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2025

2025, tra crisi globali e addii indimenticabili

Fine 2025

Si chiude l'ennesimo anno complesso per gli equilibri geopolitici. Molte le personalità scomparse

Il 2025 è stato un anno che ha imposto al mondo un ritmo incalzante, tra crisi internazionali, svolte politiche e addii che hanno segnato profondamente il panorama culturale.
Sul fronte geopolitico, il conflitto in Ucraina ha continuato a occupare la scena globale, mentre in Medio Oriente la situazione nella Striscia di Gaza è rimasta fragile, nonostante tentativi di accordo e tregue temporanee. 
Dopo un drammatico breve conflitto tra Israele e l'Iran, gli Stati Uniti hanno colpito (presunti) siti nucleari iraniani, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza internazionale e sulle strategie di deterrenza, mentre le pressioni del presidente americano Donald Trump nei confronti dell’Ucraina hanno alimentato tensioni diplomatiche con l’Europa. 
In Vaticano, la morte di Papa Francesco ha rappresentato uno dei momenti più intensi dell’anno: un evento seguito da un conclave molto partecipato che ha portato all’elezione di Leone XIV, aprendo una nuova fase per la Chiesa cattolica e attirando l’attenzione dei media di tutto il mondo. 
In Europa, le elezioni tedesche hanno riportato al centro della scena Friedrich Merz, figura chiave di un confronto politico che ha influenzato gli equilibri dell’Unione, già impegnata a gestire sfide economiche e pressioni migratorie. 
Al Festival di Sanremo la vittoria è andata a Olly con il brano "Balorda nostalgia".
Il 2025 è stato anche un anno di lutti importanti nel mondo dello spettacolo: sono scomparsi Pippo Baudo, volto storico della televisione italiana, Ornella Vanoni, icona della musica, Eleonora Giorgi, attrice amatissima, Bruno Pizzul, voce simbolo del calcio in TV, Alvaro Vitali, protagonista della commedia popolare, Rosita Missoni, pioniera della moda, e Oliviero Toscani, fotografo rivoluzionario. E ancora, in Italia, sono mancati anche Claudia Cardinale, Mauro Di Francesco, Nicola Pietrangeli e Sandro Giacobbe.  A livello internazionale hanno fatto notizia anche le morti di Robert Redford, della scrittrice Sophie Kinsella e di Brigitte Bardot, figure che hanno lasciato un segno profondo nel cinema e nella narrativa contemporanea. 
Mentre il mondo affrontava crisi e cambiamenti, l’intelligenza artificiale ha continuato a trasformare settori chiave come comunicazione, sanità e servizi pubblici, diventando uno dei temi più discussi dell’anno e aprendo nuove opportunità insieme a interrogativi etici e sociali. 
Il 2025 si chiude così come è vissuto: intenso, complesso, ricco di eventi che hanno ridefinito equilibri e sensibilità.

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Rob vince X Factor 2025

Rob vince X Factor 2025

Serata di musica e emozioni a Napoli: quattro finalisti, ospiti internazionali e una vincitrice che ha conquistato tutti

Napoli si è trasformata in un palcoscenico internazionale per l’ultimo atto di X Factor 2025. Piazza del Plebiscito, illuminata da giochi di luce e fuochi d’artificio, ha accolto oltre sedicimila persone in una serata che ha unito musica, spettacolo e emozioni. Per il secondo anno consecutivo, la finale si è svolta all’aperto, confermando la volontà del programma di uscire dagli studi televisivi e abbracciare il pubblico in una dimensione più viva e partecipata.
Sul palco, quattro artisti hanno portato il meglio del loro percorso: Delia, cantautrice siciliana dal timbro viscerale; eroCaddeo, anima pop con radici cantautorali; PierC, interprete raffinato e teatrale; e rob, la giovane outsider che ha saputo ribaltare ogni pronostico. Ognuno rappresentava il proprio giudice: Jake La Furia, Achille Lauro, Francesco Gabbani e Paola Iezzi, protagonisti di un’edizione segnata da stili diversi e confronti accesi.
La gara si è articolata in tre manche: la My Song, con brani scelti dai concorrenti per raccontarsi; il Best Of, sintesi del loro viaggio artistico; e infine gli inediti, vero banco di prova per misurare originalità e identità musicale. Tra performance intense e arrangiamenti sorprendenti, il televoto ha scandito ogni fase, mantenendo alta la tensione fino all’ultimo secondo.
A impreziosire la serata, due ospiti d’eccezione: Laura Pausini, che ha presentato il nuovo progetto discografico, e Jason Derulo, capace di trasformare la piazza in una dance floor globale. Momenti che hanno confermato la vocazione internazionale di X Factor e la sua capacità di fondere generi e culture.
Il verdetto finale ha incoronato rob come vincitrice assoluta. Vent’anni, originaria di Trecastagni, ha portato sul palco un’energia pop-punk fresca e riconoscibile, culminata nell’inedito Cento Ragazze, un brano che racconta la fragilità e la rabbia di una generazione sospesa tra emozioni e disillusioni. La sua vittoria è il simbolo di un percorso di crescita costante, partito in sordina e arrivato alla consacrazione grazie a personalità e autenticità.
Dietro di lei, eroCaddeo si è aggiudicato il secondo posto con la sua scrittura intima e malinconica, seguito da Delia, interprete potente e radicata nella tradizione siciliana, e da PierC, artista elegante che ha saputo fondere tecnica e teatralità.
Questa finale non è stata solo la chiusura di un’edizione di successo, ma la celebrazione di una musica che cambia, si contamina e trova nuove voci. X Factor 2025 ha dimostrato che il talento non è mai uniforme: è fatto di storie, di rischi e di quella scintilla che, quando accende il palco, diventa indimenticabile.

Grande successo di pubblico per il MEI 2025 a Faenza con record di presenze

MEI 2025
COMUNICATO STAMPA

La 30^ edizione della manifestazione ha visto una grandissima presenza di artisti e pubblico Gen Z

Si è conclusa con grande successo di pubblico l’edizione del 2025 del MEI – Meeting Etichette Indipendenti, la più importante rassegna della musica indipendente italiana, che ha animato le giornate di venerdì 3 ottobre, sabato 4 e domenica 5 ottobre, trasformando Faenza (RA) in una vera e propria città della musica con concerti, forum, convegni, fiere e mostre per festeggiare i 30 anni della rassegna.
«Un’edizione unica e straordinaria quella dei 30 anni che ha portato nella notte bianca indipendente grandi concerti di Eugenio Finardi, Anna Castiglia, Giulia Mei, i Punkcake, i Foreign Air, 18K che hanno entusiasmato il pubblico – afferma Giordano Sangiorgi, patron del MEI – Il pubblico si è riversato nel centro storico di Faenza e ha cantato le canzoni indipendenti degli ultimi 10 anni grazie al format di Lacrima party che ha avuto grande successo, per la prima volta in una grande piazza di un centro storico. Un’edizione straordinaria, un pubblico che ha riempito tutte le piazze. Il MEI si conferma un vero punto di riferimento in questa scena, soprattutto dopo questi 30 anni. Tra i momenti più sentiti il Premio per la pace a Tony esposito, consegnato dal sindaco di faenza e dal giornalista Fausto pellegrini e la Targa a Eugenio Finardi consegnata dal vicesindaco Andrea fabbri. Momenti topici il cantautorato femminile con Onda Rosa Indipendente con delle artiste straordinarie. Anna Castiglia e Giulia Mei hanno infiammato il pubblico con le loro performance. Grande afflusso anche per la Fiera del Disco e p tutti gli altri incontri».
Sono state assegnate le Targhe MEI 2025 sul Palco Centrale di Piazza del Popolo con i concerti dal vivo di Eugenio Finardi, Anna Castiglia, Giulia Mei, 18k, Deschema, Foreign Air, Punkcake, la presenza di Tony Esposito e tantissimi altri. A EUGENIO FINARDI la Targa MEI Artista Indipendente dell’anno. Ad ANNA CASTIGLIA assegnata la Targa MEI-ExitWell Artista Emergente dell’anno. A TONY ESPOSITO consegnato il Premio MEI Musica per la Pace. Il Premio Giovani MEI ha visto due vincitori: i PUNKCAKE, sul palco Crescendo di Faenza, e GIULIA MEI, sul Palco Centrale in occasione del “Io della musica non ci ho capito niente tour”. Il Premio Hip-Hop MEI consegnato al rapper 18K insieme ai suoi produttori Ed Mars e 4997.
In Piazza Nenni si è tenuto il Presidio Musicale Una Voce per Gaza a cura di Michele Lionello con oltre 30 artisti che hanno aderito all’appello lanciato da Amnesty International e Voci per la Libertà e l’altro spazio per artisti emergenti EdicolAcustica di Alberto Guazzi. L’iniziativa “Una voce per Gaza” vede l’unione di forze fra Voci per la Libertà, Amnesty International, EdicolAcustica e il MEI.
Il MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti è una delle piattaforme di scouting per la nuova musica italiana indipendente ed emergente. Fin dalla prima edizione, la manifestazione è stata la piattaforma di lancio della nuova scena indipendente ed emergente italiana con artisti che sono diventati pilastri della musica in Italia (tra gli altri Diodato, Afterhours, Bluvertigo, Marlene Kuntz, CSI, Pitura Freska, Baustelle, Caparezza, Negramaro, Brunori Sas, Perturbazione, Marta sui Tubi, Offlaga Disco Pax, e tantissimi altri) e ha premiato emergenti oggi considerati punte di diamante della nuova scena artistica del nostro Paese (come Ermal Meta, Fulminacci, Lo Stato Sociale, Ghali, I Cani, Canova, Calcutta, Zibba, Mirkoeilcane, Le Luci della Centrale Elettrica, Motta, Colapesce, Cosmo e tanti altri). Tanti sono stati anche gli artisti che hanno mosso i loro primi passi proprio al MEI, come ad esempio Daniele Silvestri che nel 1997 allestì un suo stand espositivo e più recentemente i Måneskin, che al MEI di Faenza hanno realizzato il loro esordio fuori da Roma. Durante i suoi 30 anni di attività il MEI, con le sue edizioni ufficiali insieme alle tante edizioni speciali (a Bari, Roma e in altre città), ha registrato un totale di 1 milione di presenze, la partecipazione di 10mila artisti e band dal vivo, 5mila realtà musicali coinvolte in expo e convegni e 1000 giornalisti (più di 100 dal resto d'Europa) che hanno parlato del MEI contribuendo a renderla la più importante vetrina della nuova e nuovissima musica italiana. È l’unico festival che ha avuto ben tre esordienti che hanno poi vinto il Festival di Sanremo: Ermal Meta, Diodato e i Måneskin e l’unico ad avere premiato per bene due volte Lucio Corsi prima del suo boom al Festival di Sanremo.
Anche quest'anno il MEI ha trasformato Faenza per tre giorni in una vera e propria città della musica con concerti, presentazioni musicali e letterarie, convegni e mostre, affiancati da una parte espositiva rivolta agli operatori della filiera musicale con l'obiettivo di sostenere la crescita e la diffusione di una cultura musicale indie ed emergente. 
Giordano Sangiorgi, Patron del MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti e Stefano De Martino, Patron del Premio Lunezia hanno assegnato alla pianista e compositrice siciliana Giuseppina Torre il Premio Pape Gurioli 2025, in accordo con Arianna Gurioli (figlia di Pape, in rappresentanza della famiglia) e con il patrocinio del Comune di Marradi. La cerimonia di consegna del premio si terrà il 19 novembre a Marradi (Firenze), nel paese natale del celebre musicista e nel giorno del suo compleanno, a pochi mesi dalla sua scomparsa avvenuta prematuramente lo scorso marzo.

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Sanremo Giovani 2025: Carlo Conti rivoluziona il format

Sanremo Giovani 2025
VERSO SANREMO

Il concorso musicale che anticipa il Festival di Sanremo si rinnova: regole aggiornate e un percorso televisivo in sei tappe

Il conto alla rovescia per Sanremo Giovani 2025 è ufficialmente iniziato, e con esso arrivano importanti novità annunciate da Carlo Conti, che torna alla direzione artistica con l’intento di rendere il percorso verso il Festival di Sanremo 2026 più equo e meritocratico.
Una delle modifiche più significative riguarda il limite di età: potranno partecipare artisti tra i 16 e i 28 anni (non compiuti al 1° gennaio 2026). Questo cambiamento segna un ritorno alla soglia precedente, dopo che nel 2024 era stata abbassata a 26 anni, suscitando critiche per l’esclusione di cantautori più maturi.
Conti ha spiegato: “La scrittura dei cantautori matura col tempo. Vogliamo dare spazio a chi ha qualcosa da dire, anche se ha qualche anno in più.”
Il numero di artisti emergenti che accederanno al Festival di Sanremo 2026 resta invariato: quattro. Tuttavia, cambia la modalità di selezione:

  • Due saranno scelti tramite Sanremo Giovani, attraverso il percorso televisivo.
  • Due arriveranno da Area Sanremo, selezionati direttamente dalla Commissione Musicale, senza passare per la finale in TV.

Questa scelta mira a valorizzare anche i percorsi alternativi e meno mediatici, offrendo pari opportunità a chi si distingue per talento e originalità.
Il format televisivo, trasmesso su Rai 2 e Rai 1, si articola in sei appuntamenti fondamentali:

  1. Audizioni dal vivo a Roma, da cui emergeranno 24 artisti.
  2. Quattro puntate eliminatorie (11, 18, 25 novembre e 2 dicembre) con 6 artisti a serata.
  3. Semifinale il 9 dicembre con i 12 rimasti.
  4. Finale il 14 dicembre in prima serata su Rai 1, dal Casinò di Sanremo, dove verranno scelti i due vincitori.

Un vero e proprio talent show, ma con l’anima del Festival: attenzione alla scrittura, alla voce e alla personalità artistica.
Gli artisti interessati devono:

  • Avere tra 16 e 28 anni (non compiuti).
  • Non aver mai partecipato al Festival nella categoria Big.
  • Avere almeno due brani già pubblicati.
  • Presentare un brano inedito in italiano, della durata massima di 3 minuti.

Le iscrizioni sono aperte dal 10 settembre al 15 ottobre 2025 sul sito ufficiale sanremo.rai.it.
Sanremo Giovani non è solo un concorso, ma un vero laboratorio musicale. Carlo Conti lo definisce: “Un trampolino importante per tanti artisti. L’energia dei giovani è un ricostituente per tutta la musica italiana.”
Con queste novità, l’edizione 2025 si preannuncia come una delle più interessanti degli ultimi anni, capace di scoprire voci nuove e autentiche, pronte a lasciare il segno sul palco dell’Ariston.

Venezia 82: vince Jarmusch. La Coppa Volpi a Toni Servillo

Servillo - Coppa Volpi - Venezia
82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 6 settembre

La tragedia di Gaza entra nella cerimonia di chiusura al Lido

È calata la notte sul Lido veneziano, ma la 82ª Mostra del Cinema di Venezia non lascia dietro di sé solo pellicole e applausi: chiude i battenti con la sua cerimonia più attesa, tra emozioni, sorpresa e tanti volti noti. 
Tra premi sorprendenti, omaggi commoventi e un red carpet carico di significati, emerge un messaggio forte: il cinema è ancora il luogo dove il mondo si racconta e si reinventa.
La Mostra si è chiusa con una serata memorabile, tra emozioni forti, riflettori puntati e storie che lasciano il segno. Sul palco, Emanuela Fanelli ha guidato la cerimonia con ironia e grazia, mentre il pubblico ha celebrato il potere del cinema come specchio del nostro tempo.
I premi principali
Il Leone d’Oro è andato a Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch, un film essenziale e profondo che esplora le dinamiche familiari in un mondo frammentato. Il Gran Premio della Giuria ha premiato The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, ispirato a una storia vera che ha commosso il pubblico per la sua forza e delicatezza.
Benny Safdie ha ricevuto il Leone d’Argento per la regia con The Smashing Machine, mentre Gianfranco Rosi ha conquistato il Premio Speciale della Giuria con Sotto le nuvole, confermando il suo talento nel documentario d’autore.
Le interpretazioni da applausi
Toni Servillo ha vinto la Coppa Volpi per La Grazia di Paolo Sorrentino, regalando una performance intensa e misurata. Xin Zhilei ha incantato con The Sun Rises on Us All, mentre Luna Wedler ha ricevuto il Premio Marcello Mastroianni come miglior talento emergente.
Nuove visioni nella sezione Orizzonti
En el Camino di David Pablos ha vinto come miglior film, mentre Anuparna Roy ha conquistato la regia con Songs of Forgotten Trees. Benedetta Porcaroli e Giacomo Covi si sono distinti per le loro interpretazioni in Il rapimento di Arabella e Un anno di scuola, portando sullo schermo autenticità e intensità.
Il cinema italiano protagonista
L’Italia ha brillato con La Grazia e Elisa di Leonardo Di Costanzo, confermando la vitalità del panorama nazionale. Le interpretazioni di Servillo e Porcaroli hanno ricevuto consensi unanimi, rafforzando il ruolo del cinema italiano sulla scena internazionale.
Emozioni sul red carpet
La serata ha reso omaggio a Giorgio Armani, scomparso poche ore prima, con una standing ovation e abiti che ne hanno celebrato l’eleganza. Jim Jarmusch ha ritirato il Leone d’Oro indossando una spilla con la scritta “Enough”, gesto simbolico contro il conflitto israelo-palestinese.
Il film di chiusura
Fuori concorso, Chien 51 di Cédric Jimenez ha chiuso la Mostra con un noir distopico ambientato in una Parigi divisa da intelligenze artificiali e tensioni sociali. Un finale potente, che lascia spazio alla riflessione.
Ultimi bagliori sul red carpet
Il red carpet dell’ultima sera ha riunito volti noti, sorrisi, abiti couture e un clima emotivo intenso: chiusura di sipario tra flash, ringraziamenti e qualche lacrima di commozione. Il direttore Alberto Barbera e la conduttrice Emanuela Fanelli hanno salutato il pubblico con eleganza, mentre sullo sfondo si scioglieva il festival tra applausi e brindisi.
(redazione)

Venezia 82: il 5 settembre tra cinema d’autore e tappeti rossi

Venezia 82
82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 5 settembre

Penultima giornata dell'edizione 2025

Venezia, 5 settembre 2025 – Penultima giornata di festival al Lido, e la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica conferma il suo ruolo di specchio del presente: tra film capaci di accendere il dibattito, glamour sul red carpet e riflessioni che superano lo schermo.
Le anteprime in concorso
A inaugurare la giornata è stato Silent Friend di Ildikó Enyedi. L’opera, che segue il percorso simbolico di un albero attraverso epoche e vite umane, ha emozionato la platea con un linguaggio poetico e universale. Accolta con applausi calorosi, la pellicola ha mostrato la solidità di una regista che unisce ricerca visiva e profondità di contenuto.
È poi toccato a Bravo Bene! di Franco Maresco, un mockumentary che con ironia pungente mette in discussione miti e ossessioni del cinema d’autore italiano. La sua premiere mondiale ha acceso un vivace confronto tra critici e pubblico: c’è chi ha applaudito la libertà espressiva e chi ha storto il naso davanti alla provocazione.
Intanto ha continuato a far parlare di sé The Voice of Hind Rajab, presentato nei giorni scorsi e subito diventato uno dei titoli simbolo di questa edizione. Il documentario, che racconta una vicenda drammatica della cronaca internazionale, ha emozionato e diviso, confermando il volto politico e coraggioso della Mostra.
Il tappeto rosso
La serata si è accesa con la consueta parata di star. Tra abiti scintillanti e pose studiate, il red carpet ha offerto spettacolo e leggerezza, bilanciando la densità dei film in programma. Giovani promesse e volti affermati del cinema internazionale hanno sfilato tra applausi e flash, trasformando il Lido in un palcoscenico glamour che non ha nulla da invidiare alle passerelle di moda.
Un festival tra estetica e impegno
Il 5 settembre ha dimostrato, ancora una volta, come Venezia riesca a tenere insieme dimensioni apparentemente opposte: l’eleganza delle prime mondiali e la riflessione sul presente, la leggerezza della mondanità e la serietà delle tematiche affrontate sullo schermo. Un equilibrio delicato che rende la Mostra un appuntamento unico, capace di parlare al tempo stesso di cinema, società e futuro.
(dal nostro inviato Devis Botta)

Venezia 82: tra cinema, applausi e red carpet scintillanti

Oscar Isaac
82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 4 settembre

David Pablos presenta "On the Road"

Venezia, 4 settembre 2025 – Una giornata intensa e densa di emozioni al Lido, dove la 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica ha saputo intrecciare cinema e mondanità, arte e glamour.
Il cuore della giornata si è acceso con due attese premiere. On the Road (En el camino) del regista messicano David Pablos, presentato nella sezione Orizzonti, ha conquistato pubblico e giuria. Il film, che affronta con delicatezza e potenza i temi dell’identità e della marginalità, ha ottenuto un’accoglienza calorosa e premi di prestigio: Miglior Film Orizzonti e Queer Lion. Un trionfo che ha trasformato il giovane autore in una delle sorprese più luminose di questa edizione.
Non meno emozionante la proiezione in Concorso Ufficiale di Elisa di Leonardo Di Costanzo, opera italo-svizzera candidata al Leone d’Oro. Un film che parla di conflitti familiari e scelte dolorose, capace di unire il respiro autoriale alla forza di una narrazione universale. L’accoglienza in sala è stata intensa, con applausi sentiti e dibattiti immediati tra critici, segno che Elisa ha già lasciato un segno nel concorso principale.
Ma la giornata del 4 settembre non è stata solo cinema. Il tappeto rosso si è illuminato con il passaggio delle star: attori, registi e ospiti internazionali hanno sfilato tra flash e grida dei fan. Abiti scintillanti, eleganza sobria e qualche tocco di eccentricità hanno regalato momenti di spettacolo anche fuori dalle sale. Tra strette di mano, selfie e ovazioni del pubblico, il Lido ha confermato il suo ruolo di crocevia mondiale tra cultura e glamour.
Fuori dai riflettori, invece, la vita quotidiana del festival è proseguita tra interviste serrate, incontri nei caffè del lungomare e discussioni animate nei corridoi della stampa. Critici divisi, cinefili entusiasti, curiosi in cerca di autografi: Venezia, in questa giornata di settembre, si è mostrata nel suo volto più vitale e internazionale.
Con i premi già assegnati, le prime certezze e le inevitabili sorprese, il 4 settembre ha tracciato una linea chiara: la Mostra di Venezia 82 è destinata a essere ricordata non solo per i grandi nomi, ma anche per la capacità di scoprire nuove voci e di trasformare ogni proiezione in un evento da vivere fino in fondo.
(dal nostro inviato Devis Botta)

Venezia 82, l’ottava giornata tra memoria, resistenza e grandi ritorni

Duse - Lido
82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 3 settembre

Valeria Bruni Tedeschi è Eleonora Duse per Pietro Marcello

Venezia, 3 settembre 2025 – L’ottava giornata della Mostra del Cinema si è aperta all’insegna della memoria e della resistenza, con titoli che hanno acceso il dibattito dentro e fuori le sale del Lido. Dal ritratto appassionato di una delle più grandi attrici italiane, Eleonora Duse, al dramma contemporaneo di Gaza, il cartellone ha offerto al pubblico una combinazione di emozione, storia e attualità.
Il concorso: Duse e Hind Rajab
Ad accendere i riflettori della giornata è stato Pietro Marcello con Duse, un affresco che mescola documenti d’archivio, linguaggi visivi e interpretazione drammatica. A prestare volto e corpo alla grande attrice è Valeria Bruni Tedeschi, che restituisce la fragilità e la forza di un’artista capace di trasformare il teatro in strumento di vita.
Tutt’altro registro, ma stessa intensità, per Kaouther Ben Hania. La regista tunisina ha presentato The Voice of Hind Rajab, ricostruzione della drammatica vicenda di una bambina intrappolata durante un attacco a Gaza. Un film che si consuma nell’arco di una telefonata disperata, portando in sala la tensione e l’urgenza della cronaca.
Fuori concorso: l’Ucraina come ferita aperta
Nella sezione fuori concorso ha trovato spazio Notes of a True Criminal, documentario firmato da Alexander Rodnyansky e Andriy Alferov. Un’opera che intreccia il racconto personale con la storia collettiva dell’Ucraina, alternando ricordi privati a riflessioni sul presente. Un film che non nasconde l’intenzione di farsi testimonianza.
Classici e Spotlight: viaggio e memoria
Il programma dei classici ha regalato invece Un cabo suelto di Daniel Hendler, un road movie ambientato tra Uruguay e Argentina che esplora le identità.
(dal nostro inviato Devis Botta)

Venezia 82: la settima giornata tra thriller politico, classici rivisitati e nuove voci

A House of Dynamite - Lido
82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 2 settembre

Presentato "A House of Dynamite" di Kathryn Bigelow

Venezia, 2 settembre 2025 – La Mostra del Cinema di Venezia 82 ha vissuto una settima giornata densa di appuntamenti, in cui il glamour del red carpet si è intrecciato con opere dal forte respiro politico, esistenziale e sperimentale.
Bigelow e Ozon accendono il Concorso
La mattina si è aperta con A House of Dynamite di Kathryn Bigelow, un thriller che ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso. La regista americana, da sempre interessata alle dinamiche del potere e della guerra, mette in scena la minaccia di un missile diretto verso gli Stati Uniti, trasformando la crisi in una riflessione sulle fragilità delle istituzioni. Idris Elba e Rebecca Ferguson hanno guidato un cast convincente, accolto con lunghi applausi alla Sala Grande.
Il pomeriggio ha cambiato registro con Lo straniero di François Ozon, elegante trasposizione del romanzo di Albert Camus. Girato in bianco e nero, ambientato nell’Algeria del 1938, il film ha restituito con rigore visivo e intensità drammatica la parabola esistenziale di Meursault, l’uomo incapace di adeguarsi alle convenzioni sociali, che finisce travolto dal giudizio della società.
Fuori concorso: amicizie e cronaca nera
Tra i titoli fuori concorso ha brillato Marc by Sofia, il documentario con cui Sofia Coppola racconta la sua lunga amicizia con lo stilista Marc Jacobs, tra ricordi personali e riflessioni sulla creatività. Un ritratto delicato, intimo, che ha emozionato il pubblico pomeridiano.
In serata, l’attenzione si è spostata su Dead Man’s Wire di Gus Van Sant, ricostruzione di un drammatico fatto di cronaca del 1977. L’opera, cupa e ipnotica, affronta il sequestro di un bambino attraverso la lente della tensione psicologica e della riflessione mediatica.
Spazio anche al cinema che sperimenta nuovi linguaggi. Divine Comedy di Ali Asgari ha raccontato, con ironia amara, le difficoltà di un regista iraniano di mostrare le sue opere in un paese che censura. Barrio Triste di Stillz ha portato sullo schermo la Medellín degli anni Ottanta vista dagli occhi di adolescenti che filmano la realtà per sopravvivere. Infine, Ammazzare stanca – Autobiografia di un assassino di Daniele Vicari ha offerto una riflessione cruda sulla criminalità organizzata e sul peso dei legami familiari.
Un red carpet stellare
A illuminare il Lido ci hanno pensato i protagonisti della giornata: Kathryn Bigelow accompagnata da Idris Elba e Rebecca Ferguson, François Ozon con i giovani interpreti del suo Lo straniero, Sofia Coppola al fianco di Marc Jacobs e Gus Van Sant insieme a un cast che ha visto sfilare Dacre Montgomery e Colman Domingo.
(dal nostro inviato Devis Botta)

Venezia 82: la sesta giornata tra mito e nuove visioni

The Rock & Blunt - Lido
82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 1 settembre

Dwayne Johnson in una veste inedita, affiancato da Emily Blunt

Venezia, 1° settembre 2025 – Il Lido si è acceso di applausi e ricordi nella sesta giornata della Mostra del Cinema di Venezia 82, in cui il passato e il futuro del cinema si sono intrecciati sullo stesso palcoscenico.
Il momento più atteso è arrivato nel pomeriggio, quando la Sala Grande ha accolto con un’ovazione la leggenda di Hollywood Kim Novak, insignita del Leone d’Oro alla carriera. Emozionata e sorridente, l’attrice ha ringraziato il pubblico sottolineando come la sua storia artistica non sia solo personale, ma parte di un patrimonio condiviso. Subito dopo, la proiezione del documentario Kim Novak’s Vertigo ha riportato gli spettatori nelle atmosfere hitchcockiane che hanno reso immortale il suo volto.
La giornata è proseguita con il concorso ufficiale: alle 16:00 “The Testament of Ann Lee” di Mona Fastvold ha trasportato il pubblico nell’America del Settecento, raccontando la parabola visionaria della fondatrice degli Shaker attraverso le interpretazioni intense di Amanda Seyfried e Thomasin McKenzie. Alle 19:00, invece, è stata la volta di “The Smashing Machine” di Benny Safdie: un ritratto duro e struggente del lottatore Mark Kerr, che ha visto Dwayne Johnson sorprendere in un ruolo lontano dal suo abituale registro, affiancato da Emily Blunt.
Fuori concorso, il prime time ha offerto due appuntamenti molto attesi: alle 21:00 il debutto della serie “Portobello” di Marco Bellocchio, con Fabrizio Gifuni nei panni di Enzo Tortora, figura simbolica della storia recente italiana; e alle 22:00 “Orfeo”, opera prima di Virgilio Villoresi, che ha dato forma visiva e poetica al Poema a fumetti di Dino Buzzati.
Tra celebrazioni, scoperte e riflessioni, la sesta giornata del Festival ha incarnato perfettamente lo spirito di Venezia: un ponte tra le icone del passato e i nuovi linguaggi del cinema, in un intreccio che continua a rendere unica la laguna agli occhi del mondo.
(dal nostro inviato Devis Botta)