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Le notizie

Esce il libro "Sanremo e la classifica del tempo"

Sanremo e la classifica del tempo

100 canzoni non incoronate dal Festival diventate immortali. Un lavoro di Marco Rettani e Nico Donvito

Il 29 gennaio 2026 esce per Azzurra Music il libro “Sanremo e la classifica del tempo”(100 canzoni non incoronate dal Festival diventate immortali), firmato da Marco Rettani e Nico Donvito, in una data simbolica che coincide con il giorno di partenza della prima edizione del Festival di Sanremo, il 29 gennaio 1951.
Il volume ripercorre le storie di 100 canzoni del Festival che non hanno vinto, ma che nel tempo sono diventate autentici classici della canzone italiana. Tra i brani raccontati: Papaveri e papere, 24 mila baci, Il ragazzo della via Gluck, La voce del silenzio, Piazza grande, Maledetta primavera, Sarà perché ti amo e Felicità: canzoni che hanno perso una gara, conquistando generazioni di ascoltatori.
Il libro si apre con tre preziose introduzioni composte da contributi originali e generosi di Renzo Arbore, Peppe Vessicchio e Vincenzo Mollica, che offrono uno sguardo personale e appassionato sul Festival, andando oltre la dimensione competitiva. A chiudere il volume, una lettera intensa e affettuosa di Pippo Baudo, dedicata alla manifestazione che ha segnato la storia della musica italiana, tra le sue ultime testimonianze rilasciate prima della scomparsa.
Il progetto nasce da un anno di ricerca approfondita, sviluppata attraverso l’esame di oltre 2.000 canzoni, fino alla selezione delle 100 più rappresentative: si tratta di brani popolarissimi, alcuni dei quali capaci di introdurre temi nuovi o linguaggi innovativi all’interno del Festival. 
Gli autori raccontano così la nascita e lo spirito del libro: 

Marco Rettani: “Ho sempre pensato che la vera vittoria di una canzone sia riuscire a restare. Restare nei ricordi, nelle ferite, nelle gioie, nelle partenze, nei ritorni. Questo libro è un atto d’amore verso quelle canzoni che il tempo ha saputo premiare meglio di qualsiasi giuria”.

Nico Donvito: “Cento canzoni, cento storie. Siamo andati alla ricerca dei motivi più popolari e cantabili, ma anche degli aneddoti più curiosi e speciali. Ci siamo lasciati travolgere dalla musica di vari decenni, per poi scoprire che l’ultima parola ce l’ha sempre il tempo”.

Ogni capitolo si completa con 100 commenti di artisti, autori e addetti ai lavori, che offrono punti di vista differenti e rendono il racconto corale, vivo e partecipato.
“Sanremo e la classifica del tempo” è composto da 324 pagine a colori, con formato quadrato ispirato al vinile, e presenta un CD speciale contenente 16 canzoni selezionate tra le cento raccontate. Ogni brano da leggere nel volume è inoltre accompagnato da un QR code che consente l’ascolto diretto su Spotify, rendendo l’opera interattiva e contemporanea.
Il libro è disponibile dal 29 gennaio 2026 su tutti i principali store digitali, tra cui Amazon, e nelle librerie fisiche con distribuzione nazionale, comprese le principali catene come Feltrinelli.
Una classifica senza vincitori né vinti, dove a contare davvero è la capacità di una canzone di entrare nel cuore di chi l’ascolta, grazie alla forza della musica.

Sanremo 2026: Achille Lauro co-conduttore di una serata

Achille Lauro - Sanremo 2026
COMUNICATO STAMPA
VERSO SANREMO

Il cantautore romano affiancherà Carlo Conti e Laura Pausini nella seconda serata del Festival

Sarà Achille Lauro, tra le personalità più interessanti della scena artistica italiana contemporanea, a condurre con il direttore artistico Carlo Conti e Laura Pausini la seconda serata del Festival di Sanremo, in onda in diretta su Rai 1, RaiPlay e Rai Radio2 dal 24 al 28 febbraio. Achille Lauro tornerà a calcare il palcoscenico del Teatro Ariston per la prima volta in questa veste dopo le memorabili partecipazioni in gara del 2019 con "Rolls Royce", 2020 con "Me ne frego", 2022 con "Domenica", 2025 con "Incoscienti giovani", e le presenze del 2021, in qualità di super ospite fisso, e del 2023 come ospite speciale. 
Capace di attraversare musica, immaginari e linguaggi culturali reinventandosi costantemente, ha costruito un percorso unico che gli è valso 40 dischi di platino, 12 dischi d’oro e sette album in studio. 
Le sue partecipazioni al Festival di Sanremo hanno sempre rappresentato tappe decisive del suo percorso, capaci di trasformare ogni apparizione in un momento culturale e musicale di forte impatto. Un racconto artistico in continua espansione, capace di parlare a pubblici diversi e di lasciare un segno profondo.
(Ufficio Stampa Rai)

Marco Masini: il 6 marzo esce "Perfetto Imperfetto", il nuovo album

Marco Masini - Perfetto Imperfetto
COMUNICATO STAMPA

Anticipa l'album il brano "E poi ti ho visto cadere" da venerdì 23 gennaio in radio e in digitale

Il 6 marzo esce in CD e il 24 aprile in vinile “PERFETTO IMPERFETTO” (Momy Records, Concerto Music / BMG), il nuovo progetto discografico di MARCO MASINI, prodotto da Gianluca Tozzi e Milo Fantini e composto da 12 brani. Da oggi, lunedì 19 gennaio, l’album è disponibile in pre-order.
Venerdì 23 gennaio sarà disponibile in rotazione radiofonica e sulle piattaforme digitali "E POI TI HO VISTO CADERE" , brano che anticipa il progetto discografico.
“E poi ti ho visto cadere”, scritto e composto da Cesare Chiodo, Antonio Iammarino, Marco Masini e Simone Zampieri, tramite il testo e le scelte di arrangiamento racconta, con un sound e un ritmo coinvolgente e dinamico, il percorso emotivo di chi sceglie di chiudere una relazione.
«”E poi ti ho visto cadere” è il racconto di una persona che decide di porre fine a una storia quando si accorge che il sentimento si è trasformato, e non si sente più innamorato – racconta Marco Masini – Ciò che accade dopo può essere inaspettato: assistere alla “caduta” dell’altra persona, dolorosa per entrambi, anche per chi lascia. L’arrangiamento accompagna il passaggio dalla spensierata energia iniziale di chi sente arrivare il momento di rinascere e di ripartire al momento in cui questa stessa energia si sgretola davanti alla disperazione della persona che si sta lasciando. L’amore era finito davvero?».
“Perfetto Imperfetto”, tredicesimo album in studio che esce a un anno e mezzo dal precedente lavoro “10 Amori”, riflette un cambiamento importante sia dal punto vista artistico che personale vissuto con consapevolezza da Marco.
«Questo album rappresenta per me una vera e propria evoluzione: nel pensiero, nel modo di interpretare e di raccontare ciò che ha segnato un cambiamento profondo, sia umano che professionale – spiega Marco Masini – È anche il frutto di molte collaborazioni con ragazzi appartenenti a una nuova generazione, dai quali ho imparato a comunicare in modi diversi, attraverso sonorità nuove, una diversa impostazione vocale e un differente approccio all’espressione delle emozioni e dei sentimenti. È un lavoro nato da grandi collaborazioni e da una squadra straordinaria, che ha condiviso con me sentimenti, riflessioni e la consapevolezza di questo cambiamento».
Fanno parte della tracklist dei formati fisici dell’album sia “MALE NECESSARIO” (Fedez, Marco Masini), brano con cui Fedez & Masini partecipano al 76° Festival di Sanremo, sia “Bella Stronza” (Fedez, Marco Masini, FT Kings), versione personale e contemporanea di un brano già iconico della musica italiana che nella scorsa edizione del Festival ha conquistato il terzo posto nella serata dei duetti.
Il 2026 di Marco Masini sarà anche all’insegna di appuntamenti speciali dal vivo da condividere insieme al suo pubblico con 5 DATE EVENTO NEI PALASPORT: il 3 novembre all’Unipol Forum di MILANO, il 4 novembre al Nelson Mandela Forum di FIRENZE, il 7 novembre al Kioene Arena di PADOVA, il 13 novembre al Palazzo dello Sport di ROMA e il 14 novembre al Pala Partenope di NAPOLI.
I biglietti sono disponibili su TicketOne.it e nei punti vendita e nelle prevendite abituali.
Marco Masini Palasport è prodotto e organizzato da Friends & Partners, Momy Records e Concerto Music.

Sanremo 2026: Laura Pausini condurrà con Carlo Conti

Sanremo 2026: Laura Pausini
COMUNICATO STAMPA
VERSO SANREMO

L'artista italiana, per le 5 serate, sul palco che ha dato inizio alla sua straordinaria carriera

Sarà Laura Pausini, l’artista italiana più premiata nel mondo, a condurre con il direttore artistico Carlo Conti le 5 serate del Festival di Sanremo, in onda in diretta su Rai 1, RaiPlay e Rai Radio2 dal 24 al 28 febbraio. Laura Pausini tornerà a calcare il palcoscenico del Teatro Ariston, per la prima volta nella veste più prestigiosa, dopo le memorabili partecipazioni di inizio carriera, nel 1993 e 1994, e sei presenze in qualità di superospite, tra il 2001 e il 2022.  
“Ringrazio Laura per aver accettato subito con entusiasmo il mio invito” sottolinea Carlo Conti. “È un grande onore ed una gioia condividere la conduzione del festival con un’artista ed una donna così forte, così carismatica e divertente come Laura. Con noi poi si alterneranno ogni sera vari co-conduttori e co-conduttrici con i quali animeremo il palco dell’Ariston”.
“Sanremo è il mio destino. Il mio sorriso. La mia tentazione. La mia paura” commenta Laura Pausini.  “A Sanremo sono nata artisticamente nel 1993 e quest’anno torno orgogliosa e commossa perché con tutto l’onore e la gioia del mondo condurrò con Carlo Conti la 76° edizione del Festival. Le prime volte non si scordano mai e come quando si dà il primo bacio mi sento emozionata. Ho passato tutti gli anni della mia vita vedendo Sanremo e mai avrei pensato di trovarmi ora in questo ruolo. Ringrazio Carlo, la stima che provo per lui da sempre è diventata anche fiducia, è riuscito a sbloccare la mia paura nell’immaginarmi conduttrice.  Non vedo l’ora di divertirmi e commuovermi con lui al mio fianco. Farò davvero tutto il possibile per essere all’altezza di questo palcoscenico che rimane il più importante per me”.
Icona pop a livello globale, più di 75 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, più di 6 miliardi di streamings, prima e unica italiana a vincere 1 Grammy Award e ad entrare nella Billboard Hot 100, Laura Pausini ha conquistato 4 Latin Grammy Awards, è stata celebrata dalla Latin Recording Academy come “Person of the Year 2023” (prima in assoluto non madrelingua spagnola a ricevere questo riconoscimento).
Nel suo palmarès vanta anche un Golden Globe, una candidatura agli Oscar e agli Emmy Awards. Vanta inoltre la co-conduzione internazionale dell’edizione 2022 di Eurovision Song Contest, a Torino, con Mika e Alessandro Cattelan.
(Ufficio Stampa Rai)

Sanremo 2026: Max Pezzali sulla Costa per tutte le serate

Max Pezzali - Sanremo 2026
VERSO SANREMO

L'amatissimo artista sarà in collegamento dalla nave ormeggiata al largo della città ligure per tutte le serate

Sarà Max Pezzali con la sua musica il protagonista unico dei collegamenti esterni con la nave della Costa Crociere durante le serate del Festival di Sanremo 2026.
Lo ha annunciato in diretta sul Tg1 condotto da Emma D'Aquino lo stesso direttore artistico e presentatore Carlo Conti.
Cambia quindi la tradizione degli ultimi anni, che prevedeva l'alterarsi di artisti diversi per gli show dalla nave al largo di Sanremo.
L'amatissimo Max Pezzali, sempre sulla cresta dell'onda e pronto al prevedibile grande successo del suo nuovo tour "Max Forever", sarà la presenza musicale fissa per tutte le cinque serate.
La popolarità di Pezzali è tornata a livelli altissimi ed è divenuto un beniamino anche per le nuove generazioni, complice probabilmente il successo della fiction di Sky, "Hanno ucciso l'Uomo Ragno", della quale sta per uscire la nuova stagione chiamata "Nord Sud Ovest Est".
Al termine dell'intervento, Carlo Conti ha annunciato un'altra novità, sempre comunicata al Tg1, per lunedì prossimo.
L'hype per Sanremo 2026 sta crescendo: la 76ma edizione del Festival andrà in onda dal Teatro Ariston dal 24 al 28 febbraio.

L'addio a Hawkins: "Stranger Things" spegne le luci

Stranger Things 5

Distribuito alle ore 2 di Capodanno l'ultimo episodio della serie divenuta iconica

Con la sua conclusione, "Stranger Things" non chiude soltanto una storia: archivia un’epoca emotiva fatta di biciclette sfreccianti, synth anni Ottanta e amicizie nate ai margini dell’impossibile. Il finale è un saluto che guarda avanti senza rinnegare il passato, un equilibrio raro tra spettacolo e intimità. Hawkins resta il centro di un mondo che ha insegnato a non sottovalutare l’ombra, ma soprattutto a fidarsi della luce che nasce dalla lealtà.
Dal suo debutto nel 2016, la serie è diventata molto più di un semplice successo televisivo. È stata un fenomeno culturale capace di unire generazioni diverse, riportando in auge estetiche, suoni e riferimenti degli anni Ottanta senza mai ridurli a semplice nostalgia. "Stranger Things" ha rilanciato il racconto corale, ha trasformato giovani interpreti in icone globali e ha dimostrato che una storia di genere può essere, al tempo stesso, popolare e profondamente emotiva. Episodio dopo episodio, il passaparola e l’entusiasmo del pubblico hanno costruito un legame raro, fatto di attesa, teorie condivise e identificazione sincera.
La serie sceglie di non tradire la propria anima: l’orrore resta cornice, mentre il cuore batte nelle relazioni. Crescere, perdere, scegliere—sono questi i veri mostri affrontati. Il tempo, che all’inizio sembrava un gioco nostalgico, diventa materia viva: i protagonisti cambiano, e con loro cambia lo sguardo dello spettatore, chiamato a fare i conti con la fine dell’innocenza.
Il congedo non è un colpo di scena, ma una promessa mantenuta. "Stranger Things" si spegne come una lampadina che ha illuminato più stanze del previsto, lasciando dietro di sé un’eco duratura: la certezza che, anche quando il mondo si capovolge, l’amicizia resta il vero portale per tornare a casa.

2025, tra crisi globali e addii indimenticabili

Fine 2025

Si chiude l'ennesimo anno complesso per gli equilibri geopolitici. Molte le personalità scomparse

Il 2025 è stato un anno che ha imposto al mondo un ritmo incalzante, tra crisi internazionali, svolte politiche e addii che hanno segnato profondamente il panorama culturale.
Sul fronte geopolitico, il conflitto in Ucraina ha continuato a occupare la scena globale, mentre in Medio Oriente la situazione nella Striscia di Gaza è rimasta fragile, nonostante tentativi di accordo e tregue temporanee. 
Dopo un drammatico breve conflitto tra Israele e l'Iran, gli Stati Uniti hanno colpito (presunti) siti nucleari iraniani, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza internazionale e sulle strategie di deterrenza, mentre le pressioni del presidente americano Donald Trump nei confronti dell’Ucraina hanno alimentato tensioni diplomatiche con l’Europa. 
In Vaticano, la morte di Papa Francesco ha rappresentato uno dei momenti più intensi dell’anno: un evento seguito da un conclave molto partecipato che ha portato all’elezione di Leone XIV, aprendo una nuova fase per la Chiesa cattolica e attirando l’attenzione dei media di tutto il mondo. 
In Europa, le elezioni tedesche hanno riportato al centro della scena Friedrich Merz, figura chiave di un confronto politico che ha influenzato gli equilibri dell’Unione, già impegnata a gestire sfide economiche e pressioni migratorie. 
Al Festival di Sanremo la vittoria è andata a Olly con il brano "Balorda nostalgia".
Il 2025 è stato anche un anno di lutti importanti nel mondo dello spettacolo: sono scomparsi Pippo Baudo, volto storico della televisione italiana, Ornella Vanoni, icona della musica, Eleonora Giorgi, attrice amatissima, Bruno Pizzul, voce simbolo del calcio in TV, Alvaro Vitali, protagonista della commedia popolare, Rosita Missoni, pioniera della moda, e Oliviero Toscani, fotografo rivoluzionario. E ancora, in Italia, sono mancati anche Claudia Cardinale, Mauro Di Francesco, Nicola Pietrangeli e Sandro Giacobbe.  A livello internazionale hanno fatto notizia anche le morti di Robert Redford, della scrittrice Sophie Kinsella e di Brigitte Bardot, figure che hanno lasciato un segno profondo nel cinema e nella narrativa contemporanea. 
Mentre il mondo affrontava crisi e cambiamenti, l’intelligenza artificiale ha continuato a trasformare settori chiave come comunicazione, sanità e servizi pubblici, diventando uno dei temi più discussi dell’anno e aprendo nuove opportunità insieme a interrogativi etici e sociali. 
Il 2025 si chiude così come è vissuto: intenso, complesso, ricco di eventi che hanno ridefinito equilibri e sensibilità.

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Brigitte Bardot (1934 - 2025)

Brigitte Bardot

B.B., la diva ribelle e icona senza tempo si è spenta all'età di 91 anni

Brigitte Bardot, icona assoluta del cinema europeo e simbolo intramontabile di libertà e sensualità, è morta all’età di 91 anni. 
La notizia è stata diffusa dalla Fondazione Bardot, che ha confermato la scomparsa dell’attrice senza fornire ulteriori dettagli su data e luogo del decesso. 
Con lei se ne va una delle figure più riconoscibili del Novecento, protagonista di film che hanno segnato un’epoca come E Dio creò la donna e Il disprezzo, opere che l’hanno trasformata in un mito internazionale e in un modello estetico imitato in tutto il mondo.
Bardot non è stata soltanto un volto del cinema: è stata un fenomeno culturale. La sua immagine, ribelle e anticonformista, ha incarnato una nuova idea di femminilità, più libera, più audace, più moderna. 
Negli anni Settanta, all’apice della fama, scelse di ritirarsi dalle scene, sorprendendo pubblico e critica, per dedicarsi completamente alla difesa degli animali. La sua fondazione, nata nel 1986, è diventata una delle organizzazioni più attive e riconosciute a livello internazionale, spesso al centro di battaglie contro la caccia, gli allevamenti intensivi e il maltrattamento animale.
La sua figura, amatissima e controversa, ha attraversato decenni di cinema, moda e impegno civile, lasciando un’impronta indelebile nell’immaginario collettivo. Con la sua morte, il mondo perde non solo una diva, ma un simbolo di emancipazione, di rottura e di trasformazione culturale. Un’icona che ha saputo reinventarsi, dividere, affascinare e influenzare generazioni intere, molto oltre lo schermo.

Il Natale in Italia: un viaggio tra tradizioni, sapori e memoria

Natale italiano

Dal presepe alle tavole imbandite, dalle novene alla Befana: il Natale italiano è un racconto collettivo che unisce fede, famiglia e identità locali, rinnovandosi ogni anno senza perdere le sue radici

Il Natale in Italia non è soltanto una festa, ma un mosaico di gesti, sapori e racconti che cambiano volto da regione a regione, pur mantenendo un cuore comune fatto di famiglia, memoria e attesa. È un tempo che non si esaurisce in un solo giorno: comincia lentamente, spesso già con l’Immacolata dell’8 dicembre, e si distende fino all’Epifania, seguendo un ritmo antico che mescola sacro e quotidiano.
Uno dei simboli più profondi del Natale italiano è il presepe. Più che una semplice rappresentazione della Natività, il presepe è un racconto popolare in miniatura. Accanto alla Sacra Famiglia compaiono pastori, artigiani, pescatori, venditori di pane e di formaggi: un intero paese che si muove, lavora e vive. A Napoli, questa tradizione raggiunge livelli di vera e propria arte: le botteghe di San Gregorio Armeno espongono statuine che uniscono il sacro al profano, includendo personaggi contemporanei e scene di vita quotidiana, come a dire che il Natale accade qui e ora, in ogni tempo.
Accanto al presepe, l’albero di Natale ha trovato spazio nelle case italiane soprattutto nel Novecento. Decorato con luci, palline e addobbi tramandati di generazione in generazione, l’albero diventa un punto di incontro, sotto il quale si raccolgono i doni ma soprattutto le persone. In molte famiglie, decorarlo insieme è un rito che segna l’inizio ufficiale delle feste.
La cucina è forse l’ambito in cui il Natale italiano esprime al meglio la sua varietà. La cena della Vigilia, tradizionalmente “di magro”, è un trionfo di piatti a base di pesce: anguille, baccalà, capitone, spaghetti alle vongole. Il pranzo di Natale, invece, è ricco e solenne. Cambia da regione a regione, ma è sempre abbondante: tortellini o cappelletti in brodo al Nord, lasagne e paste al forno al Centro, piatti di carne elaborati al Sud. I dolci chiudono il pasto e raccontano storie locali: panettone e pandoro sono ormai diffusi ovunque, ma resistono specialità come torrone, struffoli, mostaccioli e ricciarelli.
Il Natale è anche un tempo di suoni e parole. Le novene, soprattutto nel Sud, accompagnano i giorni che precedono il 25 dicembre con canti tradizionali dedicati alla nascita di Gesù. Le zampogne, strumenti tipici dei pastori, risuonano in alcune città e paesi, riportando alla memoria un Natale rurale, legato ai cicli della terra e alla semplicità.
La dimensione religiosa rimane centrale. La Messa di Mezzanotte è uno dei momenti più sentiti, anche da chi durante l’anno frequenta poco la chiesa. È un rito collettivo che unisce silenzio e canto, luce e buio, e che per molti segna il passaggio dall’attesa alla gioia. Non mancano, però, tradizioni più laiche: giochi di carte interminabili, tombolate rumorose, racconti che riaffiorano ogni anno, sempre uguali e sempre nuovi.
Infine, c’è l’Epifania, che “tutte le feste porta via”, ma che in Italia ha un sapore speciale. La Befana, figura insieme dolce e inquietante, chiude il ciclo natalizio con calze piene di dolci e carbone, ricordando che il Natale non è solo perfezione, ma anche ironia e umanità.
Il Natale in Italia, in fondo, è questo: una festa che cambia forma ma non sostanza, che si rinnova senza dimenticare, e che ogni anno, tra luci e ombre, invita a rallentare, ritrovarsi e riconoscersi parte di una storia più grande.

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I Ragazzi del Verga: "FIERI DI NOI - United 4 Children" con il featuring di grandi nomi

I Ragazzi del Verga: "FIERI DI NOI - United 4 Children"

Le giovani voci del coro si fanno grandi accompagnate da un cast eccezionale

Sarà disponibile dalla mezzanotte del 19 dicembre su tutte le piattaforme digitali e in radio “FIERI DI NOI - United 4 Children”, il nuovo singolo realizzato dai Ragazzi del Verga, con protagoniste le voci del coro dei giovani pazienti, affiancate da un cast eccezionale: Alessandra Amoroso, Bresh, Clementino, Dani Faiv, Duala, Elodie, Emma, Fabio Rovazzi, Fred De Palma, Gaia, Geolier, Gigi D’Alessio, Paky, Petit, Rose Villain e Stash (The Kolors).
L’intero ricavato del brano sarà utilizzato dalla Fondazione Maria Letizia Verga di Monza, dedicata allo studio e alla cura delle leucemie e dei linfomi nei bambini e negli adolescenti e da 45 anni attiva nel sostegno di bambini, adolescenti e famiglie che affrontano la malattia.
I “Ragazzi del Verga” sono i giovani pazienti tra i 14 e i 20 anni coinvolti nel progetto adolescenti della Fondazione Maria Letizia Verga, attiva all’interno del Centro Maria Letizia Verga, polo di riferimento per lo studio e la cura delle leucemie infantili a Monza. Il progetto adolescenti sostiene i ragazzi durante le terapie oncologiche dal punto di vista emotivo, relazionale e educativo, grazie a un team formato da un medico, una psicologa, un’educatrice e una referente organizzativa che propongono momenti formativi e di svago, laboratori artistici ed espressivi, attività sportive.
“FIERI DI NOI - United 4 children” nasce dall’esperienza di questi ragazzi ed è un inno alla speranza e alla capacità di trasformare le difficoltà in forza. Il progetto è cresciuto grazie a Chiara Sernacchioli, volontaria e amica della Fondazione Verga, che ha coinvolto i ragazzi e dato il via alle attività e al percorso che hanno portato alla realizzazione del brano. “FIERI DI NOI - United 4 children” racconta il viaggio di chi affronta momenti di preoccupazione per il proprio futuro, cercando una luce anche quando tutto sembra perduto. Parla del coraggio di credere in se stessi, dell’importanza di accettare le proprie imperfezioni e di saper trovare gioia nelle piccole, grandi vittorie quotidiane.
Ogni artista ha portato nel brano una prospettiva personale: c’è chi celebra i sogni e la determinazione, chi riflette sulla crescita attraverso gli errori e chi sottolinea il valore dell’amore e della libertà. Le diverse voci si intrecciano in un messaggio corale di consapevolezza, forza e umanità, arricchito dai cori dei Ragazzi del Verga che donano una dimensione ancora più emozionante.
Il progetto nasce dalla collaborazione di Jacopo Ettorre, Luca Galeandro (Strage), che ha curato composizione e produzione, Vincenzo Sconamiglio, che si è occupato di mix e master, e Davide Sacco (Duala), artista emergente nonché autore e promotore dell’iniziativa. Chiara Sernacchioli, Cristiano Magaletti e Andrea Pinto hanno contribuito ad aggregare tutti gli artisti coinvolti e a seguire l’intero sviluppo del progetto. Le grafiche e il videoclip ufficiale portano invece la firma di Jacopo Rossini, che ne ha curato l’intera realizzazione. Si ringraziano anche: Universal Music Italia e Sony Music Italy.
«Vivere una malattia oncologica in adolescenza rappresenta una difficoltà ulteriore e specifica», spiega Mariapaola Verga, vicepresidente della Fondazione Maria Letizia Verga. «Il nostro impegno va nella direzione di far vivere l’adolescenza in ospedale mantenendo progettualità, scambio con i pari e attività che assecondino le passioni dei ragazzi: in questo la musica, lo sport e le esperienze creative sono uno strumento potentissimo. Curare un giovane non significa solo affrontare la malattia clinicamente ma supportare la sua idea di futuro, accoglierne le emozioni negative e nutrirne la creatività, perché ogni ragazzo possa continuare a crescere e sperare anche nei momenti più difficili».
Fondata come associazione “Comitato Maria Letizia Verga” nel 1979 da Giovanni Verga (papà di Maria Letizia, morta di leucemia a soli quattro anni), dal 2025 fondazione ETS, la Fondazione Maria Letizia Verga riunisce genitori, volontari, amici, sostenitori, ricercatori, medici e operatori sanitari impegnati nella lotta contro le leucemie del bambino. Ha più di 20.000 sostenitori e può contare oggi su oltre 250 volontari. In oltre 45 anni ha svolto innumerevoli attività finalizzate allo studio e cura delle leucemie infantili che hanno consentito di assistere e guarire 2.500 bambini e adolescenti, contribuendo in modo decisivo ad aumentare la percentuale di guarigione dei bambini e dei ragazzi con diagnosi di leucemia (ad oggi 85% contro il 30% del 1979). Il Comitato Verga è stato promotore della nascita della Fondazione Tettamanti e dell’omonimo centro di ricerca, della Fondazione MBBM, nonché finanziatore della costruzione del Centro Maria Letizia Verga a Monza.
(comunicato Warner Music a cura di Raffaella Tenaglia)