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Venezia 83, la seconda giornata: Herzog, McDonagh e Alessandro Borghi accendono il Lido

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83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 3 settembre

Un cast di grande richiamo per "Wild Horse Nine"

Venezia, 3 settembre 2026 –  La 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia entra nel vivo. Giovedì 3 settembre 2026, seconda giornata della manifestazione, il Lido ha accolto alcuni dei protagonisti più attesi di questa edizione, tra cinema d’autore internazionale, produzioni italiane e un red carpet che ha richiamato ancora una volta fotografi e pubblico.
A dominare il programma sono stati soprattutto Werner Herzog e Martin McDonagh, due registi profondamente diversi per stile e percorso artistico, ma entrambi capaci di attirare l’attenzione della critica internazionale.
Herzog ha portato a Venezia Bucking Fastard, affidandosi a Kate Mara e Rooney Mara per raccontare la storia di due sorelle legate da un rapporto particolarmente profondo e complesso. Un’opera che riporta sullo schermo alcuni dei temi cari al regista tedesco, a partire dall’indagine sui comportamenti umani e sui personaggi che vivono ai margini delle convenzioni.
Grande curiosità anche per Martin McDonagh, arrivato con Wild Horse Nine. Il regista ha riunito un cast di grande richiamo composto da Sam Rockwell, John Malkovich, Steve Buscemi, Tom Waits e Parker Posey.
Ambientato alla vigilia del colpo di Stato cileno del 1973, il film porta due agenti della CIA sull’Isola di Pasqua, costruendo una vicenda nella quale thriller politico, rapporti personali e segreti finiscono per intrecciarsi. Un progetto ambizioso che ha inevitabilmente portato sul Lido alcuni dei volti più riconoscibili del cinema americano.
La seconda giornata ha parlato però anche italiano.
Gianni Amelio ha presentato Fuori Concorso Nessun dolore, con Alessandro Borghi protagonista nei panni di un venditore di libri usati la cui quotidianità viene improvvisamente modificata dall’incontro con un bambino nordafricano.
Accanto a Borghi figurano Valeria Golino e Valerio Mastandrea, per una storia che parte da una dimensione personale per allargare lo sguardo sulle fragilità, sulle relazioni e sulle contraddizioni della società contemporanea.
La presenza di Borghi ha inevitabilmente attirato l’attenzione del pubblico italiano, confermando il forte legame dell’attore con il cinema d’autore nazionale.
Come sempre a Venezia, alle proiezioni si è affiancato lo spettacolo del tappeto rosso.
John Malkovich, Sam Rockwell e Parker Posey sono stati tra i protagonisti più fotografati della giornata, mentre sul fronte italiano l’attenzione si è concentrata su Alessandro Borghi e Valeria Golino.
Non sono mancate inoltre personalità provenienti dal mondo della moda, con presenze come Kendall Jenner e Vittoria Ceretti, a conferma di come la Mostra sia ormai un appuntamento che va ben oltre il cinema.
Tra autori affermati, star internazionali e protagonisti italiani, la seconda giornata ha così alzato definitivamente il ritmo di Venezia 83, preparando il terreno per un fine settimana ancora più ricco di anteprime e grandi nomi.
(dal nostro inviato Devis Botta)

Venezia 83, la prima giornata: il Lido torna capitale del cinema

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83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 2 settembre

Al centro della giornata inaugurale c’è stato soprattutto George Clooney

Venezia, 2 settembre 2026 –  Il cinema internazionale torna a darsi appuntamento al Lido. Con la giornata inaugurale di mercoledì 2 settembre è ufficialmente iniziata l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, in programma fino al 12 settembre. Per undici giorni Venezia torna così al centro dell’attenzione mondiale, tra grandi anteprime, star internazionali, autori affermati e un concorso che guarda già alla prossima stagione dei premi.
Fin dalle prime ore, il Lido ha ritrovato la sua atmosfera caratteristica: fotografi, giornalisti, appassionati e curiosi si sono riversati davanti al Palazzo del Cinema, mentre il red carpet ha iniziato ad accogliere protagonisti e ospiti della nuova edizione. Una festa che, ancora una volta, unisce il cinema d’autore allo spettacolo e alla mondanità.
Al centro della giornata inaugurale c’è stato soprattutto George Clooney, tra gli ospiti più attesi di Venezia 83. All’attore, regista e produttore americano è stato assegnato il Leone d’Oro alla carriera, uno dei riconoscimenti più prestigiosi della Mostra. Clooney, ormai presenza familiare al Lido, è stato accolto calorosamente dal pubblico. La laudatio è stata affidata all’attrice Laura Dern.
La cerimonia di apertura, nella Sala Grande del Palazzo del Cinema, è stata condotta da Greta Scarano e Nicolas Maupas. La serata ha avuto anche un momento musicale affidato a Tutti Fenomeni, nome d’arte di Giorgio Quarzo Guarascio, cantautore e attore romano che ha portato sul palco la sua cifra artistica sospesa tra musica d’autore, cultura pop e sperimentazione.
Ma Venezia 83 non è soltanto glamour. Già dalla prima giornata è emerso con forza uno dei temi destinati ad attraversare l’intero festival: il rapporto tra cinema, politica e società. La presidente della giuria del concorso, Maggie Gyllenhaal, ha sottolineato come il cinema non possa essere realmente separato dalla dimensione politica e ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà che ancora incontrano le registe nel riuscire a ottenere finanziamenti e spazio nell'industria.
Il film scelto per aprire ufficialmente la Mostra è stato Ink, diretto da Danny Boyle e presentato in anteprima mondiale. La pellicola racconta una fase decisiva della storia del quotidiano britannico The Sun e della trasformazione del giornalismo popolare, concentrandosi in particolare sulla figura dell’editor Larry Lamb e sull’ascesa dell’impero mediatico di Rupert Murdoch. Protagonisti sono Guy Pearce e Jack O’Connell.
La scelta di Ink ha dato immediatamente alla Mostra un’impronta precisa: parlare del presente attraverso le storie del passato, interrogandosi sul potere dell’informazione, sull’etica giornalistica e sul peso crescente degli interessi economici nei media. Temi particolarmente attuali in un momento nel quale anche l’intelligenza artificiale sta modificando profondamente il mondo dell’informazione e dell’intrattenimento. 
Il film di Boyle ha ricevuto una calorosa accoglienza, con una lunga standing ovation al termine della proiezione. Un esordio che ha confermato la tradizionale capacità di Venezia di trasformare la prima proiezione in uno dei momenti più osservati della stagione cinematografica internazionale.
Anche il red carpet ha naturalmente avuto un ruolo da protagonista. George Clooney e la moglie Amal hanno attirato l'attenzione dei fotografi, mentre altre star e protagonisti della Mostra hanno contribuito a riportare sul tappeto rosso l'eleganza che da sempre accompagna l'appuntamento veneziano.
La prima giornata ha dunque offerto una fotografia precisa della Venezia cinematografica del 2026: da una parte le grandi star e il fascino internazionale del Lido, dall’altra un festival sempre più interessato ai grandi temi del presente. Cinema, potere, informazione, guerre, trasformazioni sociali e intelligenza artificiale sono destinati a intrecciarsi nelle opere e nei dibattiti dei prossimi giorni.
Il sipario si è appena alzato. E Venezia, ancora una volta, ha dimostrato di essere molto più di una passerella: è uno dei luoghi in cui il cinema mondiale prova a interrogarsi sul proprio futuro.
(dal nostro inviato Devis Botta)

Venezia 83: meno di cento giorni al via

Venezia 83: meno di cento giorni al via
VERSO LA MOSTRA 2026

Si avvicina la Mostra numero 83: qualche considerazione

Mancano poco più di un centinaio di giorni all'apertura della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia ("familiarmente" Mostra) e, in virtù del fatto che sono state aperte le funzioni di accreditamento, molti iniziano a cercare anche delle notizie su questa edizione.
Per ora si sa molto poco ma già abbastanza per poter iniziare a parlarne.
Si sa che la Mostra si svolgerà dal 2 al 12 settembre e a questo ci si poteva arrivare anche da soli perché, tradizionalmente o forse proprio per “legge”, la Mostra si svolge nel periodo che va dal mercoledì precedente al sabato successivo della prima domenica di settembre: quest’anno la prima domenica di settembre è il 6, da cui il mercoledì precedente è il 2 e il sabato successivo il 12.
L’altra cosa che già si sa è che a presiedere la Giuria internazionale di Venezia 83 è stata chiamata Maggie Gyllenhaal e quindi avremo una premiata - Osella per la migliore sceneggiatura nel 2021 per The Lost Daughter, adattamento cinematografico del romanzo La figlia oscura di Elena Ferrante - ad avere un notevole peso nell’assegnazione dei premi di quest’anno.
E, come viene riportato anche dal sito della Biennale, nell’accettare la nomina Maggie Gyllenhall ha dichiarato che il suo giudizio sarà guidato da tre aspetti: la curiosità, l'ammirazione e la passione… come darle torto?
Invece, non sia sa ancora nulla sugli altri giurati: né per i al massimo 7 giurati del concorso principale, che per i presidenti e i giurati delle altre sezioni. Ve ne daremo notizia non appena verranno comunicati ufficialmente.
(fv)

Di cinema e di arte: le riflessioni di un appassionato

Mostra del Cinema
VERSO LA MOSTRA 2026

Considerazioni in libertà mesi prima dell'avvio della Mostra del Cinema

La dicitura del titolo appare sulla cornice della facciata del Palazzo del Cinema del Lido e si parla di arte: ma il cinema è arte? Per me lo è decisamente ma non tutto, così come non sono arte alcune espressioni dell’architettura, della danza, della letteratura, della musica, della pittura e della scultura.
Aprendo la voce arte in Wikipedia si legge questa definizione: L'arte nel suo significato più ampio comprende ogni attività che porta a forme di creatività e di espressione estetica, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate o acquisite e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall'esperienza. L'arte è una forma espressiva simile ad un linguaggio, ossia con la capacità di trasmettere emozioni e messaggi.
E in questa definizione c’è tutto quello che mi aspetto da un film: deve trasmettere emozioni, positive o negative ma comunque tali da provocare moti dell’anima, e messaggi, a conferma o a smentita delle proprie conoscenze; deve essere creativo, non ripetendo qualcosa di già fatto sempre che non lo si riproponga in altra forma come la trasposizione cinematografica di un romanzo o una commedia, ed estetico, ovvero con una forma studiata ma possibilmente bella e curata; devi sentirti coinvolto, grazie alla qualità del lavoro di regista, attori, sceneggiatori, scenografici, costumisti e ogni altro tecnico, così da non sorprenderti mai a pensare ad altro o a guardare con insistenza l’orologio.
La cosa che mi sento di aggiungere è che un film “commerciale” può essere un’espressione artistica e che un film “artistico” può non rivelarsi tale perché non comunica nulla.
In tutte le precedenti edizioni della Mostra a cui ho partecipato ho comunque visto molti più film artistici che non artistici e sono sicuro che anche quest’anno sarà così.
(fv)

Venezia 82: vince Jarmusch. La Coppa Volpi a Toni Servillo

Servillo - Coppa Volpi - Venezia
82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 6 settembre

La tragedia di Gaza entra nella cerimonia di chiusura al Lido

È calata la notte sul Lido veneziano, ma la 82ª Mostra del Cinema di Venezia non lascia dietro di sé solo pellicole e applausi: chiude i battenti con la sua cerimonia più attesa, tra emozioni, sorpresa e tanti volti noti. 
Tra premi sorprendenti, omaggi commoventi e un red carpet carico di significati, emerge un messaggio forte: il cinema è ancora il luogo dove il mondo si racconta e si reinventa.
La Mostra si è chiusa con una serata memorabile, tra emozioni forti, riflettori puntati e storie che lasciano il segno. Sul palco, Emanuela Fanelli ha guidato la cerimonia con ironia e grazia, mentre il pubblico ha celebrato il potere del cinema come specchio del nostro tempo.
I premi principali
Il Leone d’Oro è andato a Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch, un film essenziale e profondo che esplora le dinamiche familiari in un mondo frammentato. Il Gran Premio della Giuria ha premiato The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, ispirato a una storia vera che ha commosso il pubblico per la sua forza e delicatezza.
Benny Safdie ha ricevuto il Leone d’Argento per la regia con The Smashing Machine, mentre Gianfranco Rosi ha conquistato il Premio Speciale della Giuria con Sotto le nuvole, confermando il suo talento nel documentario d’autore.
Le interpretazioni da applausi
Toni Servillo ha vinto la Coppa Volpi per La Grazia di Paolo Sorrentino, regalando una performance intensa e misurata. Xin Zhilei ha incantato con The Sun Rises on Us All, mentre Luna Wedler ha ricevuto il Premio Marcello Mastroianni come miglior talento emergente.
Nuove visioni nella sezione Orizzonti
En el Camino di David Pablos ha vinto come miglior film, mentre Anuparna Roy ha conquistato la regia con Songs of Forgotten Trees. Benedetta Porcaroli e Giacomo Covi si sono distinti per le loro interpretazioni in Il rapimento di Arabella e Un anno di scuola, portando sullo schermo autenticità e intensità.
Il cinema italiano protagonista
L’Italia ha brillato con La Grazia e Elisa di Leonardo Di Costanzo, confermando la vitalità del panorama nazionale. Le interpretazioni di Servillo e Porcaroli hanno ricevuto consensi unanimi, rafforzando il ruolo del cinema italiano sulla scena internazionale.
Emozioni sul red carpet
La serata ha reso omaggio a Giorgio Armani, scomparso poche ore prima, con una standing ovation e abiti che ne hanno celebrato l’eleganza. Jim Jarmusch ha ritirato il Leone d’Oro indossando una spilla con la scritta “Enough”, gesto simbolico contro il conflitto israelo-palestinese.
Il film di chiusura
Fuori concorso, Chien 51 di Cédric Jimenez ha chiuso la Mostra con un noir distopico ambientato in una Parigi divisa da intelligenze artificiali e tensioni sociali. Un finale potente, che lascia spazio alla riflessione.
Ultimi bagliori sul red carpet
Il red carpet dell’ultima sera ha riunito volti noti, sorrisi, abiti couture e un clima emotivo intenso: chiusura di sipario tra flash, ringraziamenti e qualche lacrima di commozione. Il direttore Alberto Barbera e la conduttrice Emanuela Fanelli hanno salutato il pubblico con eleganza, mentre sullo sfondo si scioglieva il festival tra applausi e brindisi.
(redazione)

Venezia 82: il 5 settembre tra cinema d’autore e tappeti rossi

Venezia 82
82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 5 settembre

Penultima giornata dell'edizione 2025

Venezia, 5 settembre 2025 – Penultima giornata di festival al Lido, e la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica conferma il suo ruolo di specchio del presente: tra film capaci di accendere il dibattito, glamour sul red carpet e riflessioni che superano lo schermo.
Le anteprime in concorso
A inaugurare la giornata è stato Silent Friend di Ildikó Enyedi. L’opera, che segue il percorso simbolico di un albero attraverso epoche e vite umane, ha emozionato la platea con un linguaggio poetico e universale. Accolta con applausi calorosi, la pellicola ha mostrato la solidità di una regista che unisce ricerca visiva e profondità di contenuto.
È poi toccato a Bravo Bene! di Franco Maresco, un mockumentary che con ironia pungente mette in discussione miti e ossessioni del cinema d’autore italiano. La sua premiere mondiale ha acceso un vivace confronto tra critici e pubblico: c’è chi ha applaudito la libertà espressiva e chi ha storto il naso davanti alla provocazione.
Intanto ha continuato a far parlare di sé The Voice of Hind Rajab, presentato nei giorni scorsi e subito diventato uno dei titoli simbolo di questa edizione. Il documentario, che racconta una vicenda drammatica della cronaca internazionale, ha emozionato e diviso, confermando il volto politico e coraggioso della Mostra.
Il tappeto rosso
La serata si è accesa con la consueta parata di star. Tra abiti scintillanti e pose studiate, il red carpet ha offerto spettacolo e leggerezza, bilanciando la densità dei film in programma. Giovani promesse e volti affermati del cinema internazionale hanno sfilato tra applausi e flash, trasformando il Lido in un palcoscenico glamour che non ha nulla da invidiare alle passerelle di moda.
Un festival tra estetica e impegno
Il 5 settembre ha dimostrato, ancora una volta, come Venezia riesca a tenere insieme dimensioni apparentemente opposte: l’eleganza delle prime mondiali e la riflessione sul presente, la leggerezza della mondanità e la serietà delle tematiche affrontate sullo schermo. Un equilibrio delicato che rende la Mostra un appuntamento unico, capace di parlare al tempo stesso di cinema, società e futuro.
(dal nostro inviato Devis Botta)

Venezia 82: tra cinema, applausi e red carpet scintillanti

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82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 4 settembre

David Pablos presenta "On the Road"

Venezia, 4 settembre 2025 – Una giornata intensa e densa di emozioni al Lido, dove la 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica ha saputo intrecciare cinema e mondanità, arte e glamour.
Il cuore della giornata si è acceso con due attese premiere. On the Road (En el camino) del regista messicano David Pablos, presentato nella sezione Orizzonti, ha conquistato pubblico e giuria. Il film, che affronta con delicatezza e potenza i temi dell’identità e della marginalità, ha ottenuto un’accoglienza calorosa e premi di prestigio: Miglior Film Orizzonti e Queer Lion. Un trionfo che ha trasformato il giovane autore in una delle sorprese più luminose di questa edizione.
Non meno emozionante la proiezione in Concorso Ufficiale di Elisa di Leonardo Di Costanzo, opera italo-svizzera candidata al Leone d’Oro. Un film che parla di conflitti familiari e scelte dolorose, capace di unire il respiro autoriale alla forza di una narrazione universale. L’accoglienza in sala è stata intensa, con applausi sentiti e dibattiti immediati tra critici, segno che Elisa ha già lasciato un segno nel concorso principale.
Ma la giornata del 4 settembre non è stata solo cinema. Il tappeto rosso si è illuminato con il passaggio delle star: attori, registi e ospiti internazionali hanno sfilato tra flash e grida dei fan. Abiti scintillanti, eleganza sobria e qualche tocco di eccentricità hanno regalato momenti di spettacolo anche fuori dalle sale. Tra strette di mano, selfie e ovazioni del pubblico, il Lido ha confermato il suo ruolo di crocevia mondiale tra cultura e glamour.
Fuori dai riflettori, invece, la vita quotidiana del festival è proseguita tra interviste serrate, incontri nei caffè del lungomare e discussioni animate nei corridoi della stampa. Critici divisi, cinefili entusiasti, curiosi in cerca di autografi: Venezia, in questa giornata di settembre, si è mostrata nel suo volto più vitale e internazionale.
Con i premi già assegnati, le prime certezze e le inevitabili sorprese, il 4 settembre ha tracciato una linea chiara: la Mostra di Venezia 82 è destinata a essere ricordata non solo per i grandi nomi, ma anche per la capacità di scoprire nuove voci e di trasformare ogni proiezione in un evento da vivere fino in fondo.
(dal nostro inviato Devis Botta)

Venezia 82, l’ottava giornata tra memoria, resistenza e grandi ritorni

Duse - Lido
82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 3 settembre

Valeria Bruni Tedeschi è Eleonora Duse per Pietro Marcello

Venezia, 3 settembre 2025 – L’ottava giornata della Mostra del Cinema si è aperta all’insegna della memoria e della resistenza, con titoli che hanno acceso il dibattito dentro e fuori le sale del Lido. Dal ritratto appassionato di una delle più grandi attrici italiane, Eleonora Duse, al dramma contemporaneo di Gaza, il cartellone ha offerto al pubblico una combinazione di emozione, storia e attualità.
Il concorso: Duse e Hind Rajab
Ad accendere i riflettori della giornata è stato Pietro Marcello con Duse, un affresco che mescola documenti d’archivio, linguaggi visivi e interpretazione drammatica. A prestare volto e corpo alla grande attrice è Valeria Bruni Tedeschi, che restituisce la fragilità e la forza di un’artista capace di trasformare il teatro in strumento di vita.
Tutt’altro registro, ma stessa intensità, per Kaouther Ben Hania. La regista tunisina ha presentato The Voice of Hind Rajab, ricostruzione della drammatica vicenda di una bambina intrappolata durante un attacco a Gaza. Un film che si consuma nell’arco di una telefonata disperata, portando in sala la tensione e l’urgenza della cronaca.
Fuori concorso: l’Ucraina come ferita aperta
Nella sezione fuori concorso ha trovato spazio Notes of a True Criminal, documentario firmato da Alexander Rodnyansky e Andriy Alferov. Un’opera che intreccia il racconto personale con la storia collettiva dell’Ucraina, alternando ricordi privati a riflessioni sul presente. Un film che non nasconde l’intenzione di farsi testimonianza.
Classici e Spotlight: viaggio e memoria
Il programma dei classici ha regalato invece Un cabo suelto di Daniel Hendler, un road movie ambientato tra Uruguay e Argentina che esplora le identità.
(dal nostro inviato Devis Botta)

Venezia 82: la settima giornata tra thriller politico, classici rivisitati e nuove voci

A House of Dynamite - Lido
82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 2 settembre

Presentato "A House of Dynamite" di Kathryn Bigelow

Venezia, 2 settembre 2025 – La Mostra del Cinema di Venezia 82 ha vissuto una settima giornata densa di appuntamenti, in cui il glamour del red carpet si è intrecciato con opere dal forte respiro politico, esistenziale e sperimentale.
Bigelow e Ozon accendono il Concorso
La mattina si è aperta con A House of Dynamite di Kathryn Bigelow, un thriller che ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso. La regista americana, da sempre interessata alle dinamiche del potere e della guerra, mette in scena la minaccia di un missile diretto verso gli Stati Uniti, trasformando la crisi in una riflessione sulle fragilità delle istituzioni. Idris Elba e Rebecca Ferguson hanno guidato un cast convincente, accolto con lunghi applausi alla Sala Grande.
Il pomeriggio ha cambiato registro con Lo straniero di François Ozon, elegante trasposizione del romanzo di Albert Camus. Girato in bianco e nero, ambientato nell’Algeria del 1938, il film ha restituito con rigore visivo e intensità drammatica la parabola esistenziale di Meursault, l’uomo incapace di adeguarsi alle convenzioni sociali, che finisce travolto dal giudizio della società.
Fuori concorso: amicizie e cronaca nera
Tra i titoli fuori concorso ha brillato Marc by Sofia, il documentario con cui Sofia Coppola racconta la sua lunga amicizia con lo stilista Marc Jacobs, tra ricordi personali e riflessioni sulla creatività. Un ritratto delicato, intimo, che ha emozionato il pubblico pomeridiano.
In serata, l’attenzione si è spostata su Dead Man’s Wire di Gus Van Sant, ricostruzione di un drammatico fatto di cronaca del 1977. L’opera, cupa e ipnotica, affronta il sequestro di un bambino attraverso la lente della tensione psicologica e della riflessione mediatica.
Spazio anche al cinema che sperimenta nuovi linguaggi. Divine Comedy di Ali Asgari ha raccontato, con ironia amara, le difficoltà di un regista iraniano di mostrare le sue opere in un paese che censura. Barrio Triste di Stillz ha portato sullo schermo la Medellín degli anni Ottanta vista dagli occhi di adolescenti che filmano la realtà per sopravvivere. Infine, Ammazzare stanca – Autobiografia di un assassino di Daniele Vicari ha offerto una riflessione cruda sulla criminalità organizzata e sul peso dei legami familiari.
Un red carpet stellare
A illuminare il Lido ci hanno pensato i protagonisti della giornata: Kathryn Bigelow accompagnata da Idris Elba e Rebecca Ferguson, François Ozon con i giovani interpreti del suo Lo straniero, Sofia Coppola al fianco di Marc Jacobs e Gus Van Sant insieme a un cast che ha visto sfilare Dacre Montgomery e Colman Domingo.
(dal nostro inviato Devis Botta)

Venezia 82: la sesta giornata tra mito e nuove visioni

The Rock & Blunt - Lido
82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Diario da Venezia - 1 settembre

Dwayne Johnson in una veste inedita, affiancato da Emily Blunt

Venezia, 1° settembre 2025 – Il Lido si è acceso di applausi e ricordi nella sesta giornata della Mostra del Cinema di Venezia 82, in cui il passato e il futuro del cinema si sono intrecciati sullo stesso palcoscenico.
Il momento più atteso è arrivato nel pomeriggio, quando la Sala Grande ha accolto con un’ovazione la leggenda di Hollywood Kim Novak, insignita del Leone d’Oro alla carriera. Emozionata e sorridente, l’attrice ha ringraziato il pubblico sottolineando come la sua storia artistica non sia solo personale, ma parte di un patrimonio condiviso. Subito dopo, la proiezione del documentario Kim Novak’s Vertigo ha riportato gli spettatori nelle atmosfere hitchcockiane che hanno reso immortale il suo volto.
La giornata è proseguita con il concorso ufficiale: alle 16:00 “The Testament of Ann Lee” di Mona Fastvold ha trasportato il pubblico nell’America del Settecento, raccontando la parabola visionaria della fondatrice degli Shaker attraverso le interpretazioni intense di Amanda Seyfried e Thomasin McKenzie. Alle 19:00, invece, è stata la volta di “The Smashing Machine” di Benny Safdie: un ritratto duro e struggente del lottatore Mark Kerr, che ha visto Dwayne Johnson sorprendere in un ruolo lontano dal suo abituale registro, affiancato da Emily Blunt.
Fuori concorso, il prime time ha offerto due appuntamenti molto attesi: alle 21:00 il debutto della serie “Portobello” di Marco Bellocchio, con Fabrizio Gifuni nei panni di Enzo Tortora, figura simbolica della storia recente italiana; e alle 22:00 “Orfeo”, opera prima di Virgilio Villoresi, che ha dato forma visiva e poetica al Poema a fumetti di Dino Buzzati.
Tra celebrazioni, scoperte e riflessioni, la sesta giornata del Festival ha incarnato perfettamente lo spirito di Venezia: un ponte tra le icone del passato e i nuovi linguaggi del cinema, in un intreccio che continua a rendere unica la laguna agli occhi del mondo.
(dal nostro inviato Devis Botta)