzo Cezza (gentilmente concessa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo), in Piazza Vittorio Emanuele II 47, si terrà la conferenza stampa, aperta anche al pubblico, della 29a edizione di “Voci per la libertà - Una canzone per Amnesty” in programma dal 23 al 26 luglio nel centro storico di Rovigo che avrà come slogan “Fai sentire la tua voce”.
“Voci per la Libertà - Una canzone per Amnesty” è il più importante festival musicale italiano che unisce musica e diritti umani. Un vero canalizzatore, ed un sempre più efficace megafono, per tutti quegli artisti, sia emergenti che affermati, che anno dopo anno hanno scelto di mettersi in gioco, di creare qualcosa di nuovo e personale che andasse a sostegno di un ideale.
Quattro giorni di musica e diritti umani a fianco di Amnesty International attraverso la migliore musica italiana. Anche quest’anno il festival conferma la sua vocazione: trasformare il palco in uno spazio di ascolto, partecipazione e consapevolezza, dove la musica non è solo cultura e intrattenimento, ma anche racconto del presente, denuncia, memoria e possibilità di cambiamento. Non solo musica ma dibattiti, performance, incontri, mostre, installazioni per ribadire l’importanza dell’arte e della cultura per la promozione dei diritti umani e per riaffermare la centralità nelle nostre comunità. Con gli organizzatori ci saranno le istituzioni, i partner, gli sponsor e i sostenitori del festival per scoprire assieme la nuova edizione.
L’appuntamento ospiterà anche l’incontro su "Il valore sociale dei festival" con la presenza della sociologa Barbara Maussier, autrice dell'omonimo libro, uscito in Italiano per Franco Angeli ed in inglese per Goodfellow Publishers con il titolo “The social value of festivals. Communicative Creativity and Community Development”. Basandosi su una ricerca interdisciplinare che integra sociologia, studi culturali e management degli eventi, Maussier propone un’analisi teorica approfondita del modo in cui i festival possono agire come generatori di valore sociale. Il volume affronta temi che spaziano dal ruolo dei festival nella società postmoderna del tempo libero agli aspetti strategici, organizzativi, comunicativi ed economici essenziali per una pianificazione efficace degli eventi. Al centro dell’opera vi è lo sviluppo di un modello concettuale che fornisce a organizzatori di festival, decisori politici e istituzioni culturali gli strumenti per promuovere intenzionalmente il cambiamento sociale attraverso la progettazione e la gestione degli eventi.
Ad approfondire la tematica, con l’autrice ci saranno le voci di alcuni festival storici della città di Rovigo: Michele Lionello per “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”, Massimo Munaro per “Festival Opera Prima”, Claudio Curina per “DeltaBlues”, Nicoletta Confalone per “Rovigo Cello City”, Claudio Ronda per “Tra Ville e Giardini”.
“Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty” è un’iniziativa dell’Associazione Voci per la libertà APS, realizzata in collaborazione e con il sostegno di Amnesty International Italia, Circoscrizione VTAA di Amnesty International, Comune di Rovigo, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, CGIL Rovigo, SPI Cgil Veneto, CAF Cgil, CISL Padova e Rovigo, CAF CISL, IRSAP Foundation, Caritas Diocesana di Adria-Rovigo.
(Ufficio stampa: Ender Comunicazione)

Mostra del Cinema: croce e delizia delle proiezioni

Mostra del Cinema: croce e delizia delle proiezioni
VERSO LA MOSTRA 2026

Considerazione sul sistema di prenotazione per accedere alle proiezioni

Dando per scontato che anche quest’anno sarà necessario prenotarsi in anticipo per accedere alle varie proiezioni, possiamo dire che gli accreditati rivivranno momenti di vera croce e delizia: la croce quando si accederà al sistema di prenotazione; la delizia quando ci si troverà in coda per entrare in sala.
Ne vogliamo parlare?
Iniziamo dalla delizia.
Da quando è stato introdotto il sistema di prenotazione si è sicuri di entrare in sala, anche se ci si mette in coda pochi minuti prima dell’inizio della proiezione, mentre in passato, quando non era possibile prenotare il proprio posto, era necessario mettersi in coda con grande anticipo e per di più senza la sicurezza di accedere alla proiezione.
Quindi, adesso c’è una grande ottimizzazione dei tempi, che si traduce nella possibilità di vedere molti film, mentre in passato c’era una gran perdita di tempo, che talvolta comportava la visione di pochi film.
Inoltre, se un tempo si viveva la coda come una fase di “guerra con il coltello fra i denti”, controllando che nessuno ci superasse o che qualcuno si infilasse trovando un amico già in coda, oggi la coda è un momento di piacevole confronto e utile condivisione.
Si potrebbe arrivare a dire che adesso la coda è uno dei momenti più utili perché, se hai voglia di parlare con il tuo vicino o di ascoltare - se non addirittura infilarti in - una conversazione già iniziata dai tuoi vicini, puoi affinare il tuo giudizio su di un film o comprendere che è assolutamente necessario vedere un film che non avevi assolutamente preso in considerazione.
E la croce?
Su questa base, il dover utilizzare il sistema di prenotazione, croce per molti, diventa accettabile: nonostante non sia il sistema perfetto; anche se, come accade in moltissimi frangenti, si dice che era meglio il sistema dell’anno scorso; addirittura ti costringe, a festival già iniziato, a delle levatacce.
Inoltre, come si può parlare male di un sistema che riesce a gestire, con precisione e in pochi minuti, qualche decina di scelte di qualche migliaio di utenti?
Il sistema perfetto non esiste ma a mio parere il sistema migliora di anno in anno.
Concludo dicendo che l’unica cosa che infastidisce è che spesso si vedono parecchi posti non occupati in una sala che, secondo i sistemi informatici, dovrebbe essere completamente occupata. Quindi l’unico problema, almeno per me, è il “vizio” del no show: un comportamento umano che il sistema informatico non sa e non può gestire.
Però dobbiamo dare atto all’organizzazione di aver cercato di risolvere il problema facendo accedere in sala le persone che, pur non essendosi prenotate, si sono messe in coda per occupare i posti rimasti liberi.
(fv)