Le notizie
James Senese (1945 - 2025)
Addio al musicista, voce unica di una Napoli che ha espresso creatività, fantasia, profondità, cultura
Mercoledì 29 ottobre 2025, alle ore 07:05 Gaetano Senese, in arte James, si è spento presso l’Ospedale Cardarelli di Napoli all’età di 80 anni.
James Senese non è stato solo un musicista, cantante e compositore. È stata una voce unica, inconfondibile, di una Napoli che ha espresso creatività, fantasia, profondità, cultura.
Nato il 6 gennaio 1945 a Napoli, ha vissuto sulla propria pelle tutte le difficoltà che un ragazzo “figlio della guerra” (il padre, un soldato americano, non lo ha mai conosciuto) ha dovuto affrontare.
Questa sua sofferenza, unita a un’infanzia povera, lo hanno spinto a cercare un riscatto e trovare il proprio posto nel mondo, E lo ha fatto in quasi sessanta anni di carriera, decine di album, e migliaia di concerti in giro per il mondo. James Senese è stato un punto riferimento non solo artistico, ma anche umano. La sua coerenza e disciplina, il suo sottrarsi alle logiche di mercato, la sua incessante ricerca musicale, lo hanno reso un modello, un’ispirazione per chiunque volesse aspirare a diventare un artista.
È stato il primo a credere in un giovanissimo Pino Daniele, cui offrì un posto di bassista (e un basso elettrico, che lo stesso James gli acquistò) nei Napoli Centrale, la band con cui Senese ha compiuto una rivoluzione musicale dando il via a quel Neapolitan Power che dall’inizio degli anni settanta ha fatto di Napoli una capitale musicale internazionale. Pino Daniele renderà poi tributo a quell’idea di sound e commistione culturale, così come ai seminali Showmen (la band fondata negli anni sessanta da Senese e Mario Musella, altro figlio nato dall’unione di una napoletana e un soldato statunitense) con un album epocale, Nero a Metà, nel quale il timbro del sax di James è centrale, inconfondibile e indelebile, nel cuore e nella memoria.
Lascia ore e ore di musica, il suo testamento artistico, che sono patrimonio di tutti, e una certezza: l’Arte non ammette compromessi. In queste parole lo stesso James Senese qualche tempo fa, racchiude il cuore del suo pensiero e della sua filosofia:
“Il tempo è una cosa che assume significato col passare degli anni; da giovane ci fai poco caso, non te ne curi. Ma poi quando comincia a correre cerchi di fissarlo, di rallentarlo. Io lo faccio armato di sax e sentimento.
Sono nato nel 1945, anno della fine della guerra, da padre americano e madre napoletana. Sin da piccolo ho sempre cercato di contrastare quello che ritenevo ingiusto, primo fra tutti il pregiudizio. Sicuramente il colore della mia pelle ha contribuito a sviluppare questo sentimento. Immaginatevi come poteva sentirsi nel 1960 un ragazzo di quindici anni napoletano guardandosi allo specchio, vedendosi diverso dai miei coetanei, e da quello che la società del dopoguerra imponeva. Insomma, ho avuto la mia parte di complessi da superare, cercando di sentirmi uguale agli altri che spesso non mancavano di far notare la mia “diversità”. Poi un giorno ho scoperto lo strumento che ha cambiato per sempre la mia vita, il sassofono.
Lì ho condensato tutte le mie angosce, le mie paure, soffiandole via, letteralmente. Ho capito che potevo liberarmi di tutti i problemi, che potevo scacciare i timori che attanagliavano la mia anima. Sono di famiglia modesta, per non dire povera. Suonando decisi che avrei voluto parlare degli ultimi, di quelli che non ce la fanno, di quella parte di popolo che vive a testa bassa per portare a casa la pagnotta; ma avrei anche voluto parlare di amore e rispetto per le persone. Non mi è mai interessato il denaro. Ho rinunciato a contratti importanti che mi avrebbero però fatto tradire quello in cui credevo, e credo ancora; la coerenza e l’onestà artistica. Credo di essere diventato un buon musicista e un buon compositore, con sentimenti forti, lasciando da parte gli egoismi e i personalismi; ringraziando invece per quello che in quasi sessant’anni di musica ho ottenuto.
Di questo devo dire grazie a Dio, alla mia famiglia, che mi hanno dato la forza e i giusti valori.
Credo che soltanto il rispetto e l’accoglienza dell’altro, del diverso, possa contribuire alla pacificazione delle persone, e ci dia quella parte di felicità necessaria per amare il prossimo.”
(comunicato Big Time - foto: Riccardo Piccirillo)
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Halloween: la vera storia e 5 curiosità che forse non conosci
Per trovare le vere radici di Halloween, dobbiamo fare un salto indietro di oltre 2.000 anni
Il 31 ottobre non è solo la notte di "Dolcetto o Scherzetto". È un mix affascinante di antica mitologia celtica, feste cristiane e tradizioni moderne. Dimentica i cliché: scopriamo insieme la vera, spaventosa e sorprendente storia della notte di Halloween.
Per trovare le vere radici di Halloween, dobbiamo fare un salto indietro di oltre 2.000 anni e atterrare nella terra dei Celti, tra l'attuale Irlanda, Scozia e Gran Bretagna.
La loro festa principale era Samhain (pronunciato Sow-in), un evento fondamentale che segnava il passaggio dalla stagione del raccolto (luce e abbondanza) alla stagione fredda e buia (morte e riposo). Per i Celti, era l'equivalente del nostro Capodanno.
Il Velo Sottile: Si credeva che proprio nella notte di Samhain il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti si annullasse, permettendo agli spiriti e alle fate di tornare sulla Terra.
Falò e Maschere: Per onorare i defunti e, allo stesso tempo, confondere o allontanare gli spiriti maligni, i Celti accendevano enormi falò e si vestivano con pelli di animali, dando origine alla tradizione dei costumi.
Con l'espansione del Cristianesimo, le antiche feste pagane vennero gradualmente assimilate o sostituite. La festa di Samhain si fuse con la successiva festa di Ognissanti (All Hallows’ Day), spostata da Papa Gregorio III al 1° novembre.
Il nome che usiamo oggi, Halloween, deriva proprio dalla vigilia di questa festa cristiana: fu solo nel XIX secolo, grazie alla massiccia immigrazione irlandese negli Stati Uniti, che questa tradizione attraversò l'oceano per evolversi nella festa ricca di zucche e dolci che oggi conosciamo.
Cinque fatti veloci e sorprendenti su Halloween
1. La Vera Jack O'Lantern non era una zucca
Il simbolo di Halloween era originariamente intagliato in rape o barbabietole in Irlanda e Scozia. Gli immigrati irlandesi in America trovarono le zucche (pumpkins) molto più grandi e facili da svuotare, facendole diventare il simbolo che conosciamo oggi.
2. Il "dolcetto o scherzetto" (trick-or-treat) è cristiano?
Una delle origini del Trick-or-Treat risale a pratiche cristiane e risale al Medioevo, dove i poveri andavano di porta in porta a chiedere le "soul cakes" (torte dell'anima) in cambio della promessa di pregare per i defunti della famiglia che donava.
3. I colori ufficiali
I colori più associati ad Halloween sono l'Arancione e il Nero.
Arancione: Simboleggia l'autunno, il raccolto e il fuoco (i falò di Samhain).
Nero: Simboleggia l'oscurità, l'inverno in arrivo e la morte.
4. La fobia di Halloween
Esiste una vera e propria fobia legata a questa festa: si chiama Samhainofobia. Chi ne soffre prova un'ansia intensa e irrazionale per la notte del 31 ottobre.
5. Vestirsi al contrario per vedere una strega
Una vecchia superstizione dice che se nella notte di Halloween indossi i tuoi vestiti al rovescio e cammini all'indietro, potresti vedere una vera strega a mezzanotte! Non lo consigliamo, potreste inciampare!
"Sono un grande", il nuovo album di Tiziano Ferro
In contemporanea il nuovo singolo “Fingo&Spingo” entra in rotazione radiofonica dopo il successo di "Cuore rotto"
S'intitola “Fingo&Spingo” il nuovo singolo inedito di Tiziano Ferro che accompagna l’uscita del nuovo album “Sono un grande”, nei negozi e in digitale da venerdì 24 ottobre su etichetta Sugar Music.
“Fingo&Spingo” disponibile sul fisico, sarà in digitale e in rotazione radiofonica da venerdì prendendo di fatto il testimone di “Cuore Rotto”, il brano che ha segnato il ritorno di Tiziano Ferro dopo 3 anni di silenzio discografico e che dal debutto, non ha mai lasciato le prime posizioni della classifica dei brani più programmati dalle radio italiane.
"'Fingo&Spingo' parla della sottile linea di separazione tra chi sei e quello che fai. Non c'è un cartellino che timbri, non c'è chi sei tu come autore, chi sei tu come essere umano, chi sei tu come cantante e spesso è lì il problema, il dramma degli artisti forse da quando la musica esiste, no?”
Ferro, che da sempre mette in musica emozioni, esperienze, riflessioni, aggiunge: “È difficile riuscire a vestirsi in un modo, spogliarsi di quei vestiti e fare il padre di famiglia. È una cosa unica, è una cosa che forse porterà inevitabilmente chiunque faccia il mio mestiere, ad essere un po' malato: malati di fama o malati di voglia di normalità.
Due estremi: quando è troppa una, l'altra ci diventa estranea e allora chissà cosa accade. E allora, in questa canzone, è come se avessi seguito la vita di queste due persone, che poi sono una, una sola perché io non le so fare le cose di nascosto, non so vivere due vite separate. Sono sempre io, ho sempre la stessa faccia, la stessa voce, le stesse parole. Quello che viene fatto nell'ombra del privato spesso esce fuori, esce perché non puoi fare altrimenti, è impossibile che non esca perché qualcuno ti guarderà in faccia e lo leggerà. È la trasparenza assoluta, il cantante che prova a stare in piedi ma vive i suoi drammi che spesso lo mettono in ginocchio rendendogli difficoltoso mettersi davanti ad un microfono e cantare”.
Oltre a “Cuore rotto” e “Fingo&Spingo”, “Sono un grande” contiene altre 8 tracce inedite.
Questa la tracklist completa:
1) Sono Un Grande
2) Fingo&Spingo
3) Cuore Rotto
4) Milite Ignoto
5) Ti Sognai
6) Gioia
7) Quello Che Si Voleva
8) L’Amore è Re
9) 1-2-3
10) Le Piace
11) Meritiamo Di Più
A queste si aggiunge come bonus track per le versioni CD e Vinile “Tra le mani un cuore”, il brano scritto da Tiziano Ferro, Nek, Marta Venturini e Giulia Anania che Massimo Ranieri ha portato in gara all’ultimo Festival di Sanremo.
Tiziano Ferro torna alla musica con un album frutto di oltre due anni di lavoro, un periodo durante il quale le difficoltà hanno lasciato spazio a grandi cambiamenti e al futuro. Un nuovo Ferro ispirato e profondo, leggero e pronto a mettersi in gioco con la cosa che lo ha sempre guidato: l’amore per la musica.
“Perché se non sono ancora morto… Sarà per caso, sarà per torto, oppure sarà perché sono un grande… e non me ne sono mai accorto!” canta Tiziano nel brano che dà il titolo al disco e che lui racconta così: “Sono un grande è il frutto di tutto quello che è accaduto nella mia vita, la consapevolezza che se sono riuscito a superare tutte le tempeste, è perché forse qualcosa di buono l’ho fatto e un futuro felice me lo merito”, racconta il cantautore di Latina.
Tiziano ancora una volta parla di sé ma anche di tutti noi dando voce ai pensieri e alle emozioni di chi lo ascolta.
L’album, oltre che in digitale, è disponibile in diversi formati:
In esclusiva sullo store Sugar Music è possibile acquistare il vinile rosso con poster autografato e il cd rosso con poster autografato; in esclusiva su Amazon è disponibile il vinile bianco con cover alternativa e il poster; in tutti gli store il vinile nero e il cd nero. Cresce nel frattempo l’attesa anche per il ritorno live. I biglietti per il tour STADI26 sono già disponibili qui e a 8 mesi di distanza sono già stati venduti oltre 200.000 mila tagliandi oltre ad aver raddoppiato gli appuntamenti a Milano e Roma.
Il tour, prodotto e organizzato da Live Nation, vedrà Tiziano Ferro esibirsi in 12 date negli stadi delle principali città italiane (per info livenation.it):
30 maggio 2026 LIGNANO – Stadio Teghil
6 giugno 2026 MILANO – Stadio San Siro
7 giugno 2026 MILANO – Stadio San Siro
10 giugno 2026 TORINO – Allianz Stadium
14 giugno 2026 BOLOGNA – Stadio Dall’Ara
18 giugno 2026 PADOVA – Stadio Euganeo
23 giugno 2026 NAPOLI – Stadio Diego Armando Maradona
27 giugno 2026 ROMA – Stadio Olimpico
28 giugno 2026 ROMA – Stadio Olimpico
3 luglio 2026 ANCONA – Stadio Del Conero
8 luglio 2026 BARI – Stadio San Nicola
12 luglio 2026 MESSINA – Stadio San Filippo
Cantautore, autore e produttore, Tiziano Ferro (nato a Latina il 21 febbraio 1980) ha venduto più di venti milioni di dischi nel mondo. A dare il via alla sua ventennale carriera è stato il singolo "Xdono" (che ottenne il terzo posto nella classifica dei singoli più venduti in Europa nel 2002) seguito dal primo album “Rosso relativo” che con oltre due milioni e mezzo di copie vendute nel mondo è uno dei dischi italiani più venduti della storia. Ad oggi ha all’attivo 9 album e una raccolta “best of” che lo hanno reso uno dei più influenti e innovativi cantautori italiani contemporanei e uno degli artisti italiani più apprezzati e famosi in Italia e nel mondo.
Oltre che in lingua italiana, Tiziano Ferro canta in inglese, spagnolo, portoghese e francese e nel corso della sua carriera ha più volte collaborato con importanti artisti della scena musicale italiana e mondiale. In oltre 20 anni di carriera ha ottenuto numerosi premi, candidature e riconoscimenti tra i più importanti a livello nazionale e internazionale ed è membro votante della giuria dei Grammy Award.
(comunicato Sugar Music a cura di Samantha Nocera)
Angelina Mango: un ritorno a sorpresa
Il nuovo album caramé pubblicato oggi a sorpresa su tutte le piattaforme
“Ho scritto quindici canzoni più una” così Angelina Mango presenta caramé, il suo nuovo album che oggi, a sorpresa, è apparso su tutte le piattaforme digitali.
Ancora una volta la musica è al centro del mondo di Angelina, è la lingua che ha scelto per raccontarsi e le 16 tracce scandiscono, infatti, questo suo ultimo anno e lo trasformano in una playlist inaspettata, intima e collettiva al tempo stesso.
caramé (Latarma Records/Distribuzione ADA Music Italy), fin dal titolo, è un album sincero, spontaneo e sperimentale insieme, che appare inaspettato negli ascolti del pubblico; un titolo esplicito, che diventa la decorazione di una torta con cui gli amici ti sorprendono, l'inizio di una lettera rivolta a se stessa che non rimane chiusa in un cassetto, ma che esplode in un collage di immagini che rappresentano emozioni, pensieri, momenti vissuti da Nina, ma che toccano tutti.
E il “me” del titolo è anche Angelina che ha scritto e prodotto tutti i brani dell’album, con Giovanni Pallotti e affiancata più volte dal fratello Filippo, da amici stretti e altri artisti che hanno compreso esattamente il senso di questo lavoro.
L’artwork incarna alla perfezione lo spirito che accompagna l’uscita di questo album: le foto utilizzate sono diapositive della vita della cantautrice nel corso di quest'anno e - proprio come le canzoni che compongono questo disco - insieme raccontano la vita di studio, la composizione, amicizia, affetti, pensieri, insomma, un diario scritto a mano con tante storie da raccontare.
caramé sono anche le prime parole del disco: l’incipit di una lettera intima che si trasforma in presentazione, che apre questo viaggio di sincerità e costruzione.
La tracklist prosegue con 7up. In questa nostra società che ci vuole sempre perfetti e performanti, Angelina rivendica il diritto più semplice: quello di essere autentica, solo Nina “non sono una star/nemmeno per sbaglio/sono matricola a vita”.
È il momento di le scarpe slacciate, dove la musica diventa catartica: la malinconia di una storia finita è alleviata da una dimensione uptempo, quasi country. Nei cori, come nella vita, a circondare Angelina anche alcune delle persone a lei più care: il fratello Filippo e gli amici.
In pacco fragile è forte il desiderio di sentirsi umana, non necessariamente perfetta; torna la voglia di presentarsi sempre in maniera autentica, senza sovrastrutture.
Arriva poi ioeio, dove ad Angelina si unisce la voce di Madame con la produzione di Mr. Monkey: un brano nato da una lunghissima sessione in studio senza pause, un flusso che unisce le due artiste in un dialogo che è quasi monologo in cui si affrontano e si intrecciano due parti del nostro essere per affrontare un demone interiore.
la vita va presa a morsi nasce su un divano, ed è l’incontro artistico e umano tra due fratelli: Filippo, le braccia come una cintura intorno ad Angelina, quella sensazione di casa, di protezione che tra i due fratelli è così naturale. Quando non c’è niente da spiegare.
come un bambino è una dedica d’amore profonda ai suoi genitori. Nasce nel suo luogo d’infanzia, Lagonegro. È un regalo a un padre che non c’è più e che non ha più potuto dedicare canzoni d’amore a sua madre. E a sua madre, infatti, è rivolta questa ballad, provando a scrivere quello che avrebbe potuto dedicarle lui.
Torna l’amore anche in mylove, tra le note e le parole nate in una sera a cena, guardando la sua migliore amica, raccontandole il sentimento profondo che le lega.
In nina canta Angelina gioca con la musica, sperimenta. Tornano le “smattate” in studio e in album arrivano sotto forma di un intermezzo sperimentale, in cui riconoscere quello che quest’anno le ha insegnato.
velo sugli occhi è il manifesto dell’album, racconta del “velo” che appare sugli occhi quando perdiamo lo sguardo puro di quando si è bambini, di quando la vita era tutta da amare. Domina qui la voglia di affrontare i giorni accettando i propri difetti e le imperfezioni e “fare mille cazzate che non ho fatto ancora”. Un brano che apre alla voglia di vivere che ci travolge quando non siamo più disposti ad avere paura del silenzio e non vogliamo più raccontare (e raccontarci) bugie.
ci siamo persi la fine è il saluto finale a quell’amore perduto, un addio in cui c’è poco da spiegare. Racconta una mancanza, nel modo più semplice e diretto che si potesse trovare.
In tutto all’aria torna anche Filippo Mango e l’intesa assoluta con Angelina. La scrittura è all’unisono e racconta la difficoltà del passaggio verso la vita adulta, un tema complesso, duro, che i fratelli sembrano però affrontare con lo spirito di quando, da piccoli, componevano già canzoni insieme.
In bomba a mano l’emotività si rivela e con lei il desiderio di dare un senso al crollo delle proprie aspettative: qui la fragilità si scontra contro chi non ha il coraggio di capire una necessità.
aiaiai è un incontro magico: la penna di Calcutta si unisce a quella di Angelina, che condivide la produzione con Dardust. Questa collaborazione dà vita a una canzone in cui emerge una verità non sempre facile da raggiungere: quando crollano tutte le impalcature resta solo Nina.
In igloo torna la famiglia, le parole nascono a distanza mentre il fratello, in vacanza in Islanda con Elena, racconta di aver visto l’aurora boreale; ma la canzone necessita - anche in questo caso - di un momento successivo di unione, in presenza, con le sue persone del cuore per raccontare la vita “dentro ad un igloo”.
L’album si chiude con un regalo: cosicosicosicosì è una canzone che Angelina non ha scritto e non ha cantato. Una dedica nel giorno del suo compleanno della sua migliore amica Elena, in arte Henna, che Angelina ha voluto fortemente inserire nel disco a chiusura. Non importa perdere una partita, quello che conta è andare avanti.
Oltre al videoclip ufficiale del brano velo sugli occhi, la cantautrice ha voluto dare una veste diversa anche ai brani igloo , le scarpe slacciate e pacco fragile, giocando tra stop motion e illustrazioni che ha realizzato lei stessa.
Interamente prodotto dall’artista - caramé è un disco diverso, che esce a sorpresa. Angelina Mango ha aperto, ancora una volta, le porte del suo intimo e l’ha trasformato in musica. È un disco vero, cantautorale, senza sovrastrutture, un lavoro quasi artigianale, fatto in presenza con il cuore e con spontaneità. caramé esce a un anno e mezzo di distanza da poké melodrama, il primo album della cantautrice pubblicato il 31 maggio 2024.
(comunicato WordsForYou a cura di Arianna Galli)
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World music: a Luisa Briguglio il Premio Andrea Parodi
A Cagliari la finale del contest di World Music con ospiti Mauro Pagani, Ferruccio Spinetti, A Filetta, Sandra Bautista
È la siciliana Luisa Briguglio a vincere la 18a edizione del “Premio Andrea Parodi”, il prestigioso contest di world music che si è svolto dal 9 all’11 ottobre a Cagliari in un luogo di grande prestigio come il Teatro Massimo. A lei anche la menzione per la migliore interpretazione.
In questa edizione, che ha visto una massiccia presenza femminile ed anche internazionale, il premio della critica è andato all’irlandese Noemi Berrill, insieme alla menzione per il miglior arrangiamento e al Premio Bianca d’Aponte International.
La menzione per il miglior testo va a Nicole Coceancig (dal Friuli), quella per la migliore musica a Eva Verde & Danilo Tarso (Catalogna / Puglia).
Il premio per la migliore reinterpretazione di un brano di Andrea Parodi (deciso dalla Fondazione a lui intitolata) è stato assegnato invece a Neval (Catalogna / Turchia) e la menzione della giuria internazionale a Evoéh (Spagna, Marocco, Honduras) e a Barbora Xu (Repubblica Ceca / Finlandia).
I concorrenti in gara hanno a loro volta assegnato una menzione, che è andata a a Evoéh e Noemi Berrill. Quella invece dei ragazzi in sala se l’è meritata Lia Sampai (Catalogna).
Inoltre Siedas offre la possibilità di un servizio di management per un anno a Nicole Coceancig, mentre FDAM offre un servizio distribuzione e promozione di un singolo (ufficio stampa, promo radio e TV, consulenza social) a Limen Collective (Sardegna/Piemonte).
La manifestazione è organizzata dalla Fondazione Andrea Parodi con la direzione artistica di Elena Ledda.
Da segnalare anche il parterre degli ospiti, decisamente di rilievo. Nella serata di venerdì si è esibita la vincitrice della scorsa edizione, la catalana Sandra Bautista.
Sabato la serata finale ha visto invece salire sul palco Mauro Pagani (accompagnato da Walter Porro, Marcello Peghin, Andrea Ruggeri, Silvano Lobina, Marco Argiolas, Battista Dagnino, Elena Nulchis, Gianfranco Meloni) e Ferruccio Spinetti (con Francesca Corrias e Marcello Peghin).
Si è anche esibito il coro corso A Filetta, vincitore del Premio World Music International.
La vincitrice avrà diritto ad una borsa di studio di € 2.500, oltre alla possibilità di esibirsi in alcuni festival partner del Parodi nel 2026, come l’European Jazz Expo – Jazz in Sardegna (Sardegna), Folkest (Friuli), Festival del torto (Sicilia), oltre che nello stesso Premio Andrea Parodi il prossimo anno.
Noemi Berrill come vincitrice del Premio della Critica potrà invece realizzare un videoclip professionale di un brano, prodotto dalla Fondazione Andrea Parodi.
Per alcuni degli altri finalisti del Premio ci sarà inoltre la possibilità di essere invitati da alcuni dei festival partner (come Mare e Miniere).
A decidere i vincitori del contest sono state tre giurie, una tecnica, una critica e una internazionale, tutte composte da autorevoli addetti ai lavori, che sono stati in buona parte presenti in platea (altri in remoto).
Come l’intelligenza artificiale sta cambiando il modo di fare musica
Dalle canzoni generate dagli algoritmi agli artisti virtuali, ecco come l’IA sta rivoluzionando il modo di creare, produrre e vivere la musica
Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale (IA) ha iniziato a suonare un ruolo sempre più importante nel mondo della musica. Non si tratta più soltanto di algoritmi che consigliano cosa ascoltare su Spotify, ma di veri e propri strumenti creativi capaci di comporre, mixare e persino interpretare brani originali. Oggi esistono software come AIVA, Amper Music o Soundful che permettono di generare intere composizioni a partire da poche istruzioni: un genere, un tempo, un’emozione. Musicisti e produttori li utilizzano per creare colonne sonore, jingles radiofonici o semplicemente per trovare ispirazione. L’IA non rimpiazza il musicista, ma amplia il suo arsenale creativo, come un assistente digitale sempre pronto a proporre nuove armonie, basi ritmiche o arrangiamenti.
L’intelligenza artificiale non si limita a comporre: oggi è in grado di analizzare una traccia audio e ottimizzarne automaticamente equalizzazione, compressione e bilanciamento dei volumi. Piattaforme come LANDR o iZotope Ozone utilizzano reti neurali addestrate su migliaia di brani professionali per offrire un mastering veloce e di qualità, permettendo anche ai creatori indipendenti e alle web radio di raggiungere standard sonori professionali senza investimenti enormi in studio.
Un altro campo in rapida espansione è quello delle voci generate artificialmente: grazie al machine learning, oggi è possibile ricreare timbri vocali realistici o inventarne di nuovi, dando vita a cantanti virtuali come Hatsune Miku o ai più recenti avatar vocali costruiti da piattaforme AI. Questi esperimenti sollevano anche domande etiche e artistiche: chi è il vero autore di una canzone creata da un algoritmo? E fino a che punto l’emozione può essere “simulata”?
La rivoluzione dell’IA sta anche cambiando il modo in cui il pubblico vive la musica. Oggi l’ascoltatore può partecipare attivamente, generando remix personalizzati, modificando voci o strumenti, e creando brani unici basati sui propri gusti. La musica diventa così interattiva e partecipativa, e il confine tra artista e fan si fa sempre più sottile.
L’intelligenza artificiale non sta uccidendo la creatività: la sta trasformando. Come ogni grande innovazione, porta con sé entusiasmo e timori, ma soprattutto nuove possibilità espressive. Nel futuro, la musica non sarà “umana” o “artificiale”: sarà semplicemente musica, frutto di una collaborazione tra cervelli biologici e digitali — e forse, proprio per questo, più ricca che mai.
Cagliari: al via giovedì il Premio Andrea Parodi 2025 per la world music
Dal 9 all’11 ottobre al Teatro Massimo di Cagliari
Manca pochissimo al Premio Andrea Parodi, uno dei più importanti contest europei dedicati alla world music, le cui finali si terranno dal 9 all’11 ottobre in un luogo di grande prestigio come il Teatro Massimo di Cagliari. Il Premio è realizzato dalla Fondazione Andrea Parodi con la direzione artistica di Elena Ledda.
Le serate, che inizieranno alle 20.30, sono a ingresso gratuito con prenotazione al Boxoffice Sardegna (070 657428 - info@boxofficesardegna.it oppure sul sito web www.boxofficesardegna.it).
Il parterre degli ospiti di questa 18a edizione è di alto livello: Mauro Pagani, Ferruccio Spinetti, A Filetta e la vincitrice della scorsa edizione, la catalana Sandra Bautista.
I FINALISTI
Il cuore della manifestazione sarà come sempre nel concorso, che vedrà confrontarsi artisti italiani e internazionali: Naomi Berrill (Irlanda), Luisa Briguglio (Sicilia), Nicole Coceancig (Friuli), Evoéh (Spagna, Marocco, Honduras), Limen Collective (Sardegna/Piemonte), Neval (Catalogna / Turchia), Lia Sampai (Catalogna), Eva Verde & Danilo Tarso (Catalogna / Puglia), Barbora Xu (Repubblica Ceca / Finlandia).
IL PROGRAMMA DELLE SERATE
Giovedì 9 ci sarà l’esibizione dei finalisti (con il brano in gara ed un altro brano del proprio repertorio), che il giorno dopo proporranno di nuovo il brano in gara e uno tratto dal repertorio di Andrea Parodi, mentre, sempre il secondo giorno, come ospite salirà sul palco Sandra Bautista (Vincitrice del Premio assoluto e del Premio della Critica nel 2024).
Sabato la serata finale vedrà l’esibizione dei finalisti con il solo brano in gara. Gli ospiti saranno Mauro Pagani (accompagnato da Walter Porro, Marcello Peghin, Andrea Ruggeri, Silvano Lobina, Marco Argiolas, Battista Dagnino, Elena Nulchis) e Ferruccio Spinetti (con Francesca Corrias e Marcello Peghin).
Ci sarà poi la consegna del Premio World Music International 2025 a A Filetta e,a fine serata, la proclamazione di tutti i vincitori.
La conduzione delle serate è a cura di Gianmaurizio Foderaro e Ottavio Nieddu.
PREMI
Per il vincitore e per alcuni dei finalisti sono previsti importanti premi e bonus. Il vincitore assoluto avrà diritto ad una borsa di studio di € 2.500, oltre alla possibilità di esibirsi in alcuni festival partner del Parodi nel 2026, come l’European Jazz Expo – Jazz in Sardegna (Sardegna), Folkest (Friuli), Festival del torto (Sicilia), oltre che nello stesso Premio Andrea Parodi.
Il vincitore del Premio della Critica potrà invece realizzare un videoclip professionale di un brano, prodotto dalla Fondazione Andrea Parodi.
Per alcuni dei finalisti del Premio ci sarà inoltre la possibilità di essere invitati da alcuni dei festival partner (come Mare e Miniere o il Premio Bianca d’Aponte) o di avere un servizio di management per un anno da parte di Siedas o di un servizio distribuzione e promozione di un singolo (ufficio stampa, promo radio e TV, consulenza social) da parte di FDAM.
GIURIE
A decidere i vincitori del contest saranno tre giurie, una tecnica, una critica e una internazionale, tutte composte da autorevoli addetti ai lavori, che saranno in buona parte presenti in platea (altri in remoto). Ecco la composizione.
Giuria tecnica: Elena Ledda (direttrice artistica, musicista), Gianfranco Cabiddu (regista, musicista), Andrea Ruggeri (musicista), Pippo Rinaldi Kaballà (musicista), Simonetta Soro (musicista, attrice), Silvano Lobina (musicista), Lia Careddu (attrice), Cristina Maccioni (attrice), Gisella Vacca (musicista, attrice), Michele Palmas (S'ard Music, partner), Antonio Ferraro (Musicista, Ingegnere del suono), Foffo Bianchi (Musicista, Ingegnere del suono), Marco Lutzu (Partner, etnomusicologo, Università di Cagliari), Nicola Meloni (operatore culturale), Nicola Spiga (operatore culturale), Stefano Starace (operatore culturale), Davide Valfrè (Partner, Premio Città di Loano), Gaetano D’Aponte (Partner, Premio Bianca D’Aponte), Andrea Del Favero (Partner, Folkest), Salvatore Nocera (Partner, Festival Del Torto), Rambaldo degli Azzoni Avogadro (discografico, operatore culturale), Fabio Dell’Aversana (SIEDAS, partner), Pietro Graziano (FDAM, partner), Andrea Marco Ricci (Partner, NUOVO IMAIE), Claudio Carboni (Partner, Consigliere di Gestione SIAE), Luigi Fontana (Partner, U.N.A. Unione Autori Musicali).
Giuria critica: Enrico de Angelis (critico musicale), Flavia Corda (TGR Sardegna), Giacomo Serreli (Videolina e Radiolina), Paola Pilia (TCS), Martina Vocci (TV Capodistria), Nicola Montisci (L’Unione sarda), Enrico Gaviano (La Nuova Sardegna), Paolo Ardovino (Giornalista musicale), Tore Cubeddu (Partner, Eja Tv), Gianfranco Lai (Sardegna Notizie), Simone Cavagnino (giornalista), Claudio Agostoni (Partner, Radio Popolare), Marco Mangiarotti (Qn - Il Giorno), Flaviano De Luca (Il Manifesto), Felice Liperi (Giornalista musicale), Matteo Cruccu (Corriere della Sera) Ciro De Rosa (Songlines /Globofonie), Salvatore Esposito (Partner, Blogfoolk), Claudio Scaccianoce (Gli Stati Generali), Giovanni Alcaini (Radio Cernusco Stereo), Tonino Merolli (Funweek), Timisoara Pinto (GR1), Duccio Pasqua (Rai Radio1), Elisabetta Malantrucco (Rai Radio Techete’), Max De Tomassi (Rai Radio 1), Franz Coriasco (Rai Italia).
Giuria internazionale (giornalisti e operatori culturali): Sergio Albertoni (Rsi Radio Svizzera Italiana), Thorsten Bednarz (DeutchlandFunk Kultur, Germania), Andrew Cronshaw (Froots Magazine, Rough Guide To World Music, Regno Unito), Petr Doruzka (Czech Radio, Rep. Ceca), Edyta Łubińska (Università di Varsavia, Istituto di Etnologia e Antropologia culturale), Piotr Pucylo (Globaltica Festival, Polonia), Albert Reguant (Les Rutes del So, Spagna, Catalogna), Juan Antonio Vazquez (Mundofonias, Spagna).
Grande successo di pubblico per il MEI 2025 a Faenza con record di presenze
COMUNICATO STAMPA
La 30^ edizione della manifestazione ha visto una grandissima presenza di artisti e pubblico Gen Z
Si è conclusa con grande successo di pubblico l’edizione del 2025 del MEI – Meeting Etichette Indipendenti, la più importante rassegna della musica indipendente italiana, che ha animato le giornate di venerdì 3 ottobre, sabato 4 e domenica 5 ottobre, trasformando Faenza (RA) in una vera e propria città della musica con concerti, forum, convegni, fiere e mostre per festeggiare i 30 anni della rassegna.
«Un’edizione unica e straordinaria quella dei 30 anni che ha portato nella notte bianca indipendente grandi concerti di Eugenio Finardi, Anna Castiglia, Giulia Mei, i Punkcake, i Foreign Air, 18K che hanno entusiasmato il pubblico – afferma Giordano Sangiorgi, patron del MEI – Il pubblico si è riversato nel centro storico di Faenza e ha cantato le canzoni indipendenti degli ultimi 10 anni grazie al format di Lacrima party che ha avuto grande successo, per la prima volta in una grande piazza di un centro storico. Un’edizione straordinaria, un pubblico che ha riempito tutte le piazze. Il MEI si conferma un vero punto di riferimento in questa scena, soprattutto dopo questi 30 anni. Tra i momenti più sentiti il Premio per la pace a Tony esposito, consegnato dal sindaco di faenza e dal giornalista Fausto pellegrini e la Targa a Eugenio Finardi consegnata dal vicesindaco Andrea fabbri. Momenti topici il cantautorato femminile con Onda Rosa Indipendente con delle artiste straordinarie. Anna Castiglia e Giulia Mei hanno infiammato il pubblico con le loro performance. Grande afflusso anche per la Fiera del Disco e p tutti gli altri incontri».
Sono state assegnate le Targhe MEI 2025 sul Palco Centrale di Piazza del Popolo con i concerti dal vivo di Eugenio Finardi, Anna Castiglia, Giulia Mei, 18k, Deschema, Foreign Air, Punkcake, la presenza di Tony Esposito e tantissimi altri. A EUGENIO FINARDI la Targa MEI Artista Indipendente dell’anno. Ad ANNA CASTIGLIA assegnata la Targa MEI-ExitWell Artista Emergente dell’anno. A TONY ESPOSITO consegnato il Premio MEI Musica per la Pace. Il Premio Giovani MEI ha visto due vincitori: i PUNKCAKE, sul palco Crescendo di Faenza, e GIULIA MEI, sul Palco Centrale in occasione del “Io della musica non ci ho capito niente tour”. Il Premio Hip-Hop MEI consegnato al rapper 18K insieme ai suoi produttori Ed Mars e 4997.
In Piazza Nenni si è tenuto il Presidio Musicale Una Voce per Gaza a cura di Michele Lionello con oltre 30 artisti che hanno aderito all’appello lanciato da Amnesty International e Voci per la Libertà e l’altro spazio per artisti emergenti EdicolAcustica di Alberto Guazzi. L’iniziativa “Una voce per Gaza” vede l’unione di forze fra Voci per la Libertà, Amnesty International, EdicolAcustica e il MEI.
Il MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti è una delle piattaforme di scouting per la nuova musica italiana indipendente ed emergente. Fin dalla prima edizione, la manifestazione è stata la piattaforma di lancio della nuova scena indipendente ed emergente italiana con artisti che sono diventati pilastri della musica in Italia (tra gli altri Diodato, Afterhours, Bluvertigo, Marlene Kuntz, CSI, Pitura Freska, Baustelle, Caparezza, Negramaro, Brunori Sas, Perturbazione, Marta sui Tubi, Offlaga Disco Pax, e tantissimi altri) e ha premiato emergenti oggi considerati punte di diamante della nuova scena artistica del nostro Paese (come Ermal Meta, Fulminacci, Lo Stato Sociale, Ghali, I Cani, Canova, Calcutta, Zibba, Mirkoeilcane, Le Luci della Centrale Elettrica, Motta, Colapesce, Cosmo e tanti altri). Tanti sono stati anche gli artisti che hanno mosso i loro primi passi proprio al MEI, come ad esempio Daniele Silvestri che nel 1997 allestì un suo stand espositivo e più recentemente i Måneskin, che al MEI di Faenza hanno realizzato il loro esordio fuori da Roma. Durante i suoi 30 anni di attività il MEI, con le sue edizioni ufficiali insieme alle tante edizioni speciali (a Bari, Roma e in altre città), ha registrato un totale di 1 milione di presenze, la partecipazione di 10mila artisti e band dal vivo, 5mila realtà musicali coinvolte in expo e convegni e 1000 giornalisti (più di 100 dal resto d'Europa) che hanno parlato del MEI contribuendo a renderla la più importante vetrina della nuova e nuovissima musica italiana. È l’unico festival che ha avuto ben tre esordienti che hanno poi vinto il Festival di Sanremo: Ermal Meta, Diodato e i Måneskin e l’unico ad avere premiato per bene due volte Lucio Corsi prima del suo boom al Festival di Sanremo.
Anche quest'anno il MEI ha trasformato Faenza per tre giorni in una vera e propria città della musica con concerti, presentazioni musicali e letterarie, convegni e mostre, affiancati da una parte espositiva rivolta agli operatori della filiera musicale con l'obiettivo di sostenere la crescita e la diffusione di una cultura musicale indie ed emergente.
Giordano Sangiorgi, Patron del MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti e Stefano De Martino, Patron del Premio Lunezia hanno assegnato alla pianista e compositrice siciliana Giuseppina Torre il Premio Pape Gurioli 2025, in accordo con Arianna Gurioli (figlia di Pape, in rappresentanza della famiglia) e con il patrocinio del Comune di Marradi. La cerimonia di consegna del premio si terrà il 19 novembre a Marradi (Firenze), nel paese natale del celebre musicista e nel giorno del suo compleanno, a pochi mesi dalla sua scomparsa avvenuta prematuramente lo scorso marzo.
Taylor Swift torna con "The Fate of Ophelia"
COMUNICATO STAMPA
In radio il primo singolo estratto da "The Life of a Showgirl"
Dopo l’annuncio a sorpresa che ha entusiasmato il suo pubblico poche settimane fa, la regina del pop Taylor Swift torna con il suo dodicesimo progetto discografico “The Life of a Showgirl”, il cui singolo estratto “The Fate of Ophelia” è in rotazione nelle radio italiane. Ad accompagnare l’uscita è una speciale proiezione nelle sale cinematografiche, “The Official Release Party of a Showgirl”, contenente il videoclip ufficiale di “The Fate of Ophelia”, immagini inedite del dietro le quinte e un racconto traccia per traccia di “The Life of a Showgirl”. “The Official Release Party of a Showgirl” è disponibile nelle sale cinematografiche per tre date evento, da oggi fino al 5 ottobre ed è già un successo al botteghino, con milioni di dollari di incassi negli Stati Uniti.
L’album è già disponibile nei formati fisici vinile, CD e musicassetta, e nei formati CD + poster in esclusiva sullo Shop Universal e per Discoteca Laziale. In occasione dell’annuncio, l’artista ha svelato quattro varianti di copertine disponibili per un tempo limitato in formato CD Deluxe: “Sweat and Vanilla Perfume”, “It’s Frightening”, “It’s Rapturous” e “It’s Beautiful”. Sono state annunciate sei varianti di copertine disponibili per un tempo limitato in formato vinile e tutte le versioni sono andate sold out in pochissimi minuti. Sullo Shop Universal, inoltre, è disponibile il vinile “The Crowd Is Your King Edition”, già sold out nonostante non fosse un prodotto a tempo limitato.
Annunciato a sorpresa qualche settimana fa al podcast “New Height Show”, dove Taylor Swift è stata ospite del suo fidanzato Travis Kelce, “The Life of a Showgirl” ha stabilito un nuovo record ancora prima della sua uscita ufficiale: pochi giorni fa, infatti, è diventato l’album con più presave di sempre su Spotify, superando i 5 milioni e battendo un primato che già apparteneva alla stessa Taylor Swift, ottenuto nel 2024 con “The Tourtured Poets Department” (disco di platino in Italia). L’artista ha così dimostrato ancora una volta di essere una delle figure più amate del panorama musicale globale, capace di rendere ogni suo progetto un evento in grado di catturare l’attenzione di tutto il mondo.
“The Fate of Ophelia”, primo singolo estratto del nuovo progetto, è un brano pop dalle sonorità al contempo dark e oniriche, in cui Taylor Swift racconta del destino di Ofelia e di come sarebbe potuto essere anche il suo se il suo cuore non fosse stato salvato. Il singolo è accompagnato dal videoclip ufficiale, in uscita nei prossimi giorni, che sarà trasmesso in anteprima nelle sale cinematografiche da stasera. Prodotto da Max Martin, Shellback e dalla stessa Taylor Swift, il nuovo progetto è composto da 12 tracce, che vedono come unico feat l’amica e astro nascente del pop internazionale Sabrina Carpenter nel brano “The Life of a Showgirl”.
“Stanotte tutte queste vite convergono qui, i mosaici di risate e i cocktail di lacrime, dove le anime fraterne cantano cose identiche, ed è bellissimo, è estatico, è spaventoso. Non posso neanche spiegarvi quanto sia orgogliosa di condividerlo con voi, un album che mi sembra così giusto. Un grazie infinito va ai miei mentori e amici Max e Shellback per avermi aiutata a dipingere questo autoritratto. Se pensavate che il grande show fosse folle, forse dovreste venire a dare un’occhiata dietro al sipario…” - Taylor Swift
Ernia: "Per soldi e per amore" è l'album più venduto della settimana
COMUNICATO STAMPA
Conquista le classifiche nella settimana di debutto
“Per Soldi e Per Amore”, il nuovo album di Ernia - disponibile dal 19 settembre - è il disco più venduto della settimana, conquistando il primo posto della classifica FIMI/NIQ. L’album ha raggiunto la vetta delle chart nella settimana di debutto, posizionandosi #1 anche nella classifica FIMI/NIQ di CD, vinili e musicassette più venduti e con 7 brani in Top10 FIMI/NIQ dei singoli più venduti. Il brano “Fellini” feat. Kid Yugi, inoltre, stabile #1 nelle tendenze musica di YouTube, continua a condurre le classifiche di Spotify Italia e Apple Music Italia, nelle quali tutti i brani dell’album sono presenti in Top50.
Con oltre 20 milioni di stream totali nella prima settimana, “Per Soldi e Per Amore” è disponibile su tutte le piattaforme digitali e nei formati fisici CD e Vinile Standard, CD autografato, Vinile autografato (sold out), Vinile Deluxe (sold out) e le speciali versioni in vinile autografato numerato “Per Soldi” e la variante “Per Amore”. Da venerdì 19 settembre, inoltre, è in rotazione radiofonica il singolo estratto “Per Te”, che ha già raggiunto il risultato di seconda più alta entrata in rotazione questa settimana, accompagnato dal videoclip ufficiale.
“Per Soldi e Per Amore” è il lavoro più intimo e introspettivo della carriera di Ernia: un disco che riflette sul passato, sulle figure chiave della sua vita e sulle motivazioni profonde che danno senso al quotidiano: dal lavoro all’amore, dalle amicizie al rapporto con i genitori. Con questo progetto Ernia si ferma a osservare il proprio percorso nel delicato passaggio dei 30 anni, un’età di transizione in cui le prospettive cambiano e ci si confronta con nuove consapevolezze: si riconoscono ferite e successi, si impara a convivere con la solitudine senza tradirsi e a dare valore alle relazioni. “Per Soldi e Per Amore” è un viaggio nella maturità, un tentativo di sciogliere le dicotomie che da giovani possono diventare conflitti interiori, alla ricerca di una convivenza pacifica tra contrasti e fragilità. Un disco che avvicina e mette in dialogo le due anime dell’artista, Ernia e Matteo, completando un percorso che da sempre caratterizza la sua scrittura.
Il disco è composto da 12 tracce, con la produzione e la direzione artistica curate da Charlie Charles, producer multiplatino e compagno di un rapporto nato agli esordi e oggi pienamente realizzato in un progetto tanto personale quanto universale. A rendere il lavoro ancora più ricco, Ernia ha scelto di aprirsi al confronto con quattro artisti e amici che hanno avuto un ruolo significativo nel suo percorso musicale: Kid Yugi, Marracash, Club Dogo e Madame. Le collaborazioni non sono semplici incursioni, ma dialoghi artistici che rispecchiano le diverse anime del disco, contribuendo a dare forma a un racconto corale fatto di esperienze, vissuti e prospettive differenti.
Dopo una lunga attesa da parte del pubblico che da sempre apprezza la sua linea di scrittura che mira dritta al punto e a distanza di tre anni dal fortunatissimo “Io Non Ho Paura” (triplo disco di platino), con “Per Soldi e Per Amore” Ernia firma il suo lavoro più maturo, restituendo al pubblico un disco sincero e potente, destinato a segnare un passaggio cruciale della sua carriera e della sua vita.
